venerdì 11 novembre 2016

Astrologia e terapia creativa


L'astrologia è tecnica,
ma è la tecnologia della vita.
Steven Forrest


L'idea che non esista un manuale di istruzioni su come vivere la propria vita è un luogo comune piuttosto diffuso ma non necessariamente vero. Migliaia di uomini e donne ogni giorno e da tempi immemori provano a rispondere alle domande esistenziali sul senso dell'esistenza che, pur con mille sfaccettature, rimandano ad un unico grande interrogativo: perché veniamo al mondo e soprattutto, dal momento che siamo qui, che cosa è meglio fare?



È proprio cercando di rispondere, anche solo implicitamente, a questa domanda che si delinea il senso e lo scopo di una vita, oggi meglio noto come missione, un insieme di intenti tanto più chiari quanto lo è la volontà di dare un orientamento preciso alla propria esistenza. Perfino il transurfer più esperto, che si affida principalmente all'intenzione esterna, deve attribuire un senso alla propria vita, fosse anche solo edonistico, per poter tenere sempre ben presente in quale direzione intende andare. Infatti, anche se la meta è il viaggio, solo impostando la rotta possiamo cavalcare l'onda della fortuna, sapendo che ogni sobbalzo non è mai frutto di circostanze fortuite. Navigare seguendo la propria buona stella, o il fruscio delle stelle del mattino, richiede dimestichezza con le dimensioni sovrasensibili, i cui influssi vanno interpretati più che assecondati pedissequamente, per interpretare felicemente la propria parte sul palcoscenico del mondo.



L'aspetto meno noto della materia esistenziale è che per trovare la propria missione basta iniziare a conoscere se stessi, andando oltre ciò che colpisce lo sguardo e i ragionamenti della mente razionale. Gli antichi lo sapevano meglio di noi e hanno ideato diverse strumenti conoscitivi adoperabili dall'essere umano, che sono stati tramandati più o meno propriamente, ma una tecnica straordinariamente precisa è arrivata sino ai giorni nostri sufficientemente inalterata da consentire di fornire un manuale di istruzioni di vita completamente personalizzato, dettagliato e più univoco persino delle impronte digitali. Si tratta ovviamente dell'astrologia, che si avvale del tema natale come strumento evolutivo a disposizione di chiunque conosca luogo, data e ora della propria nascita, elementi unici non condivisi nemmeno da gemelli omozigoti, poiché a differenza delle evidenze fisiche, come sembianze e impronte digitali, il cielo interiore di ogni essere umano è unico e riflette l'assoluta particolarità del suo legame con le forze cosmiche nell'impresa di forgiarsi un destino.
È errato e fuorviante ritenere che l'astrologia parli del destino degli esseri umani, inteso come fato immutabile, piuttosto essa indica a ciascuno le proprie potenzialità e i tempi più favorevoli in cui realizzarle. Al fine di riconoscere la propria missione nella vita, tutto riconduce al tema natale, più simile ad un termometro o a un orologio che a una predizione. Esso infatti consente di effettuare una misurazione comprensibile di forze altrimenti ineffabili coinvolte nell'esistenza del pianeta Terra e di ciascuno dei suoi abitanti. In questo senso, i pianeti e i segni non coincidono con i corpi celesti osservati dall'astronomia, ma sono come le lancette e le ore sul quadrante di un orologio cosmico chiamato zodiaco.



Gli antichi erano soliti osservare il cielo molto più di quanto siamo abituati a fare noi ordinariamente, e da una prospettiva completamente diversa, e grazie alla loro acuta sensibilità per la natura ricorsiva dell'esistenza, si accorsero che non solo determinate configurazioni apparenti nel firmamento tendevano a ripresentarsi con cadenze regolari, ma che esse potevano essere utilizzate per riferirsi all'effetto tangibile di forze invisibili. Il sistema sessagesimale, indiscusso metodo di misurazione del tempo, rimane a ricordare anche alle civiltà più empiriche l'importanza di questa concezione ciclica e ricorsiva dei fenomeni che influenzano la vita. Dodici case, una per ogni segno dello zodiaco, costituiscono le ore dell'orologio del tempo interiore dell'individuo, in cui i pianeti si muovono in avanti, ma a volte anche all'indietro, come lancette di un orologio fuori dalle convenzioni del tempo lineare.



Conoscendo la posizione dei pianeti rispetto ai segni e alle case dello zodiaco, è possibile comprendere quale sinergia di forze sia in atto in un dato momento, di cui quello fondamentale è la propria nascita, poiché come ogni grande inizio racchiude il maggiore potenziale di ciò che si svilupperà. È proprio la posizione dei pianeti astrologici visibili al momento della nascita a fornire le indicazioni principali per farsi un'idea di quale possa essere la propria missione ideale nella vita. In particolare, Giove mostrerà l'ambito in cui si è più portati a realizzarsi e il Sole come ottenere i migliori risultati, mentre Saturno ammonirà sugli aspetti che richiedono maggiore autodisciplina e perseveranza da parte nostra.
Certamente un buon astrologo potrebbe intessere questi elementi in un discorso evolutivo e spingersi anche molto oltre, ma poiché oggigiorno abbondano i mercanti di idee e di credenze, disposti a tutto pur di vendere i loro orpelli a peso d'oro, è più prudente munirsi di qualche affidabile testo di partenza e cominciare a impratichirsi nella lettura del tema natale, tenendo presente che almeno all'inizio sarà opportuno testare le capacità acquisite esercitandosi sui temi natali di altre persone senza conoscerne in anticipo l'identità. Una volta in grado di leggere con buona approssimazione e senza suggerimenti il tema natale di un perfetto sconosciuto, sarà molto più agevole confrontarsi con il vero banco di prova, la carta natale del proprio cielo interiore, la mappa più attendibile su cui impostare la rotta verso l'autentica realizzazione.
Mariavittoria




