mercoledì 29 novembre 2017

x. La liberazione

Come muoversi nello spazio delle varianti

Otterrete tutto ciò che avete intenzione di avere
se siete convinti che è vostro
senza condizioni né riserve di sorta.
Vadim Zeland

Inizia così il commento al decimo arcano maggiore dei Tarocchi dello spazio delle varianti, commenti che, rappresentando i passi fondamentali nello sviluppo e sopratutto nell'applicazione pratica del Transurfing, oggi sono disponibili anche in un volume a parte, Transurfing in 78 giorni, adatto a chi ha scarsa dimestichezza con l'uso delle carte divinatorie e preferisce un approccio discorsivo ai principi di gestione metafisica della realtà.
Sì, come alcuni lettori non mancano di far notare, l'esposizione di tale principi è piuttosto semplice, tutto sta però nel saperli mettere in pratica nella vita quotidiana. Non a caso il successo è, letteralmente, “qualcosa che succede” e non una teoria della quale doversi convincere a forza di eleganti ragionamenti e forbite argomentazioni.



Ricordiamoci che il Transurfing è una tecnica esperienziale di trasformazione-sviluppo del potenziale umano, e ottenere dei risultati manifesti, tangibili e duraturi, fa indiscutibilmente parte della sua realizzazione. Supponiamo che, a questo punto, anche tu stia applicando le tecniche da un congruo periodo di tempo, e nonostante questo ancora fatichi a vedere dei risultati, è il momento di dedicare la tua attenzione alla pratica della liberazione.



La liberazione” cui si riferisce Vadim Zeland riguarda l’affrancamento da attitudini mentali deleterie, i cosiddetti potenziali superflui, che intaccano inesorabilmente la nostra riserva di energia, depotenziando o proprio bloccando la realizzazione di quello che intendiamo ottenere. In particolare, il potenziale superfluo, che spesso si trasforma in un ostacolo insormontabile nel percorso di manifestazione di un fine, verte attorno all’eccessiva importanza attribuita, in modo del tutto personale e arbitrario, a oggetti, circostanze, e relazioni.
In ogni caso, un picco di importanza scatena la furia delle forze riequilibratrici, pronte a livellare il potenziale superfluo accumulatosi. Questo intervento equilibratore, per quanto necessario in una prospettiva di ordine cosmico, è estremamente controproducente ai fini della nostra manifestazione e corrisponde al verificarsi di un fenomeno dotato di energia di segno contrario rispetto a quanto desideriamo, che imbriglia preziose energie altrimenti destinabili ad alimentare l’intenzione indispensabile per raggiungere qualsiasi obiettivo.



Qual è la strategia migliore per liberarci dai potenziali superflui? Innanzitutto, bisogna rendersi consapevoli di quali potenziali superflui stanno prosciugando le energie destinate alla nostra realizzazione. Consideriamo alcuni potenziali superflui molto comuni e il modo più efficace per eliminarli.

  • Ansia: è un sintomo della paura che qualcosa possa non andare nel migliore dei modi. Basta passare all'azione, occupandosi concretamente di qualcosa, senza lasciare spazio all'indugio e all'attesa. Vale anche per le aspettative: bando ai pensieri su come sarà vivere, fare o avere una certa cosa nel futuro, rimaniamo presenti e amplifichiamo tutto quello che ci soddisfa già adesso. Se invece l'ansia diventa eclatante (ad es. nei casi di attacco di panico), è consigliabile assumere il rimedio floreale Rock Rose.
  • Irritazione: è anch'esso sintomo di una paura recondita non elaborata che si traduce in impazienza. Basta concedersi un attimo per osservare la situazione con distacco e non cedere a una reazione meccanica di difesa o di attacco. Chiudere gli occhi e contare fino a dieci, respirando profondamente, può essere sufficiente a farci guadagnare una prospettiva più equilibrata sulla situazione contingente. Se l'irritazione si manifesta spesso, è consigliabile assumere il rimedio floreale Impatiens.
  • Senso di colpa: sintomo endemico di un condizionamento molto difficile da scardinare. Basta aggirare il “problema”, eliminandone le conseguenze manifeste, ovvero smettendo di giustificarsi e assumendosi serenamente la piena responsabilità della propria condotta. Se il senso di colpa costituisce un peso opprimente, è consigliabile assumere il rimedio floreale Pine.
  • Fatalismo: è un sintomo della perdita di fiducia nella vita che si tende a sottovalutare, visto che la società contemporanea, altamente stressogena, reputa “normale” considerare i “problemi” come fonti continue di depressione latente. Applicare il principio di coordinazione dell'intenzione, per il quale ci si comporta deliberatamente come se ogni cosa, per quanto ci sembri incomprensibile, inattesa o indesiderabile, concorra al raggiungimento del proprio fine, spesso si dimostra l'atteggiamento risolutivo anche nei casi più disperati. Basta ammettere il fatto, quantomai ragionevole, che al di là dell'apparenza e delle nostre elucubrazioni mentali, in realtà non abbiamo la minima idea di quali conseguenze avrà un certo avvenimento, a meno di non volerne predeterminare il corso assumendo un preciso atteggiamento. Se il fatalismo assume i tratti di un pessimismo conclamato, è consigliabile ricorrere al rimedio floreale Gorse.

