giovedì 22 aprile 2021

L'energia di Venere

 15° passo del percorso di orientamento metafisico


L'amore immaturo dice:Ti amo perché ho bisogno di te”.

L'amore maturo dice:Ho bisogno di te perché ti amo”.

Erich Fromm, L'arte di amare


La primavera in fiore, simbolo e modello espressivo di autentica bellezza e naturale piacere dei sensi, manifesta l'energia di Venere, l'archetipo dell'Amore che troviamo mirabilmente rappresentato in alcune celebri opere d'arte, come i dipinti di Sandro Botticelli e le musiche di Antonio Vivaldi.

Primavera, di Sandro Botticelli

Dal punto di vista metafisico, l'energia di Venere è la forza d'attrazione magnetica e affascinante che attrae per similitudine e instaura relazioni con tutto ciò che ci piace, creando bellezza, armonia e benessere nella nostra vita. È anche la forza della creatività, il fervido estro creativo o il grembo fertile da cui scaturisce una nuova forma nell'arte o nell'amore.


Venere, sia come divinità dell'amore sia come corpo celeste vistosamente luminoso, ha molti nomi che rispecchiano la particolare prospettiva sviluppata da ciascuna civiltà nei confronti dei suoi doni.

Fa riflettere che nell'immaginario cristiano Lucifero sia uno dei nomi del Diavolo, il XV Arcano Maggiore dei Tarocchi, quando in origine “il portatore di luce” era la stella del mattino, che in realtà è proprio il pianeta Venere. Anche la luce, come ogni forma di energia, quando è troppa e mal diretta diventa una forza accecante e soggiogante.

Il significato di “chiaro e luminoso” si trova anche alla radice di Shukra, il nome sanscrito del pianeta Venere, considerato il guru degli Asura, una particolare classe di divinità vediche che esercitano influssi titanici e per la loro bellicosità e passionalità spesso vengono considerati alla stregua di esseri demoniaci.

Shukra

L'esempio di Shukra ci invita ad aprire il chakra del cuore e ad amare con armonia, guardandoci dalle passioni brucianti. 

L'eccesso è sempre disarmonico e quindi deleterio, perché comporta uno sbilanciamento fuorviante, ma è altrettanto vero che l'energia di Venere è stata fraintesa e deturpata da millenni di dogmatismo maschilista.

Ancora oggi definiamo veneree le malattie sessualmente trasmissibili, qualcosa di cui la società insegna a guardarsi con un perbenismo ipocrita che non ha nessun reale scopo salutista, vista l'assenza pressoché totale di adeguate campagne di prevenzione e di informazione, e al contempo veneriamo la divinità, evidentemente ignari dello stretto rapporto tra piacere sensuale e rapimento estatico, di cui però rimane traccia nella nostra lingua e ovviamente nell'esperienza dei mistici di ogni tradizione.

Come ammoniva il saggio ed esperto Tilopa: Il problema non è il godimento, il problema è l'attaccamento.

Vetnere e Marte, Sandro Botticelli

Manca quasi del tutto un'educazione sentimentale e spirituale che riporti l'energia di Venere, la femminilità divina in tutte le sue forme, al centro delle nostre vite, nella consapevolezza che le forze maschili e femminili in noi vanno conosciute e integrate per un armonioso ed equilibrato sviluppo psicofisico dell'essere umano consapevolmente a contatto con la natura.


In natura il trionfo della bellezza è affidato ai fiori: un tripudio di effluvi, forme e colori piacevolissimi che accendono i sensi, colmandoli di delicata e soave letizia, ma anche per l'essere umano non c'è gioia più grande di quella di cui si gode dimorando nello scrigno della propria autenticità.



Hai mai visto un fiore farsi bello? Il fiore è bellezza, poiché essa risiede nella spontaneità del suo aprirsi al mondo con gaia purezza e semplice levità, come ricordò anche Gesù a proposito dei gigli nel campo. Ed è questa attitudine ad assaporare la delizia del momento presente che apre all'incanto dell'eternità racchiusa in ogni forma per quanto fuggevole e transitoria, un dono che nei fiori e negli esseri consapevoli spesso si percepisce anche come fragranza capace di allietare i cuori e sollevare lo spirito.


La pratica propedeutica alla meditazione dell'energia di Venere che ti propongo è una passeggiata di almeno trenta minuti nella natura, svolta spalancando il più possibile i sensi per percepire tutto ciò che ci circonda attraverso olfatto, udito, vista, tatto e gusto, pur rimanendo costantemente in contatto con la tua interiorità.