IMPARA A LEGGERE IL TEMA NATALE

L'Astrologia può aiutarci in tre soli modi. Può vividamente tratteggiare la più felice vita a noi disponibile. Ci può dire quali strumenti abbiamo disponibili per realizzarla e come impiegarli al meglio. E può avvisarci in anticipo su come le nostre vite appariranno quando avremo mancato il bersaglio. Da quel punto in poi, dobbiamo affermare che tutte le scelte sono letteralmente nelle nostre mani e che mai nessun Pianeta o Segno preordinerà per noi uno specifico destino. Una volta stabiliti questi punti, possiamo ascoltare il messaggio della Carta natale, oppure ignorarlo. Questi sono affari nostri. E persino se decidessimo di ignorarlo, presto o tardi la vita stessa ci riporterà di nuovo davanti a quello stesso messaggio.”





domenica 16 ottobre 2016

Floriterapia autunnale

Dobbiamo ricercare con tutte le nostre forze la pace interiore 
immaginando il nostro spirito 
come un lago dalla superficie liscia...
Svilupperemo gradualmente questo stato di pace 
al punto che nessun evento della nostra vita,
nessuna circostanza, nessun'altra personalità 
saranno in grado di increspare la superficie del lago
o di causarci la benché minima irritazione, 
depressione, esitazione.
Edward Bach



Ci troviamo nel cuore dell'autunno, in quella che la medicina cinese chiama la quinta stagione. Dopo aver presentato due fiori di Bach legati all’estate nel mio post Floriterapia estiva, ora ci immergiamo in un’atmosfera più raccolta ed introspettiva, che prelude al gran sonno della natura del periodo invernale. Ecco dunque un breve approfondimento su due preziosi fiori di Bach autunnali che schiudono a noi i loro segreti e le loro benedizioni.

Il fiore: Castanea sativa

Sweet Chestnut (Castanea sativa) è particolarmente utile quando si deve far fronte ad un’angoscia così grande da essere quasi insostenibile. L’anima è profondamente turbata e la notte è oscura e buia al punto da far dubitare dell’arrivo del mattino. La speranza è un lido irraggiungibile e la sensazione di essere arrivati al limite estremo della sopportazione del dolore è quasi tangibile. Tutto fa presagire di essere in una prigione dalla quale non è possibile uscire e, proprio come quando ci si sente in gabbia, si percepisce con chiarezza l’isolamento e la solitudine. Siamo di fronte ad un quadro tetro, nel quale a stento si intravede una via di uscita, e ad un pessimismo universale intriso di disperazione, che viene vissuto come una realtà immutabile che permea il mondo.


Il rimedio: Sweet Chestnut, Laboratorio Di Leo

Il rimedio floreale Sweet Chestnut consente di elaborare costruttivamente questo stato di totale prostrazione. Grazie esso, anche nel caso in cui le circostanze esterne rimanessero invariate, l’atteggiamento interiore cambierà e un ritrovato equilibrio farà placidamente, ma con decisione, capolino nelle giornate prima grigie e viranti al nero. Il cambiamento non avverrà dunque attraverso un atto volitivo, una decisione presa a tavolino, no, i fiori di Bach operano ristrutturando il substrato psicoenergetico dell’individuo, agendo, con delicatezza ma in profondità, sulle strutture più intime del nostro essere. La vita allora apparirà in tutto il suo potenziale, integra e nuovamente in grado di essere pienamente apprezzata.


Il fiore: Juglans regia

Walnut (Juglans regia) è particolarmente indicato per tutte le persone che si trovano ad affrontare un periodo della vita nel quale si prospettano dei cambiamenti che si fa fatica ad accettare e ad interiorizzare. Non si tratta di cambiamenti di lieve entità o del mutamento di abitudini, stiamo piuttosto parlando di profondi sconvolgimenti che preludono a dei veri e propri “cambiamenti di stato”: i passaggi da una fase della vita all’altra (pubertà, menopausa...), eventi che di per sé implicano lo scivolamento tra diversi piani dello spazio delle varianti, come ad esempio un trasloco, un nuovo lavoro, un lutto. Onde evitare di farsi prendere alla sprovvista da questo tipo di eventi, subendoli o essendone pesantemente condizionati, è opportuno fare ricorso a Walnut. Infatti, più una persona è legata a quello che crede sia il proprio “io”, più è propensa a lasciarsi condizionare da legami “forti e castranti” e da schemi vecchi ed obsoleti, e maggiormente faticherà ad accettare il dinamismo della vita che sprona costantemente al cambiamento.

Il rimedio: Walnut, Laboratorio Di Leo

L’assunzione del rimedio floreale Walnut consente di apprendere l’arte di vivere la propria esistenza al meglio e di affrontare i cambiamenti come una grande opportunità che viene concessa per poter crescere interiormente e per migliorare la propria vita. Il cammino che sta davanti a noi appare finalmente per quello che è: un percorso naturale da affrontare senza timore, liberi da reminiscenze di un passato opprimente. L’ipersensibilità alle circostanze esterne che sovente accompagna la persona che si trova ad affrontare il cambiamento, fa posto ad una serenità e ad una sicurezza che le consente di gestire al meglio il delicato momento di passaggio. Walnut, con delicatezza, consente di affrontare e superare con un giusto equilibrio e con un’adeguata determinazione circostanze di un certo rilievo che siamo chiamati a vivere e comprendere.


Per la posologia di entrambi i fiori, rimando al mio post Floriterapia primaverile.
Affidarsi alla saggezza dei fiori e delle piante per guarire o progredire nel cammino della nostra vita è indice di grande lungimiranza: essi agiscono su di noi con un tocco leggiadro eppure non indietreggiano mai nel fornirci il loro aiuto e sostegno. Sono amici fidati e, come tali, nell’accettare ed accogliere i loro doni, vanno profondamente rispettati e amati.

