giovedì 23 marzo 2017

II. "Il sogno"

Come muoversi nello spazio delle varianti


Zhuangzi sognò di essere una farfalla...


Forse hai già sentito raccontare questo celebre episodio contenuto nell'opera comunemente nota con il nome del suo autore, Zhuangzi, che si ritiene essere stato il fondatore del Taoismo. Una notte il saggio sognò di essere una farfalla che volava leggiadra e spensierata, e al risveglio si interrogò: era Zhunagzi che aveva sognato di essere una farfalla, o la farfalla che stava sognando di essere Zhuangzi?


Quesito interessante, non trovi? Prova a darti una risposta: era il saggio orientale a sognare di essere una farfalla o la farfalla a sognare di essere un saggio orientale? Prenditi qualche minuto per riflettere...


Hai trovato una risposta? Eccellente! Qualunque sia, sappi che è giusta e al contempo sbagliata (è sempre questa la dimensione duale della mente razionale che cerca le risposte); ma proprio smettendo di cercare una risposta potresti varcare il confine e arrivare alla dimensione transrazionale, letteralmente oltre la razionalità. In effetti, la risposta a questa domanda di per sé non ha alcuna importanza, il punto di questo racconto è un altro, parafrasando un grande sapiente occidentale: siamo fatti della stessa sostanza dei sogni.


Quando dormi, che tu te ne renda conto o meno, stai sognando, e questo vale anche quando ti svegli, letteralmente sogni ad occhi aperti! Ma cosa accade se cominci a svegliarti nel sonno, non dal sogno, sarebbe un ossimoro, ma dentro al sogno, se cioè prendi coscienza del fatto assolutamente inconfutabile che stai sognando? È esattamente ciò che ti invita a scoprire la seconda carta dei Tarocchi dello Spazio delle Varianti, che preferiamo tradurre semplicemente come Il sogno.

Vadim Zeland, I Tarocchi dello spazio delle varianti: II 

Quando sogni, tutto appare perfettamente reale, in effetti lo è, almeno in senso onirico, e ti sembra di essere in balia delle circostanze, almeno fino a quando ti rendi conto di stare sognando. E questa realizzazione è un'abilità molto specifica e di vitale importanza nell'arte dell'accorgersi, l'unica in grado di trasformare un sogno qualunque in un sogno lucido, ovvero una serie di circostanze contingenti, dotate di una propria realizzazione indipendente dalla tua volontà consapevole, in una co-creazione cosciente. Quando capisci, anzi comprendi e giungi all'assoluta certezza, di stare sognando, non è che il sogno smetta di essere un sogno, ma la tua percezione della realtà cambia completamente, cominci ad afferrare le regole del gioco e per la prima volta hai davvero l'occasione di smettere di subire o di reagire meccanicamente agli eventi. Così puoi iniziare a interagire in modo consapevole con esso, con il tempo del sogno, poiché la consapevolezza, ricordiamolo, è l'autentico privilegio dell'essere umano, e non tanto saperlo, quanto viverlo fa un'enorme differenza.


La vita è un gioco, un sogno, un palcoscenico in cui recitiamo un ruolo, tuttavia, se siamo costantemente immersi nella nostra parte, non riusciamo a gestire la realtà: siamo risucchiati all’interno di un vortice, compressi dentro lo specchio, trascinati via da eventi apparentemente ineluttabili ed inspiegabili... solo che comunque vada c'è sempre un creatore, qualcuno che progetta il sogno, come illustra magistralmente il film Inception (2010) di Christopher Nolan, specialmente in questa scena:


Nello stato di sogno inconsapevole tutto scorre sempre uguale a se stesso, annegato nell’abitudine, la routine prende il sopravvento, tutto viene accettato passivamente, annacquato dalle convenzioni, dagli stereotipi e dalle tradizioni: c’è un mondo là fuori, esterno, separato da noi, ostile ed ingovernabile, la maggior parte delle cose sono date, immutabili e limitanti.
Ma è davvero così? Certamente no! La realtà è un sogno e questa carta ce lo ricorda: possediamo le chiavi per rivelare la sostanza di questo stato onirico trasformando il sogno in un’entusiasmante avventura durante la quale, attraverso la consapevolezza, possiamo consciamente scegliere la direzione e gli scopi ai quali vogliamo andare incontro. Non vorresti compartecipare alla creazione del tuo sogno?
Per poter dare una svolta nella gestione del nostro mondo, bisogna fare un passo indietro e un passo di lato e ricordarci del nostro corpo, che noi stiamo vivendo in questa dimensione, in questo spazio, in questo luogo, che siamo qui e che sappiamo che cosa stiamo facendo e perché lo stiamo facendo. In una parola, dobbiamo essere presenti a noi stessi.


Occorre che sviluppiamo l’arte di rivestire contemporaneamente il ruolo di attori, ma anche di spettatori della nostra esistenza. La chiave per raggiungere questo obiettivo è la consapevolezza, che è anche un immenso privilegio e che consente di sviluppare il necessario “scollamento e distacco” dalla finzione della recita. Integrando questa nuova attitudine nella nostra esistenza come un tessuto connettivo che permea ogni singola fibra del nostro essere, otterremo risultati straordinari e la vita ci sembrerà semplice e mai così duttile e malleabile.

