giovedì 19 aprile 2018

Come cane e gatto



Ciò che plasma le nostre vite sono le domande che ci poniamo, 
quelle a cui ci rifiutiamo di rispondere, 
quelle che mai penseremmo di fare. 
Sam Keen


Dopo aver letto il post precedente, alcuni mi chiedono come si fa a individuare con certezza la propria energia personale di base, ovvero il filtro psicologico della nostra percezione del mondo. 
A partire dagli studi di Jung sulla personalità, e a ben vedere già da molto prima, sono state sviluppate molte teorie e sistemi che prevedono classificazioni diverse, in qualche modo sovrapponibili, ma come abbiamo già accennato, in sostanza l’energia personale consta di due elementi: percezione (mentale o sentimentale) e direzione (introversa o estroversa). Comprendere con quale filtro percettivo stiamo vivendo è essenziale per instaurare un buon rapporto con se stessi e con il prossimo, a cominciare da una comunicazione efficace che promuova la cooperazione e la comprensione reciproca, obiettivo evolutivo più che mai necessario e di cui parlo approfonditamente nella pratica della resilienza alimentare.




A livello sia sociale che individuale, siamo ancora lontani da una piena comprensione e collaborazione di tutte le parti coinvolte, dal momento che oggigiorno, come avrai notato dalla tua esperienza personale o da quello che si vede in giro, la tendenza è piuttosto quella di litigare e scontrarsi “come cane e gatto”, ovvero come esseri viventi che manifestano una visione del mondo completamente divergente e apparentemente inconciliabile.



Appunto, tu, in linea di massima e 
senza pensarci troppo, 
preferisci i cani o i gatti?



Si tratta di una domanda puramente psicologica, fermo restando l’amore e il rispetto che un essere sufficientemente evoluto dovrebbe dimostrare nei confronti di tutte le creature viventi (e ci tengo a precisare che chi ama gli animali non li mangia, proprio non ci pensa nemmeno, come tu non prenderesti in considerazione nemmeno per ipotesi di mangiarti il tuo migliore amico e, mi auguro, neanche il tuo “peggior nemico”) scegliere intuitivamente il gane o il gatto, considerati come archetipi comportamentali, è il metodo più rapido per farci un’idea del tipo di energia personale che ci alimenta e che guida la nostra percezione, rendendoci più consapevoli sia delle nostre risorse attuali che del modo in cui a livello più o meno consapevole, veniamo percepiti dagli altri.
Ti va di provare a fare insieme questo gioco per scoprire qualcosa in più sulla tua personalità?





Furtivo, elegante, fieramente indipendente e riservato, il gatto esercita su noi comuni bipedi un fascino magnetico antico, legato al mistero e a tutto ciò che appare crepuscolare, sinuoso, profondo e maestoso. 
Il gatto vede quel che per noi è del tutto invisibile, e non solo al buio, e pur essendo un originale dalla spiccata individualità è anche insospettabilmente abitudinario, si affeziona ai luoghi che frequenta spesso e si prende cura con discrezione delle persone che lo rispettano e che soddisfano le sue esigenze, ripagandole con il dono della propria inestimabile presenza nella loro vita e un affetto commisurato alla situazione specifica contingente. 
Con tutta la sua felina enigmaticità, il gatto a livello simbolico rappresenta l’energia mentale che al suo meglio sviluppa impareggiabili doti di intuizione, meditazione, riflessione, strategia e saggezza profonda, ma può rivelarsi anche prigioniero della propria diffidenza, tendenza al calcolo e insensibilità.



Chi ha la fortuna di coabitare con un gatto, grazie al suo esempio può imparare a riconoscersi re del proprio regno, padrone di se stesso e a farsi amare come un essere consapevole del proprio valore e del proprio potere, vale a dire come una divinità incarnata. Sa bene con quale adorabile furfante ha a che fare, esigente, intransigente, sempre sprezzante nei confronti della mediocrità, ma altrettanto pronto a sfoderare l’inesorabile istinto del predatore letale. Proverbiale il passo felino con cui questo fantasista a quattro zampe si muove nella vita con la studiata disinvoltura, la tattica e la sicurezza di un maestro equilibrista in grado di stupire ad ogni balzo sospeso sull’ignoto.





Se tendenzialmente preferisci i gatti, la tua energia personale con molta probabilità è di tipo mentale, è introversa se l’idea di osservare i pesci dentro ad un acquario ti rilassa; è invece mentale ma estroversa se magari preferiresti un bel giro a cavallo (ovviamente il tuo gatto non avrebbe dubbi su cosa scegliere).





Il cane è socievole, espansivo, allegro, vistosamente e chiassosamente entusiasta di partecipare alla vita di gruppo e ci conquista con la sua travolgente simpatia e l’instancabile dedizione nei confronti di chi ama. 
La sua innata propensione al servizio gli rende necessaria la presenza di una persona di riferimento (il proprietario, di solito, che diventando per il quadrupede il sommo modello da seguire ne è a tutti gli effetti responsabile, per cui è evidente che il grado di “educazione” di ogni cane riflette fedelmente quello del suo padrone) attorno a cui far ruotare tutta la propria esistenza e sebbene il senso della privacy gli sia del tutto estraneo, il nostro quattro zampe scodinzolante sarà pronto a sacrificare la vita per difendere lo spazio vitale e la proprietà personale di chi ama. 
Il cane rappresenta l’energia sentimentale che opportunamente sviluppata esprime al meglio sensazioni, sentimenti, azioni e realizzazioni materiali, ma può anche soffrire enormemente manifestando servilismo, irragionevolezza ed eccessiva dipendenza nei confronti degli altri.