Fabrizio


IMPARA A CONOSCERE E UTILIZZARE I FIORI DI BACH

Curare i motivi delle malattie e ritrovare un perfetto equilibrio fisico e mentale con le essenze floreali






mercoledì 14 settembre 2016

Universi paralleli e terapia creativa

È ovvio che le cose non sono male di per sé,
ma il mondo non può darvi niente che abbia un valore durevole.
Può solo riflettere ciò che voi date a voi stessi.
Il mago non vuole avere di più,
vuole essere di più.
Frederick E. Dodson


Sono trascorsi dieci anni dalla pubblicazione dei primi libri di Zeland e il Transurfing, o creazione della realtà, ormai è un insegnamento arcinoto, di cui si parla negli ambiti più disparati, dalla PNL alla Quarta Via, e sempre più apertamente nei seminari e nelle conferenze, tanto che, giusto per fare un esempio, uno degli ultimi post di Salvatore Brizzi, Il mondo è la mia psicologia, sembra un distillato introduttivo alla pratica del proiettore, la tecnica al cuore del Transurfing. D'altra parte, alcuni passaggi chiave dell'insegnamento di Zeland riguardano proprio la presenza e l'osservazione della realtà:

Una volta che il punto di vista (o in altre parole il punto di osservazione o di attenzione), si sposta dallo schermo esterno al centro dell'autocoscienza, iniziate a rendervi conto di cosa sta succedendo intorno a voi e di quello che sta succedendo con voi stessi... Ma non appena mi dimentico di me stesso e mi immergo nel film, finisco per identificarmi immediatamente con esso, per diventarne una parte integrante, per di più dipendente e non a sé stante. Del resto, anche quando vi immergete nelle vostre riflessioni (emozioni) e cessate di vedere quello che sta succedendo intorno a voi e quindi di vedere anche voi stessi, cadete in un simile stato di “fuori di sé”. Siete in voi solo quando vedete la realtà e vedete voi stessi. Quando siete veramente in grado di intendere e di volere, capite?
(Vadim Zeland, Il Proiettore, Macro 2016, trad. it. di Vera Giovanna Bani)

Indubbiamente, la creazione della realtà funziona, perché più che una tecnica è un fatto costitutivo del mondo in cui ci sembra di essere totalmente immersi, ma che in effetti contribuiamo incessantemente a plasmare. Tuttavia, l'idea di creazione evoca la costruzione di qualcosa che prima non esisteva, un concetto che certamente ha senso nell'espressione “creazione dell'essere umano” (una storia lunga, affascinante e ancora poco conosciuta) ma che può essere fuorviante in rapporto alla realtà perché quest'ultima non viene creata, bensì esiste già in potenza in quello che Zeland suggestivamente chiama “spazio delle varianti”. Dunque, sintonizzandosi sistematicamente sulla realtà prescelta non facciamo altro che manifestarla, esprimerla nella materia e quindi più propriamente dovremmo parlare di “realizzazione della realtà”, sia perché si tratta proprio di concretizzare qui ed ora qualcosa che è già presente altrove, trasformandolo nella nostra attualità, sia perché accorgersi di poter gestire la realtà è probabilmente una delle più grandi realizzazioni che si possano ottenere nel corso di una vita umana e il primo passo verso la vera libertà. Naturalmente, dalla teoria alla pratica della realizzazione della realtà c'è un abisso di conoscenza ed esperienza che nessuna idea astratta, per quanto esatta e brillante, potrà colmare. Attualmente, sono disponibili in italiano ben due validi manuali, scritti da maestri contemporanei di “creazione della realtà”, uno russo e uno americano, che idealmente abbracciano tutto l'Occidente.



Il Proiettore di Vadim Zeland, spiega nel dettaglio la pratica del Reality Transurfing, demistificandola fino a ridurla ad una questione di visualizzazione costante e sistematica, strutturata attraverso una precisa serie di esercizi pratici, accessibili a chiunque sia dotato di sufficiente motivazione e determinazione.



Anche Universi paralleli del Sé, da buon manuale pratico, contiene molti esercizi, suddivisi per argomento all'interno di un discorso scorrevole, preciso e ben articolato, che intrecciando teoria e aneddotica tratta dall'esperienza ultradecennale dell'autore, considera la maggior parte degli aspetti pratici da tenere necessariamente in considerazione durante lo scivolamento nel multiverso, in direzione della realtà prescelta.
Ora, ci troviamo a settembre, il mese dei nuovi inizi, e quindi a tutti è consigliabile di provare ad applicare la “creazione della realtà”, che facciamo comunque, inconsapevolmente, e i cui insegnamenti si trovano ovunque, anche in film dall'apparenza tutt'altro che metafisica, come quello che intendo analizzare a titolo di esempio di pratica e ostacoli alla realizzazione della realtà.