Cammina con lenta consapevolezza, possibilmente tenendo i piedi a contatto diretto con il suolo, e respira profondamente dalle narici, lasciati raggiungere liberamente da tutte le impressioni sensoriali che ricevi dall'ambiente circostante (odori, suoni, colori, sensazioni, sapori) e cerca di farle penetrare dentro di te in profondità, fino al nucleo più recondito del tuo essere. Nel farlo ripeti a voce il seguente mantra sciamanico:

                                        Da dove vengo? Dove sto andando?

                                        Da dove vieni? Dove stai andando?

                                        Uniamoci per creare oltre noi stessi.

Continua a ripetere mentalmente il mantra e lascialo scendere dalla testa al cuore e diffondersi in tutto il corpo come pura consapevolezza e disponibilità all'incontro. Durante questa passeggiata consapevole scegli un albero che ti attira particolarmente e avvicinati per iniziare la meditazione.

MEDITAZIONE DELL'ENERGIA DI VENERE

Questa meditazione è l'ideale per riscoprire il significato autentico dell'amore, risvegliandone l'energia dentro e fuori di noi, e anche per far scorrere nuova linfa nella nostra vena creativa. Infatti, per svolgerla ti avvalerai della collaborazione di un albero a tua scelta che ti piace e ti ispira fiducia.

  • Rimani ad una certa distanza dall'albero, apri bene gli occhi e osservane l'aspetto fisico, poi socchiudi leggermente gli occhi e percepiscine l'aura con tutti i sensi. Respira e diventa consapevole del fatto che anche l'albero sta respirando. Lentamente lasciati attirare dall'energia dell'albero e avvicinati al suo tronco.

  • Rivolgiti all'albero, rimanendo in piedi con i piedi perpendicolari alle spalle (le punte leggermente aperte verso l'esterno) e la schiena ben diritta. Posa la mano destra sul tuo cuore, percepiscine chiaramente il battito regolare (se necessario effettua qualche respiro consapevole per armonizzarlo) poi lentamente e con grande rispetto appoggia la mano sinistra contro la superficie del tronco dell'albero e rimani in ascolto. Respira lentamente e lascia che l'energia dell'albero fluisca spontaneamente dalla mano attraverso il braccio fino al cuore, fondendosi con l'energia del tuo corpo. Respira e percepisci il tuo respiro nel respiro dell'albero. Lascia che l'energia scorra, affluendo e defluendo liberamente.

  • Siediti, possibilmente a gambe incrociate, con la schiena (e se vuoi anche la parte posteriore della testa) appoggiata al tronco dell'albero, metti le mani a riposo sulle cosce, chiudi gli occhi e respira consapevolmente.

  • Rivolgi l'attenzione dentro di te: a questo punto la tua energia è piacevolmente fusa con quella dell'albero e insieme respirate, scambiando in connessione amorevole con tutta la natura. Apriti alla pulsazione vitale che percepisci dentro e fuori di te, diventa quella pulsazione totalmente naturale. Lasciati andare e goditi l'esperienza di unione.

  • Più ti aprirai al flusso di energia naturale e più riceverai informazioni ispiranti e corroboranti in grado di rigenerare mente, corpo e spirito.

  • Al termine della meditazione apri gli occhi, sorridi, ringrazia e se lo desideri abbraccia l'albero che ti ha accompagnato in questo viaggio di scoperta del lato amorevole e armonioso della vita.


La dendroterapia cura il corpo mediante il contatto e la vicinanza con gli alberi, che hanno effetti riequilibranti e letteralmente terapeutici sulla salute degli esseri umani.

Il potere curativo delle piante viene studiato in modo sempre più serio e approfondito anche dalla scienza occidentale e sarà grazie al risveglio della consapevolezza di un numero crescente di individui che svilupperemo una nuova concezione di vivere secondo natura, a stretto contatto cooperativo con le piante.

Inizia da te, indossando qualcosa di verde, cambiando tonalità in base al tuo umore, e prestando maggiore attenzione all'attività e magari al benessere della vegetazione che ti circonda.

Per un effetto rigenerante generale e completo, bevi linfa di betulla, dolce e potente secreto dell'albero druidico sacro alla dea dell'amore.


È anche stagione di fragole (da evitare però se si soffre di allergie da pollini perché stimolano la produzione di istamina) ricche di ferro e vitamina C, secondo il mito greco questi dolci e invitanti frutti rossi a forma di cuore sono nati dalle lacrime cadute sul terreno quando Afrodite pianse per la morte di Adone.


La vera bellezza è armonia, che deriva dall'accogliere totalmente la propria essenza: amare chi siamo, accomodandoci piacevolmente nell'espressione pacifica e creativa dell'energia venusiana, che al contrario di quella marziana (sua forza opposta e complementare) non richiede alcuno sforzo, ma soltanto la disponibilità ad aprirsi al piacere di esistere, al ricordo innato che la vita è bellezza, pace, gloria divina e che ciascuno di noi viene costantemente invitato a far parte di questa sacra celebrazione naturale.

