La
Luna Piena in Scorpione di oggi (ore 19:23) coincide con tre
significative celebrazioni dell’inizio della stagione calda: Wesak,
Beltane e la Festa del Lavoro. Su quest’ultima non dirò nulla,
sennonché il Lavoro dovrebbe essere primariamente quello interiore,
che non conosce pause e viene sempre adeguatamente ricompensato (già
riflettere su questo mi sembra sufficiente).
Beltane
è l’antica festa dell’energia creativa. Si celebra esattamente
sei mesi dopo il capodanno celtico, nella notte tra il 30 aprile e il
primo maggio, e festeggia l’inizio della stagione calda. In onore
della luce finalmente ritornata al suo splendore, era consuetudine in
antichità, e in alcuni luoghi ameni della vecchia Europa lo è
ancora, accendere grandi falò, che creavano due colonne di fiamme,
attraverso le quali persone e animali passavano come rito di
purificazione e di buon auspicio per la fertilità e la creatività.
Il
Wesak è invece un’importante celebrazione tradizionale, buddhista
e più recentemente legata all’avvento della nuova era (l’Età
dell’Acquario), durante la quale discende sulla Terra l’energia
dei grandi Maestri ascesi per illuminare l’umanità nel suo
percorso durante il nuovo anno, che in origine aveva inizio proprio
in primavera.
È
arrivata la stagione calda: le giornate sono lunghe e colme di luce,
per cui è bene trascorrere più tempo possibile all’aria aperta e
lasciare che l’elemento Aria (il Legno in Medicina Tradizionale
Cinese) purifichi la mente, portando via pensieri inutili e stantii,
e rinvigorisca il corpo stimolando le funzioni epatiche. Chi soffre
di allergia ai pollini può trovare giovamento, nonché cogliere
l’opportunità di stare all’aperto, grazie ad una miscela di
macerati glicerici: ribes nero (Ribes nigrum) e rosa canina (50 gocce
tre volte al giorno), ai quali accompagnare l’assunzione di Beech
(Fiore di Bach) ripetuta quattro volte al giorno.
È
tempo di aumentare il consumo di cibi freschi, specialmente frutta e
verdura di stagione, che apportano vitamine, sali minerali,
antiossidanti e reidratano l’organismo. Anche bere nella giusta
quantità (almeno 1,5 litri al giorno) e qualità (acqua minerale
alcalina) è importante per garantire il buon funzionamento
dell’organismo e stimolare le sue naturali funzioni di depurazione
e detossificazione, queste ultime possono essere meglio attivate in
questo periodo bevendo linfa di betulla. Un aiuto in più può
provenire dalle alghe klamath, spirulina e clorella, da assumere
sotto forma di integratore in capsule, dall’effetto corroborante,
ricostituente e depurativo. L’integrazione di vitamina C (almeno 1
g al giorno da fonti naturali come acerola o papaya fermentata),
unita all’assunzione di Selenio (oligoelemento, una fiala ogni due
giorni) è utile sia per rafforzare il sistema immunitario sia per
aumentare l’apporto di antiossidanti necessari ad esempio alla
buona salute della pelle. Quest’ultima va curata in particolare
quando ci esponiamo al sole, sempre con criterio e in modo graduale,
preferibilmente camminando in ambienti naturali salubri; una buona
abitudine è mantenerla nutrita ed elastica applicando un olio
vegetale (avocado, sesamo, o semi di lampone a seconda del proprio
fototipo) al quale aggiungere un terzo di gel di aloe, rinfrescante e
lenitivo.
Ricordo
che quest’anno è particolarmente potente l’energia sprigionata
dal Fuoco in tutte le sue forme, pertanto è consigliabile praticare
la meditazione tradizionale contemplando la fiamma di una candela. La scelta della candela da utilizzare per meditare è significativa: in cera vegetale atossica, di colore rosso (energia, coraggio, dinamismo, amore, vitalità) o bianco (purificazione, spiritualità, protezione, un nuovo inizio). La cura del
corpo fisico va sempre accompagnata alla disciplina mentale e alla
cura dello spirito.