La carta II “Il Sogno” ti ricorda:
  • Attraverso la consapevolezza, si apre la possibilità di svincolarsi dal ruolo che stiamo recitando nella vita
  • La vita è un sogno ad occhi aperti
  • Svegliandosi nel sogno si ha la possibilità di co-creare la propria realtà
Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio



LETTURA DEL MESE

COME LA PIOGGIA PRIMA DI CADERE
Appunti di non-dualità

Non tenterò di convincervi della necessità di un lavoro spirituale o dell'illuminazione, in quanto questo libro è rivolto a chi ha già compreso che la vita nella menzogna è priva di senso e ha già cercato, per lungo tempo, una via d'uscita.”






mercoledì 22 febbraio 2017

I. Il Risveglio

Come muoversi nello spazio delle varianti


I materialisti si occupano di rimuovere gli ostacoli che si creano da soli nel loro cammino, mentre gli idealisti vagano con la testa nelle nuvole e nei sogni. Né gli uni né gli altri riescono a gestire la realtà. Voi, invece, imparerete a farlo. Se non conoscete i principi del Transurfing, potete seguire il corso di gestione della realtà in 78 giorni presentato in queste carte. Per far ciò basterà leggere ogni mattina l’interpretazione di una carta e seguire, durante l’intera giornata, le indicazioni che contiene. Il giorno seguente si dovrà fare lo stesso, ma con un’altra carta, senza dimenticare, tuttavia, di praticare i consigli del giorno precedente. In questo modo finirete per assimilare progressivamente tutte le carte. È vero che è un processo relativamente lungo, del resto è anche vero che è il più efficace, poiché la gestione della realtà è prima di tutto una pratica, non degli esercizi speculativi.
Vadim Zeland, I Tarocchi dello spazio delle varianti


Hai capito che la realtà non è proprio così come sembra, magari dopo anni di pratica, corsi, letture, meditazioni, lavoro su di te, oppure all’improvviso, in un istante di grazia e illuminazione, hai intravisto la verità: l’apparenza inganna, la materia è soltanto l’aspetto più superficiale dell’universo, nella vita tutto è possibile.



E se leggendo queste righe in te emerge anche solo il sospetto che al mondo ci sia qualcosa di più di ciò che colpisce lo sguardo, eccita il corpo e impegna la mente, hai colto il punto cruciale del risveglio, perché niente è davvero come sembra. E già questo sarebbe fantastico, un momento magico, una svolta epocale, ma capire una cosa non significa saperla mettere in pratica.


Sai che il mondo non funziona come ti hanno spiegato a scuola o come credono di sapere là fuori, e in cuor tuo hai sempre saputo di poter essere artefice della tua vita, ma una cosa è sapere, ben altra mettere in pratica quel sapere e trasformare un indizio di comprensione in uno strumento concreto di evoluzione consapevole. Ed è qui che giunge in tuo aiuto il Transurfing, il sistema più moderno ed efficace per imparare a gestire la realtà e realizzare la vita che vuoi. Leggere i libri di Vadim Zeland non basta, perché la gestione della realtà è tutta pratica, applicazione dei principi metafisici nella vita di tutti i giorni, e per quanto possa sembrare semplice, muoversi felicemente nello spazio delle varianti non è uno scherzo. Se hai già provato, sai di che cosa stiamo parlando: molti fattori concorrono alla formazione della realtà e il tuo successo dipende dalla tua abilità di gestirli nella pratica, al di là di ogni discorso teorico o esistenziale. Tu hai bisogno di strumenti pratici, di risposte efficaci e ancor prima di domande utili che ti guidino nel tuo percorso personale e assolutamente unico verso la realizzazione autentica. Ecco perché abbiamo deciso di presentarti la magia del Transurfing seguendo il metodo applicativo più immediato: I Tarocchi dello spazio delle varianti




Se già conosci il potere dei Tarocchi, probabilmente sarà amore a prima vista per queste straordinarie 78 carte, suddivise in 22 arcani maggiori e 56 arcani minori, e potrai avvalerti della possibilità di consultarle come faresti con un mazzo più tradizionale di Tarocchi, ma attenzione, qui non stiamo parlando di divinazione quanto di introspezione profonda. Le carte dei Tarocchi dello spazio delle varianti sono uno strumento di lavoro pratico eccezionale, un mezzo per consentirti di accedere rapidamente e in modo molto efficace, esperienziale, alla gestione ottimale della tua quotidianità utilizzando le proprietà metafisiche della realtà. Rappresentano una finestra aperta sul mondo delle tue potenzialità pressoché infinite e ti sveleranno le vie della Forza nella tua vita, giorno dopo giorno. Qui e ora. Ogni carta costituisce un passo avanti nel viaggio della coscienza e ti avvicina alla tua meta ideale pur rimanendo sempre qui e ora, adesso e sempre. Ogni spiegazione è un indizio verso una maggiore felicità e capacità di evolvere e crescere insieme. Inizia il viaggio conoscitivo nello spazio delle varianti, il nostro corso applicativo sulle proprietà metafisiche della realtà.

