mercoledì 27 febbraio 2019

Conoscere la realtà della metaforza


Persino gli scrittori di fantascienza non fantasticano di nulla.
Tutto proviene loro dal campo informazionale.
Ma la Conoscenza non viene data così facilmente.
Essa richiede un gran lavoro di sgrossatura,
prima per capirla e poi per verificarla ripetutamente
nella pratica, sulla base della propria esperienza.
Vadim Zeland


La forza creativa si muove a spirale, sviluppandosi secondo la legge dell'ottava, già questa verità universale sarebbe sufficiente per spiegare la maggior parte dei fenomeni fisici, ma capire il funzionamento di qualcosa non significa necessariamente comprenderlo veramente. Per questo nel nuovo millennio si è manifestato il Transurfing, le cui tecniche consentono di gestire la realtà applicando i principi della fisica e della metafisica senza la pregiudizievole presunzione di poter comprendere tutto e subito. In questo senso, non sorprende che il Transurfing affondi le sue radici terrene nell'avanguardia della fisica quantistica; già il fisico Richard Feynman (per citare uno dei numerosi Nobel che dagli anni '70 in poi hanno investito i propri sforzi conoscitivi in questo settore) era noto per le sue affermazioni intellettivamente disarmanti:

Se credete di aver capito la teoria dei quanti, vuol dire che non l'avete capita.

La nostra immaginazione è tesa al massimo, non, come nelle storie fantastiche, per immaginare cose che in realtà non esistono, ma proprio per comprendere ciò che davvero esiste.

Tra i molti altri esimi divulgatori della scienza all'avanguardia, vi si aggiunge di buon grado il nostrano professore Piergiorgio Odifreddi, che pur essendo notoriamente e convintamente ateo, non esita a dichiarare:

La fisica quantistica ha reso maturi i tempi per un cambiamento, ritrovandosi in perfetta sintonia con le posizioni di [William] James. Il collasso della funzione d'onda esibisce le stesse caratteristiche di scelta e determinazione della realtà attribuite alla coscienza.

La coscienza attende precisamente nell'abisso che separa il sapere dal saper fare, la teoria dalla pratica e che nel linguaggio di chi intraprende un percorso di conoscenza reale si traduce nell'ormai celebre monito la mappa non è il territorio.



Il Transurfing non è materia per pigri e ottusi, gestire la realtà richiede innanzitutto la capacità di essere presenti e pienamente coscienti in essa e, come se questo non richiedesse di per sé la maestria acquisita in una o molte vite, la prontezza nel muoversi consapevolmente. Solo la presenza e la consapevolezza rendono la manifestazione della realtà un'opera di cocreazione evolutiva e non un mero esercizio teorico buono per ingrossare le fila degli ipertrofici ego spirituali in libera circolazione. Innanzitutto, è necessario prendere atto del fatto che tutti noi, per quanto in buona compagnia sulla via della condivisione, siamo costantemente impigriti e resi sempre più ottusi da un sistema di condizionamenti che ci mantiene in una fantomatica “zona sicura”, sazi degli infimi prodotti del consumismo autoreferenziale e appagati da un intrattenimento (letteralmente “ciò che tiene dentro”) altrettanto meschino e sempre più ubiquitario, così che non solo abbiamo smarrito le chiavi della cella, ma ci siamo completamente dimenticati di essere imprigionati nelle spire dello spaziotempo.

Avete inventato il cinema non perché l'avete ideato voi ma perché esiste un tale aspetto della realtà. Non potete ideare nulla che non sia nella realtà visibile o in quella non ancora manifesta. Avete il cinema per il semplice motivo che voi stessi vivete in un film. Il cinema è un modello della realtà.
Tafti, la Sacerdotessa

Oblio e oscurantismo imperversano per ogni cosa veramente importante in tempi di cambiamento epocale. Basta considerare l'ambito dell'alimentazione naturale: è semplice, in effetti il nostro corpo non desidera altro che essere rieducato al benessere autentico, ma la pratica non risulta per niente facile, perché richiede resilienza, una virtù scaturita direttamente dalla forza della conoscenza e la Forza va esercitata, altrimenti prima si depotenzia, e poi cade in disuso.

Governare e gestire voi stessi, e quindi la realtà, voi non lo sapete fare. Per questo vivete sulla base delle vecchie abitudini che avete sviluppato. E quindi dovete creare abitudini che funzionino a vostro favore.
Tafti, la Sacerdotessa

I principi del Transurfing sono semplici quanto quelli dell'autentica alimentazione naturale, ma noi tendiamo a volerci complicare la vita nei meandri di una mente sfrenata, infarcita di pensieri incontrollati, e di un cuore in tumulto, in balia di emozioni soverchianti. Crediamo veramente di poter riuscire a cocreare la realtà quando poi nei fatti non riusciamo nemmeno a decidere in piena coscienza e totale responsabilità che cosa mettere in tavola a pranzo e a cena?