Mariavittoria
LEGGERE
PER CRESCERE E MEDITARE
BENESSERE
FISICO E SPIRITUALE
di
Salvatore Brizzi
Un
utilissimo e anticonformista “quaderno di lavoro su di sé” che
invita il lettore a riflettere sulla reale salubrità del proprio
stile di vita (alimentazione, esercizio fisico, abitudini mentali) e
ad assumersi la piena responsabilità del proprio benessere
psicofisico. Senza estremismi, con la calma e la disciplina che
conseguono ad una vera presa di coscienza, è possibile prendersi
cura di sé in modo olistico, dal corpo fisico fino allo spirito, e
addestrare la mente e le emozioni, in modo da uscire dalle logiche
aberranti di una vita di cattive abitudini che appesantiscono il
corpo, affossano l’anima e obnubilano lo spirito.
“Non
cadete nell’inganno di credere che il mondo dell’anima e quello
dello spirito siano totalmente distaccati dall’apparato
psicofisico. Non è così. Non potete pensare che ogni comportamento
sia consentito in quanto niente di materiale può condizionare la
vostra evoluzione spirituale. Invece la condiziona eccome, poiché
tutto ciò che fate e pensate – compresa la meditazione e gli
esercizi spirituali – ha il supporto del vostro sistema
corpo-mente. E il cibo plasma ogni giorno il vostro corpo e la vostra
mente.”
Dopo
il solstizio d’inverno, la seconda Luna Nuova (oggi alle ore 13:01
ora italiana) sancisce l’inizio del capodanno cinese: il 2026 è
l’anno del Cavallo di Fuoco Yang.
Secondo
le indicazioni tradizionali dell’astrologia cinese, l’anno del
Cavallo è un periodo vivace e ottimista, si caratterizza per ritmi
di vita frenetici e avventurosi e per slanci romantici e spensierati.
In particolare, il Cavallo di Fuoco Yang apporta un’energia
estremamente dinamica, foriera di cambiamenti e propensa al rischio.
La chiave del successo sarà quindi la capacità di essere
dinamici e proattivi, ovvero di proporsi, farsi
avanti, accogliere le novità, intraprendere nuovi percorsi ed
esprimere con coraggio la propria vitalità, capacità e competenza.
A fronte di questa forte carica impulsiva, sarà più che mai
opportuno moderare le tendenze impazienti e irragionevoli dell’ego,
in modo che le attività propugnate siano di autentico beneficio non
soltanto per chi le intraprende ma anche per la collettività e più
in generale a vantaggio dell’evoluzione dell’umanità.
Bisogna
infatti sempre rammentare che stiamo vivendo il complesso e non breve
(almeno per chi si trova a viverlo) periodo di transizione verso
l’Era dell’Acquario, un’epoca nella quale il bene comune sarà
al centro dello sviluppo della civiltà, pertanto tutte le azioni
meramente egoiste andranno progressivamente perdendo di senso e
opportunità.
Anche
l’astrologia occidentale evidenzia un accentuarsi delle energie
Yang, specialmente quelle legate all’elemento Fuoco: quest’anno
tutti i grandi pianeti astrologici cambieranno segno e passeranno ad
un elemento Yang.
Nettuno, che ha cambiato segno il 26 gennaio,
transiterà per più di un decennio in Ariete (elemento Fuoco,
massimo Yang), e nei primi due anni del suo percorso sarà
accompagnato da Saturno, passato in Ariete la scorsa domenica 15
febbraio. Da questo sodalizio di energie planetarie possiamo
aspettarci un grande impulso alla spiritualità in tutte le sue forme
(anche religiose), all’arte (in particolare arti grafiche e danza),
e ai movimenti per il benessere della collettività e lo sviluppo del
senso di comunità, che in questo biennio saranno sostenuti da figure
di autorità e istituzioni finalmente più propense ad intraprendere
azioni innovative e incisive. Cruciale però sarà l’esercizio
della capacità di discernimento, in modo che questi slanci di
fervente volontà di affermazione non si trasformino in azioni folli
o belliciste.