Chi ha la fortuna di convivere con un cane può imparare a comunicare con spontaneità i propri sentimenti e ad amare incondizionatamente, traendo esempio da quell’irresistibile sacco di pulci e coccole sempre pronto a sostenere e difendere chi ama, con l’integerrima tenacia e la feroce intraprendenza di un angelo custode. Il migliore amico dell’uomo è un esempio proverbiale di fedeltà, fiducia nella vita e virtù positive di un cuore intelligente. 
Se tendenzialmente preferisci i cani, la tua energia personale con molta probabilità è di tipo sentimentale, introversa se ti piacciono le scimmie, estroversa se ti diverte di più l’idea di incontrare un coloratissimo pappagallo (anche qui il tuo cane probabilmente non avrebbe dubbi).




Naturalmente stiamo parlando di archetipi psicologici, esistono gatti iperattivi e cani schivi e comunque ogni individuo manifesta a proprio modo le caratteristiche salienti della specie di appartenenza; ma a questo punto penso che tu abbia abbastanza elementi di base per scegliere. Ragione o sentimento, mente o corpo, gatto o cane? E ancora, interno o esterno, occulto o manifesto, pesce-scimmia o cavallo-pappagallo? 
Se invece proprio non sai deciderti forse la tua energia personale in questo momento è di tipo trasversale (mentale-sentimentale). Del resto, nonostante le evidenti differenze, cane e gatto hanno anche considerevoli elementi in comune: amano giocare, esplorare, sono affettuosi, intelligenti e imparano velocemente attraverso l'esperienza. Inoltre, entrambi percepiscono con chiarezza (il gatto più visivamente, il cane più a livello olfattivo) un'ampia gamma di realtà e di esseri a noi del tutto invisibili, e trovano desiderabile la compagnia umana, tanto da averla trasformata da inevitabile incombenza a uno dei loro principali vantaggi evolutivi, sia a livello globale, nell'eccezionale successo della diffusione della loro specie, che individualmente, nella possibilità di rapido sviluppo di una coscienza di sé preludio ad un ulteriore sviluppo animico. Ben venga quindi l'energia personale di tipo trasversale, un motivo in più per promuovere l’integrazione a tutti i livelli e la conoscenza profonda dell'unità nella diversità.





Puoi farti un’idea più precisa della composizione della tua energia personale trasversale scegliendo intuitivamente tra pesci e scimmie (energia introversa) o cavalli e pappagalli (energia estroversa).
Aiutati a familiarizzare con gli archetipi delle energie di base con questo prospetto riassuntivo:




Questo test, pur nella sua semplicità, costituisce un primo strumento per imparare a osservare il tipo di percezione e di direzione che caratterizza l’energia tua e di chi ti circonda. Prendiamo, ad esempio, il caso di una donna che dopo una lunga giornata di lavoro non vede l’ora di rilassarsi in silenzio (energia introversa), seduta in compagnia di una buona lettura (energia mentale) o a contatto con la natura (energia sentimentale), mentre il suo compagno rientra dopo otto ore di ufficio-traffico-riunioni e sente il bisogno di ricaricarsi andando a correre (energia mentale estroversa) o a vedere la partita allo stadio (energia sentimentale estroversa). Alla luce di quello che abbiamo imparato sulle energie personali, possiamo ancora stupirci se questa coppia litiga “come cane e gatto”? Certamente no, ma c’è molto margine per aprire uno spazio di reciproca comprensione, e pensa anche a cosa si può scoprire considerando tutte le altre espressioni che in qualche modo richiamano gli animali archetipi di cui abbiamo parlato: che genere di energia personale rivelano due persone che “hanno un battibecco”, o chi se ne sta “muto come un pesce”… Potrei continuare, ma penso che il concetto sia chiaro e gli spunti di riflessione numerosi. Lasciati guidare verso la natura più autentica dell’energia personale dalla conoscenza degli archetipi del mondo animale.

Mariavittoria



TIPI DI PERSONALITÀ E PSICOLOGIA DEI COLORI 
SCOPRI IL COLORE DELLA TUA PERSONALITÀ

I 4 COLORI DELLA PERSONALITÀ
In natura esistono quattro tipi di energia che sono anche dentro ogni essere umano, ma in proporzioni diverse.



martedì 27 marzo 2018

Trappole della spiritualità


Quello che sei è un regalo di Dio nei tuoi confronti,
quello che diventi è il tuo regalo a Dio.
Hans Urs von Balthasar


È primavera e con la natura rinasce l’energia Yang per agire nel mondo esteriore e portare a compimento le proprie intenzioni e aspirazioni. Bene, ma innanzitutto chi è esattamente questo qualcuno che aspira a qualcosa?



Si tratta di una domanda esistenziale fondamentale, che sottende all’autentico desiderio di coscienza di sé e può fare da deterrente ad alcune “trappole spirituali” ben note, eppure solitamente sottovalutate, come ci ricorda questo video che richiederà solo 4 minuti del tuo tempo, ma che potrebbe salvarti da almeno tre errori per i quali rischi di girare invano anni e anni, se non proprio per tutta una vita.