Angel, la vita, il romanzo è un film del 2007 diretto da F. Ozon, che si basa liberamente sulla vita di Marie Corelli, autrice dei primi del Novecento. L'atteggiamento iniziale di Angel, oltre ad essere assolutamente inaudito per l'epoca in cui viveva, è emblematico del genere di coraggio richiesto al transurfer che osa guardare ostinatamente oltre le apparenze e scegliersi il proprio destino. Angel infatti è certa di essere destinata a diventare ricca e famosa, e non si limita a sognare ad occhi aperti, ma si comporta come se vivesse già il suo sogno (noi diremmo che è spontaneamente sintonizzata con la realtà prescelta, secondo l'antico adagio “per diventare, agisci come se”) mentre tutti attorno a lei reagiscono con sdegno e indignazione alle sue pretese, lamentosi ma surrettiziamente contenti di sguazzare nella mediocrità in cui si ritrovano. La determinazione intrinseca di Angel è tale che ben presto arriva l'occasione giusta (la porta, direbbe Zeland) per mezzo di una persona abbastanza audace da notare il suo straordinario talento immaginativo, un editore, che nonostante la contrarietà generale, decide di pubblicare un suo romanzo e ben presto la trasforma nella scrittrice di maggior successo della sua epoca. Così Angel si ritrova ad essere il personaggio ricco e famoso che aveva sempre saputo di voler diventare. Fin qui la nostra eroina ha applicato spontaneamente tutte le regole dello specchio della realtà, ma giunta sulla cresta dell'onda della fortuna dimentica il segreto del vero successo: qualunque cosa accada, rimani fedele a chi sei veramente, non permettere a niente e a nessuno di cambiarti. In altre parole, è l'autenticità, l'essere veri e sinceri con se stessi, la forza che consente di rimanere nella corrente vitale fortunata e che orienta le vele per navigare spediti in ogni condizione esterna. Angel, naturalmente, lo ignora, anche se le viene fatto notare che il segreto del suo successo potrebbe essere proprio la sua capacità di comunicare con se stessa, e inizia a ingannarsi, cadendo sempre più vittima della mediocrità altrui, dalla quale inizialmente era riuscita a guardarsi con leggiadra noncuranza. Il dialogo con la madre in punto di morte (dal minuto 40 del film) segna il passaggio dal sogno alla messa in scena:



Fedele fino alla fine al suo ruolo di meschina tentatrice, voce di un mondo ristretto e limitante, che trae forza dal senso di indegnità e di inadeguatezza di chi lo popola, la madre velatamente rinfaccia ciò che Angel non ha ancora realizzato, una famiglia, e l'ingenua ragazza, che evidentemente era ancora attaccata alla speranza di ricevere un riconoscimento, almeno finale, dei suoi meriti, e non un rimprovero, comincia a cedere al ricatto emotivo, inaugurando una serie di scelte sempre più avventate e infelici: dal matrimonio con un pittore depresso, noto per riuscire a rovinare tutto ciò che vede, comprese le giovani donne che incontra, fino all'estraniarsi dal pubblico, specchio di se stessa, perdendo ogni senso di quel mondo migliore che prima sapeva descrivere e impersonare con genuino slancio vitale e che ora si trasforma in un patetico tentativo di evasione dalla realtà di cui lei non è più autrice ma vittima. Angel si riduce ad un fantasma, che ama follemente e senza speranza e rimane indifferente all'amore sincero, e infine perisce prima della beffa finale: alla sua scomparsa più nessuno si ricorda di lei, che era interessata “solo al bello di ogni cosa”, mentre le opere cupe e deprimenti del marito riscuotono un crescente successo. Se Angel fosse rimasta fedele alla propria vocazione solare e al suo sogno di splendere perpetuamente, senza cercare di farvi entrare a forza altri o di compiacere i morti, forse il suo successo sarebbe stato meno effimero e lei avrebbe conosciuto la felicità e la libertà senza condizioni del vero transurfer.



Angel emblematicamente rappresenta l'angelo che si lascia strappare le ali. Ovviamente, hanno anche detto che questo film in realtà parla di una frivola presuntuosa, vittima del proprio sentimentalismo, e ironicamente è proprio così, perché questa esaltazione del sentimento romantico di abnegazione tendente all'autodistruzione, occultamente divulgato da una società ipocrita e conservatrice, è esattamente ciò che più di ogni altra cosa irretisce le anime incarnate, donne in particolare, inducendole ad amare chi non vuole essere amato, a tentare di salvare chi si compiace di essersi perduto, o peggio, a sperare in un destino migliore anziché adoperarsi per forgiarselo.
Eccoci dunque alla grande domanda cui inevitabilmente la realizzazione della realtà mette di fronte:


Posto che i limiti esistono solo nella tua mente, quali imprese autosabotanti e miraggi altrui inseguirai pur di non concederti fino in fondo il privilegio di diventare chi sei veramente?


In definitiva, non è tanto importante che, scrivendo (creando) la storia della tua vita, qualcuno poi abbia voglia di leggerla, come vorrebbe una nota pubblicità che fa appello al senso dell'avventura e ad una discreta dose di esibizionismo innato in ciascuno di noi, ma che tu abbia davvero voglia di viverla. E questo non è il punto cruciale del Transurfing, è il punto cruciale dell'esistenza.

Mariavittoria




giovedì 11 agosto 2016

Fumi e profumi

Così come un accordo musicale, l'accordo di un profumo contiene quattro essenze, 
o note accuratamente selezionate in base alla loro affinità armonica,
ciascun profumo contiene tre accordi: la testa, il cuore e la base, 
e quindi fanno dodici note in totale: l'accordo di testa racchiude la prima impressione, dura pochi minuti, prima di lasciare il posto all'accordo di cuore, 
il tema dominante del profumo, che dura alcune ore, e infine, l'accordo di base
la scia del profumo che dura alcuni giorni...
Giuseppe Baldini


La pratica della fumigazione è antica quanto la storia dell’uomo e le radici di questa tecnica si perdono nella notte dei tempi. La sua importanza era tale che vennero aperte vie di comunicazione per il trasporto di incenso e di altre essenze preziose. La fumigazione era un’arte, una cerimonia che non era relegata solamente a circostanze speciali, ma era regolarmente praticata quotidianamente. Ai nostri giorni viene piano piano riscoperta.


La fumigazione consiste nel lasciare ardere sostanze di origine vegetale prevalentemente facendo uso di un carboncino o di una candela. I principi attivi che si sprigionano con il fumo vengono dispersi nell’ambiente e possono essere captati dai nostri organi sensoriali: gli effetti benefici si riconoscono sia a livello del corpo fisico sia della psiche.
È interessante notare come la fumigazione comporti una stimolazione di gran parte dei nostri sensi: dalla percezione delle forme e dei colori, alle sensazioni legate alla presenza del fumo, ai profumi che i nostri recettori olfattivi possono captare, al tocco dei vari materiali prima di bruciarli. Lo stimolo delle molecole aromatiche presenti nei tessuti vegetali bruciati viene recepito dalle nostre cellule olfattive e trasmesso direttamente all'amigdala che governa la parte più ancestrale del cervello.