La carta del Risveglio non a caso è stata posta all’inizio del mazzo, perché ti offre la possibilità di accedere allo spazio delle varianti attraverso l’unica porta che ti concede un vero privilegio: la consapevolezza qui e ora. In effetti, lavorare su questa carta, equivale ad iniziare un cammino il cui primo passo non può che essere quello di svegliarsi, cioè passare da uno stato di torpore e sonno verticale, allo stato di veglia e consapevolezza. Risvegliarsi significa tornare alla propria essenza e ricordarsi di tutte le qualità sopite, ma presenti in ciascuno di noi, che ci consentono di vivere pienamente e gioiosamente la nostra vita. Ecco che allora possiamo riappropriarci dell’intuizione, l’ineffabile sensazione che prelude all’ascolto del fruscio delle stelle del mattino, possiamo sviluppare la capacità di gestire la nostra realtà e attingere alla Forza che dimora dentro di noi. Risvegliarci significa abbandonare gli automatismi, gli stereotipi, i preconcetti, la reattività come risposta agli stimoli, per indirizzarci verso una consapevolezza che ci porti a vivere la vita nel momento stesso in cui si manifesta. Il Risveglio è una carta esaltante, gioiosa, liberatoria, che ci schiude le porte di un nuovo mondo, un mondo nel quale abbiamo la possibilità concreta di forgiare il nostro destino e di trasformare la vita in un autentico capolavoro. Perché è quello il mondo in cui vogliamo vivere e la carta del Risveglio ci ricorda che esiste già, adesso.



La carta Il Risveglio ti ricorda:
  • Il privilegio della consapevolezza è qui e ora
  • Sii presente adesso e sempre
  • La Forza scorre potente in coloro che si ricordano di se stessi
  • La Forza fluisce liberamente nel tuo mondo e tutto ti è possibile
  • La vera libertà consiste nel risveglio della Forza

Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio



LETTURA DEL MESE:

AUDACIA E LIBERTÀ
Trova la tua vera casa nell’Universo

“Se vi arrendete alla verità che nessun fenomeno potrà mai toccare, siete liberi. Allora la vostra vita diventa un faro della libertà. È una libertà che non ha niente a che fare con l’agio o il disagio, con ciò che piace o non piace, con l’eccitazione o l’apatia. È vera libertà.”




giovedì 19 gennaio 2017

L'idea che può cambiarti la vita


Vivere è la cosa più rara al mondo,
la maggior parte delle persone esiste,
ecco tutto.
Oscar Wilde


Il 2017 è un anno ricco di entusiasmanti novità e sulla Via della condivisione si prospettano grandi opportunità per crescere ed evolvere insieme. Hai atteso più del solito per leggere questo post, ma confidiamo che il risultato sarà sorprendente e utilissimo. A Vajra-Perleneltempo stiamo lavorando per te, per lo sviluppo del potenziale umano insito in ciascuno di noi, e il tuo contributo può rivelarsi decisivo. Scopri come in questo breve video:



Che cosa è necessario sapere per diventare artefici consapevoli del proprio destino e quindi migliorare la propria vita? Sarà questo il filo conduttore della nostra ricerca per crescere insieme e scoprire più di sé nel 2017, in un percorso ricco di approfondimenti e riflessioni sulla realizzazione cosciente. E poiché le soluzioni migliori emergono imparando a porsi domande migliori, anche i tuoi commenti e contributi saranno preziosi indizi sulla strada maestra della manifestazione consapevole. Cambiare è sempre possibile, perché esiste sempre una scelta: finché siamo vivi e svegli possiamo migliorarci e migliorare il mondo.



La verità è semplice. La realtà è relativa. Tutto quello che puoi desiderare esiste già. Una vita migliore per te è possibile in ogni momento.



Che cosa vorresti sapere per migliorare la tua vita?

Scrivilo nei commenti a questo post! 

P.S.: Non dimenticare di firmarti con un nome seguito da una lettera maiuscola a tua discrezione (ad es. Andrea S, Maria N) in questo modo nel rispondere potremo sempre fare un chiaro riferimento a quello che hai scritto e condiviso su Vajra-Perleneltempo. Non vediamo l’ora di leggere i tuoi commenti. A presto!

Mariavittoria, Stefano, Fabrizio





mercoledì 14 dicembre 2016

Le spirille: meraviglie del vento interstellare

Nel cielo di Indra, si dice che esista una rete di perle,
fatta in modo che se tu guardi una di esse tutte le altre vi si riflettono.
Allo stesso modo, ogni cosa al mondo non è solo se stessa,
ma implica ogni altra cosa e difatti è ogni altra cosa.
Sutra del Diamante


Stiamo vivendo uno dei periodi più speciali dell'anno, che le tradizioni religiose da millenni hanno cercato di celebrare in base alla propria interpretazione della realtà. Nell'occidente cristiano, le festività natalizie, dall'Avvento all'Epifania, portano con sé un'atmosfera di magica allegria, sogni e altre meraviglie causate da una particolarissima situazione cosmica.