Consideriamo insieme il messaggio che queste tre illustri guide contemporanee si sono date la pena di trasmettere all’umanità in cammino.
Igor Sibaldi (maestro dell’accorgersi) ci mette in guardia dalle due principali trappole della spiritualità: l’io e gli altri, ovvero la convinzione, spesso inconscia, che la verità spirituale sia appannaggio di qualcuno in particolare, evidente segno della mancata connessione con la realtà intrinseca, per quanto l’apparenza a livello superficiale possa dimostrare il contrario.

Prima domanda:
Che cosa sto cercando davvero e perché lo desidero così tanto?

Se stai ancora cercando qualcuno, incluso tu stesso, che ti conduca alla verità, chiediti sinceramente per quale motivo, dal momento che solo conoscendo i tuoi veri moventi potrai sperare di comprendere il significato degli avvenimenti della tua vita e iniziare a interagire, anziché reagire, con il tuo destino.



David Simurgh (maestro dell’Eish Shaok) ci spiega che andare alla ricerca del sacro e della perfezione convinti che si trovi altrove rispetto al presente è pura illusione, è comportarsi come se lo spirito non fosse immanente e trascendente, ovvero come se esistesse una separazione sostanziale tra materia ed energia, manifestazione e potenziale, mondo esteriore e mondo interiore, quando tutto invece è interconnesso e in divenire proprio adesso.

Seconda domanda:
Che cosa mi impedisce di vivere pienamente il presente?

Se stai ancora cercando la perfezione o l’illuminazione da qualche parte, fai un respiro profondo, rilassa il corpo e la mente e ritorna al momento presente, concentra la tua attenzione nell’unico tempo e luogo in cui si esperisce la vita e chiediti quali barriere hai innalzato per non sentire e non sapere che tutto avviene nell’intrinseca perfezione del qui e ora. Solo quando avrai imparato questa lezione, non a parole ma nei fatti, ti sarà possibile risvegliarti e cogliere la verità per quello che è, esattamente così come è.



Daniel Lumera (maestro del perdono) ci ricorda che il percorso del ricercatore spirituale è soggetto a ogni genere di errore, poiché errare è umano, ma la chiave dell’evoluzione sta nell’imparare dai proprio sbagli, una possibilità che si apre solo a chi non pretende di essere già arrivato.

Terza domanda:
Quali sono i miei limiti e come posso trasformarli in nuovi punti di partenza?

Se sei in vita puoi avere la ragionevole certezza che c’è ancora qualcosa che puoi o ti conviene imparare dall’esperienza di questa esistenza, il viaggio diventa un percorso consapevole quando ti rendi conto che ogni limite in realtà è una soglia da varcare, e solo avendo l’umiltà di riconoscerlo potrai davvero passare oltre.



In verità, niente è esteriore, casuale o definitivo nella vita, specialmente in quella del “cercatore spirituale”. Tutti però indossiamo una maschera che si modella sulla base della nostra energia personale fondamentale (mentale o sentimentale, introversa o estroversa) e che sottende alla totalità della nostra percezione. Una volta smascherata la personalità, emerge il temperamento individuale e inizia il gioco della vita a carte scoperte. A quel punto, pur rispettando le regole, esistono infinite possibilità, tali per cui nessuno potrebbe stabilire in anticipo chi vincerà la partita che, a ben vedere, stai giocando oltre lo spazio-tempo e, si spera, al di là di te stesso.

Mariavittoria


TU CHE MASCHERA INDOSSI?

AL DI LÀ DI TE STESSO
La formidabile storia di un divino ballo in maschera
Questo libro è stato scritto per il pioniere spirituale che è in te. Le sue pagine parlano di quei momenti in cui ti sei sentito incompleto, impaurito, fuori posto nel mondo. L’intero manuale ha il compito di farti ritrovare il coraggio di chi è qui per compiere una missione, per spalancare il cuore, per dimenticare la sofferenza.”

Eish Shaok

giovedì 22 febbraio 2018

Floriterapia invernale

La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto.
Edward Bach

L’inverno, con il suo carico di gelo, freddo e buio, è il periodo dell’anno in cui la natura si rifugia in una quiete riflessiva, indispensabile per affrontare serenamente la rinascita primaverile. Il suo rigore ci suggerisce di ritirarci in noi stessi e rivolgere lo sguardo alla nostra interiorità. Questo è il periodo più adatto per scrutarci nel profondo e affrontare le nostre paure recondite o manifeste: i fiori di Bach ci aiuteranno in questo delicato compito.

aspen fiori di bach
Il fiore: Populus Tremula


Aspen (Populus Tremula) è utile per tutte le persone che sentono crescere dentro di sé un’inquietudine a cui non riescono a dare un nome. È come se un timore impalpabile proveniente da chissà dove, si presentasse sulle sponde dell’essere senza che a questa sensazione indefinibile si possa porre rimedio. Questa paura immotivata rende la persona sensibile o anche ipersensibile e nervosa. Il mondo appare avvolto da una nebbia, da un manto quasi irreale che può irretire e generare una percezione fisica simile ad un’oppressione al petto. Può capitare che ci siano dei momenti specifici della giornata in cui si provano queste sensazioni, come ad esempio quando ci si sveglia dal sonno con una sgradevole impressione, come se i sogni/incubi notturni avessero portato chissà quali presagi. Come il pioppo che ondeggia, le cui foglie appaiono spaurite ed in balia degli elementi, allo stesso modo anche gli individui che vengono assaliti da subitanee ondate di timore, di preoccupazione, finanche di paura, si credono alla mercé di un’imperscrutabile sensazione di fatalità incipiente.