Le materie aromatiche che puoi bruciare sono di vario tipo: resine, foglie, cortecce, semi, aghi di conifere e molte altre. Requisito fondamentale è che siano asciutte e preferibilmente ben essiccate. All’inizio puoi utilizzare, ad esempio, incenso, resina di mirra, legno di sandalo, resina mastice, aghi di conifere. Poi, quando prenderai confidenza con le singole essenze, potrai procedere a sperimentare fumigazioni più elaborate.


Per poter procedere alla fumigazione è sufficiente munirti della seguente dotazione: delle sostanze aromatiche da bruciare; un carboncino o una candela; una piuma o un piccolo ventaglio per far rinvenire il carboncino; dei fiammiferi o un accendino; un poco di sabbia o cenere di legna; delle pinzette; un mortaio; un incensiere.
A questo punto scegli un luogo tranquillo e, se lo ritieni opportuno, metti della musica adatta in sottofondo. Anche lo stato d’animo deve essere rilassato: fai dei bei respiri profondi, chiudi gli occhi, calma la mente e il vorticoso incedere dei pensieri.
Quando ti senti pronto e, dopo aver disposto intorno a te tutto il necessario, puoi iniziare. Metti uno strato di sabbia nell’incensiere, accendi una candela, prendi il carboncino con le pinzette e accendilo da una parte tramite la candela. Appoggialo sulla sabbia e ventilalo con la piuma finché non smette di crepitare. A questo punto metti le sostanze che intendi bruciare nella cavità del carboncino e buona fumigazione!

Incensiere in pietra saponaria

Di seguito ecco due esempi di fumigazioni, scelti, fra i tanti, seguendo il criterio della semplicità e facilità di reperimento delle sostanze da bruciare e perché gli aromi che le conifere diffondono nell’aria aprono la mente ed il cuore. Ti consiglio di eseguire queste fumigazioni all’esterno.

Resina di abete rosso 1 parte

Aghi di abete rosso 2 parti

Bacche di ginepro 1 parte

Resina mastice 3 parti

Pestare nel mortaio le resine e le bacche, sminuzzare gli aghi, infine amalgamare tutti gli ingredienti e bruciare la miscela sul carboncino.

Legno di abete rosso 1 parte

Corteccia di pino 1 parte

Legno di ginepro 1 parte

Incenso 4 parti

Ridurre in polvere il legno con una lima, mescolare tutti gli ingredienti e bruciare la miscela sul carboncino.


Già pronti all'uso, oltre agli incensi in grani, coni o bastoncini, sono disponibili anche le cortecce, come quella di Palo Santo che in Ecuador si stacca spontaneamente dal tronco della Bursera Graveolens, una pianta tropicale imparentata con l'incenso, ed il cui profumo delicato e caratteristico è utile per innalzare la qualità dell'energia di un ambiente, scacciando eventuali presenze indesiderate. 

Legnetti di Palo Santo

In commercio si trovano anche pregevoli miscele di resine e di oli essenziali, come quelle che conferiscono la caratteristica profumazione alla Carta aromatica d'Eritrea, i cui listelli sprigionano un aroma persistente che purifica l'ambiente e previene o allevia le affezioni dell'apparato respiratorio. 

Listelli di Carta Aromatica d'Eritrea

La pratica della fumigazione è un’antica arte che possiamo riscoprire e utilizzare per entrare in contatto con una dimensione più armoniosa, rilassata, ma allo stesso tempo vibrante dell’esistenza. I profumi che si sprigionano ci predispongono ad affrontare con più consapevolezza le attività della vita quotidiana, ma anche le sfide che ci attendono. Essa è un piccolo rituale che, come una dolce carezza, possiamo concederci per prenderci cura di noi e del nostro mondo. 

Fabrizio




IMPARA L'ANTICA ARTE DELLE FUMIGAZIONI AROMATICHE

"Bruciando resina e piante aromatiche essiccate, come facevano i nostri primi antenati, possiamo ristabilire un contatto con le vibrazioni dell'ambiente circostante. Le fumigazioni ci offrono la possibilità di capire e percepire nel nostro intimo l’alternarsi delle stagioni e i mutamenti che esse inducono nella vegetazione. Adeguandoci ai ritmi della natura, e fondendoci con essi, possiamo rafforzare il nostro equilibrio interiore e porre fine a quel senso di disorientamento e anonimia propri del vivere moderno, traendone benefici."












mercoledì 13 luglio 2016

Alchimia delle emozioni e terapia creativa

Vivi attraverso la coscienza
non attraverso le emozioni,
gioisci di chi sei veramente
e lascia che l'universo ti riempia.
Antico detto orientale


Indubbiamente, essere sempre più consapevoli e coscienti di se stessi rappresenta il grande scopo della vita che sottende al fine particolare di ogni incarnazione. In questo senso, le emozioni in ogni momento possono travolgere l'individuo che non ha imparato a servirsene ed è quindi costretto a subirle passivamente, esponendosi costantemente al rischio di sprofondare nell'inconsapevolezza, anticamera della schiavitù di un'anima legata, o meglio intrappolata, in un apparato psicofisico ingestibile. Al contrario, le emozioni sapientemente gestite, cioè vissute e incanalate coscientemente, si rivelano uno dei veicoli più potenti per evolvere e trasformarsi.