Dal 30 novembre al 17 dicembre, il Sole transita nella costellazione dell'Ofiuco, “colui che porta il serpente”, mitologicamente identificato con il dio della medicina Asclepio. In antichità il serpente è sempre stato sinonimo di essenza vitale oltre che di risanamento e guarigione, tanto che diverse lingue semitiche prevedono parole molto simili per intendere l'idea di vita e di serpente (in arabo al-hayat e al-hayyah) se non proprio identiche (in caldeo), per non parlare della vasta identificazione orientale della figura serpentina con le energie vitali, dalla kundalini tantrica ai draghi cinesi e giapponesi. In questo periodo, il campo gravitazionale del Sole intercetta polvere interstellare che fluisce nel sistema solare e raggiunge la Terra proprio dalla direzione di Ofiuco. Questo vento interstellare foriero di informazioni vitali cosmiche appare, a chi ha occhi per vedere, come una pioggia di festoni dorati spiraliformi, nota come spirille, e di cui le decorazioni e luci natalizie costituiscono solo un pallido riflesso materiale.



Il simbolo scelto in astrologia siderale per rappresentare il segno zodiacale dell'Ofiuco o Serpentario non lascia dubbi sulla valenza di questa configurazione stellare come porta da cui fluiscono le serpentine energie cosmiche.



Le spirille provengono dal bulge della Via Lattea, il centro galattico con cui il Sole si trova perfettamente allineato il 18 dicembre, e si depositano nel cuore della Terra e dei suoi abitanti nei giorni successivi, mentre la luce dell'astro solare staziona per tre giorni, dal solstizio d'inverno, nel punto più basso del suo percorso annuale, per poi rinascere il giorno di Natale e dare luogo alle prime rivelazioni della nuova luce cosmica nel periodo in cui il Sole si trova più vicino al pianeta (perielio) che termina con l'Epifania.



Quest'anno in cui il 18 dicembre coincide con una domenica, cogliamo l'occasione per dedicare l'intera giornata alla sintonizzazione delle nostre energie sull'allineamento galattico-planetario in grado di innescare l'evoluzione della coscienza attraverso il rinnovamento della consapevolezza globale. Tutti sono invitati a partecipare, individualmente o in gruppo, a questo evento cosmico, creando lo spazio interiore necessario a ricevere la luce delle spirille. Per meglio sincronizzare le nostre energie adamantine ti proponiamo di unirti a noi in una rete virtuale di potenziale umano (rete di Indra) attraverso una semplice meditazione:

  1. In un ambiente privo di interferenze elettriche (scollega ogni dispositivo elettronico, spegni e sposta altrove i telefoni cellulari), siediti comodamente, con la schiena ben eretta, preferibilmente rivolgendoti a sud ovest, in direzione dell'Ofiuco (da cui proviene il vento interstellare).
  2. Segui placidamente il ritmo del tuo respiro, osservando il percorso dell'aria che entra ad ogni inspirazione ed esce ad ogni espirazione e rilassando tutti i muscoli del corpo.
  3. Chiudi gli occhi e attendi fino a quando vedrai, a palpebre chiuse, uno spazio nero uniforme.
  4. Inspira profondamente e immagina una luce bianca straordinariamente brillante, come quella di un diamante che si avvicina a grande velocità e si ferma a pochi centimetri dallo spazio tra le tue sopracciglia, esattamente davanti al terzo occhio. Fa convergere leggermente lo sguardo verso la radice del naso e osserva attentamente la luce della stella di diamante che si espande fino ad occupare l'intero campo visivo e ad avvolgerti completamente nella sua aura intensamente luminosa. Espira lentamente.
  5. Ora ti trovi nella luce della stella adamantina e inizi a percepire con una sensazione piacevole l'energia che, come pioggia dorata, cade sul tuo corpo, attraversandolo completamente. Inspira luce, espira luce da ogni parte del corpo.
  6. Rimani nella luce adamantina e dorata il più a lungo possibile, lasciando che si imprima in profondità nella memoria delle tue cellule.
  7. Per ritornare alla dimensione ordinaria, riporta l'attenzione dalla luce al respiro, seguendo l'aria che esce ed entra regolarmente, e dal respiro al corpo, riacquistando consapevolezza del contatto con la superficie dove siedi e delle percezioni dell'ambiente circostante. Infine apri gli occhi, sorridi e ringrazia.
  8. La luce adamantina e dorata rimarrà con te e ti sarà d'ispirazione fino a quando ricorderai il suo potere illuminante.

Per sincronizzare le nostre energie attraverso questo esercizio, raggiungendo il massimo beneficio individuale e globale, abbiamo scelto di svolgerlo nell'ora che va dalle 23.30 del 17 dicembre alle 00.30 del 18 dicembre (dopo sei minuti il Sole passerà nel segno del Sagittario), periodo in cui la rete di Indra di energia adamantina verrà sostenuta da tutti noi. Ti aspettiamo e che la Luce risplenda attraverso di te!

Stefano, Mariavittoria, Fabrizio



venerdì 11 novembre 2016

Astrologia e terapia creativa


L'astrologia è tecnica,
ma è la tecnologia della vita.
Steven Forrest


L'idea che non esista un manuale di istruzioni su come vivere la propria vita è un luogo comune piuttosto diffuso ma non necessariamente vero. Migliaia di uomini e donne ogni giorno e da tempi immemori provano a rispondere alle domande esistenziali sul senso dell'esistenza che, pur con mille sfaccettature, rimandano ad un unico grande interrogativo: perché veniamo al mondo e soprattutto, dal momento che siamo qui, che cosa è meglio fare?