Esistono validi strumenti per eliminare ogni potenziale superfluo: basta accorgersi di quale atteggiamento o attitudine mentale sta bloccando la nostra energia e agire in conformità ai principi del Transurfing. L’alternativa è lasciar fare alle forze riequilibratrici che ci riporteranno presto con i piedi per terra, di solito con un bel tonfo; ma questa opzione non particolarmente piacevole diventa un'eventualità rara una volta sviluppata la consapevolezza e messi in pratica gli strumenti più adatti alla manifestazione dei propri obiettivi.

I Tarocchi dello spazio delle varianti: X

La carta X “La liberazione” ti invita alla seguente pratica:

  • Puoi ottenere tutto quello che vuoi a partire da un'intenzione libera da pregiudizi o potenziali superflui.
  • Individua i potenziali superflui che ostacolano la manifestazione di ciò che intendi realizzare.
  • Abituati ad agire qui e ora, lasciando perdere ogni attitudine mentale dispersiva.

Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio


LETTURA DEL MESE

VIVERE MOMENTO PER MOMENTO
Sconfiggere lo stress, il dolore, l'ansia e la malattia con la saggezza di corpo e mente




mercoledì 25 ottobre 2017

IX. Un respiro di sollievo

Come muoversi nello spazio delle varianti


La furia con cui continuamente viaggi di qua e di là non serve a nulla. 
E sai perché non trovi sollievo nella fuga? 
Perché mentre fuggi ti porti sempre dietro te stesso.
Lucio Anneo Seneca

Il sollievo a cui fa riferimento la carta IX dei Tarocchi di VadimZeland ha a che fare con una gestione più oculata dei pesi che, quotidianamente, giorno dopo giorno, per lo più inconsapevolmente, trasciniamo con noi e che trasformano l'entusiasmante avventura della vita nel frustrante tragitto compiuto da Sisifo, con il suo fardello di perenni irrisolti.


Liberarci della zavorra inutile influisce positivamente sulla gestione della nostra realtà. Vediamo nel dettaglio come fare.
Partiamo dal presupposto che per esercitare con successo la pratica tutt'altro che ordinaria del Transurfing occorre poter disporre di un certo livello di energia libera. Ora, per raggiungere questo obiettivo preliminare abbiamo due strade: o cerchiamo metodi per incrementare la nostra energia di base o proviamo a disporre meglio di quella che già abbiamo a disposizione, smettendo di disperderla inutilmente. Noi ci concentreremo sul secondo metodo che è al contempo più semplice e più immediato.
Se l’energia rimane intrappolata nei meandri del nostro essere, bloccata in pensieri e progetti irrealizzati, non è più disponibile per noi. È stipata lì, in attesa, inutilizzata. Non solo, se per essa non c’è sbocco, i piani e i progetti mai realizzati si trasformano in pesi inutili che ci trattengono dal fluire liberamente con il corso dell'esistenza. Una vantaggiosa soluzione sarebbe quella di fare un elenco di tutti i pesi che ci opprimono: rigide condizioni autoimposte (“non posso permettermi di fallire”), piani obsoleti (“devo imparare a suonare uno strumento”), fini non più in linea con le nostre priorità (“devo avere ragione”). Valutiamoli attentamente, prendendoci un momento di assoluta calma e lucidità, e decidiamo in quali di essi vogliamo ancora investire energie e, in tal caso, facciamo un primo passo per il loro sviluppo e la loro realizzazione, degli altri semplicemente sbarazziamocene.


Ricordiamoci sempre che se continuiamo a rimandare in continuazione una cosa che siamo convinti di voler fare, in verità è probabile che non vogliamo farla: tutto quello che viene procrastinato indefinitamente ad un futuro che non assume mai le sembianze del presente, è, e deve essere trattato, come un peso inutile del quale disfarsi solertemente. Come i led sempre accesi consumano energia anche quando sono in stand-by, allo stesso modo le nostre energie rimangono congelate in impegni, piani, progetti sempre allo stato latente, appena sotto il limen della coscienza. L’azione di toglierci quei pesi, che, con grande pertinacia, ci ostinavamo a portare con inconfessata fatica e apprensione, avrà un beneficio innegabile anche in termini fisici: la nostra schiena sarà più dritta e nel petto sentiremo distintamente una sensazione di leggerezza e di maggiore apertura.
Dopo questa opera di profonda pulizia, avremo a disposizione un maggiore quantitativo di energia che potremo utilizzare per raggiungere i nostri veri obiettivi. E avremo fatto un altro passo avanti per poter gestire concretamente la nostra realtà.

I Tarocchi dello spazio delle varianti: IX

La carta IX “Un respiro di sollievo” ti invita alla seguente pratica:
  • Fai un elenco esaustivo delle limitazioni che ti bloccano: vecchi fini, progetti obsoleti, desideri la cui attuazione continui a rimandare.
  • Passa in rassegna ciascun punto dell'elenco e valuta se liberatene o portarlo a compimento.
  • Dedica la tua energia libera (pensieri, parole, azioni) solo a quello che vuoi realizzare veramente.

Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio


LETTURA DEL MESE

TRANSURFING IN 78 GIORNI
Corso pratico per gestire la realtà



NOTA: Chi sta già praticando con i Tarocchi dello spazio delle varianti troverà i contenuti di questo manuale ridondanti, ma per tutti gli altri transurfer che desiderano una guida all'applicazione concreta della gestione consapevole della realtà si tratta di una lettura indispensabile.



domenica 24 settembre 2017

VIII. Le gemelle rosa

Come muoversi nello spazio delle varianti

Ci sono solo due modi di vivere la propria vita:
uno come se niente fosse un miracolo,
l'altro come se tutto fosse un miracolo.
Albert Einstein


Grandi personalità dotate di notevole potere d'immaginazione hanno già fatto notare all'umanità che la bellezza salverà il mondo, perché essa è una promessa di felicità. Noi più volte ti abbiamo ricordato che le cose belle amano stare tra le cose belle. Si tratta di una conseguenza del medesimo principio, che in metafisica viene detto legge di risonanza, anche se gli scienziati preferiscono chiamarlo entanglement quantistico, per cui ogni cosa è intrinsecamente connessa ad ogni altra cosa sempre e ovunque, ma a livello locale si manifesta maggiormente in base a ciò che più gli corrisponde, dando luogo a delle evidenti sincronicità.

L'astrofisico Massimo Teodorani spiega la sincronicità

La risonanza è una legge più semplice di quanto possa sembrare e te lo dimostriamo con un piccolo esperimento, per il quale sarà sufficiente che ti posizioni davanti ad uno specchio: osserva per qualche istante l'espressione del tuo viso riflessa, ora chiudi gli occhi, prendi un respiro profondo e immagina di trovarti nel posto più bello del mondo, in compagnia di chi ami e in completo relax, prenditi tutto il tempo necessario per percepire ogni dettaglio, quello che vedi, i suoni e i profumi, le sensazioni, tutto nel modo più vivido possibile, lasciati trasportare dentro all'esperienza... Ora apri gli occhi e guardati nuovamente allo specchio, che cosa vedi? Noi scommettiamo che la tua espressione è cambiata, forse non stai proprio sorridendo, anche se è probabile, ma sicuramente il tuo viso appare più rilassato e in qualche modo, se osservi bene, è diventato più bello. Vivere una bella esperienza porta a manifestare la propria bellezza e più ti esprimi in questo modo più troverai altri elementi che corrispondono a quello che stai manifestando.


In breve, la legge di risonanza sancisce che il simile attrae il proprio simile. In questa dinamica, sicuramente l'ambiente in cui ci muoviamo può esserci più o meno favorevole, ma in definitiva è l'atteggiamento personale a fare la differenza nella tecnica del Transurfing, e in questo vige un'unica certezza granitica: per essere autentici bisogna “uscire dal coro”. Un individuo unico e irripetibile non può aspettarsi veramente di esprimere se stesso facendo come gli altri, tentare di realizzarsi in base ai modelli altrui semplicemente non ha senso e non è quello che ci invita a fare l'umanità. Ora, in proposito ci sono due buone notizie: la prima è che viviamo in quello che viene definito Bel Paese, e questo potrebbe essere un vantaggio, a meno di non volersi ostinare a guardare sempre nella direzione peggiore. In secondo luogo, tu sei un individuo unico e irripetibile, quindi puoi anche smettere di nasconderti nella folla ed emergere alla luce della coscienza, dove ti sarà chiaro che, anche se le cose belle amano stare tra le cose belle, i miracoli avvengono ovunque e oltre alla bellezza portano con sé amore e meraviglia, i pilastri del paradiso terrestre.


Le gemelle rosa della Carta VIII dei Tarocchi di Vadim Zeland fanno riferimento ad un luogo paradisiaco, occultato ad uno sguardo distratto, e caratterizzato da una nota inusuale, insolita e forse anche improbabile. Ma tutte queste peculiarità non scalfiscono la verità: questo posto esiste. Non solo esiste, ma vi sono una miriade di idilliaci angolini pronti ad accoglierci. La domanda che sorge spontanea è: come fare a teletrasportarci lì? Niente di particolarmente difficile, in realtà. Basta che ci togliamo gli occhiali che correggono solo le diottrie e ci infiliamo quelli che colorano la realtà di toni rosei e confortevoli, ma soprattutto occorre che diffidiamo da tutti quelli che affermano che ciò è impossibile e che non dovremmo farlo. Basta che ci sintonizziamo sui flebili sussurri che ci provengono dalla vita paradisiaca, li amplifichiamo e poniamo su di essi la nostra attenzione e questi angoli di paradiso sbocceranno in ogni dove. I sussurri sono echi indistinti in quanto arrivano con fatica a noi, dovendo superare tanti ostacoli, uno su tutti la negatività imperante. Per quanto orrende siano le notizie del telegiornale, esse non devono necessariamente entrare a far parte del nostro mondo: se la nostra anima si sintonizza sugli angolini paradisiaci, questi progressivamente ci raggiungeranno e noi vivremo perennemente nella gioia. Naturalmente se invece ci agganciamo alle frequenze negative (terrorismo, attentati, guerre e violenza) esse ci risucchieranno nel loro vortice e il nostro mondo finirà per collassare in questo inferno.