Mariavittoria


LE ERBE DELLE STELLE

Andar per prati e campi con i sensi bene aperti per colmarsi di energia della natura, godere della sua bellezza e riconoscerne le proprietà terapeutiche è un ottimo modo per riconnettersi al nesso universale che per affinità lega macro e microcosmo. Piacevoli scoperte e risultati sono assicurati avvalendosi della guida di un manuale tascabile curato da un autore di rara saggezza olistica.

Il lettore, nativo di un determinato segno, troverà nel capitolo del libro che lo riguarda la descrizione di due piante medicinali per vari versi sue omologhe, sue 'alleate' che potranno però diventare anche alleate di ognuno di noi, via via che l'incessante alternarsi delle costellazioni e delle stagioni della nostra vita ce ne proporrà i colori, i profumi, gli umori. […] Domandiamoci quale fase, quale stagione della nostra vita stiamo vivendo, e osserviamo il modo semplice e spontaneo in cui le piante vivono quella stagione. Le piante, differentemente da noi, non interferiscono con il loro ego nel campo di energia di nessuna stagione; non si oppongono né all'estate né all'inverno, ne accettano, senza discutere, colori e temperature, impulsi , sensazioni e umori. Le piante, tutte le piante di questo libro perciò, ci possono insegnare come vivere felici e in salute tutte le stagioni.”

 



lunedì 22 marzo 2021

L'energia di Marte

 14° passo del percorso di orientamento metafisico


Tu hai diritto all’azione, ma mai per i suoi frutti;

fa che i frutti dell’azione non siano il tuo motivo,

né che il tuo attaccamento sia per l’inazione.

Bhagavad Gita, II.47


La primavera ci introduce a una nuova fase del nostro percorso insieme, che ci condurrà alla meta sintonizzandoci con l’onda evolutiva della nuova era.

Il vero cambiamento, di cui più che mai vi è urgenza in questo frangente della storia dell’umanità al bivio tra estinzione ed evoluzione, inizia da noi nella misura in cui riusciamo ad esprimere le energie del cosmo che animano la nostra psiche e guidano la manifestazione degli eventi della nostra vita. 
 

Per imparare a riconoscere e a vivere pienamente queste energie, che sono intelligenze vive e interattive, è opportuno seguirne il ritmo naturale nelle stagioni, in particolare nelle fasi di avvicendamento delle energie all’interno di ciascuna di esse.

Iniziamo quindi dall’Equinozio appena svoltosi, che nel suo equilibrio tra luce e oscurità ci porta la consapevolezza della necessità di temprare le nostre energie, come indica l’Arcano Maggiore dei Tarocchi associato a questo passo (La Temperanza), per ritrovare la propria centratura dopo le prove della lunga notte di trasmutazione dell’anima. 

Traiamo ispirazione dalla forza dirompente della natura primaverile che rinasce: è l’energia dei nuovi inizi, è l’influsso di Marte, l’Archetipo del Guerriero che insegna a lottare con onore, coraggio e integrità.

Innanzitutto, chiariamo che l’impeto guerriero è una virtù: precisamente, è la capacità di affermare i propri valori e impegnarsi attivamente per realizzarli, è anche un impegno a difendere gli indifesi ed è chiaro che chi non sa lottare non sa neanche difendere.

Saggio è colui che evita di arrivare ad un conflitto brutale, ma l’avversario va comunque affrontato. Accetta la sfida della lotta (che in realtà è una danza) con il tuo avversario, qualunque esso sia, che è sempre una manifestazione del tuo peggior nemico interiore: l’inconsapevolezza.

L’avversario ti consente di manifestare la tua energia e di crescere, rivelandoti al mondo per quello che sei anche attraverso l’azione, per questo va trattato con rispetto, da ciò dipende l’onore del Guerriero che non combatte mai per prevaricare ma solo per far trionfare la verità, la giustizia, la bellezza. 


L’attributo distintivo del Guerriero è il coraggio: le sue azioni scaturiscono da un cuore aperto e privo di attaccamento. È questa purezza di intenti unita all’azione disinteressata che garantisce l’integrità del Guerriero e lo rende letale e inarrestabile nei confronti di ogni forma di ignoranza.

Rinuncia a qualsiasi attaccamento (annullamento della tensione controproducente), svuota la mente (concentrazione totale), apri il cuore (rilassamento totale) e la tua azione avrà la purezza e l’intensità necessarie a rendersi impeccabile (priva di karma negativo). Questo vale in ogni ambito della vita. 

 


L’energia di Marte trova la sua massima espressione evolutiva nelle arti marziali che addestrando l’apparato psicofisico temprano lo spirito guerriero, tendendolo al perfetto equilibrio tra azione e non azione. 