È proprio cercando di rispondere, anche solo implicitamente, a questa domanda che si delinea il senso e lo scopo di una vita, oggi meglio noto come missione, un insieme di intenti tanto più chiari quanto lo è la volontà di dare un orientamento preciso alla propria esistenza. Perfino il transurfer più esperto, che si affida principalmente all'intenzione esterna, deve attribuire un senso alla propria vita, fosse anche solo edonistico, per poter tenere sempre ben presente in quale direzione intende andare. Infatti, anche se la meta è il viaggio, solo impostando la rotta possiamo cavalcare l'onda della fortuna, sapendo che ogni sobbalzo non è mai frutto di circostanze fortuite. Navigare seguendo la propria buona stella, o il fruscio delle stelle del mattino, richiede dimestichezza con le dimensioni sovrasensibili, i cui influssi vanno interpretati più che assecondati pedissequamente, per interpretare felicemente la propria parte sul palcoscenico del mondo.



L'aspetto meno noto della materia esistenziale è che per trovare la propria missione basta iniziare a conoscere se stessi, andando oltre ciò che colpisce lo sguardo e i ragionamenti della mente razionale. Gli antichi lo sapevano meglio di noi e hanno ideato diverse strumenti conoscitivi adoperabili dall'essere umano, che sono stati tramandati più o meno propriamente, ma una tecnica straordinariamente precisa è arrivata sino ai giorni nostri sufficientemente inalterata da consentire di fornire un manuale di istruzioni di vita completamente personalizzato, dettagliato e più univoco persino delle impronte digitali. Si tratta ovviamente dell'astrologia, che si avvale del tema natale come strumento evolutivo a disposizione di chiunque conosca luogo, data e ora della propria nascita, elementi unici non condivisi nemmeno da gemelli omozigoti, poiché a differenza delle evidenze fisiche, come sembianze e impronte digitali, il cielo interiore di ogni essere umano è unico e riflette l'assoluta particolarità del suo legame con le forze cosmiche nell'impresa di forgiarsi un destino.
È errato e fuorviante ritenere che l'astrologia parli del destino degli esseri umani, inteso come fato immutabile, piuttosto essa indica a ciascuno le proprie potenzialità e i tempi più favorevoli in cui realizzarle. Al fine di riconoscere la propria missione nella vita, tutto riconduce al tema natale, più simile ad un termometro o a un orologio che a una predizione. Esso infatti consente di effettuare una misurazione comprensibile di forze altrimenti ineffabili coinvolte nell'esistenza del pianeta Terra e di ciascuno dei suoi abitanti. In questo senso, i pianeti e i segni non coincidono con i corpi celesti osservati dall'astronomia, ma sono come le lancette e le ore sul quadrante di un orologio cosmico chiamato zodiaco.



Gli antichi erano soliti osservare il cielo molto più di quanto siamo abituati a fare noi ordinariamente, e da una prospettiva completamente diversa, e grazie alla loro acuta sensibilità per la natura ricorsiva dell'esistenza, si accorsero che non solo determinate configurazioni apparenti nel firmamento tendevano a ripresentarsi con cadenze regolari, ma che esse potevano essere utilizzate per riferirsi all'effetto tangibile di forze invisibili. Il sistema sessagesimale, indiscusso metodo di misurazione del tempo, rimane a ricordare anche alle civiltà più empiriche l'importanza di questa concezione ciclica e ricorsiva dei fenomeni che influenzano la vita. Dodici case, una per ogni segno dello zodiaco, costituiscono le ore dell'orologio del tempo interiore dell'individuo, in cui i pianeti si muovono in avanti, ma a volte anche all'indietro, come lancette di un orologio fuori dalle convenzioni del tempo lineare.



Conoscendo la posizione dei pianeti rispetto ai segni e alle case dello zodiaco, è possibile comprendere quale sinergia di forze sia in atto in un dato momento, di cui quello fondamentale è la propria nascita, poiché come ogni grande inizio racchiude il maggiore potenziale di ciò che si svilupperà. È proprio la posizione dei pianeti astrologici visibili al momento della nascita a fornire le indicazioni principali per farsi un'idea di quale possa essere la propria missione ideale nella vita. In particolare, Giove mostrerà l'ambito in cui si è più portati a realizzarsi e il Sole come ottenere i migliori risultati, mentre Saturno ammonirà sugli aspetti che richiedono maggiore autodisciplina e perseveranza da parte nostra.
Certamente un buon astrologo potrebbe intessere questi elementi in un discorso evolutivo e spingersi anche molto oltre, ma poiché oggigiorno abbondano i mercanti di idee e di credenze, disposti a tutto pur di vendere i loro orpelli a peso d'oro, è più prudente munirsi di qualche affidabile testo di partenza e cominciare a impratichirsi nella lettura del tema natale, tenendo presente che almeno all'inizio sarà opportuno testare le capacità acquisite esercitandosi sui temi natali di altre persone senza conoscerne in anticipo l'identità. Una volta in grado di leggere con buona approssimazione e senza suggerimenti il tema natale di un perfetto sconosciuto, sarà molto più agevole confrontarsi con il vero banco di prova, la carta natale del proprio cielo interiore, la mappa più attendibile su cui impostare la rotta verso l'autentica realizzazione.
Mariavittoria