Urano passerà in Gemelli (elemento Aria, piccolo Yang)
il 27 aprile, ponendosi nel pieno della primavera in forte sestile ai
grandi pianeti già citati e favorendo idee brillanti, soluzioni
inaspettate e svolte improvvise, come è nella sua natura repentina e
anticonformista.
Il culmine dell’estate, infine, vedrà l’ingresso
trionfante nell’elemento Fuoco del grande pianeta benefattore: a
luglio (1 del mese), Giove passerà in Leone (elemento Fuoco, massimo
Yang), propiziando la realizzazione personale e le imprese che mirano
ad esprimere l’eccellenza nel proprio settore; il pianeta della
Grande Fortuna si porrà quindi in trigono a Saturno e Nettuno,
alimentandone l’energia di innovazione e proattività, e in sestile
all’eccentrico e geniale Urano.
Si
prospetta quindi un anno movimentato, caratterizzato da un’energia
attiva di intensa trasformazione, alla quale possiamo armonizzarci
accogliendo l’elemento Fuoco, che rappresenta la purificazione e
trasmutazione della materia in spirito.
I grandi falò delle
ricorrenze tradizionali saranno quindi momenti particolarmente
intensi e potenti, nei quali poter contattare l’energia del Fuoco e
rinnovare la volontà di lasciare andare il passato (purificazione) e
di impegnarsi per un futuro migliore (trasmutazione).
Anche la fiamma
di una comune candela potrà diventare un mezzo semplice ma
estremamente efficace per contattare quotidianamente l’energia del
Fuoco: non a caso, meditare osservando una fiamma è notoriamente una
delle tecniche tradizionali, raccomandate dal Buddha stesso, che
quest’anno riceveranno particolare impulso e merito.
Non
dimentichiamoci degli spiriti elementali che secondo la tradizione
alchemica dimorano nel Fuoco, si tratta delle Salamandre, esseri
incandescenti che apportano luce e calore e sono legati alla forza
dello spirito e all’immortalità dell’anima. Quando osserviamo il
fuoco o lo contattiamo interiormente attraverso la visualizzazione,
possiamo predisporci, acuendo tutti i sensi, al contatto con questi
esseri di Fuoco, tra i più sfuggenti e potenti del regno elementale.
Il
primo “battesimo del Fuoco” di quest’anno sarà a marzo
inoltrato, quando anche il Sole passerà nel segno dell’Ariete e le
energie primaverili entreranno in fermento, dando modo a quelle
planetarie di iniziare a manifestarsi in forme concrete.
In via
preventiva, sarà opportuno curare in particolare la testa, evitando
di sovraccaricarla di pensieri e di cedere ad una cieca impulsività.
Aiutiamoci con le essenze floreali (Fiori di Bach, Fiori Australiani
del Bush), scegliendo il Fiore più adatto al caso nostro o una
miscela opportunamente preparata: troppi pensieri ricorrenti e
ossessivi (White Chestnut, Boronia), pensieri confusi (Wild Oat,
Jacaranda), impazienza e impulsività aggressiva (Impatiens, Holly),
atteggiamenti di fanatismo e prepotenza (Vervain, Vine), pensieri di
follia autodistruttiva (Cherry Plum, Mountain Devil), emozioni
altalenanti (Scleranthus, SheOak), scalmane e caldane (Black-eyed
Susan, Mulla Mulla), incubi (Cherry Plum, Green Spider Orchid),
sensazioni inquietanti (Aspen, Angelsword), pensieri disturbanti
(Star of Bethlehem, Fringed Violet).
Infine,
ricordiamo che numerologicamente il 2026 apporta l’essenza del
numero 1, quindi rappresenta in potenza un nuovo inizio, un’occasione
per chiudere un ciclo di avvenimenti e ricominciare voltando pagina.
