sabato 22 settembre 2018

Ossessioni karmiche e come liberarsene


Il modo per trascendere il karma
risiede nel corretto uso
della mente e della volontà.
Bruce Lee

Ricordo bene di aver scritto un post intitolato Il karma non esiste, e in quello che segue non intendo contraddirmi ma approfondire un aspetto dell'argomento su cui credo che non si rifletta mai abbastanza e che genera conseguenze imponderabili.
“Vorrei ma non posso... Se solo potessi...” è questo il mantra, più o meno inconscio, che ci rende schiavi di un'ossessione karmica, insieme alla segreta convinzione che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato e ingiusto nelle cose che stiamo vivendo nella realtà. Qualsiasi conseguimento viene quindi minato da una vena di insoddisfazione che, per quanto lieve, può compromettere i buoni frutti di ogni realizzazione, perfino quelli di una vita intera, trasformandosi in un'insanabile inquietudine che si manifesta come vaga irrequietezza e talvolta cede il posto alla frustrazione.



Non parlo della sacrosanta indignazione che ti coglie quando sai, anche solo nel profondo del tuo cuore, di aver intrapreso un cammino che non ti corrisponde veramente, poiché è naturale che ignorare le proprie autentiche aspirazioni, ad esempio costringendosi a vivere una vita insensibile ai richiami dell'anima, faccia male anche a livello psicofisico, e non mi riferisco nemmeno al senso di frustrazione indotto dalla smania consumistica che porta a volere tutto e subito, secondo logiche preconfezionate del tipo nasci-cresci-riproduciti-muori, ovvero produci-guadagna-spendi-consuma, no, l'ossessione karmica è molto più profonda e conferisce un senso di cupa ineluttabilità ad ogni aspetto della vita, per cui sì, potrai anche realizzare ogni aspirazione dell'anima e ogni desiderio della personalità (sulla differenza tra desiderio e aspirazione ti invito a leggere il mio post Il segreto della felicità) e nondimeno sentire che comunque niente ha veramente valore, perché ti manca qualcosa di fondamentalmente importante, anzi, di essenziale.



L'ossessione è una forza che sfugge alla coscienza e si esprime in atteggiamenti, attitudini e comportamenti controproducenti, attraverso una reiterata staticità: manie, ansie, fobie, fissazioni più o meno eclatanti che ci impediscono di vedere le cose per quello che sono veramente e di superare i limiti spesso solo immaginari o comunque autoimposti che ci mantengono schiavi. Ecco una forza occulta che richiama un'ampia categoria di indisciplinate idiosincrasie perseveranti, ostinate, che resistono agli accomodamenti più lungimiranti del tempo e si innestano nella pianta del karma personale, alimentandone le radici millenarie e i semi di discordia.
Ossessioni karmiche: ne sai qualcosa se incontri la tua anima gemella, e il tuo cuore l'ha saputo dal primo istante (gli occhi a volte si distraggono e sbagliano, ma il cuore ricorda sempre tutto) che è proprio lui/lei, ma non c'è verso che riusciate a stare insieme, e magari non è nemmeno la prima vita in cui capita, così si è creata una lunga catena di irrisolti che impediscono l'evoluzione dell'anima e la pace dello spirito, come illustra magnificamente un film finlandese, Jade Soturi (“il guerriero di giada”, 2006), di cui ti invito a guardare almeno questo riassunto (pochi minuti di musica e immagini più che eloquenti):



Può anche avvenire che ad un certo punto sia l'ossessione karmica ad avere la meglio e queste due persone, che il destino si sforza di tenere separate, alla fine si mettano insieme, ma è molto difficile comprendere appieno di che natura saranno i frutti di tale ostinazione, se non un karma ancora più stringente ed esasperato, come racconta in modo brillante il film One Day (2011, dal romanzo Un giorno di David Nicholls):



Lieto fine da cinema? Niente affatto, quella che ti ho appena proposto non è la scena finale del film (metafora di una vita, s'intende) bensì il punto di svolta, dal momento che i due protagonisti hanno riconosciuto entrambi i propri sentimenti e sono pronti a viverli, dopodiché tutto dovrebbe risultare perfetto o quasi, giusto? Sbagliato! E ne ho già scritto approfonditamente nel mio saggio dedicato alle Affinità elettive, in cui Goethe affronta questo tema precorrendo i tempi dell'analisi karmica delle relazioni di coppia. Allora, in sintesi, come fare per uscire da questa situazione persa in partenza in cui ci si ritrova immancabilmente incatenati alla ruota della sofferenza? Per prima cosa, è necessario risolvere il conflitto generato da un fraintendimento essenziale riguardo all'amore, ovvero la reciprocità. Per i motivi più vari, nel corso delle nostre esistenze siamo stati indotti a credere che l'amore sia una sorta di scambio più o meno paritario, per cui, ad esempio, se ami una persona che non ti ama ci deve essere qualcosa di sbagliato e quello che provi non è amore. Niente di più triviale. Questa falsità bigotta avvelena gli animi e trasforma il sacro mistero dell'amore in una istituzione socialmente accettabile (come il matrimonio, ma vale anche per il patrimonio e tutto il mercimonio che ne consegue). L'amore, la forza che tiene unito l'universo, non si può ridurre o limitare. Amare qualcuno non è mai sbagliato, ma pretendere di essere corrisposti è diabolico (vale a dire crea conflitti e separazione), per giunta il vero amore è sempre e comunque incondizionato e non potrebbe essere altrimenti: che amore è quello per cui si smette di amare qualcuno perché non ci corrisponde come vorremmo? Fin qui è la logica a indicarci la strada, ma consideriamo la questione anche dal punto di vista metafisico: sì, può darsi che la persona non corrisponda il nostro amore, ma che dire dell'anima, la quale non può rimanere indifferente al vero amore e certamente ne trarrà qualche giovamento, perché niente come l'amore risana e guarisce, anche le ferite invisibili.
Quindi, il primo importante passo per liberarsi da un'ossessione karmica è smettere di trasformare l'amore in una prigione di stereotipi per se stessi e per gli altri. Vivere e lasciar vivere nel rispetto del grande comandamento universale: ama il prossimo tuo come te stesso (cui segue il corollario “ama i tuoi nemici e prega per i tuoi persecutori” che se praticato con sincerità accende il fuoco in grado di estinguere il karma all'istante).



Il secondo passo è attingere alla forza dei quattro elementi della natura e lasciar fluire le emozioni con l'Acqua, purificare i pensieri con l'Aria, rinvigorire il corpo con la Terra e rigenerare lo spirito con il Fuoco. L'ideale sarebbe recarsi in un luogo dove la natura è forte e vitale, circondati dai quattro elementi: un corso d'acqua, il vento, prati rocce e boschi, il sole... Ma possiamo anche operare simbolicamente e richiamare la forza degli elementi attraverso una ciotola di acqua di fonte, il fumo di un bastoncino di incenso alla citronella, una pietra rinvenuta in un luogo incontaminato e la fiamma di una candela. Cercando il silenzio e un tranquillo rilassamento, creiamo il nostro momento sacro in comunione con i quattro elementi e predisponiamoci all'ascolto. L'importante è ristabilire il contatto consapevole con le forze elementali della natura e lasciare che esse sblocchino, purifichino, rafforzino e rigenerino tutte le nostre energie, lasciando finalmente spazio ad un avvenire aperto e luminoso.

Mariavittoria


RISCOPRI LA FORZA DEGLI ELEMENTI NATURALI

La via sciamanica dei 4 sacri elementi
Unitevi alle energie della natura, cioè a dire ai Quattro Elementi, e percepirete quanta energia scorre in voi.”




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