Voi, per vostra solita abitudine, credete che per domare il futuro basti investire [degli] sforzi. Invece bisogna fare in modo diverso. La forza fisica, così come la forza di volontà, funziona solo nella realtà del fotogramma in corso. Con la realtà compiuta potete combattere con tutte le vostre stupide forze, se proprio vi piace. Ma con la realtà in arrivo questo non funziona. Ci vuole qualcosa di diverso.
Tafti, la Sacerdotessa

Alla deriva nel mare delle illusioni che si autoalimentano, in nostro soccorso giunge Tafti, la Sacerdotessa emersa dagli spazi interdimensionali, brillante nella sua caustica luce adamantina come un faro negli abissi della dimenticanza. Se, pur avendo la mappa corretta, passo dopo passo hai smarrito la via di casa, ci penserà la Sacerdotessa rossa a riscuoterti dalla falsa autoconsapevolezza, prendendo amorevolmente a calci il tuo smisurato ego spirituale e costringendoti a ricordare quale è la tua posizione reale nel grande progetto cosmico.

Il vostro compito non è costringere la realtà ad obbedirvi, ma permettere ad essa di venire da voi.
Tafti, la Sacerdotessa

Così l'insegnamento si risintonizza sulla metaforza e raggiunge un nuovo livello di maestria, e con esso tornano alle origini della conoscenza tutti coloro che possono considerarsi transurfer, cocreatori della realtà, non solo a parole. Cosa altro dire? Rimane soltanto la pratica, perché naturalmente, diventare se stessi richiede esercizio costante e infinita perseveranza.
Mariavittoria



IMPARA A SENTIRE LA METAFORZA

TAFTI LA SACERDOTESSA
Camminando dal vivo in un film

È come guardare un film e pretendere che la trama si sviluppi in conformità a uno scenario che voi avete in mente e i personaggi agiscano in accordo con le vostre aspettative. Potete ottenere una cosa del genere? Ovviamente no. La stessa cosa succede nel film che voi considerate la vostra vita.”

 Il Giardino dei Libri


giovedì 24 gennaio 2019

La mente resiliente



Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni.
La Tempesta, William Shakespeare

Uno dei compiti precipui delle grandi menti è porre sotto gli occhi di tutti le verità universali, immortalandole con parole memorabili. Così Prospero, non a caso un mago, nella Tempesta ci ricorda quale è il vero tessuto della trama della nostra esistenza. Quando dormiamo certamente non cessiamo di esistere e la vita onirica spesso è più vivida e comporta degli effetti più tangibili del nostro vissuto ordinario da “svegli”. La coscienza infatti non dorme mai, nell'essere umano sappiamo che viaggia e fa esperienza tra la realtà della consapevolezza ordinaria (la vita quotidiana) e gli altri piani dell'esistenza in cui tutto, comunque, è energia e informazione. Il corpo riposa e nel sonno si rigenera, la mente invece, da non confondere con il cervello, non si ferma mai, perché per essa, che è un puro sistema organizzatore, l'inattività equivarrebbe alla fine della propria esistenza.



La mente è informazione organizzata veicolata dall'energia e plasma la materia (energia condensata), e poiché tutto nell'universo è energia (rarefatta o condensata in materia), i nostri corpi e tutto il nostro mondo sono un prodotto, più o meno consapevole, della mente, che sia la mente individuale localizzata in quello che definiamo “io”, o le menti collettive responsabili dell'ordine della vita (sintropia) a livello planetario, galattico, universale, ecc.



Una mente resiliente non si limita a reagire, perché essa è in grado di elaborare una risposta appropriata agli stimoli che riceve e, ancor prima, opera delle scelte consapevoli nel selezionare la natura, qualità e quantità di stimoli cui prestare attenzione (ovvero energia). Diventando resiliente, ovvero orientata al benessere autentico e sostenibile, la mente si rivela la migliore signoria dell'evoluzione e fautrice degli intenti creativi della coscienza.



Lo sviluppo sostenibile delle potenzialità della mente è il punto di svolta nella gestione metafisica della realtà. D'altro canto, la scienza si avvicina sempre di più agli insegnamenti mistici, pur mantenendo il proprio linguaggio specialistico, per colmare la lacuna tra antica sapienza e evidenza empirica. Quest'anno il nostro viaggio tra scienza e conoscenza riguarderà le avanguardie della prima e gli aspetti più reconditi della sapienza universale per progredire insieme sulla via della condivisione. Iniziamo considerando gli insegnamenti presentati dal Dottor Gian Piero Abbate (fisico e teologo), che in questo video condensa gli elementi più innovativi della ricerca attuale nei campi della fisica e della biologia, senza trascurarne le connessioni con gli insegnamenti esoterici tradizionali. Per agevolare la visione, riporto per intero la breve descrizione introduttiva dell'intervento, inoltre ho segnalato i punti salienti della lezione in una scaletta dei contenuti.