Dunque, concentriamo la nostra attenzione solo su quello che vogliamo ci sia nel nostro mondo e voltiamo letteralmente le spalle a tutto il resto, trascuriamolo, ignoriamolo deliberatamente, a costo di scandalizzare i perbenisti, dimostriamo di essere persone, protagonisti del nostro film, e non burattini nel circo degli orrori di qualcun altro. Se applicheremo questi semplici accorgimenti, noteremo con somma gioia che lo strato del nostro mondo si trasforma in modo incredibile. Un luogo in cui ci sia sempre festa? Eccolo qua. Un luogo in cui paesaggi idilliaci e benessere vanno a braccetto? Eccolo là. Gli ossimori diventano realtà. L’imponderabile diventa concreto. A noi la scelta: siamo i pittori del nostro mondo, abbiamo la tavolozza nelle nostre mani e sta a noi dipingere con colori che virano al nero o che cangiano nei più bei toni dell'iride. E ora via libera all'arte dell'accorgersi, per cercare i luoghi in cui si trovano le gemelline rosa!

I Tarocchi dello spazio delle varianti: VIII


La carta VIII “Le gemelle rosa” ti ricorda:

  • La bellezza è un ancora di salvezza in ogni situazione
  • Fissiamo l’attenzione su ciò che vogliamo ci sia nel nostro mondo ed ignoriamo tutto il resto (non guardiamo, non ascoltiamo)
  • Coloriamo il nostro mondo di toni paradisiaci e scopriamo tutti gli angoli meravigliosi che esistono già attorno a noi

Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Quali sono i tuoi angoli paradisiaci preferiti? Hai già incontrato le gemelline rosa? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio


LETTURA DEL MESE

ENTANGLEMENT
L'intreccio nel mondo quantistico: dalle particelle alla coscienza







sabato 26 agosto 2017

VII. L'illusione del riflesso

Come muoversi nello spazio delle varianti

Ciascuno di noi può influenzare
tutte le forme di vita biologiche circostanti
per mezzo delle emissioni del proprio biocampo.
William A. Tiller

Nella prefazione a Matrix Energetics, W. A. Tiller, professore emerito alla Stanford University, sintetizza quello che decenni di studi avanzati cominciano a delineare come un universo relazionale in cui il nostro apparato psicofisico funge da ricetrasmettitore e le percezioni che ne derivano sono destinate a controllare la realtà in cui viviamo. Il meccanismo fondamentale di manifestazione della realtà è piuttosto semplice: percepiamo qualcosa che ci sembra esterno a noi, esprimiamo (attraverso il pensiero) il nostro rapporto con ciò che abbiamo percepito e il contenuto energetico di tale espressione (l'emozione) assume forma nella realtà.



Il mondo è uno specchio che riflette la nostra immagine: questa bella metafora illustra l'unico modo in cui possiamo percepire la realtà, ovvero attraverso la risonanza con l'energia che emettiamo. “Là fuori” non esiste un mondo oggettivo in attesa di essere percepito, ma in ogni istante di eterno presente miliardi di mondi possibili collimano nel formare l'unica realtà sulla quale siamo sintonizzati. L’immagine, vale a dire ciò che dovrebbe essere il prodotto della nostra volontà e delle nostre intenzioni, viene quasi totalmente determinata dal riflesso dello specchio, cioè dalle circostanze esterne. Nella maggior parte dei casi, il nostro apporto si riduce alla constatazione di ciò che non va nel riflesso e a una serie di strenui tentativi per cercare di modificarlo. Tale lotta è dispendiosa, poco efficace e, in ultima analisi, inutile.



Ordinariamente, quindi, la realtà è prodotta dal meccanismo inconscio di azione e reazione: percepiamo del dolore e subito proviamo rabbia o paura, la emettiamo con tale intensità e regolarità che presto si manifesteranno altri eventi per cui arrabbiarsi o intimorirsi. È per questo che, in generale, i ricchi sono sempre più ricchi, i poveri sempre più indigenti e le cose belle capitano solo nei bei posti. Poi però avviene che l'impero finanziario del ricco crolla nottetempo, oppure il ragazzo dei bassifondi raggiunge un successo senza precedenti e fioriscono oasi idilliache in mezzo al deserto più arido. Questi ultimi sono solo esempi dei casi in cui, anziché affannarsi contro il riflesso, si è andati ad agire direttamente sulla sorgente dell'immagine riflessa. Le tecniche di gestione della realtà insegnano a farlo in modo consapevole. Infatti, possiamo convertire il circolo vizioso della manifestazione inconsapevole in uno virtuoso di co-creazione cosciente. Prima guardiamo in noi stessi, poi, tenendo ben presente quello che vogliamo, esprimiamo il nostro rapporto con il mondo, che finirà col cristallizzarsi nella realtà, infine osserviamo il risultato nello specchio (il mondo).



In questo modo proiettiamo consapevolmente la nostra immagine nel mondo e la prospettiva con la quale interagiamo cambia radicalmente: invece di manifestare una costante e rancorosa insoddisfazione e lamentela nei confronti di un mero riflesso della realtà, curiamo con attenzione il corso dei nostri pensieri e lo indirizziamo verso l’immagine che vorremmo vedere nel mondo. A questo punto il mondo smette di essere un luogo ostile, imperscrutabile e buio, e inizia a conformarsi al soddisfacimento delle intenzioni che abbiamo trasmesso attraverso i nostri pensieri. Il trucco consiste nello spostare l’attenzione dal riflesso all’immagine, focalizzandoci su quanto desideriamo raggiungere. Tale pratica ci consente di ottenere un risultato strabiliante: possiamo finalmente gestire la realtà, trasformare il mondo da un gelido ed indifferente antagonista ad un prezioso Alleato per realizzare ogni nostra intenzione e desiderio. Quale migliore sprone per mettersi al lavoro al più presto!