Come pratica propedeutica alla meditazione dell’energia di Marte ti propongo una sequenza giornaliera completa di Qi Gong della durata di quindici minuti, condotta da un monaco Shaolin, che prevede una fase di riscaldamento, una fase centrale di esecuzione degli Otto Pezzi di Broccato (Ba Duan Jin) e una fase conclusiva di rilascio dell’energia residua e massaggio degli organi. È preferibile eseguire la sequenza al mattino o nel primo pomeriggio.



Alla fine di ogni serie di esercizi dinamici, è importante scaricare l’energia in eccesso, come mostra il monaco nel video (dal min. 14:57) , alzando le braccia sopra la testa per poi abbassarle di scatto, vocalizzando la fuoriuscita dell’aria dalla bocca.


MEDITAZIONE DELL’ENERGIA DI MARTE

Questa meditazione è ideale per convogliare in modo appropriato le energie nel raggiungimento di un obiettivo. Per svolgerla ricorreremo alla posizione Mà Bù (Posizione del Cavaliere), che costituisce uno dei fondamentali del Kung Fu tradizionale. Per quanto semplice, mantenere la posizione richiede allenamento, ti invito quindi ad esercitarti in via preliminare nel seguente modo:

  • Rilassa il corpo e appoggia la schiena a una parete liscia, divarica le gambe e tieni i piedi paralleli;

  • Lentamente, piega le ginocchia e abbassati come se ti dovessi sedere su una sedia invisibile;

  • Respira e rimani in posizione, sulla sedia invisibile, il più a lungo possibile.

Una volta acquisita dimestichezza con l’esercizio della “sedia invisibile”, potrai passare alla seguente meditazione vera e propria.

Per svolgere la meditazione ti suggerisco di scegliere uno spazio tranquillo, anche all’aperto; avrai bisogno di un oggetto che simboleggi l’obiettivo che intendi raggiungere (ad es. un libro se intendi superare un esame, un sacchetto di farina se intendi preparare un ottimo panificato, ecc.), da collocare a circa due metri davanti a te, all’altezza del tuo sguardo.

  • Sistema l’oggetto che simboleggia il tuo obiettivo in modo da poterlo fissare con lo sguardo;

  • Allontanati di circa due metri dall’oggetto, chiudi gli occhi ed esegui qualche respiro profondo, visualizzando mentalmente il raggiungimento del tuo obiettivo;

  • Apri gli occhi e assumi la Posizione del Cavaliere Mà Bù: piedi paralleli con il peso equamente distribuito su entrambi, schiena diritta, ginocchia piegate come se fossi in sella ad un cavallo, talloni paralleli ben piantati a terra, in linea con le anche e le spalle rilassate, braccia distese in avanti con i pugni chiusi;

  • Fissa lo sguardo sull’oggetto che simboleggia il tuo obiettivo e mantieni la posizione;

  • Ad un certo punto, comincerai a sentire l’energia che sale potentemente dal basso, dalla terra sotto i tuoi piedi, e ti attraversa tutto il corpo, respira e mantieni la posizione;

  • Se avverti fastidio, ad esempio perché i muscoli cominciano a tremare, respira più a fondo e prova a rimanere comunque nella posizione;

  • La respirazione è fondamentale per far scorrere liberamente l’energia nel tuo corpo, respira e mantieni la posizione, focalizzandoti sull’oggetto che simboleggia il tuo obiettivo e contemporaneamente mantenendo la consapevolezza del tuo corpo.


Contrariamente a quanto si possa immaginare, la forza corporea del Guerriero risiede principalmente nelle sue gambe, che devono essere agili e forti, la Posizione del Cavaliere allena alla stabilità e allo sforzo equanime.

Come ogni arte marziale degna di questo nome, il Kung Fu insegna a conoscere il propri limiti (mentali oltre che fisici) che vanno compresi, saggiati e affrontati, sempre con rispetto e buon senso. 

Gli allievi Shaolin iniziano attorno ai sei anni (anche prima) a praticare regolarmente la Posizione del Cavaliere, e i monaci esperti vi rimangono per ore, un esercizio tradizionale per l’addestramento dei monaci adulti prevede che stiano in Mà Bù con i piedi in equilibrio su due pali, in mezzo ai quali è conficcata una lancia appuntita, tenendo sulla testa una ciotola con all’interno una candela accesa.

All’inizio non superare i 5 minuti di meditazione in Mà Bù, con la pratica potrai arrivare anche a 10 o 15 e l’energia di Marte scorrerà in te potentemente, riversandosi nell’ambiente senza ostacoli e influenzando positivamente il raggiungimento del tuo obiettivo.

L’importante non è la durata della meditazione, ma la corretta esecuzione e il grado di intensità dell’attenzione che poni nel suo svolgimento. Sono queste le armi vincenti del Guerriero, unitamente al libero fluire dell’energia vitale correttamente incanalata e rilasciata.