“La teoria dei campi informazionali. Attivare il nostro corpo diventa una possibilità scientifica basata su una visione organica quantisticamente evoluta alla comprensione dell'Universo. La Fisica si sta ampliando all'informazione, in una dimensione dove non esistono spazio e tempo.”
7:13 – La composizione dell'universo
14:59 – La fisica informazionale indaga la manifestazione della materia
26:28 - La biologia dell'immortalità
36:32 – Passato, presente e futuro racchiusi nel DNA
43:23 – 2 tipi diversi di acqua nel corpo umano
58:19 – Conclusioni teologiche-spirituali
1:00:38 - Conclusioni fisiche-scientifiche



La coscienza è per sua stessa natura ricolma di informazione, sta alla mente resiliente vagliare e discriminare tra ciò che è benefico (sostenibile e costruttivo) e ciò che aumenta il caos (entropia) dell'illusione. La mente resiliente scegliendo per bene si pone come spartiacque decisivo tra evoluzione ed estinzione.
Mariavittoria



ACQUISTA ARMONIA E BENESSERE 
NELLE RISONANZE DELLA MUSICA CON IL DNA

THE SEQUENCES OF GRIGORI GRABOVOI VOL. 1 BASIC CODES 432 Hz
Le sequenze numeriche di Grigori Grabovoi in musica.
Come attivare il Divino in noi e rigenerare il corpo attraverso la musica

Da recenti studi si è scoperto che l'acqua del nostro corpo è suddivisa tra un 60% di H2O e un 40% di H3O2, detta acqua endogena. Quest'ultima si presenta sotto forma di gel e avvolge il DNA. Costituisce il mezzo di collegamento tra il DNA e il mondo esterno, e viceversa. Le musiche di questi CD operano proprio sull'acqua endogena, per riportare le cellule alla loro integrità e piena funzionalità. Non si tratta solo di modificare le imperfezioni, ma di prevenire le cause che creano disfunzioni o disturbi di ogni tipo. Inoltre questo permette di ringiovanire il corpo, migliorando anche funzioni quali la vista o l'udito.”

 Anteprima brani su Il Giardino dei Libri


giovedì 20 dicembre 2018

L'energia della luce


Hanno cercato di seppellirmi,
ma non sapevano che sono un seme.
Proverbio messicano

I giorni che precedono il solstizio d'inverno nell'emisfero boreale sono i più bui dell'anno: mentre le ore diurne si riducono ai minimi termini, nebbia e gelo si impossessano del paesaggio e l'oscurità sembra invadere ogni cosa e spesso prevalere inesorabilmente. È il ciclo dell'energia che richiede questo passaggio nel pozzo della tenebra più nera, per rinascere alla luce imperitura del sole invincibile.
Per quanto possa sembrare spaventoso, questo desolante clima, interiore ed esteriore, a ben vedere è solo un gioco di ombre: infatti, che cosa è la vittoria della luce se non il trionfo della verità eterna che, per quanto venga oscurata, per sua stessa natura non può che rivelarsi, essendo testimonianza ed emanazione della realtà immanente e trascendente?
Il punto è che troppo spesso omettiamo di attingere a quella luce eterna, presente anche nei momenti più tetri. Soprattutto, dimentichiamo che, più di ogni altra cosa, la luce per manifestarsi dipende da noi: in un universo in cui tutto è connesso, ciascuno può fare la differenza. Se il battito di ali di una farfalla può generare un uragano, che cosa è in grado di fare la coscienza di un essere risvegliato alla consapevolezza? Ce lo raccontano tutte le grandi saghe che hanno catturato l'attenzione dell'umanità ed è il messaggio portante nel codice dei cavalieri (dai templari ai jedi), negli insegnamenti dei grandi maestri e nelle parole dei maghi illuminati.



Ritrovare l'energia della luce è ciò che ci rende agenti resilienti dell'evoluzione. Per questo non è necessario essere straordinari, basta essere autentici. Non siamo ciò che facciamo, ma quello che facciamo rende conto di ciò che di noi decidiamo di esprimere adesso e semina il futuro in ogni giorno della nostra vita.
Manifestare la luce non è facile, è una scelta, richiede il coraggio di comprendere oltre le apparenze, dire no alla mediocrità e fare la cosa giusta, che spesso non ha nulla a che vedere con il buonismo da salotto o con il disfattismo con cui si cerca di affossare ogni speranza di resurrezione della luce.
Manifestare la luce non è alla moda e non balza agli onori della cronaca, perché il bene sta nelle piccole cose che fanno del mondo un posto migliore e che insieme formano l'immensa, inarrestabile e magnifica onda dell'evoluzione.
Manifestare la luce non fa rumore e non prevede ricompense immediate, anzi, a volte costa tempo ed energia, più di quanto vorremmo donare, ma è proprio il modo in cui decidiamo di impiegare le nostre risorse che crea il percorso di una vita: della fine e del principio tutto, più o meno, ci è già stato dato, ma il viaggio che unisce questi due punti è il destino che ciascuno si sceglie qui e ora, giorno dopo giorno, è il mondo che contribuisce a creare, ed è tempo di accorgersene, perché conviene rendersene conto prima di doverne rendere conto.
Il mondo in cui vogliamo vivere comincia da noi: ciascuno di noi dando il proprio esempio può essere la promessa di una nuova speranza, un nuovo inizio, una nuova era. Il risveglio è irreversibile e c'è ancora spazio per una fase di transizione, ma conviene iniziare ad agire ora, prima che l'oscurità si trasformi in oblio. Noi, tutti e ciascuno di noi, siamo luce, se ce ne dimentichiamo è solo perché continuiamo a guardare dall'altra parte.