Poiché siamo letteralmente immersi in svariati campi di informazione, affollati di forme-pensiero che generano emozioni, e queste, come suggerisce la parola stessa, per loro natura smuovono energia preziosa all'interno e all'esterno del nostro apparato psicofisico, è davvero fondamentale praticare un sincero Lavoro su di sé, i cui principi di base sono ormai arcinoti, grazie all'opera di Salvatore Brizzi e di molti maestri venuti a disincantare l'umanità dal pantano della brutalità inconsapevole. Trasmutare il piombo in oro offre notevoli vantaggi, evidenti perfino a chi è convinto di non sapere proprio nulla di alchimia: il piombo (simbolo delle emozioni grossolane e pesanti) è una materia grezza che si trova ovunque e da essa è possibile trarre una sostanza rara, aurea e preziosissima, l'oro, ovvero le stesse emozioni elevate di frequenza. In effetti, l'aureola, visibile nella raffigurazione di molti santi e delle divinità, non è altro che il tentativo da parte degli artisti di segnalare, seppur in maniera stilizzata, la luce aurea che questi straordinari esseri emanavano, un segno visibile dell'elevata frequenza vibratoria e purezza della loro forza interiore o impronta quantica. È questo il vero oro degli alchimisti, i quali, tuttavia, conoscono un segreto che è talmente ovvio da venire sistematicamente ignorato: essi sanno che anche l'oro, come il piombo, è ovunque su questa Terra, certo si trova in concentrazioni minori e ad uno stadio più rarefatto, magari fruibile solo dopo un'attenta ricerca molto selettiva, ma comunque anche esso è già qui, perfettamente disponibile per chiunque abbia occhi per vedere, senza bisogno di addentrarsi in complessi procedimenti di trasmutazione.


Questo viaggio nella consapevolezza di ciò che è già adesso oro puro, divina magnificenza manifesta, richiede coraggio e spirito di evoluzione anche solo per staccarsi, con gratitudine ma senza dubbi o sensi di colpa, dal novero di “minatori” che sgrezzano filoni aurei attraverso un incessante e spietato lavoro sotterraneo, nelle viscere dell'inconscio, e rivolgersi invece a luoghi molto più idilliaci dove le preziose pepite si trovano esposte alla luce della consapevolezza, magari già modellate sotto forma di magnifici gioielli. Ovviamente, mi riferisco alle gemme e alle pietre preziose lasciate in eredità al genere umano e di cui possiamo godere tutti, più o meno gratuitamente: opere dell'arte e dell'ingegno che esaltano il senso del bello, maestosi paesaggi e spettacoli della natura, l'amore e l'empatia che unisce tutti gli esseri viventi nel cerchio della vita, sono solo alcuni esempi di realtà magnifiche, già pronte a riempire di meraviglia l'occhio attento, esigente e selettivo che si pone come unico obiettivo il nutrimento del Cuore. Nutrirsi con tutto il proprio essere di emozioni elevate e sublimi è la pratica fondamentale dell'Alchimia Superior, la via della gioia, come spiega Andrea Zurlini in questo video:



Al pari dell'Alchimia Inferior, questo non è un Lavoro per tutti e richiede una vera e propria “istruzione superiore” che ci consenta, tanto per cominciare, di comprendere che “pesante” non è affatto sinonimo di “profondo” e di arrivare a sapere con assoluta certezza che fermarsi per godere appieno di un tramonto o di un'opera d'arte ispirata non è una perdita di tempo, anzi, rappresenta uno dei compiti più nobili dell'essere umano venuto a testimoniare e riflettere la gloria della presenza nel mondo.



Per quanto pesante possa essere il velo calato sulla vera bellezza, in qualunque momento possiamo iniziare ad educarci al bello, imparando a trarre nutrimento sottile e prezioso da ciò che splende naturalmente e ama senza condizioni. Possiamo iniziare cambiando prospettiva, come ad esempio invita a fare questo video, una panoramica del mutevole spettacolo del cielo che forse non hai mai osservato veramente:



Impariamo soprattutto a concederci il tempo per osservare e per assaporare appieno ogni momento presente, specialmente per coglierne la bellezza, spesso estrema e ardita, contrariamente alla moda assai pericolosa secondo cui “ogni ricordo è più importante condividerlo che viverlo”. La vera condivisione, da Cuore a Cuore, è una comunicazione silenziosa, intima, che lascia ben poco spazio all'ostentazione superficiale ed è fonte di gioia immortale; in questo senso, rappresenta l'essenza del ricordare, ovvero del “ricondurre al cuore” una verità alla quale la realtà virtuale non può e non deve sopperire.



Coltiviamo la bellezza e l'apprezzamento per il bello anche attraverso i gesti quotidiani compiuti con grazia e amore, o le piccole attività ispirate, come scrivere un biglietto di ringraziamento, preparare una nuova ricetta, ridipingere casa o colorare un disegno.

Disegni da colorare: www.coloring-life.com
Solo vivendo fino in fondo la bellezza di ogni momento se ne coglie la grazia e si scopre che essa è nutrimento per l'anima.

Disegni da colorare: www.coloring-life.com
Come esercizio “di riscaldamento”, ti invito a scegliere un mandala, una rappresentazione geometrica dell'ordine cosmico, da stampare e colorare a tuo piacimento, lasciandoti ispirare dal momento presente.

91 disegni di mandala da colorare

In alternativa, potresti mettere una musica soave e ballare, rimirare l'alba o il tramonto, rendendoti conto che nessun giorno è identico all'altro nemmeno nella luce del sole che lo irradia, o contemplare il cielo stellato, lo scorrere delle nuvole o fare qualunque altra cosa amorevole, creativa e ordinariamente straordinaria fino a quando alla voce petulante che ti domanda perché lo stai facendo, risponderai con un sorriso che significa: “Perché no?”
Che tu sia un minatore o una regina, l'Alchimia ti aiuterà a riconoscere il valore autentico delle emozioni, ma la modalità di questa scoperta dipende solo da te e faresti bene a ricordarlo ogni volta che scegli quale valore o priorità attribuire alla bellezza, all'amore e alla gioia nella tua vita.