Grazie all’assunzione di Aspen, l’individuo apprende a sviluppare una tranquillità interiore assolutamente priva di paure infondate. La vita diventa gioiosa, con una naturale e spontanea attitudine a sperimentare nuove esperienze e a proiettarsi verso nuovi orizzonti. Il tremante e meditabondo atteggiamento di trepidante attesa per qualcosa di nefasto che sta per arrivare, lascia posto ad un calmo fluire attraverso l’esistenza, fiducioso che il meglio debba ancora arrivare.

mimulus
Il fiore: Mimulus Guttatus


Mimulus (Mimulus Guttatus) è una panacea per tutti coloro che sono paralizzati da fobie e paure specifiche, come la claustrofobia, la paura dei ragni, dei serpenti, del buio, di qualunque condizione particolare, compresa la paura della paura, la forma più insidiosa ed infida fra quelle che possiamo annoverare.
Si tratta comunque di paure che si sono radicate nel profondo, cristallizzate a tal punto da influire gravemente sul rapporto con la realtà. È facile farsi condizionare dalla fobia al punto da impostare i propri programmi, le proprie azioni e anche i propri desideri in modo tale da tentare di evitare ogni situazione che possa costringere ad affrontare a viso aperto i propri timori. Le manifestazioni di queste paure variano da individuo ad individuo: taluni reagiscono chiudendosi in un guscio protettivo, altri sviluppano un’aggressività che pensano li possa preservare da ogni male, altri semplicemente trascinano la propria esistenza, cercando di non avventurarsi in situazioni difficili da gestire.

Il rimedio: Mimulus, Laboratorio Di Leo


Mimulus risveglia la volontà di riscatto, una sana voglia di reagire e, perché no, anche il coraggio necessario per guardare in faccia l’abisso che ci si è costruiti e per poterlo affrontare costruttivamente. Con leggerezza, un briciolo di sensato ottimismo e senza prendersi troppo sul serio, l’individuo sarà in grado di fronteggiare le sue paure notando che esse non sono poi così brutte come le si dipingeva. La conseguenza di questo ritrovato atteggiamento proattivo è che la vita schiude le sue porte e che le opportunità di godere momenti speciali nell’esistenza si moltiplicano. Mimulus non fa scomparire magicamente le paure, ma aiuta ad integrarle e ad elaborarle, contribuendo a far voltare pagina e ad inaugurare un nuovo, fecondo capitolo esistenziale.
Per la posologia di entrambi i fiori, si rimanda a quanto indicato nel post floriterapia primaverile


fiori di Bach



Il tocco lieve con cui i fiori di Bach agiscono, sfiorando le parti più profonde del nostro essere per favorirne l'integrazione armonica ed esortandoci ad esprimere il meglio delle loro virtù naturali, sono l'alleato più idoneo per la guarigione delle nostre paure e per il riequilibrio emozionale, indispensabile alla nostra evoluzione quotidiana. I rimedi floreali, e in particolare i fiori di Bach, sono un vero e proprio balsamo per l’anima.

Fabrizio


L'AIUTO IN PIÙ:

Favorisci il riequilibrio e l'armonizzazione delle emozioni grazie all'azione mirata delle sinergie floreali specifiche Psycho Emotional, una per ogni emozione da comprendere e bilanciare

PAURA: PSYCHO EMOTIONAL 1 

psycho emotional 1 aspen mimulus

sabato 30 dicembre 2017

Transurfing: i primi 10 passi

Come muoversi nello spazio delle varianti

Una volta, nei tempi passati, tutti erano arbitri del loro destino,
giacché sapevano che la realtà ha due forme, una fisica e una metafisica.
Gli Arbitri vedevano e capivano la sostanza del mondo speculare,
sapevano creare la propria realtà con la forza del pensiero.
Ma non fu così a lungo. L'attenzione degli Arbitri, col tempo,
finì per rimanere definitivamente intrappolata nella realtà materiale.
Smisero di Vedere e persero la Forza.
Il Sapere, tuttavia, non si disperse.
È giunto fino ai giorni nostri, oltrepassando il buio dei millenni.
Vadim Zeland


Con la fine dell’anno arriva anche il momento di compiere una serena e profonda riflessione in merito a quello che è avvenuto durante i dodici mesi appena trascorsi. Ripercorriamo le lezioni delle carte di Vadim Zeland che abbiamo esposto, onde poterle utilizzare concretamente nella nostra vita, con l’intento di arricchire il nostro bagaglio di strumenti per gestire consapevolmente la realtà.


Siamo partiti dalla carta del “Risveglio”, perché nessun viaggio può iniziare senza una chiara presa di coscienza di dove ci troviamo. La chiave per accedere al cammino del mago è il risveglio della consapevolezza e della forza interiore, autentici privilegi in un mondo alla deriva.
Abbiamo proseguito imparando che tale consapevolezza può essere utilizzata per scardinare “Il Sogno”, su cui ci istruisce il II Arcano, per trasformarci da automi, intrappolati in una realtà alienante che non ci appartiene, ad osservatori e fautori di un mondo onirico in continuo divenire.
La terza carta, “I Figli di Dio”, ci ha consentito di unire indissolubilmente il nostro grado di consapevolezza e la capacità di gestire la nostra vita all’attitudine interiore e spirituale che ci lega al divino attraverso un'unica certezza: il divino immanente e trascendente si manifesta e agisce attraverso di noi.