Stefano, Mariavittoria, Fabrizio


DICIAMO NO ALLA VIVISEZIONE
Scegli con attenzione a chi donare



giovedì 22 novembre 2018

Illusioni spirituali e come curarle



Imparare significa scoprire quello che già sai. 
Fare significa dimostrare che lo sai. 
Insegnare è ricordare agli altri che sanno bene quanto te
Illusioni, Richard Bach


Oggi il Sole entra in Sagittario, domicilio in cui lo attende il governatore del segno, Giove, patrocinatore della Terra e, per estensione, dell'umanità cui non può restare indifferente a patto che questa si dimostri all'altezza della propria divina ispirazione. È questo un buon periodo per parlare di libertà, specialmente da quelle illusioni, celesti o concrete, che impedendoci di cogliere la nostra stessa natura ci incatenano a un'esistenza meno che umana.



Naturalmente, come ogni cosa veramente importante, il punto centrale, la chiave dell'arcano, si nasconde nei dettagli, che però sono sempre stati sotto gli occhi di tutti. Nessuno è più prigioniero dello schiavo che si crede di essere il padrone. Qui non mi riferisco alla schiavitù fisica, anche se purtroppo nemmeno a questo livello è stata debellata dall'umanità, ma a quella che consegue all'inconsapevolezza pressoché totale da parte dell'essere umano della propria condizione di animale sociale pensante inesorabilmente assoggettato e condizionato. Lo schiavismo psichico è subdolo e sottile, viene alimentato da molteplici fattori e risulta talmente innestato in profondità nel genere umano da passare praticamente inosservato. Oggi vorrei invitarti a osservare questo fenomeno, che probabilmente determina lo svolgimento della tua vita più di quanto immagini, e magari a lasciar cadere qualche illusione propagandata sin troppo assiduamente dalla spiritualità contemporanea e, con un più alto tasso di precisione e intenzionalità, dagli zelanti portavoce della disinformazione organizzata.



Innanzitutto, volendo affrontare senza compromessi ciò che ci tiene in trappola, è necessario comprendere veramente che cosa sia la libertà. Di per sé l'interrogativo è arduo e scomodo da porsi in un'epoca in cui il tempo sembra non bastare mai, anche se poi cerchiamo di occupare ogni attimo della giornata, forse proprio per l'inconscia paura di ritrovarci con un momento di vera libertà e scoprire di non sapere cosa farcene. Avere della libertà non significa necessariamente poterla o saperla utilizzare a fin di bene. Un po' come quei bovini che vengono liberati per mostrare in televisione quanto siano liberi e felici negli allevamenti: se ne stanno sul prato come inebetiti, senza nemmeno brucare, perché non avendo mai visto l'erba fresca non sanno che sarebbe il loro alimento naturale e aspettano soltanto di ritornare rinchiusi nelle loro stalle, cosa che avverrà puntualmente allo spegnersi delle telecamere. Un po' come chi vince alla lotteria e finisce per sperperare ogni centesimo in poco tempo o chi non vede l'ora che arrivi il fine settimana per uscire dalla ressa cittadina e infilarsi nella ridda dei centri commerciali. Ci sarebbe quasi da ridere se non ne andasse della nostra vita, del modo con cui per incuria e ignoranza gettiamo via le nostre risorse più preziose, solo perché nessuno ci ha mai insegnato a coglierne l'importanza e a realizzarne il potenziale. Ci hai mai pensato? Quanta libertà hai avuto veramente e quanta di essa hai avuto il coraggio di assaporare fino in fondo? Non è facile, non è da tutti nemmeno chiederselo, e sicuramente non è qualcosa che ti è stato insegnato a fare.



La libertà non è fare quello che si vuole quando si vuole, al contrario, libertà, in estrema sintesi e nell'orizzonte delle reali prospettive del genere umano, significa assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Ne consegue necessariamente che per essere veramente liberi bisogna avere, o meglio sviluppare, la capacità di vedere quali scelte possiamo fare, in breve, imparare a distinguere scientemente tra ciò che dipende direttamente o indirettamente da noi e ciò che è oltre ogni possibilità di controllo. L'alimentazione dipende sempre da noi, perché siamo noi a scegliere di cosa e in che modo alimentare il nostro apparato psicofisico e di conseguenza quanto e quale nutrimento offrire all'anima. Un corpo e una psiche resilienti offrono e costituiscono cibo spirituale di un certo livello, preferendo la qualità alla quantità. Di questo ho già parlato diffusamente in Resilienza alimentare, ma tra il dire e il fare c'è di mezzo l'abisso dell'esempio personale: non basta avere delle conoscenze, bisogna diventare quello che si sa, perché soltanto l'esperienza ha un'influenza diretta sull'evoluzione, è questo il significato, non solo letterale, di riuscire a realizzarsi. Anche per questo Resilienza alimentare non è un trattato teorico, ma un manuale pratico e sinceramente l'ho scritto proprio perché da qualche parte si deve pur cominciare. Un piccolo passo nella direzione giusta vale più di mille parole, se poi quel passo viene fatto insieme, sulla via della condivisione, ben presto l'esperienza del singolo diventerà oggi la scienza del domani, comprovata dalle generazioni future.