IMPARA A LEGGERE IL TEMA NATALE

L'Astrologia può aiutarci in tre soli modi. Può vividamente tratteggiare la più felice vita a noi disponibile. Ci può dire quali strumenti abbiamo disponibili per realizzarla e come impiegarli al meglio. E può avvisarci in anticipo su come le nostre vite appariranno quando avremo mancato il bersaglio. Da quel punto in poi, dobbiamo affermare che tutte le scelte sono letteralmente nelle nostre mani e che mai nessun Pianeta o Segno preordinerà per noi uno specifico destino. Una volta stabiliti questi punti, possiamo ascoltare il messaggio della Carta natale, oppure ignorarlo. Questi sono affari nostri. E persino se decidessimo di ignorarlo, presto o tardi la vita stessa ci riporterà di nuovo davanti a quello stesso messaggio.”





domenica 16 ottobre 2016

Floriterapia autunnale

Dobbiamo ricercare con tutte le nostre forze la pace interiore 
immaginando il nostro spirito 
come un lago dalla superficie liscia...
Svilupperemo gradualmente questo stato di pace 
al punto che nessun evento della nostra vita,
nessuna circostanza, nessun'altra personalità 
saranno in grado di increspare la superficie del lago
o di causarci la benché minima irritazione, 
depressione, esitazione.
Edward Bach



Ci troviamo nel cuore dell'autunno, in quella che la medicina cinese chiama la quinta stagione. Dopo aver presentato due fiori di Bach legati all’estate nel mio post Floriterapia estiva, ora ci immergiamo in un’atmosfera più raccolta ed introspettiva, che prelude al gran sonno della natura del periodo invernale. Ecco dunque un breve approfondimento su due preziosi fiori di Bach autunnali che schiudono a noi i loro segreti e le loro benedizioni.

Il fiore: Castanea sativa

Sweet Chestnut (Castanea sativa) è particolarmente utile quando si deve far fronte ad un’angoscia così grande da essere quasi insostenibile. L’anima è profondamente turbata e la notte è oscura e buia al punto da far dubitare dell’arrivo del mattino. La speranza è un lido irraggiungibile e la sensazione di essere arrivati al limite estremo della sopportazione del dolore è quasi tangibile. Tutto fa presagire di essere in una prigione dalla quale non è possibile uscire e, proprio come quando ci si sente in gabbia, si percepisce con chiarezza l’isolamento e la solitudine. Siamo di fronte ad un quadro tetro, nel quale a stento si intravede una via di uscita, e ad un pessimismo universale intriso di disperazione, che viene vissuto come una realtà immutabile che permea il mondo.


Il rimedio: Sweet Chestnut, Laboratorio Di Leo

Il rimedio floreale Sweet Chestnut consente di elaborare costruttivamente questo stato di totale prostrazione. Grazie esso, anche nel caso in cui le circostanze esterne rimanessero invariate, l’atteggiamento interiore cambierà e un ritrovato equilibrio farà placidamente, ma con decisione, capolino nelle giornate prima grigie e viranti al nero. Il cambiamento non avverrà dunque attraverso un atto volitivo, una decisione presa a tavolino, no, i fiori di Bach operano ristrutturando il substrato psicoenergetico dell’individuo, agendo, con delicatezza ma in profondità, sulle strutture più intime del nostro essere. La vita allora apparirà in tutto il suo potenziale, integra e nuovamente in grado di essere pienamente apprezzata.


Il fiore: Juglans regia

Walnut (Juglans regia) è particolarmente indicato per tutte le persone che si trovano ad affrontare un periodo della vita nel quale si prospettano dei cambiamenti che si fa fatica ad accettare e ad interiorizzare. Non si tratta di cambiamenti di lieve entità o del mutamento di abitudini, stiamo piuttosto parlando di profondi sconvolgimenti che preludono a dei veri e propri “cambiamenti di stato”: i passaggi da una fase della vita all’altra (pubertà, menopausa...), eventi che di per sé implicano lo scivolamento tra diversi piani dello spazio delle varianti, come ad esempio un trasloco, un nuovo lavoro, un lutto. Onde evitare di farsi prendere alla sprovvista da questo tipo di eventi, subendoli o essendone pesantemente condizionati, è opportuno fare ricorso a Walnut. Infatti, più una persona è legata a quello che crede sia il proprio “io”, più è propensa a lasciarsi condizionare da legami “forti e castranti” e da schemi vecchi ed obsoleti, e maggiormente faticherà ad accettare il dinamismo della vita che sprona costantemente al cambiamento.

Il rimedio: Walnut, Laboratorio Di Leo

L’assunzione del rimedio floreale Walnut consente di apprendere l’arte di vivere la propria esistenza al meglio e di affrontare i cambiamenti come una grande opportunità che viene concessa per poter crescere interiormente e per migliorare la propria vita. Il cammino che sta davanti a noi appare finalmente per quello che è: un percorso naturale da affrontare senza timore, liberi da reminiscenze di un passato opprimente. L’ipersensibilità alle circostanze esterne che sovente accompagna la persona che si trova ad affrontare il cambiamento, fa posto ad una serenità e ad una sicurezza che le consente di gestire al meglio il delicato momento di passaggio. Walnut, con delicatezza, consente di affrontare e superare con un giusto equilibrio e con un’adeguata determinazione circostanze di un certo rilievo che siamo chiamati a vivere e comprendere.