Dopo aver rinnovato il sacro legame metafisico, abbiamo potuto, seguendo le indicazioni della quarta carta, ”La nascita di una stella”, creare le nostre regole, affrancarci dai pendoli e splendere di luce propria.
Con la quinta carta, “Lo specchio del mondo”, abbiamo imparato a confrontarci con il mondo, tenendo presente che esso si manifesta a noi esattamente nel modo in cui noi ci relazioniamo con lui: conoscendo il mistero dello specchio, apriamo le porte ad una nuova prospettiva con la quale poter gestire consapevolmente la realtà.
Un vero e proprio ponte collega la quinta carta alla sesta, “Il boomerang”, grazie alla quale siamo venuti a conoscenza dell'incontrovertibile legge in virtù della quale l’energia ci viene restituita moltiplicata di intensità. Prestiamo massima attenzione, quindi, alle nostre emissioni, poiché tutto torna, letteralmente. 
Con la settima carta, “L’illusione del riflesso”, abbiamo imparato a focalizzare l’attenzione sull’immagine interiore di quello che vorremmo realizzare nella nostra vita, evitando lamentele e giudizi, che rinvigorirebbero il circolo controproducente dell'immagine distorta che reagisce malamente al proprio riflesso nello specchio, perpetuandone l'esistenza.



Una pausa in un posto delizioso ed idilliaco è stata la naturale prosecuzione del nostro percorso. Con l’ottava carta, “Le gemelle in rosa”, abbiamo scoperto che esistono luoghi meravigliosi nello spazio, nel tempo, nello spirito, che aspettano solo di essere visitati, ne scopriremo sempre di più, una volta padroneggiato le tecniche per muoversi nello spazio delle varianti.
La carta successiva, la nona, “Un respiro di sollievo”, ci ha fatto capire come sia indispensabile non dissipare l’energia in una miriade di distrazioni: molto meglio individuare gli impegni e le imposizioni che ci bloccano, i vecchi progetti e gli obiettivi non più attuali da gettare via senza esitazione.
Con la decima carta, “La liberazione”, abbiamo individuato i potenziali superflui ad uno ad uno, ce ne siamo disfatti ed abbiamo utilizzato l’energia che si è così liberata e resa finalmente disponibile per il Lavoro con la L maiuscola, volto unicamente alla realizzazione dei nostri obiettivi autentici.


I primi 10 Arcani Maggiori dei Tarocchi dello spazio delle varianti ti ricordano:

  • Fisica e metafisica sono i due lati speculari della stessa realtà.
  • La realtà si forma essenzialmente come riflesso della coscienza nello specchio del mondo.
  • Il mondo riflette la tua realtà interiore.
  • Puoi avere tutto ciò che sei.
  • La consapevolezza è il privilegio che risveglia la Forza.

Prendiamoci ora tutto il tempo necessario a considerare quanto siamo riusciti a realizzare in questo anno appena trascorso, scriviamolo nero su bianco sopra ad un foglio, poi voltiamo pagina e formuliamo un chiaro proposito per il nuovo anno. Possiamo continuare a fare progressi avanzando nel percorso di applicazione dei principi metafisici e perfezionare la gestione della nostra realtà. Che la Forza sia con noi!
Mariavittoria & Fabrizio



LETTURA DEL MESE

LA COSCIENZA PARLA

Tutto ciò che c'è, è coscienza. Se lo capite intuitivamente, profondamente e totalmente, non avete bisogno di leggere questo libro. Mettetelo via, e godetevi il resto della vita.




mercoledì 29 novembre 2017

x. La liberazione

Come muoversi nello spazio delle varianti

Otterrete tutto ciò che avete intenzione di avere
se siete convinti che è vostro
senza condizioni né riserve di sorta.
Vadim Zeland

Inizia così il commento al decimo arcano maggiore dei Tarocchi dello spazio delle varianti, commenti che, rappresentando i passi fondamentali nello sviluppo e sopratutto nell'applicazione pratica del Transurfing, oggi sono disponibili anche in un volume a parte, Transurfing in 78 giorni, adatto a chi ha scarsa dimestichezza con l'uso delle carte divinatorie e preferisce un approccio discorsivo ai principi di gestione metafisica della realtà.
Sì, come alcuni lettori non mancano di far notare, l'esposizione di tale principi è piuttosto semplice, tutto sta però nel saperli mettere in pratica nella vita quotidiana. Non a caso il successo è, letteralmente, “qualcosa che succede” e non una teoria della quale doversi convincere a forza di eleganti ragionamenti e forbite argomentazioni.



Ricordiamoci che il Transurfing è una tecnica esperienziale di trasformazione-sviluppo del potenziale umano, e ottenere dei risultati manifesti, tangibili e duraturi, fa indiscutibilmente parte della sua realizzazione. Supponiamo che, a questo punto, anche tu stia applicando le tecniche da un congruo periodo di tempo, e nonostante questo ancora fatichi a vedere dei risultati, è il momento di dedicare la tua attenzione alla pratica della liberazione.