Cogliamo questa opportunità di rinnovamento che dovrebbe essere
innanzitutto un momento di rinascita interiore, ovvero di
riconnessione alla nostra essenza autentica e immortale. Solo così,
ogni impulso ad agire potrà essere orientato alla manifestazione di
ciò che realmente dovremmo rappresentare attraverso pensieri, parole
e azioni: l’anima.
Mariavittoria
LEGGERE PER CRESCERE E MEDITARE
IL
PENSIERO GIAPPONESE
di Le Yen Mai
Kaizen (miglioramento), nintai
(perseveranza), omotenashi (ospitalità), e poi i più noti
wabi sabi, kintsugi e shinrin-yoku, sono solo
alcuni dei numerosi e affascinanti fondamenti del pensiero nipponico,
che in questa visita guidata nei luoghi più significativi di Kyoto,
antica capitale del Giappone ricca di storia, cultura e natura,
l’autrice descrive e condivide con il lettore. Un percorso
coinvolgente e ricco di spunti su come migliorare la propria pratica
di consapevolezza quotidiana, diventando persone migliori, più
attente, sensibili e rispettose nei confronti degli altri abitanti
del pianeta, della natura che ci ospita e delle dimensioni spirituali
che ci accompagnano.
“Siamo pronti per partire insieme
alla scoperta di questa meravigliosa città in cui ovunque, in ogni
angolo e momento, abbiamo l’impressione di trarre un insegnamento,
di avvicinarci un passo alla volta alla comprensione del pensiero
giapponese, di diventare noi per primi persone migliori, più serene,
più empatiche e in armonia con il mondo. Siamo pronti per
intraprendere questo viaggio per Kyoto in cui a ogni luogo,
identificato da precise coordinate geografiche, corrisponde un
concetto fondamentale della cultura nipponica.”
La felicità è amore,
nient'altro. Felice è chi sa amare.
Amore è ogni moto della
nostra anima
in cui essa senta se
stessa e percepisca la propria vita.
Hermann Hesse
L'energia di Nettuno
manifesta l'ottava superiore dell'energia di Venere: trascendendo
l'interesse personale nelle relazioni, si esprime al massimo
potenziale nell'ispirazione superiore, nella fede spirituale e
nell'amore incondizionato. Questa travolgente potenza cosmica
attraverso il sentimento del sublime ci restituisce il senso
dell'essere infinito.
Parlare di fede e di
amore è quasi sacrilego in una società come la nostra, che esalta
ogni forma di vana superficialità, eppure l'amore è e rimarrà
sempre il collante dell'universo, il filo indissolubile che tesse la
trama dei molti mondi, la forza elettrodebole che ponendosi come
rimedio efficace all'inesorabilità dell'entropia costituisce
l'antidoto al nulla esistenziale.
Nondimeno, la fede è una
virtù dei forti e come ogni altra virtù esprime una qualità
dell'integrità interiore che ha il suo fondamento nella connessione
stabile e fruttuosa tra anima e coscienza cosmica. La fede scaturisce
dal ricordo dell'anima incarnata con uno scopo e consapevole che
lungo il percorso verso la meta verrà accompagnata nell'interazione
con le forze macro e microcosmiche. Allora la fede diventa certezza
nell'intervento della provvidenza necessario e incessante in un
universo relazionale in cui tutto è connesso.
L'Era dei Pesci si sta
caratterizzando come una lunga parabola temporale nel corso della
quale la coscienza umana è chiamata a comprendere l'energia
nettuniana, acquisendo consapevolezza dell'importanza di
spiritualizzare la materia infondendovi pensieri, parole e opere di
fede e di amore. La fede diventa così un faro anche nel mare più
buio e tempestoso delle vicissitudini umane, mentre l'amore
incondizionato, sciogliendo ogni attaccamento, trasmuta la sofferenza
in compassione universale.