L’energia di Marte influisce direttamente sulla circolazione sanguigna: è questo il momento di depurare il sangue. 

Ricorriamo all’elemento Fuoco insito nell’ortica, una pianta che tonifica l’attività cardiaca e rafforza la circolazione, specialmente a livello periferico, è un ottimo rimedio per depurare tutti i liquidi corporei e tonificare l’organismo. Possiamo assumere due tazze al giorno di infuso, preparato con 30 gr. di foglie in ½ litro d’acqua bollente o 10 ml di succo puro da bere prima di ogni pasto principale. 

Non dimentichiamo di indossare qualcosa di rosso in questo periodo, per mantenere un collegamento tangibile con il nostro intento di vivere pienamente l’energia di Marte che dà inizio al cambiamento: che la nostra sia una primavera dell’anima, oltre che della natura, il risveglio della Forza.

Mariavittoria


CENTRI E CORPI SOTTILI

Aura, plesso solare, centro Hara, chakra...

Un’utile risorsa di apprendimento per incanalare correttamente l’energia è la conoscenza approfondita dei centri e dei corpi sottili del nostro apparato psicofisico. Il maestro Omraam Mikhael Aivanhov illustra in modo chiaro, sintetico e illuminato la struttura e i nessi tra aura, plesso solare, centro Hara, chakra... al pari del funzionamento e della simbologia delle altre forze attive nel nostro sistema di organi spirituali in relazione allo sviluppo dell’evoluzione umana.

Gli occidentali hanno prestato molta attenzione al perfezionamento della funzione dei cinque sensi. In questo modo, pensano di accrescere la loro conoscenza...e di poter essere più felici. Sanno molte cose, è vero, provano molte sensazioni, ma è vero anche che i cinque sensi divorano una grande quantità di energia psichica, a detrimento dell’aspetto spirituale. In Occidente si vive troppo di sensazioni fisiche, a danno delle energie da concentrare su altre facoltà che potrebbero risvegliarsi.”


 




lunedì 22 febbraio 2021

Meditazione della coscienza cosmica

13° passo del percorso di orientamento metafisico


Così tra questa immensità

s'annega il pensier mio:

e il naufragar m'è dolce in questo mare.

L'infinito, G. Leopardi

 

Nel nostro percorso insieme siamo infine giunti al tredicesimo passo che, come indica il corrispondente Arcano Maggiore dei Tarocchi (La Morte), sancisce una fase di profondo cambiamento: è il momento di compiere la radicale trasmutazione del passato e concepire una nuova espressione di sé già gravida del proprio futuro avvenire. 

La metamorfosi è una fase molto delicata dell'esistenza di ogni essere vivente, un delicato equilibrio tra tempo e spazio regola il bioritmo del goffo bruco che nell'antro oscuro del bozzolo muore a se stesso per riemergere alla luce come leggiadra creatura alata. Si tratta di un procedimento innato, interamente affidato all'intelligenza della natura.

Affidarsi non significa arrendersi, al contrario, è il pieno riconoscimento della saggezza intrinseca della vita che trionfa sull'illusione mentale del controllo. È il momento di grazia in cui il vuoto si colma di senso e trabocca d'energia rigenerante. Per non smarrirsi nella catarsi della crisi propedeutica alla rinascita, è necessario ricorrere alla massima centratura interiore e appellarsi alla guida dell'intelligenza che sottende all'ordine nell'universo: la coscienza cosmica.

Innanzitutto, sciogliamo le tensioni corporee e lasciamo andare ogni fardello emotivo, assicurandoci che l'energia scorra liberamente, con una sequenza yoga mirata di rilascio che inizia con un esercizio di shaking vigoroso:


In secondo luogo, riflettiamo insieme sull'immobilità quale espressione di assoluta essenzialità più che mai indispensabile al giorno d'oggi per non lasciarsi prendere dal vortice dell'apparenza. Inoltre, in questo prezioso video, (dal minuto 8:00) Selene C. Williams suggerisce un semplice esercizio mirato allo sviluppo sano del potere mistico e rivelatore dell'immobilità, intesa come condotta suprema.



MEDITAZIONE DELLA COSCIENZA COSMICA

Abbandonare ogni attaccamento. Affidarsi all'ignoto. Lasciarsi andare nella fede assoluta dell'eterno presente. Non ci sono parole per descrivere l'unione con il tutto ordinato sin nel cuore dell'eternità. Rimane soltanto l'esperienza dell'infinito, accessibile a chiunque voglia perseverare serenamente, “sedendo e mirando”, come scrisse memorabilmente il sommo poeta recanatese.