La liberazione” cui si riferisce Vadim Zeland riguarda l’affrancamento da attitudini mentali deleterie, i cosiddetti potenziali superflui, che intaccano inesorabilmente la nostra riserva di energia, depotenziando o proprio bloccando la realizzazione di quello che intendiamo ottenere. In particolare, il potenziale superfluo, che spesso si trasforma in un ostacolo insormontabile nel percorso di manifestazione di un fine, verte attorno all’eccessiva importanza attribuita, in modo del tutto personale e arbitrario, a oggetti, circostanze, e relazioni.
In ogni caso, un picco di importanza scatena la furia delle forze riequilibratrici, pronte a livellare il potenziale superfluo accumulatosi. Questo intervento equilibratore, per quanto necessario in una prospettiva di ordine cosmico, è estremamente controproducente ai fini della nostra manifestazione e corrisponde al verificarsi di un fenomeno dotato di energia di segno contrario rispetto a quanto desideriamo, che imbriglia preziose energie altrimenti destinabili ad alimentare l’intenzione indispensabile per raggiungere qualsiasi obiettivo.



Qual è la strategia migliore per liberarci dai potenziali superflui? Innanzitutto, bisogna rendersi consapevoli di quali potenziali superflui stanno prosciugando le energie destinate alla nostra realizzazione. Consideriamo alcuni potenziali superflui molto comuni e il modo più efficace per eliminarli.

  • Ansia: è un sintomo della paura che qualcosa possa non andare nel migliore dei modi. Basta passare all'azione, occupandosi concretamente di qualcosa, senza lasciare spazio all'indugio e all'attesa. Vale anche per le aspettative: bando ai pensieri su come sarà vivere, fare o avere una certa cosa nel futuro, rimaniamo presenti e amplifichiamo tutto quello che ci soddisfa già adesso. Se invece l'ansia diventa eclatante (ad es. nei casi di attacco di panico), è consigliabile assumere il rimedio floreale Rock Rose.
  • Irritazione: è anch'esso sintomo di una paura recondita non elaborata che si traduce in impazienza. Basta concedersi un attimo per osservare la situazione con distacco e non cedere a una reazione meccanica di difesa o di attacco. Chiudere gli occhi e contare fino a dieci, respirando profondamente, può essere sufficiente a farci guadagnare una prospettiva più equilibrata sulla situazione contingente. Se l'irritazione si manifesta spesso, è consigliabile assumere il rimedio floreale Impatiens.
  • Senso di colpa: sintomo endemico di un condizionamento molto difficile da scardinare. Basta aggirare il “problema”, eliminandone le conseguenze manifeste, ovvero smettendo di giustificarsi e assumendosi serenamente la piena responsabilità della propria condotta. Se il senso di colpa costituisce un peso opprimente, è consigliabile assumere il rimedio floreale Pine.
  • Fatalismo: è un sintomo della perdita di fiducia nella vita che si tende a sottovalutare, visto che la società contemporanea, altamente stressogena, reputa “normale” considerare i “problemi” come fonti continue di depressione latente. Applicare il principio di coordinazione dell'intenzione, per il quale ci si comporta deliberatamente come se ogni cosa, per quanto ci sembri incomprensibile, inattesa o indesiderabile, concorra al raggiungimento del proprio fine, spesso si dimostra l'atteggiamento risolutivo anche nei casi più disperati. Basta ammettere il fatto, quantomai ragionevole, che al di là dell'apparenza e delle nostre elucubrazioni mentali, in realtà non abbiamo la minima idea di quali conseguenze avrà un certo avvenimento, a meno di non volerne predeterminare il corso assumendo un preciso atteggiamento. Se il fatalismo assume i tratti di un pessimismo conclamato, è consigliabile ricorrere al rimedio floreale Gorse.

Esistono validi strumenti per eliminare ogni potenziale superfluo: basta accorgersi di quale atteggiamento o attitudine mentale sta bloccando la nostra energia e agire in conformità ai principi del Transurfing. L’alternativa è lasciar fare alle forze riequilibratrici che ci riporteranno presto con i piedi per terra, di solito con un bel tonfo; ma questa opzione non particolarmente piacevole diventa un'eventualità rara una volta sviluppata la consapevolezza e messi in pratica gli strumenti più adatti alla manifestazione dei propri obiettivi.

I Tarocchi dello spazio delle varianti: X

La carta X “La liberazione” ti invita alla seguente pratica:

  • Puoi ottenere tutto quello che vuoi a partire da un'intenzione libera da pregiudizi o potenziali superflui.
  • Individua i potenziali superflui che ostacolano la manifestazione di ciò che intendi realizzare.
  • Abituati ad agire qui e ora, lasciando perdere ogni attitudine mentale dispersiva.

Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio


LETTURA DEL MESE

VIVERE MOMENTO PER MOMENTO
Sconfiggere lo stress, il dolore, l'ansia e la malattia con la saggezza di corpo e mente


NOTA: La nuova edizione aggiornata e ampliata (vedi copertina qui sopra) offre più di 600 pagine di approfondimento a fronte di oltre 35 anni di attività dell'autore ed è particolarmente consigliabile ai ricercatori e a chi svolge professioni legate alla promozione del benessere e della salute umana. Il lettore che intende semplicemente praticare una tecnica efficace e olistica per alleviare tangibilmente lo stress può limitarsi a consultare la versione precedente (vedi link alla copertina qui sopra) del libro, più compatta e che rappresenta uno dei più autorevoli manuali pratici di mindfulness disponibili in traduzione italiana. 



mercoledì 25 ottobre 2017

IX. Un respiro di sollievo

Come muoversi nello spazio delle varianti


La furia con cui continuamente viaggi di qua e di là non serve a nulla. 
E sai perché non trovi sollievo nella fuga? 
Perché mentre fuggi ti porti sempre dietro te stesso.
Lucio Anneo Seneca

Il sollievo a cui fa riferimento la carta IX dei Tarocchi di VadimZeland ha a che fare con una gestione più oculata dei pesi che, quotidianamente, giorno dopo giorno, per lo più inconsapevolmente, trasciniamo con noi e che trasformano l'entusiasmante avventura della vita nel frustrante tragitto compiuto da Sisifo, con il suo fardello di perenni irrisolti.