Per diffondere l'insegnamento evolutivo nettuniano attraverso l'esempio personale, nel corso
della storia si sono incarnati grandi maestri, il più noto dei quali
agli occidentali è sicuramente Gesù Cristo, che perfino stando ai
testi canonici si esprime in modo chiaro e immediato riguardo alla
necessità di coltivare la virtù della fede e di praticare la legge
dell'amore.
“Se aveste fede quanto un
granellino di senape, potreste dire a questo gelso: sradicati e
trapiantati nel mare, ed esso vi ascolterebbe.” (Lc 17, 6)
“Non giudicate, per
non essere giudicati; perché con il giudizio con cui giudicate
sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete
misurati. Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello,
mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come
potrai dire al tuo fratello: 'Permetti che tolga la pagliuzza dal tuo
occhio' mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima
la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la
pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.” (Mt
7, 1-5)
Il Discorso della
Montagna viene presentato dalla religione come la magna carta della
vita cristiana, tuttavia, non gli insegnamenti del Cristo, ma il
credo professato dall'istituzione è stato inculcato alle masse dei
fedeli, e questo vale per ogni movimento ideologico che ha soffocato
la propria vitalità fissandosi nelle trame asfittiche di una
struttura gerarchica di potere. Eppure, la forza dei simboli rimane e
continua a parlare alle anime l'antico linguaggio archetipale, anche
se a livello cosciente si assimila tutt'altro dalla verbosa
propaganda istituzionale.
La croce, simbolo della
materia (i quattro elementi, lo spazio verticale del tempo e
dell'interiorità che interseca quello orizzontale del luogo e
dell'esteriorità) e il crocifisso non sono celebrazioni del martirio
che ha nella passione di Cristo la sua apoteosi, bensì ricordi
vividi del percorso di liberazione di ogni essere umano.
Infatti, la materia
crocifigge, inchioda l'anima allo spaziotempo (chi apprezza l'opera di Collodi
ricorderà il burattino che vuole diventare un bambino vero,
allegoria quantomai azzeccata per rappresentare la condizione umana attuale, che finisce impiccato a causa del Gatto e della Volpe, il corpo
e la mente) e per liberarsi è necessario un sacrificio: l'ego deve
morire, affinché lo Spirito possa risorgere e rivelarsi al mondo in
tutta la sua magnificenza.
“L'uomo buono trae
fuori il bene dal tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo
cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla
pienezza del cuore. Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non
fate ciò che vi dico?” (Lc 6,
45-46)
La mente discrimina, il
cuore comprende, civiltà incommensurabilmente più spirituali della
nostra avevano ben chiaro la centralità del cuore nella vita e dopo
la morte.
Secondo il culto egizio
il cuore del defunto non doveva superare il peso di una piuma
affinché l'anima potesse accedere all'aldilà e non sprofondare
nell'oblio. Una reminiscenza di questa tradizione sapienziale rimane
nell'espressione “a cuor leggero” che tuttavia oggi crediamo
equivalga a “spensieratamente” quando in verità non c'è
modalità decisionale più lontana dal cuore di quella del pensiero.
Infatti, il pensiero raziocinante non è che una scoria della mente
rimuginante, un sottoprodotto dell'attività cerebrale che oggi dai
più viene assunto a massima espressione dell'intelletto, ad indicare
in quali tempi di decadenza sia cognitiva che civile e culturale ci
troviamo a vivere. Non stupisca, poi, che tale presunzione si
rifletta nella prassi ormai consolidata di riporre la propria fede
nell'azione di concentrati di sostanze chimiche sperimentali di cui i
nuovi sedicenti profeti della verità precostituita magnificano i presunti effetti salvifici.
La vera fede dimora in
un imperturbabile nucleo di consapevolezza interiore: non si tratta
di aderire acriticamente ai dettami di qualche sedicente guida laica
o religiosa, bensì di costruire nello spaziotempo un equilibrio
dinamico tra responsabilità (individuale e collettiva) e
provvidenza:
“Chiedete e vi sarà
dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché
chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà
aperto.” (Mt 7, 7-8)
“Tutto quanto volete
che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro; questa
infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché
larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e
molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la
porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono
quelli che la trovano! Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi
in veste di pecore, ma dentro sono come lupi rapaci. Dai loro frutti
li riconoscerete.” (Mt 7, 12-16)
Personalmente, l'eroe
nettuniano che preferisco è Avalokitesvara, il bodhisattva
della compassione, che fece voto di non entrare nel nirvana prima di
aver liberato tutte le creature senzienti.