Non ti nascondo che durante la stagione estiva anche io ho meditato deliziosamente persa nell'immensità tra cielo e terra, seduta davanti a una siepe “che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude”, ma nell'ultima parte di questo grigio inverno ti invito a praticare una meditazione zen nuda e cruda, perché è nell'essenzialità più assoluta, priva di appigli mentali e di orpelli fisici, finanche scevra di elementi paesaggistici, che possiamo cogliere appieno la lezione del vuoto, la massima espressione di ciò che siamo veramente.

Ti occorrerà almeno un'ora indisturbata in una stanza priva di inquinamento (stacca ogni apparecchio elettrico, arieggia bene il locale per dieci minuti e se vuoi accendi un incenso o una candela profumata) e una parete bianca su cui fissare l'attenzione.

  • Posizionati a circa un metro di distanza dalla parete incolore, in un punto distante da qualsiasi presa o apparecchio elettrico, e siediti nella posizione meditativa che preferisci.

  • Assumi una postura nobile e dignitosa, con la schiena diritta, le braccia rilassate e le mani posate in grembo.

  • Chiudi gli occhi e concentrati sul ritmo naturale del tuo respiro, seguendo il flusso d'aria che entra e esce dal tuo corpo. Rilassa la muscolatura e lascia andare ogni pensiero.

  • Apri gli occhi e fissa un punto davanti a te, utilizza la vista periferica per mantenere lo sguardo in uno stato di rilassamento concentrato pari a quello del resto del tuo corpo e lascia scorrere i pensieri.

  • Osserva il flusso degli eventi interiori: pensieri, emozioni e sensazioni che ti attraversano liberamente. Respira e lascia andare.

  • Sempre mantenendo lo sguardo fisso sullo stesso punto, porta consapevolezza agli avvenimenti esteriori: suoni, odori, ombre, colori e quant'altro cattura la percezione dei tuoi sensi. Respira e lascia andare.

  • Ad un certo punto, emergeranno sensazioni, interiori o esteriori, di fastidio o persino di dolore. Continua a respirare e lascia andare.

  • Puoi continuare questa meditazione indefinitamente, al termine, ricordati di sorridere e di ringraziare.

In verità, non c'è uno scopo personale nella vera meditazione, ma i meriti acquisiti dalla piccola coscienza che si fonde con la grande coscienza cosmica sono innumerevoli e possono essere offerti a beneficio dello sviluppo consapevole di tutti gli esseri viventi. Ti consiglio di lasciarli andare, come ultimo e definitivo gesto di resa all'intelligenza dell'universo.


L'animale guida di questo passo è, infatti, la tartaruga, Maestro di Temperanza, che nell'accettazione incondizionata del lento e inesorabile svolgersi del tempo cosmico abbandona ogni illusione di controllo, confidando nella misteriosa intelligenza intrinseca nell'esistenza.

Per questo, in base ad alcune antiche cosmogonie, la tartaruga regge sul proprio carapace il destino del mondo; ai fini del lavoro interiore è sufficiente che tu sia in grado di sostenere il peso della tua anima, ed è un fardello piacevole da veicolare, una volta abbandonate le inutili zavorre della mente insolente e bugiarda.

Mariavittoria


LA SESTA STELLA

La consapevolezza come forza del cambiamento sociale e personale

Un libro di esercizi immaginali per aprirsi all'avvenire con consapevolezza e abbracciare il cambiamento ad ogni livello dell'esistenza.

Consapevolezza e inclusione sono le due parole chiave del cambiamento. La trasformazione dell'immagine dell'Io è il catalizzatore alla base della vera crescita economica e sociale. Siamo maturi oggi a livello di popolo per compiere questa operazione, tutto converge verso questo cambiamento: le condizioni della natura e del femminile, le condizioni delle principali religioni confessionali e delle moderne religioni salvifiche (economia, terapia), delle ideologie e dei sistemi, aprono la strada alla trasformazione, perché la crisi è sempre una spinta a crescere. Io credo che coloro che riescono a lavorare su di sé al fine di maturare la loro immagine dell'Io possono essere i protagonisti di questa epoca di rapidi cambiamenti ed essere vincenti in tutti campi della loro vita.”







venerdì 22 gennaio 2021

Meditazione dell'intuizione

 12° passo del percorso di orientamento metafisico

Il grande segreto della conquista dell'ikigai

è nella chiara distinzione

tra l'essere e l'avere.

Selene C. Williams


La parola intuire deriva da un verbo latino che significa “vedere dentro”, ne consegue che tutto ciò che abbiamo intuito è stato visto al nostro interno, avvalendoci dell’occhio interiore, dotato di uno sguardo lucido e lungimirante, transpersonale, che era attivo ancor prima della nostra nascita e che rimane vivo in noi attraverso la presenza del daimon, lo spirito guida che i giapponesi chiamano ikigai.