Liberarci della zavorra inutile influisce positivamente sulla gestione della nostra realtà. Vediamo nel dettaglio come fare.
Partiamo dal presupposto che per esercitare con successo la pratica tutt'altro che ordinaria del Transurfing occorre poter disporre di un certo livello di energia libera. Ora, per raggiungere questo obiettivo preliminare abbiamo due strade: o cerchiamo metodi per incrementare la nostra energia di base o proviamo a disporre meglio di quella che già abbiamo a disposizione, smettendo di disperderla inutilmente. Noi ci concentreremo sul secondo metodo che è al contempo più semplice e più immediato.
Se l’energia rimane intrappolata nei meandri del nostro essere, bloccata in pensieri e progetti irrealizzati, non è più disponibile per noi. È stipata lì, in attesa, inutilizzata. Non solo, se per essa non c’è sbocco, i piani e i progetti mai realizzati si trasformano in pesi inutili che ci trattengono dal fluire liberamente con il corso dell'esistenza. Una vantaggiosa soluzione sarebbe quella di fare un elenco di tutti i pesi che ci opprimono: rigide condizioni autoimposte (“non posso permettermi di fallire”), piani obsoleti (“devo imparare a suonare uno strumento”), fini non più in linea con le nostre priorità (“devo avere ragione”). Valutiamoli attentamente, prendendoci un momento di assoluta calma e lucidità, e decidiamo in quali di essi vogliamo ancora investire energie e, in tal caso, facciamo un primo passo per il loro sviluppo e la loro realizzazione, degli altri semplicemente sbarazziamocene.


Ricordiamoci sempre che se continuiamo a rimandare in continuazione una cosa che siamo convinti di voler fare, in verità è probabile che non vogliamo farla: tutto quello che viene procrastinato indefinitamente ad un futuro che non assume mai le sembianze del presente, è, e deve essere trattato, come un peso inutile del quale disfarsi solertemente. Come i led sempre accesi consumano energia anche quando sono in stand-by, allo stesso modo le nostre energie rimangono congelate in impegni, piani, progetti sempre allo stato latente, appena sotto il limen della coscienza. L’azione di toglierci quei pesi, che, con grande pertinacia, ci ostinavamo a portare con inconfessata fatica e apprensione, avrà un beneficio innegabile anche in termini fisici: la nostra schiena sarà più dritta e nel petto sentiremo distintamente una sensazione di leggerezza e di maggiore apertura.
Dopo questa opera di profonda pulizia, avremo a disposizione un maggiore quantitativo di energia che potremo utilizzare per raggiungere i nostri veri obiettivi. E avremo fatto un altro passo avanti per poter gestire concretamente la nostra realtà.

I Tarocchi dello spazio delle varianti: IX

La carta IX “Un respiro di sollievo” ti invita alla seguente pratica:
  • Fai un elenco esaustivo delle limitazioni che ti bloccano: vecchi fini, progetti obsoleti, desideri la cui attuazione continui a rimandare.
  • Passa in rassegna ciascun punto dell'elenco e valuta se liberatene o portarlo a compimento.
  • Dedica la tua energia libera (pensieri, parole, azioni) solo a quello che vuoi realizzare veramente.

Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio


LETTURA DEL MESE

TRANSURFING IN 78 GIORNI
Corso pratico per gestire la realtà



NOTA: Chi sta già praticando con i Tarocchi dello spazio delle varianti troverà i contenuti di questo manuale ridondanti, ma per tutti gli altri transurfer che desiderano una guida all'applicazione concreta della gestione consapevole della realtà si tratta di una lettura indispensabile.



domenica 24 settembre 2017

VIII. Le gemelle rosa

Come muoversi nello spazio delle varianti

Ci sono solo due modi di vivere la propria vita:
uno come se niente fosse un miracolo,
l'altro come se tutto fosse un miracolo.
Albert Einstein


Grandi personalità dotate di notevole potere d'immaginazione hanno già fatto notare all'umanità che la bellezza salverà il mondo, perché essa è una promessa di felicità. Noi più volte ti abbiamo ricordato che le cose belle amano stare tra le cose belle. Si tratta di una conseguenza del medesimo principio, che in metafisica viene detto legge di risonanza, anche se gli scienziati preferiscono chiamarlo entanglement quantistico, per cui ogni cosa è intrinsecamente connessa ad ogni altra cosa sempre e ovunque, ma a livello locale si manifesta maggiormente in base a ciò che più gli corrisponde, dando luogo a delle evidenti sincronicità.