Questo straordinario
paladino della liberazione viene venerato in molte forme, anche
femminili (in Cina e in Giappone è Kuan Yin, “l'essenza della
saggezza che considera i suoni del mondo”). Il suo mantra è Om
Mani Padme Hum, il mantra della compassione che protegge tutti gli
esseri senzienti.
Per entrare in sintonia
con l'energia nettuniana, ti invito a recitare il mantra ogni giorno
per ventun giorni consecutivi, a beneficio della liberazione dalla
sofferenza di tutti gli esseri senzienti del pianeta.
MEDITAZIONE DELL'ENERGIA
DI NETTUNO
N.B.: vedi le
indicazioni preliminari valide per tutte le meditazioni per
contattare le energie transpersonali (Meditazione dell'energia di
Urano).
L'ambiente ideale dove
praticare questa meditazione è la riva del mare al tramonto, se ciò
non ti è possibile, posizionati in modo da sentire il suono
dell'acqua che scorre (vicino ad un fiume, una cascata, una
fontana...) e assicurati di non avere distrazioni o interruzioni
durante la pratica. L'energia nettuniana informa il sesto chakra:
sblocca le intuizioni cosmiche del terzo occhio, utilizzando canti e
musiche dalla risonanza guaritrice.
Avere fede è indice di
saggezza e la conoscenza (Da'at) origina proprio dall'unione tra
saggezza (Chokhmah) e amore (Binah), in uno stato di comprensione olistica e di compassione universale.
Per favorire la connessione nettuniana possiamo ricorrere alla cristalloterapia, utilizzando pietre cariche di energia spirituale (turchese, lapislazzuli, sodalite...) e in sintonia con il terzo occhio e l'amore incondizionato (ametista, quarzo rosa...).
Ad ogni modo, il meditante dovrebbe aver instaurato un rapporto armonioso con le proprie emozioni, la floriterapia è di grande aiuto (leggi i contributi sui Fiori di Bach di Fabrizio e scopri la floriterapia stagionale e i dodici guaritori).
Assumi una posizione
comoda a gambe incrociate, con le piante dei piedi rivolte verso
l'alto e la schiena diritta. Unisci pollice e indice di ogni mano e
appoggia i palmi rivolti verso il basso a contatto con le ginocchia,
nel mantra della consapevolezza interiore.
Chiudi gli occhi e
immagina una luce indaco che ti pervade, entrando in ogni cellula
del tuo corpo per purificarla e corroborarla.
Sposta l'attenzione
sul respiro che fluisce spontaneo dentro e fuori di te e sii
consapevole del rumore dell'acqua che scorre a poca distanza dal tuo
corpo. Lascia che il suono interiore dell'aria che entra ed esce dal
tuo corpo si fonda naturalmente con lo scorrere dell'acqua.
Tenendo sempre
indice e pollice uniti, rivolgi i palmi verso l'alto e appoggia il
dorso delle mani sulle ginocchia nel mantra della conoscenza.
Sotto le palpebre
chiuse, rivolgi gli occhi verso l'alto, nella zona tra le
sopracciglia e mantieni l'attenzione sul terzo occhio, percepiscine
lo sguardo che si apre dentro e fuori di te. Respira fluendo
spontaneamente insieme all'acqua che scorre e lasciati andare.
In questo stato di
consapevolezza avverti il silenzio e la calma degli abissi oceanici,
così simili agli immensi spazi siderali. Percepisci l'affinità
intrinseca in ogni cosa, tutto è connesso, tutto informa e viene
informato, tutto comunica.