Il buon daimon manifesta bellezza, suggerisce azioni belle, perché la bellezza è la forma sotto cui il bene, inteso come amore e compassione, si manifesta nel mondo sensibile. (Selene C. Williams)



L’intuizione è il talento di cui dobbiamo avvalerci per compiere il dodicesimo passo di questo nostro percorso insieme, un passo che comporta un’iniziale indecisione, uno stato sospeso (proprio come L’Appeso, il XII arcano maggiore dei tarocchi) in cui emergono vecchie insicurezze, nuove incertezze e ci troviamo esposti a forze che tirandoci in direzioni opposte minacciano di farci a pezzi, distruggendo la nostra integrità.

È necessario porre subito rimedio a una condizione di tormento interiore che alla lunga rischia di psicosomatizzarsi, e come sempre accade, la chiave di volta non sta nel rifiuto di ciò che ci accade, bensì nell’attenta osservazione, attraverso il fuoco fisso dell’attenzione che scioglie ogni tensione o illusione apparente.



Una volta riguadagnata la pace interiore, una dimensione sempre accessibile nelle nostre profondità innate, perché onnipresente al di là degli eventi agitati di superficie, e che costituisce il punto di osservazione più vantaggioso per lo sviluppo del potenziale umano sostenibile, sarà opportuno predisporsi alla ricezione dell’intuizione propriamente detta, che solitamente ci raggiunge chiara e diretta come un fulmine a ciel sereno, una epifania ovvero la rivelazione della luce.

Occorre però procedere con prudenza, poiché l'intuizione che ci arriva, per quanto folgorante potrebbe essere sbagliata, come scrisse James Hillman, ricordandoci che C. G. Jung consigliava di farvi appello unitamente alle altre tre funzioni della coscienza: pensiero, sentimento e sensazione.

A dispetto della sua sicurezza, l'intuizione può non essere affatto esatta. La nostra sensibilità mitica può ben cogliere le autentiche notizie di cose invisibili, ma l'autenticità può essere garantita soltanto controllando i fatti, tenendo condo della tradizione, applicando scrupolosamente il pensiero e giudicando con il sentimento.

(James Hillman, Il codice dell'anima. Carattere, vocazione, destino, trad. it. di Adriana Bottini, Adelphi 2014)

Entriamo quindi gradualmente e in modo armonioso a contatto con l'intuizione profonda. Innanzitutto, sciogliamo le tensioni corporee e radichiamoci a terra attraverso la pratica di una sequenza yoga mirata a ritrovare calma e fluidità.


Passiamo ora ad aprire il quarto chakra, la sorgente che trasmette e riceve luce spirituale, coordinando le energie nel corpo.



Un'ultima breve serie di esercizi yoga, questa volta di pranayama per eliminare ansia e tensioni residue.

Se intendi utilizzare la meditazione dell'intuizione per un fine specifico, è questo il momento di visualizzare il tuo scopo, intento o quesito e di lasciarlo fluire insieme al respiro.


Siamo pronti alla pratica di meditazione, per la quale ti consiglio di recarti all'aperto, in un luogo tranquillo a contatto con la natura.



MEDITAZIONE DELL'INTUIZIONE

Secondo la Qabbalah, l'inizio dell'anno secolare (dall'1 gennaio al mattino del 9 febbraio) è stato affidato alla supervisione degli Arcangeli, pertanto è questo il periodo migliore per invocare la presenza di questi numi tutelari che si rivelano preziosi alleati ogni volta in cui intendiamo cogliere una giusta intuizione.

Svolgi la meditazione in uno dei momenti liminali del giorno (alba e mezzogiorno) o della notte (tramonto e mezzanotte).

Può essere d'aiuto formalizzare la meditazione, in modo da fissarne l'intento nella materia, specialmente se stai vivendo un periodo di forte incertezza e senti il bisogno di ancorare la tua pratica spirituale alla realtà tangibile. Per farlo, è sufficiente che ti procuri quattro fili o cordini di lunghezza tale da poterli intrecciare e legare al polso, come fossero un braccialetto. I fili dovranno essere di quattro colori diversi, precisamente: oro, arancione o blu per Mikhael, “chi è come l'altissimo”; argento o bianco per Gabriel, “potenza dell'altissimo”; verde smeraldo per Rafael, “l'altissimo guarisce”; giallo chiaro per Uriel, “luce dell'altissimo”.

  1. Rivolgendoti a est, stai in piedi tenendo gambe e braccia leggermente divaricate, chiudi gli occhi e respira naturalmente, sintonizzandoti con la forza del luogo. Inspirando profondamente dal naso, alza la mano destra (tenendo il filo verde in alto, come per offrirlo al cielo) e visualizza la luce di levante che proviene dal sole dell'alba toccarti al centro della gola, da dove si diffonde in tutto il tuo corpo. Senti il potere rigenerante della Luce d'Oriente, immergiti totalmente in essa per qualche ciclo di respirazioni poi, espirando dalla bocca, abbassa la mano (posa il filo verde sulla tua spalla destra). Unisci i palmi delle mani davanti al centro della gola, sorridi e ringrazia.