L'astrofisico Massimo Teodorani spiega la sincronicità

La risonanza è una legge più semplice di quanto possa sembrare e te lo dimostriamo con un piccolo esperimento, per il quale sarà sufficiente che ti posizioni davanti ad uno specchio: osserva per qualche istante l'espressione del tuo viso riflessa, ora chiudi gli occhi, prendi un respiro profondo e immagina di trovarti nel posto più bello del mondo, in compagnia di chi ami e in completo relax, prenditi tutto il tempo necessario per percepire ogni dettaglio, quello che vedi, i suoni e i profumi, le sensazioni, tutto nel modo più vivido possibile, lasciati trasportare dentro all'esperienza... Ora apri gli occhi e guardati nuovamente allo specchio, che cosa vedi? Noi scommettiamo che la tua espressione è cambiata, forse non stai proprio sorridendo, anche se è probabile, ma sicuramente il tuo viso appare più rilassato e in qualche modo, se osservi bene, è diventato più bello. Vivere una bella esperienza porta a manifestare la propria bellezza e più ti esprimi in questo modo più troverai altri elementi che corrispondono a quello che stai manifestando.


In breve, la legge di risonanza sancisce che il simile attrae il proprio simile. In questa dinamica, sicuramente l'ambiente in cui ci muoviamo può esserci più o meno favorevole, ma in definitiva è l'atteggiamento personale a fare la differenza nella tecnica del Transurfing, e in questo vige un'unica certezza granitica: per essere autentici bisogna “uscire dal coro”. Un individuo unico e irripetibile non può aspettarsi veramente di esprimere se stesso facendo come gli altri, tentare di realizzarsi in base ai modelli altrui semplicemente non ha senso e non è quello che ci invita a fare l'umanità. Ora, in proposito ci sono due buone notizie: la prima è che viviamo in quello che viene definito Bel Paese, e questo potrebbe essere un vantaggio, a meno di non volersi ostinare a guardare sempre nella direzione peggiore. In secondo luogo, tu sei un individuo unico e irripetibile, quindi puoi anche smettere di nasconderti nella folla ed emergere alla luce della coscienza, dove ti sarà chiaro che, anche se le cose belle amano stare tra le cose belle, i miracoli avvengono ovunque e oltre alla bellezza portano con sé amore e meraviglia, i pilastri del paradiso terrestre.


Le gemelle rosa della Carta VIII dei Tarocchi di Vadim Zeland fanno riferimento ad un luogo paradisiaco, occultato ad uno sguardo distratto, e caratterizzato da una nota inusuale, insolita e forse anche improbabile. Ma tutte queste peculiarità non scalfiscono la verità: questo posto esiste. Non solo esiste, ma vi sono una miriade di idilliaci angolini pronti ad accoglierci. La domanda che sorge spontanea è: come fare a teletrasportarci lì? Niente di particolarmente difficile, in realtà. Basta che ci togliamo gli occhiali che correggono solo le diottrie e ci infiliamo quelli che colorano la realtà di toni rosei e confortevoli, ma soprattutto occorre che diffidiamo da tutti quelli che affermano che ciò è impossibile e che non dovremmo farlo. Basta che ci sintonizziamo sui flebili sussurri che ci provengono dalla vita paradisiaca, li amplifichiamo e poniamo su di essi la nostra attenzione e questi angoli di paradiso sbocceranno in ogni dove. I sussurri sono echi indistinti in quanto arrivano con fatica a noi, dovendo superare tanti ostacoli, uno su tutti la negatività imperante. Per quanto orrende siano le notizie del telegiornale, esse non devono necessariamente entrare a far parte del nostro mondo: se la nostra anima si sintonizza sugli angolini paradisiaci, questi progressivamente ci raggiungeranno e noi vivremo perennemente nella gioia. Naturalmente se invece ci agganciamo alle frequenze negative (terrorismo, attentati, guerre e violenza) esse ci risucchieranno nel loro vortice e il nostro mondo finirà per collassare in questo inferno.


Dunque, concentriamo la nostra attenzione solo su quello che vogliamo ci sia nel nostro mondo e voltiamo letteralmente le spalle a tutto il resto, trascuriamolo, ignoriamolo deliberatamente, a costo di scandalizzare i perbenisti, dimostriamo di essere persone, protagonisti del nostro film, e non burattini nel circo degli orrori di qualcun altro. Se applicheremo questi semplici accorgimenti, noteremo con somma gioia che lo strato del nostro mondo si trasforma in modo incredibile. Un luogo in cui ci sia sempre festa? Eccolo qua. Un luogo in cui paesaggi idilliaci e benessere vanno a braccetto? Eccolo là. Gli ossimori diventano realtà. L’imponderabile diventa concreto. A noi la scelta: siamo i pittori del nostro mondo, abbiamo la tavolozza nelle nostre mani e sta a noi dipingere con colori che virano al nero o che cangiano nei più bei toni dell'iride. E ora via libera all'arte dell'accorgersi, per cercare i luoghi in cui si trovano le gemelline rosa!

I Tarocchi dello spazio delle varianti: VIII


La carta VIII “Le gemelle rosa” ti ricorda:

  • La bellezza è un ancora di salvezza in ogni situazione
  • Fissiamo l’attenzione su ciò che vogliamo ci sia nel nostro mondo ed ignoriamo tutto il resto (non guardiamo, non ascoltiamo)
  • Coloriamo il nostro mondo di toni paradisiaci e scopriamo tutti gli angoli meravigliosi che esistono già attorno a noi

Ora prova ad osservare come tutto questo si applica alla tua vita quotidiana: in che modo la consapevolezza cambia la manifestazione della realtà? Quali sono i tuoi angoli paradisiaci preferiti? Hai già incontrato le gemelline rosa? Raccontaci la tua esperienza scrivendola nei commenti al post!
Mariavittoria & Fabrizio


LETTURA DEL MESE

ENTANGLEMENT
L'intreccio nel mondo quantistico: dalle particelle alla coscienza