Per la posologia di entrambi i fiori, rimando al mio post Floriterapia primaverile.
Affidarsi alla saggezza dei fiori e delle piante per guarire o progredire nel cammino della nostra vita è indice di grande lungimiranza: essi agiscono su di noi con un tocco leggiadro eppure non indietreggiano mai nel fornirci il loro aiuto e sostegno. Sono amici fidati e, come tali, nell’accettare ed accogliere i loro doni, vanno profondamente rispettati e amati.

Fabrizio


IMPARA A CONOSCERE E UTILIZZARE I FIORI DI BACH

Curare i motivi delle malattie e ritrovare un perfetto equilibrio fisico e mentale con le essenze floreali






mercoledì 14 settembre 2016

Universi paralleli e terapia creativa

È ovvio che le cose non sono male di per sé,
ma il mondo non può darvi niente che abbia un valore durevole.
Può solo riflettere ciò che voi date a voi stessi.
Il mago non vuole avere di più,
vuole essere di più.
Frederick E. Dodson


Sono trascorsi dieci anni dalla pubblicazione dei primi libri di Zeland e il Transurfing, o creazione della realtà, ormai è un insegnamento arcinoto, di cui si parla negli ambiti più disparati, dalla PNL alla Quarta Via, e sempre più apertamente nei seminari e nelle conferenze, tanto che, giusto per fare un esempio, uno degli ultimi post di Salvatore Brizzi, Il mondo è la mia psicologia, sembra un distillato introduttivo alla pratica del proiettore, la tecnica al cuore del Transurfing. D'altra parte, alcuni passaggi chiave dell'insegnamento di Zeland riguardano proprio la presenza e l'osservazione della realtà:

Una volta che il punto di vista (o in altre parole il punto di osservazione o di attenzione), si sposta dallo schermo esterno al centro dell'autocoscienza, iniziate a rendervi conto di cosa sta succedendo intorno a voi e di quello che sta succedendo con voi stessi... Ma non appena mi dimentico di me stesso e mi immergo nel film, finisco per identificarmi immediatamente con esso, per diventarne una parte integrante, per di più dipendente e non a sé stante. Del resto, anche quando vi immergete nelle vostre riflessioni (emozioni) e cessate di vedere quello che sta succedendo intorno a voi e quindi di vedere anche voi stessi, cadete in un simile stato di “fuori di sé”. Siete in voi solo quando vedete la realtà e vedete voi stessi. Quando siete veramente in grado di intendere e di volere, capite?
(Vadim Zeland, Il Proiettore, Macro 2016, trad. it. di Vera Giovanna Bani)

Indubbiamente, la creazione della realtà funziona, perché più che una tecnica è un fatto costitutivo del mondo in cui ci sembra di essere totalmente immersi, ma che in effetti contribuiamo incessantemente a plasmare. Tuttavia, l'idea di creazione evoca la costruzione di qualcosa che prima non esisteva, un concetto che certamente ha senso nell'espressione “creazione dell'essere umano” (una storia lunga, affascinante e ancora poco conosciuta) ma che può essere fuorviante in rapporto alla realtà perché quest'ultima non viene creata, bensì esiste già in potenza in quello che Zeland suggestivamente chiama “spazio delle varianti”. Dunque, sintonizzandosi sistematicamente sulla realtà prescelta non facciamo altro che manifestarla, esprimerla nella materia e quindi più propriamente dovremmo parlare di “realizzazione della realtà”, sia perché si tratta proprio di concretizzare qui ed ora qualcosa che è già presente altrove, trasformandolo nella nostra attualità, sia perché accorgersi di poter gestire la realtà è probabilmente una delle più grandi realizzazioni che si possano ottenere nel corso di una vita umana e il primo passo verso la vera libertà. Naturalmente, dalla teoria alla pratica della realizzazione della realtà c'è un abisso di conoscenza ed esperienza che nessuna idea astratta, per quanto esatta e brillante, potrà colmare. Attualmente, sono disponibili in italiano ben due validi manuali, scritti da maestri contemporanei di “creazione della realtà”, uno russo e uno americano, che idealmente abbracciano tutto l'Occidente.



Il Proiettore di Vadim Zeland, spiega nel dettaglio la pratica del Reality Transurfing, demistificandola fino a ridurla ad una questione di visualizzazione costante e sistematica, strutturata attraverso una precisa serie di esercizi pratici, accessibili a chiunque sia dotato di sufficiente motivazione e determinazione.



Anche Universi paralleli del Sé, da buon manuale pratico, contiene molti esercizi, suddivisi per argomento all'interno di un discorso scorrevole, preciso e ben articolato, che intrecciando teoria e aneddotica tratta dall'esperienza ultradecennale dell'autore, considera la maggior parte degli aspetti pratici da tenere necessariamente in considerazione durante lo scivolamento nel multiverso, in direzione della realtà prescelta.
Ora, ci troviamo a settembre, il mese dei nuovi inizi, e quindi a tutti è consigliabile di provare ad applicare la “creazione della realtà”, che facciamo comunque, inconsapevolmente, e i cui insegnamenti si trovano ovunque, anche in film dall'apparenza tutt'altro che metafisica, come quello che intendo analizzare a titolo di esempio di pratica e ostacoli alla realizzazione della realtà.