Ora veniamo alle illusioni, ovviamente ce ne sarebbero per tutti i gusti, ma atteniamoci all'essenziale, proprio per questo soventemente sorvolato, nocciolo della questione: è illusione pensare di poter fare dei progressi spirituali sostanziali e duraturi con un corpo appesantito da ogni genere di tossina e una psiche fuori da ogni controllo, in cui imperversano pensieri obnubilanti ed emozioni disturbanti. Forse ti sembrerà che stia esagerando, ma davvero pensi che si possa raggiungere un qualche traguardo spirituale senza essere in grado di padroneggiare il proprio veicolo psicofisico? Sarebbe come pretendere di vincere una gara automobilistica senza saper guidare o voler scalare una montagna senza aver prima imparato a camminare. Non ti sembrano pretese eccessive e inverosimili? E pensi sia soltanto un caso che questo genere di facilonerie riscuotano tanto successo nell'epoca in cui si enfatizza la presunta necessità di avere “tutto e subito”? Con questo non ti sto suggerendo di smettere di svolgere ogni pratica spirituale fino a quando non avrai ripulito e padroneggiato corpo e psiche. Piuttosto, ti invito a scegliere le pratiche spirituali che non trascurano l'addestramento psicofisico e che ti consentono di sviluppare ogni parte di te in modo armonico ed evolutivo. Quali esse siano dipende da te e dalle motivazioni profonde che ti spingono a intraprendere un percorso spirituale, e sia chiaro che in una fase dell'evoluzione in cui ci viene chiesto di spiritualizzare la materia non esistono percorsi di vita che in qualche modo non si rivelino essenzialmente percorsi dello spirito. Sei energia spirituale che si muove nella materia e ogni tua scelta è un passo in più verso l'estinzione o l'evoluzione della tua anima, del pianeta, dell'umanità.



Lo ripeto: ogni tua scelta determina il risultato, in questo senso non c'è molta differenza tra quello che scegli di mangiare o di dire o di fare, qualsiasi cosa è una scelta, fa parte del tuo percorso di vita, e ogni percorso è necessariamente spirituale. È lo spirito che in modo sempre più consapevole esperisce la materia. Se così non fosse, non potremmo nemmeno dire che siamo nati e che moriremo: esattamente che cosa nasce e muore, precisamente che cosa entra nel corpo e gli dà la vita, e poi esce dal corpo, ponendo fine a quella stessa esperienza di vita? O forse la stessa idea di vita è un'illusione, una mera convenzione progettata dalla particolare percezione umana, essendo noi tutti, viventi e trapassati, parte integrante della grande corrente continua dell'esistenza? Davvero pensi che smetterai di esistere una volta varcata la soglia della morte? Davvero pensi di non avere avuto un'esistenza prima di nascere? L'interrogativo, se mai, non è quando esistiamo o meno, ma quanto siamo consapevoli e coscienti della nostra esistenza.
E con questo ci siamo lasciati alle spalle anche l'illusoria differenza tra spirito e materia, l'ultima grande illusione cui da millenni si fa riferimento negli insegnamenti di ogni tradizione, e che nonostante questo forse rimane la verità più trascurata nella pratica.

Mariavittoria



RITROVA LA CONNESSIONE CON L'ESISTENZA ATTRAVERSO L'ESPERIENZA

LA VIA DEGLI SCIAMANI
Lo Spirito ha posto in essere l'Anima e l'Anima ha posto in essere il corpo fisico. L'edificazione del corpo fisico ha consentito alla mente umana di essere creata ad immagine e somiglianza dell'Anima e come estensione dello Spirito.”



domenica 21 ottobre 2018

Nel cuore verde dell'autunno




L’autunno è una seconda primavera, 
quando ogni foglia è un fiore.
Albert Camus


Nonostante siamo abituati ad individuare un inizio dell’anno univoco, convenzionalmente nei primi giorni di gennaio, in realtà dal punto di vista psicologico possiamo determinare almeno due altri punti di svolta nel nostro percorso annuale. 
Il primo è settembre, che molti di noi associano ad un nuovo inizio. Le ferie ormai alle spalle durante le quali abbiamo provveduto a rilassarci, a ripristinare livelli energetici adeguati, stimolano la nostra voglia di ripartire con un’enfasi speciale. 
Inoltre, l’inizio della scuola è fonte di ispirazione anche per gli adulti per cimentarsi con corsi, nuove lingue, bricolage, fai da te, cineforum e svariate altre attività. 
Il secondo e più profondo nuovo inizio è Samhain, il capodanno celtico, che cade proprio alla fine del mese di ottobre e ci introduce nelle brumose terre di novembre, traghettandoci letteralmente in una nuova dimensione.



Siamo nel pieno dell’autunno, una stagione enigmatica, satura di colori e di giochi di luce e la vibrazione che imprime il suo sigillo durante questo periodo ha delle peculiarità. L’afflato verso un nuovo inizio tipico di settembre incontra una certa resistenza già ad ottobre, quando la luce inizia a perdere terreno e lo slancio iniziale tende a rallentare il suo ritmo. Questa influenza giunge ad un punto cruciale proprio a Samhain, a partire dal tramonto del 31 ottobre, durante il quale il velo fra i mondi si appresta a cadere completamente, favorendo una più intima connessione con l’aldilà. Si tratta di un punto di svolta e di crescita dunque, che può essere vissuto come trampolino di lancio per rinvigorire la nostra consapevolezza, in grado di sbocciare nonostante il sole si tuffi sempre più prossimo all’oblio della luce.