I Tarocchi dello spazio delle varianti: VII


La carta VII “L'illusione del riflesso” ti ricorda:

  • Circolo vizioso ordinario: osserviamo la realtà - esprimiamo il nostro rapporto e giudizio a riguardo - lo specchio fissa nella realtà il contenuto del nostro modo di rapportarci ad essa
  • Circolo virtuoso consapevole: esprimiamo il nostro rapporto verso il mondo - lo specchio fissa il contenuto nella realtà - osserviamo la realtà
  • Formiamo nei nostri pensieri l’immagine che vogliamo vedere
  • Reindirizziamo l’attenzione dal riflesso nel mondo all’immagine “interiore”
  • Controlliamo i pensieri e orientiamoli esclusivamente verso quello che vogliamo veramente che si realizzi.

Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio

LETTURA DEL MESE

MATRIX ENERGETICS
Generare cambiamenti immediati e miracolosi

Quando avete compreso alcuni principi davvero basilari cominciate a rendervi conto che i concetti della fisica quantistica forniscono una porta molto concreta per entrare in un regno della possibilità che consente la guarigione istantanea, la manifestazione sul piano fisico e la trasformazione virtuale di ogni aspetto della vostra vita.”



sabato 22 luglio 2017

VI. Il boomerang

Come muoversi nello spazio delle varianti



L'universo non è altro che un sistema relazionale.
Antonio Bianconi



La matrice dell'universo, sostanza essenziale di cui si compone ogni cosa visibile e invisibile, è pura energia. In quanto unità biofotonica, l'essere umano e, più in generale, tutti i viventi senzienti e coscienti, producono due sostanze puramente energetiche: pensieri ed emozioni. Sono proprio queste emanazioni sottili che creano la realtà contingente, entrando in risonanza con le energie a loro affini. Si tratta dello stesso principio che ci invita a considerare il mondo come uno specchio, in cui quello che vediamo all'esterno non è altro che il riflesso di ciò che abbiamo dentro, con l'aggiunta di un concetto fondamentale per la manifestazione consapevole della realtà: è possibile ricevere solo energia affine a quella che si trasmette. Ne deriva che espressioni come “più dai e più hai” e “piove sempre sul bagnato” non sono semplici modi di dire, ma la traduzione popolare di precise leggi metafisiche alla base del funzionamento della realtà. 


Una volta compresa questa verità metafisica, è evidente che il successo di una manifestazione consapevole dipende dalla capacità di padroneggiare pensieri ed emozioni, che in senso stretto equivale al saper gestire coscientemente la propria realtà. 
Così, quando Zeland afferma: 

lo specchio del mondo materializza i pensieri

non sta esagerando, poiché sono i pensieri a provocare le emozioni che attraggono situazioni ed eventi ad esse risonanti. Questo ci conduce all'insegnamento della VI Carta dei Tarocchi dello spazio della varianti

I Tarocchi dello spazio delle varianti: VI

Il boomerang, uno strumento in legno dalle antichissime origini, esemplifica molto vividamente l’effetto che il fluire dei pensieri ha sulla nostra vita. Infatti, come il boomerang una volta lanciato, dopo aver compiuto la sua traiettoria, torna indietro nelle mani del lanciatore, allo stesso modo quello che noi pensiamo ci ritorna, con la stessa intensità, se non amplificato. È quindi molto pericoloso lasciarsi trascinare da sentimenti negativi quali la rabbia e l’odio, perché essi sono particolarmente potenti, visto che incrementano la loro portata grazie all’accordo fra anima e ragione. Le conseguenze non tarderanno a farsi sentire nella nostra vita, per giunta, è probabile che l’energia negativa che abbiamo inviato non ritornerà a noi in maniera lineare, come una semplice legge del contrappasso del genere “occhio per occhio”, potrebbe colpirci in modo inaspettato, amplificato, decuplicato, o comunque molto più intensamente e in modo apparentemente del tutto disconnesso dall'evento scatenante. Fortunatamente, ciò che funziona in negativo vale anche per sentimenti benefici quali l’amore che, a tutti gli effetti, può essere equiparato ad un boomerang: tanto più amiamo sinceramente, adesso, tanto più saremo amati oggi, domani e per sempre.