Angel, la vita, il romanzo è un film del 2007 diretto da F. Ozon, che si basa liberamente sulla vita di Marie Corelli, autrice dei primi del Novecento. L'atteggiamento iniziale di Angel, oltre ad essere assolutamente inaudito per l'epoca in cui viveva, è emblematico del genere di coraggio richiesto al transurfer che osa guardare ostinatamente oltre le apparenze e scegliersi il proprio destino. Angel infatti è certa di essere destinata a diventare ricca e famosa, e non si limita a sognare ad occhi aperti, ma si comporta come se vivesse già il suo sogno (noi diremmo che è spontaneamente sintonizzata con la realtà prescelta, secondo l'antico adagio “per diventare, agisci come se”) mentre tutti attorno a lei reagiscono con sdegno e indignazione alle sue pretese, lamentosi ma surrettiziamente contenti di sguazzare nella mediocrità in cui si ritrovano. La determinazione intrinseca di Angel è tale che ben presto arriva l'occasione giusta (la porta, direbbe Zeland) per mezzo di una persona abbastanza audace da notare il suo straordinario talento immaginativo, un editore, che nonostante la contrarietà generale, decide di pubblicare un suo romanzo e ben presto la trasforma nella scrittrice di maggior successo della sua epoca. Così Angel si ritrova ad essere il personaggio ricco e famoso che aveva sempre saputo di voler diventare. Fin qui la nostra eroina ha applicato spontaneamente tutte le regole dello specchio della realtà, ma giunta sulla cresta dell'onda della fortuna dimentica il segreto del vero successo: qualunque cosa accada, rimani fedele a chi sei veramente, non permettere a niente e a nessuno di cambiarti. In altre parole, è l'autenticità, l'essere veri e sinceri con se stessi, la forza che consente di rimanere nella corrente vitale fortunata e che orienta le vele per navigare spediti in ogni condizione esterna. Angel, naturalmente, lo ignora, anche se le viene fatto notare che il segreto del suo successo potrebbe essere proprio la sua capacità di comunicare con se stessa, e inizia a ingannarsi, cadendo sempre più vittima della mediocrità altrui, dalla quale inizialmente era riuscita a guardarsi con leggiadra noncuranza. Il dialogo con la madre in punto di morte (dal minuto 40 del film) segna il passaggio dal sogno alla messa in scena:



Fedele fino alla fine al suo ruolo di meschina tentatrice, voce di un mondo ristretto e limitante, che trae forza dal senso di indegnità e di inadeguatezza di chi lo popola, la madre velatamente rinfaccia ciò che Angel non ha ancora realizzato, una famiglia, e l'ingenua ragazza, che evidentemente era ancora attaccata alla speranza di ricevere un riconoscimento, almeno finale, dei suoi meriti, e non un rimprovero, comincia a cedere al ricatto emotivo, inaugurando una serie di scelte sempre più avventate e infelici: dal matrimonio con un pittore depresso, noto per riuscire a rovinare tutto ciò che vede, comprese le giovani donne che incontra, fino all'estraniarsi dal pubblico, specchio di se stessa, perdendo ogni senso di quel mondo migliore che prima sapeva descrivere e impersonare con genuino slancio vitale e che ora si trasforma in un patetico tentativo di evasione dalla realtà di cui lei non è più autrice ma vittima. Angel si riduce ad un fantasma, che ama follemente e senza speranza e rimane indifferente all'amore sincero, e infine perisce prima della beffa finale: alla sua scomparsa più nessuno si ricorda di lei, che era interessata “solo al bello di ogni cosa”, mentre le opere cupe e deprimenti del marito riscuotono un crescente successo. Se Angel fosse rimasta fedele alla propria vocazione solare e al suo sogno di splendere perpetuamente, senza cercare di farvi entrare a forza altri o di compiacere i morti, forse il suo successo sarebbe stato meno effimero e lei avrebbe conosciuto la felicità e la libertà senza condizioni del vero transurfer.



Angel emblematicamente rappresenta l'angelo che si lascia strappare le ali. Ovviamente, hanno anche detto che questo film in realtà parla di una frivola presuntuosa, vittima del proprio sentimentalismo, e ironicamente è proprio così, perché questa esaltazione del sentimento romantico di abnegazione tendente all'autodistruzione, occultamente divulgato da una società ipocrita e conservatrice, è esattamente ciò che più di ogni altra cosa irretisce le anime incarnate, donne in particolare, inducendole ad amare chi non vuole essere amato, a tentare di salvare chi si compiace di essersi perduto, o peggio, a sperare in un destino migliore anziché adoperarsi per forgiarselo.
Eccoci dunque alla grande domanda cui inevitabilmente la realizzazione della realtà mette di fronte:


Posto che i limiti esistono solo nella tua mente, quali imprese autosabotanti e miraggi altrui inseguirai pur di non concederti fino in fondo il privilegio di diventare chi sei veramente?


In definitiva, non è tanto importante che, scrivendo (creando) la storia della tua vita, qualcuno poi abbia voglia di leggerla, come vorrebbe una nota pubblicità che fa appello al senso dell'avventura e ad una discreta dose di esibizionismo innato in ciascuno di noi, ma che tu abbia davvero voglia di viverla. E questo non è il punto cruciale del Transurfing, è il punto cruciale dell'esistenza.

Mariavittoria