Vero che le nostre energie in un certo qual senso vanno controcorrente, dovendo farsi strada in un periodo che è di contrazione e di riflessione intimistica. Tuttavia, proprio questo riconnettersi con le proprie più profonde fonti interiori ci consente di viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda che respiriamo nelle nostre giornate e di proseguire il cammino con rinnovata forza. 
Se questa è la traccia da seguire per indirizzare coscientemente la nostra energia in modo da assecondare il flusso dell’universo, un’opera di allineamento consapevole può essere messa in pratica cogliendo i segnali che l’autunno inoltrato ci consegna con accurata precisione e con innegabile tempismo. La caduta delle foglie ci suggerisce di affinare e focalizzare la nostra energia attraverso un lavoro di pulizia e sottrazione, molto simile a quello che coinvolge il regno vegetale. 


C’è sempre qualcosa di prezioso da imparare dall’innata saggezza naturale, e così come gli alberi rinunciano a quello che è diventato superfluo e si concentrano sull’essenziale, allo stesso modo noi dovremmo liberarci dalle ampollose propaggini del nostro ipertrofico io, abituandoci all’idea di tagliare i nostri rami secchi e di abbandonare il vecchio, sia esso rappresentato da schemi stantii, pensieri inoperosi, oggetti polverosi o legami improduttivi. Il cambio di stagione, se fatto in quest’ottica, può essere una attività sommamente catartica, che consente di far spazio al nuovo, di imbastire una seria riflessione su quanto sia davvero essenziale e stabilire un punto di partenza più sensato, per evitare di dissipare la nostra energia in mille rivoli.



In effetti, il periodo dell’anno che stiamo vivendo, come ogni svolta, rappresenta una grande occasione per fluire attraverso la vita con rinnovata disinvoltura e leggerezza, e per procedere speditamente sul nostro cammino in armonia con le leggi della natura e dell’universo.

Fabrizio


RISCOPRI LA SAGGIA CONNESSIONE CON IL REGNO VEGETALE

EFFETTO BIOFILIA
“L’effetto biofilia è quell’istintiva attrazione che l’uomo ha nei confronti della natura. Significa riconnettersi alle radici, che non crescono nel cemento. Effetto biofilia vuol dire esperienza dell’ambiente e dei luoghi selvaggi, bellezza ed estetica naturale, liberazione dalle catene e guarigione.”






sabato 22 settembre 2018

Ossessioni karmiche e come liberarsene


Il modo per trascendere il karma
risiede nel corretto uso
della mente e della volontà.
Bruce Lee

Ricordo bene di aver scritto un post intitolato Il karma non esiste, e in quello che segue non intendo contraddirmi ma approfondire un aspetto dell'argomento su cui credo che non si rifletta mai abbastanza e che genera conseguenze imponderabili.
“Vorrei ma non posso... Se solo potessi...” è questo il mantra, più o meno inconscio, che ci rende schiavi di un'ossessione karmica, insieme alla segreta convinzione che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato e ingiusto nelle cose che stiamo vivendo nella realtà. Qualsiasi conseguimento viene quindi minato da una vena di insoddisfazione che, per quanto lieve, può compromettere i buoni frutti di ogni realizzazione, perfino quelli di una vita intera, trasformandosi in un'insanabile inquietudine che si manifesta come vaga irrequietezza e talvolta cede il posto alla frustrazione.



Non parlo della sacrosanta indignazione che ti coglie quando sai, anche solo nel profondo del tuo cuore, di aver intrapreso un cammino che non ti corrisponde veramente, poiché è naturale che ignorare le proprie autentiche aspirazioni, ad esempio costringendosi a vivere una vita insensibile ai richiami dell'anima, faccia male anche a livello psicofisico, e non mi riferisco nemmeno al senso di frustrazione indotto dalla smania consumistica che porta a volere tutto e subito, secondo logiche preconfezionate del tipo nasci-cresci-riproduciti-muori, ovvero produci-guadagna-spendi-consuma, no, l'ossessione karmica è molto più profonda e conferisce un senso di cupa ineluttabilità ad ogni aspetto della vita, per cui sì, potrai anche realizzare ogni aspirazione dell'anima e ogni desiderio della personalità (sulla differenza tra desiderio e aspirazione ti invito a leggere il mio post Il segreto della felicità) e nondimeno sentire che comunque niente ha veramente valore, perché ti manca qualcosa di fondamentalmente importante, anzi, di essenziale.



L'ossessione è una forza che sfugge alla coscienza e si esprime in atteggiamenti, attitudini e comportamenti controproducenti, attraverso una reiterata staticità: manie, ansie, fobie, fissazioni più o meno eclatanti che ci impediscono di vedere le cose per quello che sono veramente e di superare i limiti spesso solo immaginari o comunque autoimposti che ci mantengono schiavi. Ecco una forza occulta che richiama un'ampia categoria di indisciplinate idiosincrasie perseveranti, ostinate, che resistono agli accomodamenti più lungimiranti del tempo e si innestano nella pianta del karma personale, alimentandone le radici millenarie e i semi di discordia.
Ossessioni karmiche: ne sai qualcosa se incontri la tua anima gemella, e il tuo cuore l'ha saputo dal primo istante (gli occhi a volte si distraggono e sbagliano, ma il cuore ricorda sempre tutto) che è proprio lui/lei, ma non c'è verso che riusciate a stare insieme, e magari non è nemmeno la prima vita in cui capita, così si è creata una lunga catena di irrisolti che impediscono l'evoluzione dell'anima e la pace dello spirito, come illustra magnificamente un film finlandese, Jade Soturi (“il guerriero di giada”, 2006), di cui ti invito a guardare almeno questo riassunto (pochi minuti di musica e immagini più che eloquenti):