Mariavittoria


SPIRITUALITÀ PRATICA
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SCOPRI L'ARTE DI VIVERE COSCIENTEMENTE

“Non sta a noi giudicare il percorso degli altri. Sta a noi, invece, camminare lungo il nostro percorso e offrire all'Esistenza la versione più elevata di noi stessi.”





domenica 12 giugno 2016

Floriterapia estiva

La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. 
È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; 
non è un ideale così difficile da raggiungere, 
ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato.
Edward Bach



L’estate che si sta avvicinando porta con sé la promessa di ricche messi e di succosi e gustosi frutti. Il nostro spirito, dopo il verde della primavera, aspetta l’oro delle spighe ed i colori vividi dei prodotti della terra. La bella stagione ci porta in dono due meravigliosi fiori, impiegati nella terapia vibrazionale ideata dal Dottor Edward Bach. Vediamoli subito nel dettaglio: 

Il fiore: Helianthemum Nummularium
Rock Rose (Helianthemum Nummularium) è il rimedio per eccellenza che viene utilizzato per lenire stati d’animo che presentano acute sensazioni di terrore, nonché veri e propri attacchi di panico.
Quando un individuo si sente minacciato nelle sue più intime fondamenta a causa di fattori per lui destabilizzanti, quali ad esempio eventi traumatici imponderabili, malattie che si manifestano senza preavviso o minacce incombenti, la paura può prendere il sopravvento e paralizzare. Il terrore che avvinghia l’individuo in questi casi è come l’edera che si attacca ad un albero fino a succhiarne l’essenza vitale.
La sensazione prevalente è di essere totalmente in balia degli eventi e di andare alla deriva alla mercé delle correnti, indifesi, inermi e privi di protezione. Manifestazioni tipiche sono: tachicardia, una destabilizzante sensazione di paralisi, una sensibilità eccessiva a livello di fragilità nervosa e una reiterata percezione di vivere continuamente e costantemente nell’irrequietezza e nell’inquietudine.
Questo stato non è cronico, né dovuto ad un lungo corso degenerativo, anzi, spesso ha delle manifestazioni brevi, intense, causate da eventi specifici, a volte esogeni, a volte endogeni, che possono sfociare in vere e proprie crisi personali anche molto profonde. Nonostante il suo carattere spesso destabilizzante, la crisi può essere sempre uno spunto di crescita e l'occasione per notare opportunità laddove prima c’era solo una massa indistinta di ombre.

Il rimedio: Rock Rose, Laboratorio Di Leo
Rock Rose sostiene l'individuo nel superare le situazioni di emergenza che si trova a dover gestire e lo aiuta ad affrontare l’incapacità di rispondere con calma e ponderazione ad eventi non ordinari. Questo rimedio floreale stimola il coraggio e la capacità di riconnettersi con le proprie risorse interiori, permettendo all’individuo di bilanciare il proprio squilibrio interiore e tornare a poter disporre di tutte le sue energie.


Il fiore: Rosa Canina
Wild Rose (Rosa Canina) è associato a stati d’animo di indifferenza e passività che si possono ricondurre a degli atteggiamenti di totale resa interiore di fronte agli avvenimenti negativi che irrompono nella vita dell’individuo.
L’inerzia e l’apatia che caratterizza queste persone, le spinge ad evitare di lamentarsi ma le costringe anche a rimanere invischiate nei loro problemi senza avere la forza né di reagire né di cambiare. Questa attitudine non favorisce certo la guarigione e anzi impedisce di godersi la vita nelle sue molteplici manifestazioni. In questi casi di non ci si sente né totalmente infelici, né realmente felici: si fluttua in una terra di nessuno dalla quale non si vuole e comunque non si riesce ad uscire. Non siamo in presenza di depressione, quanto invece di una rassegnazione molto prossima al fatalismo, con una predisposizione ad accettare, anche tramite elaborati meccanismi di adattamento, qualsiasi cosa senza reagire. Anche l’energia vitale è solitamente molto bassa e la stanchezza psicofisica prende spesso il sopravvento.

Il rimedio: Wild Rose, Laboratorio Di Leo

Il rimedio floreale Wild Rose consente di riguadagnare fiducia ed interesse per la vita e per tutto quello che ci circonda. Si incominciano a fare progetti e a perseguire nuovi obiettivi, più chiari, più centrati e ad integrarsi con armonia col flusso della vita e con le persone con cui entriamo in relazione. Prendersi cura del proprio corpo inizia ad essere un’attività alla quale ci si dedica con attenzione e dedizione. La rassegnazione si dissolve e lascia il campo libero ad un sano e proficuo atteggiamento responsabile nei confronti della propria vita e del momento specifico che si sta attraversando.


Grazie alla risonanza di questi due rimedi vibrazionali, nella coscienza dell'individuo si aprono spiragli per porre in essere quei cambiamenti indispensabili per potersi inserire armonicamente nell’ordine delle cose e nel fluire della vita. A conclusione di questa presentazione, vediamo brevemente come agiscono le essenze floreali:


Per alcuni suggerimenti sulla posologia, rimando al mio post Floriterapia primaverile.

Fabrizio

IN PRATICA...

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"La ragione principale del fallimento della scienza medica moderna 
sta nel fatto che si occupa degli effetti e non delle cause"





giovedì 12 maggio 2016

Zen e terapia creativa

La verità dello Zen, una sua piccola parte, è trasformare
una vita di azioni monotone e banali
in una vita di arte, piena di genuina creatività interiore.
T. Suzuki


Nel cuore di maggio, l'energia primaverile o piccolo Yang sale verso il suo picco di creatività. Per non dissipare questo fermento, vediamo come trasformarlo costruttivamente avvicinandoci ad alcuni principi cardine dello Zen, la disciplina filosofica di matrice buddhista che con mirabile grazia e mira ineccepibile arriva a toccare l'essenza del vivere nel qui e ora, rimanendo nel mondo ma non del mondo.