Sì, i pensieri e le emozioni che emani prima o poi tornano a te, anche se in tempi e modi del tutto imprevedibili. Come possiamo dunque sfruttare l’effetto del boomerang per la crescita personale e per portare nella nostra vita pienezza e gioia? Una strategia molto interessante consiste nel focalizzare l’attenzione e la concentrazione sui nostri pregi, sulle nostre qualità, sui nostri talenti, tralasciando i nostri difetti. In tal modo opereremo una scelta selettiva (che può essere estesa anche ad ogni avvenimento o circostanza che attraversa la nostra vita) la quale si baserà su una costante ricerca del bello, relegando all’oblio la bruttezza e la negatività. Non si tratta di chiudere gli occhi e di ritirarsi in una torre eburnea, ma di scegliere consapevolmente quello che vogliamo o non vogliamo ammettere nel cerchio della nostra vita. L’idea è quella di scrutare l’orizzonte in cerca di sempre nuove conferme alle variazioni positive che si fanno strada nella nostra vita, prestando loro la massima attenzione per valorizzarle e potenziarne gli effetti attraverso la nostra energia. Dopotutto, è sempre possibile mettere gli eventi in prospettiva e optare per un approccio proattivo (orientato ai cambiamenti migliorativi) anziché passivo o fatalista, anche nei momenti di crisi maggiore. Proviamo dunque a padroneggiare l’arte di lanciare consapevolmente il boomerang e, nel corso dei nostri esperimenti, potremmo scoprire che felicità, gioia e amore, non sono utopie chimeriche, ma i fondamenti della nostra vita quotidiana. Come sempre, la scelta è nostra.



La carta VI “Il boomerang” ti ricorda:

- Sii cosciente di cosa pensi e di cosa provi nei confronti del tuo mondo

- Puoi ricevere solo il tipo di energia che trasmetti

- Se irradi energia negativa (odio, critica, giudizio...) nello specchio del mondo, riceverai un risultato analogo, pesante ed inaspettato

- Puoi imparare a gestire il boomerang applicando una nuova regola: guarda il mondo selettivamente, notando e valorizzando soltanto le cose belle, prenditi il diritto di scegliere quello che ti piace del mondo e allo stesso tempo traccia nei pensieri e attraverso le emozioni che provi l’immagine della realtà desiderata

- L'amore è il boomerang più potente

Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!

Mariavittoria & Fabrizio


LETTURA DEL MESE


LA FISICA DEI MIRACOLI
Come attingere al potenziale del campo di coscienza

“Quando orientiamo la nostra coscienza verso ciò che è possibile, anziché lasciarci vincolare da una visione della realtà dominata da ciò che non è possibile, scopriamo di essere concretamente capaci di attingere alle energie e ai principi quantistici, così da servircene nel nostro quotidiano in modo del tutto sorprendente, divertente e... miracoloso!”









giovedì 22 giugno 2017

V. Lo specchio del mondo

Come muoversi nello spazio delle varianti

Al mondo non ci sono problemi irrisolvibili
ma soltanto soluzioni più o meno semplici.
Fermati e rifletti: la risposta è adesso.
Enigma iniziatico

Probabilmente conoscerai la celeberrima massima cartesiana “penso dunque sono”, oggi tanto vituperata dalle correnti di spiritualità fai da te, ebbene, considera che essa, da un certo punto di vista strettamente realistico, rispecchia una grande verità:

Il vostro mondo è tutto ciò che di esso pensate

Questa frase, con cui Vadim Zeland esordisce per introdurre la V carta dei Tarocchi dello spazio delle varianti, riassume uno dei contenuti più rivoluzionari della ricerca quantistica degli ultimi decenni, retaggio imprescindibile della sapienza metafisica di origine immemore. Esiste un legame diretto tra pensiero ed esistenza, che si esprime in modo sensibile nella realtà, non solo perché tutto quello che si manifesta è stato concepito sul piano mentale, prima di assumere una forma materiale, ma soprattutto perché la percezione della realtà e del suo potenziale evolutivo dipendono dal pensiero, per il semplice fatto che tutto ciò che non riusciamo a immaginare (cioè a “pensare” utilizzando la nostra mente sincronica-analogica e intuitiva) o a ideare (cioè a pensare, nel senso più comune del termine, utilizzando la nostra mente cronologica e razionale) sostanzialmente per noi non esiste, non rientrando nel nostro campo percettivo, e di conseguenza non può essere esperito coscientemente. Questa è scienza, oltre che puro buon senso.

I Tarocchi dello spazio delle varianti: V

Ne consegue che cambiare il proprio mondo significa essenzialmente cambiare il proprio modo di pensare, precisamente passando dalla modalità passiva di pensiero reattivo (osservo il mondo circostante e mi esprimo, giudicando e reagendo, in base a ciò che percepisco) a quella proattiva di pensiero creativo (osservo me stesso ed esprimo al massimo delle mie attuali possibilità, proprio adesso, qui ed ora, quello che voglio percepire) che automaticamente, per risonanza, porta allo slittamento verso la nicchia dello spazio delle varianti ottimale all'espressione esterna della mia condizione interiore.



Una conseguenza fondamentale di questa verità è il potere creativo della parola, che la tradizione magica tramanda con la formula aramaica Avrah KaDabra, “creo come parlo”, perché ciò che diciamo, e il modo in cui lo esprimiamo, rappresenta l'esternazione di pensieri sedimentati nella coscienza, espressione del nostro attuale modo di essere, ovvero di un atteggiamento mentale e di un'emissione di energia che più di ogni altra cosa inevitabilmente plasma lo strato del nostro mondo. Da qui si evince il potenziale benefico di un utilizzo sensato delle affermazioni, orientate ad una visione positiva e ad un approccio proattivo alla vita, e, detto per inciso ma a caratteri cubitali, del prestare la massima attenzione alla qualità dei propri dialoghi (interiori ed esteriori) perché di fatto quello che esprimiamo a parole consolida la realtà fisica.