Può anche avvenire che ad un certo punto sia l'ossessione karmica ad avere la meglio e queste due persone, che il destino si sforza di tenere separate, alla fine si mettano insieme, ma è molto difficile comprendere appieno di che natura saranno i frutti di tale ostinazione, se non un karma ancora più stringente ed esasperato, come racconta in modo brillante il film One Day (2011, dal romanzo Un giorno di David Nicholls):



Lieto fine da cinema? Niente affatto, quella che ti ho appena proposto non è la scena finale del film (metafora di una vita, s'intende) bensì il punto di svolta, dal momento che i due protagonisti hanno riconosciuto entrambi i propri sentimenti e sono pronti a viverli, dopodiché tutto dovrebbe risultare perfetto o quasi, giusto? Sbagliato! E ne ho già scritto approfonditamente nel mio saggio dedicato alle Affinità elettive, in cui Goethe affronta questo tema precorrendo i tempi dell'analisi karmica delle relazioni di coppia. Allora, in sintesi, come fare per uscire da questa situazione persa in partenza in cui ci si ritrova immancabilmente incatenati alla ruota della sofferenza? Per prima cosa, è necessario risolvere il conflitto generato da un fraintendimento essenziale riguardo all'amore, ovvero la reciprocità. Per i motivi più vari, nel corso delle nostre esistenze siamo stati indotti a credere che l'amore sia una sorta di scambio più o meno paritario, per cui, ad esempio, se ami una persona che non ti ama ci deve essere qualcosa di sbagliato e quello che provi non è amore. Niente di più triviale. Questa falsità bigotta avvelena gli animi e trasforma il sacro mistero dell'amore in una istituzione socialmente accettabile (come il matrimonio, ma vale anche per il patrimonio e tutto il mercimonio che ne consegue). L'amore, la forza che tiene unito l'universo, non si può ridurre o limitare. Amare qualcuno non è mai sbagliato, ma pretendere di essere corrisposti è diabolico (vale a dire crea conflitti e separazione), per giunta il vero amore è sempre e comunque incondizionato e non potrebbe essere altrimenti: che amore è quello per cui si smette di amare qualcuno perché non ci corrisponde come vorremmo? Fin qui è la logica a indicarci la strada, ma consideriamo la questione anche dal punto di vista metafisico: sì, può darsi che la persona non corrisponda il nostro amore, ma che dire dell'anima, la quale non può rimanere indifferente al vero amore e certamente ne trarrà qualche giovamento, perché niente come l'amore risana e guarisce, anche le ferite invisibili.
Quindi, il primo importante passo per liberarsi da un'ossessione karmica è smettere di trasformare l'amore in una prigione di stereotipi per se stessi e per gli altri. Vivere e lasciar vivere nel rispetto del grande comandamento universale: ama il prossimo tuo come te stesso (cui segue il corollario “ama i tuoi nemici e prega per i tuoi persecutori” che se praticato con sincerità accende il fuoco in grado di estinguere il karma all'istante).



Il secondo passo è attingere alla forza dei quattro elementi della natura e lasciar fluire le emozioni con l'Acqua, purificare i pensieri con l'Aria, rinvigorire il corpo con la Terra e rigenerare lo spirito con il Fuoco. L'ideale sarebbe recarsi in un luogo dove la natura è forte e vitale, circondati dai quattro elementi: un corso d'acqua, il vento, prati rocce e boschi, il sole... Ma possiamo anche operare simbolicamente e richiamare la forza degli elementi attraverso una ciotola di acqua di fonte, il fumo di un bastoncino di incenso alla citronella, una pietra rinvenuta in un luogo incontaminato e la fiamma di una candela. Cercando il silenzio e un tranquillo rilassamento, creiamo il nostro momento sacro in comunione con i quattro elementi e predisponiamoci all'ascolto. L'importante è ristabilire il contatto consapevole con le forze elementali della natura e lasciare che esse sblocchino, purifichino, rafforzino e rigenerino tutte le nostre energie, lasciando finalmente spazio ad un avvenire aperto e luminoso.

Mariavittoria


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LA VIA SCIAMANICA DEI QUATTRO SACRI ELEMENTI
Unitevi alle energie della natura, cioè a dire ai Quattro Elementi, e percepirete quanta energia scorre in voi.”




mercoledì 22 agosto 2018

Lo yoga del sole


Questo yoga era già noto in passato,
infatti i Greci lo conoscevano, gli Egizi lo praticavano,
come pure i Persiani, gli Aztechi, i Maya, i Tibetani...
Ora è stato abbandonato soprattutto in Occidente.
Poiché in sanscrito il termine Sole si traduce con “Surya”,
diamo a questo yoga il nome di “Surya-yoga”.
Si tratta del mio yoga preferito perché riunisce e racchiude in sé tutti gli altri.
Omraam Mikhael Aivanhov


Lo scopo principale dello yoga (dalla radice sanscrita che significa “unire”) è realizzare l'unione armonica tra macrocosmo e microcosmo, integrando e coordinando i corpi che compongono l'essere umano affinché diventino un perfetto veicolo di espressione dell'anima e di manifestazione dello spirito. Con questo puro intento lo yogin pratica le asana, recita mantra, potenzia la propria aura, medita e padroneggia la forza del proprio corpo, trasmuta le energie inferiori, rende servizio in modo disinteressato e si adopera per divenire impeccabile nelle proprie creazioni astratte, verbali e materiali, proprio come prescritto dalla disciplina che ha scelto. È quindi evidente che la pratica yogica, in tutte le sue forme, è di grande beneficio per agevolare lo sviluppo dell'essere umano, ma in questo il Surya-yoga, di cui parla diffusamente il maestro Aivanhov, si dimostra superiore, rivolgendosi ad una fonte evolutiva onnicomprensiva: il Sole.