Rimani in uno stato
di consapevolezza ricettiva, osserva e percepisci, non interferire
con il flusso della vita che scorre dentro e fuori di te. Respira
profondamente e lasciati fluire.
Puoi permanere in
questo stato per tutto il tempo che desideri, per ritornare, inspira
profondamente per tre volte, lentamente apri gli occhi e ritorna nel
corpo.
Ricordati di
sorridere e di ringraziare a conclusione di questa esperienza di
connessione olistica.
I nettuniani sono
spontaneamente religiosi: pronti al sacrificio per servire un
bene superiore e soggetti al martirio. È facile intuire che questa totale dedizione all'ideale può trasformarsi in dipendenza
autodistruttiva o in fanatismo dittatoriale: quanti esseri umani oggi
si trovano perduti in una spirale involutiva a causa di qualche
dipendenza deleteria (gioco d'azzardo, alcol, droghe, psicofarmaci,
antidolorifici, social network...) o della cieca obbedienza a qualche
idolo transitorio (la moda del momento, il successo, il denaro, il
potere, la scienza...) che li rende dispotici nei confronti di se
stessi e degli altri.
Stiamo vivendo l'ultima
fase dell'Era dei Pesci, immersi in un mondo abissale di compulsioni
e fanatismi che a ben vedere ha il solo scopo di alienarci da una
realtà percepita dall'individuo come soverchiante.
Rifugiarsi nell'evasione,
tentando di ottundere il malessere esistenziale estraniandoci dalla
responsabilità di vivere pienamente o affidandosi a sedicenti guide
esteriori nella speranza di tacitare la voce della coscienza
significa perdere l'occasione del millennio: l'opportunità
irripetibile di dare il proprio contributo all'evoluzione della
specie a cavallo tra due epoche (quella nettuniana dei Pesci e quella
uraniana dell'Acquario) e mai come ora prossima all'autodistruzione.
Sentirsi sopraffatti
dalla realtà, dal caos calmo che imperversa nell'universo come una
tempesta oceanica senza fine, è un passo verso il risveglio: quando
non ci sono punti di riferimento esterni, non rimane che guardarsi
dentro. È questo il
segreto dei dervisci rotanti: ricadere sempre di più in se stessi
mentre tutto all'esterno vortica e si perde nel caos di forme e
colori indistinti.
La vita è un viaggio
dell'anima incarnata, una grande avventura dello Spirito immortale.
Gli esseri umani, spinti da paura e presunzione, pretendono di
ridurla a un'esperienza tangibile, misurabile e conoscibile in ogni
parte, nella vana speranza che qualche comodità psicofisica li
anestetizzi al punto da evitare di affrontare la sfida di vivere
pienamente e totalmente nel presente. Tu però non cedere al sonno
della coscienza: ricorda sempre che qualsiasi cosa credi di possedere
finisce per possederti e che i tuoi giorni sulla Terra sono contati,
non sprecarli, non trascorrerli invano.
Mariavittoria
SULL'AMORE
Una miscellanea di
pensieri sull'amore tratti dalle opere più disparate, incluso
l'epistolario, dell'autore di Siddharta e Il lupo della steppae
Dal Paese di
Siddharta. Un compendio tascabile di letture hessiane in
cui l'ultima parte è dedicata all'amore per l'umanità e il mondo,
ovvero, nelle parole del celeberrimo scrittore, all'amore che“non
vuole avere; vuole soltanto amare” perché l'amore maturo, evoluto,
“è desiderio fattosi saggio”, un tema squisitamente nettuniano
declinato con sagacia spirituale e poesia.
“Se l'uomo può essere
'buono', lo può soltanto quando è felice, quando ha in sé
l'armonia. Dunque quando ama. E l'infelicità che c'era nel mondo, e
l'infelicità che c'era dentro di me veniva dunque dal fatto che
l'amore era disturbato. Da questo punto di vista le massime del Nuovo
Testamento mi sembravano improvvisamente vere e profonde. 'Finché
non diventerete come fanciulli' - oppure 'Il regno dei cieli è
dentro di voi'. Questa era la dottrina, l'unica dottrina che ci fosse
al mondo. L'aveva detto Gesù. L'aveva detto il Buddha, l'aveva detto
Hegel, ognuno nella sua teologia. Per ciascuno l'unica cosa
importante al mondo è il suo intimo stesso – la sua anima – la
sua capacità di amare.”
diffidare dei potenti e
a rifiutare ogni autorità.