  2. Rivolgendoti a sud, inspirando profondamente dal naso, alza la mano destra (tenendo il filo oro o arancione o blu in alto, come per offrirlo al cielo) e visualizza la luce dello zenit che proviene dal sole di mezzogiorno toccarti al centro del cuore, da dove si diffonde in tutto il tuo corpo. Senti il potere corroborante della Luce di Meridione, immergiti totalmente in essa per qualche ciclo di respirazioni poi, espirando dalla bocca, abbassa la mano (posa il filo sulla tua spalla destra, accanto all'altro). Unisci i palmi delle mani davanti al centro del petto, sorridi e ringrazia.

  3. Rivolgendoti a ovest, inspirando profondamente dal naso, alza la mano sinistra (tenendo il filo argento o bianco in alto, come per offrirlo al cielo) e visualizza la luce di ponente che proviene dal sole al tramonto toccarti al centro della fronte, da dove si diffonde in tutto il tuo corpo. Senti il potere pacificante della Luce di Occidente, immergiti totalmente in essa per qualche ciclo di respirazioni, poi, espirando dalla bocca, abbassa la mano (posa il filo sulla tua spalla sinistra). Unisci i palmi delle mani davanti al viso, sorridi e ringrazia.

  4. Rivolgendoti a nord, inspirando profondamente dal naso, alza la mano sinistra (tenendo il filo giallo chiaro in alto, come per offrirlo al cielo) e visualizza la luce del nadir che proviene dal sole di mezzanotte toccarti sulla sommità del capo, da dove si diffonde in tutto il tuo corpo. Senti il potere vivificante della Luce di Settentrione, immergiti totalmente in essa per qualche ciclo di respirazioni, poi, espirando dalla bocca, abbassa la mano (posa il filo sulla tua spalla sinistra, accanto all'altro). Unisci i palmi delle mani davanti al viso, sorridi e ringrazia.

  5. Infine, siediti in posizione dell'eroe, meditando sulla luce arcobaleno, rivolgendoti prima a est, poi a sud, poi a ovest e infine a nord.

  6. Intreccia i quattro fili e legateli al polso o alla caviglia, ogni volta che li guarderai ti ricorderai di aver chiesto di ricevere una giusta intuizione.

  7. Ringrazia e concludi la pratica con una piccola offerta alla natura che ti ha ospitato: un sorso d'acqua per la linfa della vegetazione, una manciata di semi per la terra, profumo di puri oli essenziali floreali per l'aria, un pensiero luminoso per il fuoco.

Puoi ripetere la meditazione per tre giorni consecutivi, oppure una volta alla settimana, fino a quando avrai ricevuto l'intuizione. 

Ti consiglio di non avere nessuna aspettativa riguardo a ciò che ti arriverà: c'è sempre una risposta, ma non sempre si manifesta nella forma prevista perché raramente siamo pienamente consapevoli di ciò che stiamo chiedendo. Comunque, riceviamo risposte in base a ciò di cui abbiamo bisogno e non riguardo a ciò che pensiamo di volere.



L'animale guida di questo passo è la civetta, Maestro di avveduta oculatezza.

Rapace piccolo ma risoluto, la civetta vede benissimo al buio ma all'occorrenza sa cacciare e orientarsi anche di giorno e cambiare piumaggio d'inverno per mimetizzarsi nella neve.

Il suo richiamo acuto e penetrante scuote le coscienze ed è oggetto di divinazione in molte culture e credenze popolari.

Nell'Antica Grecia la civetta era sacra ad Atena, dea della saggezza e patrona della capitale, per questo ne vediamo l'effigie anche sulle monete da un euro coniate nell'Ellade.

Chiedi aiuto allo spirito della civetta per imparare a vedere nel buio della vita, andando oltre le apparenze e comportandoti con ponderata saggezza per cogliere la verità in ogni situazione.

Mariavittoria


IKIGAI

Ciò per cui vale la pena vivere


Per armonizzare la vita con l'ikigai è indispensabile rivolgere l'attenzione all'interno anziché all'esterno di sé. Quando ciò avviene, la percezione del mondo gradualmente si trasforma. E tutto diventa meraviglioso. Gli eventi non sono più prodotti di cause meccaniche, le persone non sono più solo individui assoggettati ai filtri del giudizio mentale (belli, brutti, cattivi, bravi, incapaci). Chi vive in armonia con il proprio ikigai, vive anche il mondo in modo eccezionale, entusiasmante, gioioso, pieno, appagante.”