La vita sulla Terra proviene dal Sole, e questo è vero sia fisicamente che spiritualmente. Il regno vegetale grazie alla propria abilità di fotosintesi ha creato l'atmosfera, e così gli animali, che a differenza delle piante non riescono a trarre nutrimento direttamente dalla luce solare, ad ogni respiro ricavano l'energia vitale del sole contenuta nell'aria e diffusa in ogni cosa (prana). Del Sole, sulla Terra giunge anche l'informazione cosmica che costituisce il nutrimento spirituale d'elezione, noto anche come oro eterico.



I numerosi benefici psicofisici di una corretta e regolare esposizione alla luce solare sono descritti dettagliatamente nella pratica della resilienza alimentare; a questa cospicua fonte di salute naturale possiamo aggiungere il benessere spirituale del Surya-yoga, entrando in comunione con il Sole e imparando a respirare insieme all'astro nascente. È molto semplice:

  1. Davanti al Sole che sorge, siediti a terra nella posizione dell'eroe (seduti sui talloni, con le ginocchia distanti la larghezza di un pugno) o a gambe incrociate, tenendo la schiena ben diritta e le braccia rilassate appoggiate sulle cosce o in grembo.
  2. Chiudi gli occhi e osserva per qualche minuto il tuo respiro che fluisce e ti rende consapevole del legame tra cielo e terra che si rinnova attraverso il tuo corpo. L'aria del cielo, carica di particelle solari, entra nel tuo corpo, lo percorre tutto e si trasforma in nutrimento per le tue cellule. Ad un certo punto, diventerai consapevole anche dei raggi solari che ti accarezzano e penetrano dagli occhi (sempre chiusi), dalla pelle nuda e dalla sommità della testa, illuminando ogni fibra del tuo corpo e rendendolo sempre più vitale e splendente.
  3. Apri gli occhi e inspirando alza le braccia sopra la testa con i palmi rivolti verso il cielo e percepisci l'energia che scorre e fluisce liberamente. Adesso sei una colonna di luce tra cielo e terra.
  4. Espirando, abbassa le braccia, posa le mani sulle cosce con i palmi rivolti verso l'alto e rimani in ascolto.
  5. Ripeti la sequenza da 2 a 4 per 7-9 volte, rimanendo nella consapevolezza del Sole, poi sorridi e ringrazia, un nuovo giorno è cominciato.

Personalmente, consiglio vivamente di unire alle pratiche del Surya-yoga lo stiramento dei meridiani o Makko-Ho, poiché, come insegna la medicina tradizionale cinese, gli organi del nostro corpo, al pari di ogni altra cosa in natura, seguono il ritmo del Sole e svolgendo dei semplici esercizi mirati possiamo agevolarne il buon funzionamento e stimolare il libero fluire dell'energia vitale.



La pratica del Surya-yoga, che armonizza e rigenera tutti i corpi dell'essere umano, allineandoli al piano evolutivo cosmico, offre massimi benefici in riva al mare (dove ci si avvale del potere dell'asse elementale Acqua-Aria-Fuoco per sbloccare e purificare emozioni e pensieri), e su un'altura verdeggiante (dove l'asse Terra-Aria-Fuoco rafforza il corpo fisico ed equilibra la mente), ma può essere svolta in qualunque luogo all'aria aperta dal quale si possa osservare il sorgere del Sole con sufficiente tranquillità.



Quando il Sole si trova in prossimità dell'orizzonte, la Terra e con essa ogni suo abitante, è più ricettiva al prezioso oro eterico che esso emana. Per questo l'alba e il tramonto sono momenti magici e sacri, in cui camminare e praticare meditazioni e yoga per rigenerarsi profondamente e comprendere i misteri dell'universo. Un quarto di secolo di pratica costante e continuativa di Surya-yoga trasforma un uomo comune in un iniziato e, dopo quarant'anni di pratica assidua, in un vero e proprio illuminato, tale è la potenza e la grazia che ci dona il maestro solare, fulgido e silenzioso. E questa è una lezione che dovremmo sempre tenere presente: bellezza e verità si nascondono nelle cose semplici, proprio davanti ai nostri occhi.
Mariavittoria

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Siamo noi stessi i principali responsabili della nostra salute e della nostra felicità. Solo riallineando la nostra vita quotidiana ai nostri naturali bisogni e vivendo in maniera consapevole e in armonia con il nostro orologio interno, potremo recuperare il bioritmo naturale, uno dei principali presupposti per un'esistenza all'insegna del benessere, della salute e soprattutto della felicità.”