Tentare di definire lo Zen sarebbe arduo, se non proprio controproducente, pertanto mi affiderò ad una serie di suggestioni che consentono di entrare in risonanza con l'attitudine zen.
Per un'introduzione allo Zen rimando volentieri a questo video, tratto dalla serie Molteplici visioni del mondo, che presenta una serie di informazioni e di brevi letture, inclusi alcuni koan molto rivelatori.


Riproponendo la forma dialogica tra maestro e allievo, nel video si parla di mente, uomo e cosmo, karma, meditazione e naturalmente di illuminazione o satori. Se l'ascolto ti è stato gradito, consiglio anche la seconda e ultima parte del video, in cui si approfondisce l'idea fondamentale e necessaria di trascendere il dualismo e contemporaneamente di praticare il non attaccamento insito nella via di mezzo: non troppo lontano, non troppo vicino, nel centro, il punto di osservazione e di creazione ideale.


Lo Zen offre la conoscenza esperita, non puramente teorica, del fatto che il Vuoto è Forma e la Forma è Vuoto, un principio rappresentato dall'enso, che simboleggia l'illuminazione, la forza e l'universo. La sua importanza è tale che l'enso costituisce uno dei soggetti zen preferiti nello shodo o arte giapponese della calligrafia, e si dice che riveli l'indole dell'artista. Quale altro simbolo più del cerchio può manifestare nella sua essenzialità il grado di centratura di chi lo dipinge?

enso
La scuola di pittura Zen è chiamata zen-ga, e come le altre vie zen (ad es. kendo, “via della spada”, e bushido, “via del tiro con l'arco”) è una vera e propria arte, in quanto mezzo di espressione della propria natura autentica attraverso la manifestazione di una triplice realizzazione: dimenticare il sé (la Forma è Vuoto), superare il dualismo (il Vuoto è Forma) e raggiungere l'illuminazione (il Vuoto è Vuoto e la Forma è Forma). Per avere un'idea, anche visiva, della pittura zen, suggerisco di visitare questo sito, che oltre a presentare la vita e l'opera del grande artista zen quattrocentesco Sesshū Tōyō propone un viaggio approfondito nell'estetica zen, dalle origini sino ai giorni nostri.


Uno dei principi dell'estetica zen che forse colpisce maggiormente l'osservatore occidentale è fukinsei, “asimmetria” o “asperità” in grado di esprimere una perfetta armonia nella composizione. Come essa può riuscire è indescrivibile se non attraverso il linguaggio della metafora: la spada forgiata dal fuoco si tempra nell'acqua e solo ciò che si piega non si spezza, come bene illustra la tecnica del bonsai.

Ginepro, Bonsai Club di Castellaro Lagusello
Forse ti stai chiedendo cosa possa avere a che fare questo discorso con te. La risposta non può che essere vagamente zen: tutto e niente.
“Tutto” perché arrivando a intendere lo Zen come sinonimo di Centratura è facile comprendere che la pratica zen per eccellenza è vivere nel qui e ora, sviluppando la meditazione in azione, non limitata ad una tecnica strumentale, come ad esempio lo zazen, ma come veicolo di presenza in sé e di per sé.
“Niente” perché in realtà non ha importanza che tu conosca lo Zen a livello concettuale, dal momento che chiunque si dedichi sinceramente all'arte di essere già pratica Zen. In effetti, lo Zen è ovunque lungo la via della ricerca spirituale, del ritorno a casa o comunque tu voglia chiamarlo, e oggi come ieri parla la lingua di Oriente e di Occidente, come ti dimostra questo breve ma intenso video che ti propongo come meditazione corroborante.


Leggi attentamente la Preghiera del guerriero, di cui riporto di seguito il testo originale dello scrittore britannico Stuart Wilde accompagnato da una mia traduzione:

The Warrior’s Prayer / Preghiera del guerriero
I am what I am. / Sono quello che sono.
In having faith in the beauty within me I develop trust. / Avendo fede nella bellezza dentro di me sviluppo fiducia.
In softness I have strength. / Nella gentilezza ho forza.
In silence I walk with the gods. / Nel silenzio cammino con gli déi.
In peace I understand myself and the world. / Nella pace comprendo me stesso e il mondo.
In conflict I walk away. / Nel conflitto mi allontano.
In detachment I am free. / Nel distacco sono libero.
In respecting all living things I respect myself. / Rispettando tutte le creature rispetto me stesso.
In dedication I honour the courage within me. / Nella dedizione onoro il coraggio in me.
In eternity I have compassion for the nature of all things. / Nell'eternità ho compassione della natura di tutte le cose.
In love I unconditionally accept the evolution of others. / Nell'amore accetto incondizionatamente l'evoluzione degli altri.
In freedom I have power. / Nella libertà ho potere.
In my individuality I express the God-Force within me. / Nella mia individualità esprimo la Forza divina in me.
In service I give of what I have become. / Nel servizio dono ciò che sono diventato.
I am what I am: / Sono quello che sono:
Eternal, immortal, universal, and infinite. / Eterno, immortale, universale e infinito.
And so be it. / E così sia.

Lo Zen insegna a cogliere e manifestare l'essere nella sua espressione più radiosa e incorruttibile. In questo senso, la Preghiera del guerriero riassume la via e la vita zen, in cui tu sei quello che sei. Tuttavia, che il tuo percorso sia propriamente o consciamente zen non ha molta importanza, purché arrivi sinceramente al cuore della verità eterna: la quiete dopo ogni tempesta.

Mariavittoria 


SPIRITUALITÀ PRATICA
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SCOPRI LO ZEN QUOTIDIANO

Ciò che facciamo nella vita e l’esserne o meno consapevoli determina il livello di pace e di gioia che generiamo.”




"La pratica costante dello Zen consente all'individuo di sviluppare le proprie capcità in direzione di un'armonia interiore corrispondente all'equilibrio del mondo circostante."