Con questa carta, quindi, Vadim Zeland ci ricorda che il mondo manifesto si crea per risonanza e inizia a spiegarlo introducendo l'analogia dello specchio, metafora estremamente funzionale alla comprensione dell'applicazione pratica di questa legge universale. Infatti, pensando al nostro mondo come ad uno specchio, diventa subito evidente che per cambiare ciò che vediamo bisognerà agire sulla sorgente dell'immagine riflessa, adoperandoci affinché corrisponda a quello che vogliamo davvero esternare. Il cambiamento non può che avvenire dall'interno e per rendersene conto conviene iniziare a guardarsi consapevolmente allo specchio. Supponiamo, ad esempio, che ci piacerebbe circondarci di persone felici e sorridenti (a chi non piacerebbe?) ma guardandoci allo specchio vediamo il ritratto dell'insoddisfazione, certamente non sarà quell'immagine da cambiare ma l'espressione del soggetto, cosa, a ben vedere, molto più semplice e fattibile dell'affannarsi a voler cambiare un riflesso totalmente effimero: sorridi e pensa a quello che ti rende felice e l'immagine cambierà. Un altro esempio classico è l'amore: tutti vogliono essere amati, praticamente lo pretendono, e cosa si riflette nello specchio del mondo se non questa disperata presunzione? Se invece ci disponiamo ad esprimere amore in ogni circostanza, riceveremo amore, non in un fantomatico futuro ma proprio adesso, poiché a livello spirituale essere e avere coincidono. L'amore è l'energia universale, più si dà e più si riceve, dal momento che non si può donare ciò che non si ha già e questo vale anche sul piano materiale. In sostanza, puoi creare il tuo mondo, perché esso è un riflesso di ciò che sei. Questa è una grande verità metafisica, una legge quantistica universale e l'inizio dei miracoli coscienti.



Lo specchio del mondo ci restituirà esattamente l'immagine delle nostre più forti aspettative sulla realtà. E ciò può essere una benedizione o una maledizione, dipende dal nostro stato di consapevolezza o incoscienza e dal fatto che conosciamo o meno questa legge. Sì, perché di legge trattasi. Qualunque stereotipo attecchito nella nostra mente, qualsiasi imperitura tradizione a cui ci atteniamo, qualsiasi luogo comune al quale ci conformiamo, qualsivoglia superstizione a cui crediamo, qualunque imprinting al quale rispondiamo, tutti, indistintamente, troveranno una risposta affermativa, risonante, da parte dello specchio del mondo. Se ci aspettiamo che la vita sia sofferenza e che tutto si ottenga con il sudore della fronte, allora sarà sicuramente così. Se pensiamo sinceramente che la vita sia una festa e che ogni giorno ci aspetti una nuova entusiasmante avventura, allora non otterremo niente di meno di questo. Tenendo presente che il mondo concorda sempre con quello che si pensa di esso, abbiamo una meravigliosa opportunità di orientare coscientemente per il meglio la nostra vita e di impostare le basi per una gestione della realtà confacente alle nostre aspettative e alle nostre più autentiche prospettive di realizzazione del nostro potenziale. È un’occasione d’oro, che va colta giorno dopo giorno senza tentennare.



Sorprendentemente semplice, tutto sommato, ma per niente facile da vivere, specialmente se ti sei appena risvegliato da un'esistenza automatica. Diciamo che per la prima volta apri davvero gli occhi sulla realtà e ti guardi coscientemente allo specchio (metaforicamente, considerando la tua vita, ma anche fisicamente) e quello che vedi è ben lontano da quello che vorresti: niente panico, nessuno ti sta suggerendo di convincerti che un incubo sia un sogno celestiale, il punto fondamentale è sapere che si tratta del tuo incubo. Tu hai contribuito sostanzialmente a crearlo, solo tu puoi disfarlo e trasformarlo nella realtà dei tuoi sogni. Inizia a praticare la vera riflessione: come puoi esprimere al massimo, con tutto te stesso, quello che vuoi proprio qui e ora? Lascia perdere le circostanze e la situazione contingente, concentrati su quello che vuoi veramente e manifestalo al meglio delle tue possibilità attuali. Puoi avere tutto ciò che desideri, a patto di riuscire ad esserlo. La fonte della tua realizzazione, cosciente o meno, sei comunque tu. Riflettere bene ti conviene. Applicati e condividi la tua prospettiva di creazione consapevole della realtà con chi può comprenderla e sostenerla. La Forza è con te e l'unione fa la Forza.

La carta V “Lo specchio del mondo” ti ricorda:

  • Il mondo è uno specchio: impara a riflettere ciò che vuoi davvero
  • Il mondo riflette il modo che abbiamo di rapportarci ai suoi fenomeni
  • Il mondo concorda sempre con quello che pensiamo
  • Che cosa pensiamo del nostro mondo?
  • Se siamo convinti che il nostro mondo ci riservi sempre il meglio del meglio, allora sarà effettivamente così

Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio


LETTURA DEL MESE

ANATOMIA DELLA COSCIENZA QUANTICA

La fisica dell'auto-guarigione

Non c'è dominio sulla natura, né sul corpo che è natura, ma c'è rispetto e cura di chi custodisce segreti, di chi conosce leggi misteriose e permette il loro compimento. Così è possibile vedere nel corpo le leggi dell'anima, nella materia le leggi dello spirito: così ogni organo, come insegna Paracelso, è una funzione; ogni organo, come direbbe Jung, è un archetipo; ogni organo, come direbbe il medico cinese, è un'emozione, e un senso abita coscientemente ciò che nella materia accade.”




mercoledì 24 maggio 2017

IV. La nascita di una stella

Come muoversi nello spazio delle varianti



È nella nostra capacità di pensare a qualcosa in modo diverso 
che risiede il nostro potere di cambiare le cose.
Lucia Giovannini


Durante la Luna Piena del mese di maggio, quando il Sole si trova nel segno zodiacale del Toro, il Raggio di Saggezza-Amore portatore dell'energia congiunta del Buddha Sakyamuni e del Cristo Redentore illumina la Terra: è questo il Wesak, la Festa della Luce che guida l'evoluzione consapevole del Pianeta Azzurro e di tutti i suoi abitanti senzienti e di buona volontà.


Il periodo è particolarmente propizio per far sbocciare la propria rosa mistica sotto l'egida dell'intento celeste che presiede allo sviluppo del potenziale umano sostenibile e all'avvento di una nuova Era della consapevolezza globale. Questa magica occasione ci porta al cuore dell'insegnamento della IV carta dei Tarocchi dello spazio delle varianti: la nascita di una stella.

I Tarocchi dello spazio delle varianti: IV 

Il messaggio di questa carta essenzialmente è molto semplice: la natura di una stella è brillare di luce propria. Ed è esattamente questo il destino di ogni individuo che applica consapevolmente i principi metafisici di manifestazione della realtà... senza lasciarsi distrarre e fuorviare da condizionamenti e pregiudizi. Le persone, infatti, vuoi per abitudini passivamente recepite, vuoi per l'educazione ricevuta e l'istruzione perseguita, vuoi per altri input (pensieri, atteggiamenti, associazioni, reazioni...) costantemente reiterati, tendono a conformarsi a stereotipi comuni che inesorabilmente rinchiudono la libertà in uno spazio sempre più buio e angusto. Paradossalmente, spesso siamo noi stessi i più spietati e insospettabili secondini della nostra anima, come spiega magistralmente l'Antico al Dottor Strange in una delle scene più istruttive dell'omonimo film (ti suggeriamo di vedere l'intera scena sul blog di Filmatrix, e riflettere sul commento dell'autore del post):

Lei guarda il mondo dal buco della serratura. Ha impiegato tutta la sua vita cercando di ingrandirlo, per vedere di più, conoscere di più, ed ora nell’apprendere che si può ingrandire in modi inimmaginabili rifiuta la possibilità?
(L'Antico, dal film Doctor Strange di Scott Derrickson 2016)

Prendendoci l'autentico privilegio di essere semplicemente noi stessi, attingiamo direttamente alla Forza e scopriamo di poter decidere istante dopo istante di seguire il nostro cammino. La libertà dell’individuo comporta automaticamente la rovina dei pendoli e, per questa ragione, essi tentano in tutti i modi di nasconderci il fatto che ciascun essere umano è un individuo unico che se coltiva ed esprime i propri talenti e la propria vocazione può diventare maestro di se stesso e un faro per l'intera umanità.


Se vogliamo brillare di luce propria, se vogliamo ottenere qualcosa di prezioso, seguire i nostri talenti e realizzare i nostri desideri, occorre uscire dai ranghi, smetterla di seguire la folla e cominciare a stabilire le nostre regole. Non c’è altra strada verso il successo, sia esso esteriore, sia esso legato alla propria personalissima ricerca interiore, che percorrere il cammino dell’affrancamento dai luoghi comuni, dai cerimoniali imposti da altri, dagli stereotipi di massa, dalle parole e frasi omologate e stantie dei reclutatori che cercano di catalogarci per meglio pilotare le nostre esistenze. Pensiamo in modo non convenzionale e agiamo fuori dagli schemi, ricerchiamo la vera libertà e prendiamoci il privilegio di poterlo fare sempre con consapevolezza, poiché essa è il lume che accenderà l'interesse della nostra anima e il fascio luminoso della Forza che ben presto inizierà ad irradiare da ogni atomo del nostro essere.



La carta IV “La nascita di una stella” ti ricorda:
  • Puoi essere una stella, la star della tua realtà
  • Se vuoi diventare una stella, impara a brillare di luce propria
  • Nel gioco della tua vita diffida di chi vorrebbe importi delle regole che non sono le tue
Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio


LETTURA DEL MESE

PAROLE CHE GUARISCONO
I segreti del linguaggio per la pace e la serenità
Diventa sempre più consapevole delle tue conversazioni (interiori ed esteriori), ascoltati mentre parli, registrati (è facile farlo con il tuo telefonino). E poi riascoltati. Senza giudicarti, semplicemente riascoltati. Quali sono le parole che usi di più? Quali frasi usi per descrivere la tua realtà? Qual è la tua narrativa personale? Quali sono le tue metafore? Qual è la tua simbologia più ricorrente? Queste storie creano il tuo futuro! Se non ti piacciono le tue storie attuali, cambiale!”