A.A. Malinovskij
Con questo passo entriamo
nello spazio delle energie che trascendono la realizzazione personale
per guidare l'evoluzione collettiva. Tali energie hanno una portata
molto più ampia di quella dei pianeti personali e un influsso lento,
profondo e inesorabile sullo sviluppo della psiche che sovente fatica
a comprenderne spontaneamente gli scopi.
I portatori delle energie
di questi pianeti transpersonali spesso si rivelano agli occhi del
mondo come degli outsider o semplicemente dei fuoriclasse.
Iniziamo a spron battuto
con l'energia di Urano, che completa il novero dei pianeti
transpersonali attualmente in moto retrogrado, i quali anche per
tutto il prossimo mese lavoreranno nei recessi più remoti e
reconditi della psiche umana.
L'energia di Urano
esprime la Mente Superiore, l'intelligenza cosmica che costituisce
l'ottava superiore di Mercurio, la mente personale brillante ma
limitata dal vassallaggio a stretto contatto con l'energia solare che
manifesta l'io cosciente.
L'energia uraniana è
geniale, rivoluzionaria e anticonformista in ogni suo aspetto: una
scarica elettrica ad alto voltaggio che si manifesta come intuizione
folgorante. Chi ne viene colpito non può più tornare indietro: è
destinato a dispensare grandi doni all'umanità che comportano un
netto cambiamento, sovente per il meglio, in particolare in ambito
tecnico. Gli uraniani sono pervasi da un'energia prometeica che li
porta ad essere precursori, avanti, spesso di secoli, rispetto alla
loro epoca, e hanno come missione innata l'invenzione e l'innovazione
di sicuro e ampio interesse per la collettività.
In un mondo fieramente e
ferocemente globalizzato che in ogni ambito spinge all'omologazione e
al conformismo, troppo spesso mascherato da perbenismo, non è
affatto facile la vita degli uraniani che per loro natura non
conoscono né paura né egoismo. L'energia uraniana, infatti, è una
spinta evolutiva impersonale e del tutto indifferente alle meschine
preoccupazioni dei singoli individui su cui spesso fanno leva i
regimi oppressivi. Cogliere il Grande Disegno richiede eccellenti
capacità uraniane di astrazione, specialmente in frangenti come
questi, in cui la storia del genere umano sembra arrestarsi e
ripiegarsi su se stessa, complice la memoria troppo labile dei fatti
oscuri avvenuti non a caso nel periodo che abbiamo soprannominato il
secolo breve.
Per uscire dall'illusione
dell'addormentamento di massa ed entrare nello spazio freddamente
lucido dell'energia uraniana prepariamoci con una pratica yogica
indispensabile, che richiede meno di dieci minuti.
Potrebbe sembrare un
paradosso lavorare sul corpo fisico per raggiungere la Mente
Superiore, fatta di pura informazione immateriale, ma in verità non
si può nemmeno sperare di contattare genuinamente qualsivoglia
dimensione superiore dell'essere se il veicolo corporeo è dissestato
e sconnesso. Per venire informati bisogna essere in forma, in altre
parole, se vuoi sintonizzarti sulla musica delle stelle devi prima
sistemare bene la radio, e ovviamente la ricetrasmittente sei tu!
Riallineare i sette
chakra principali è un metodo molto efficace per ritrovare calma e
lucidità, nonché per liberarsi da malesseri fisici e da
preoccupazioni mentali. Entriamo nello specifico, dedicando cinque
minuti alla liberazione della mente a tre livelli comunicativi
fondamentali (l'io del terzo chakra, il noi del quarto e il voi del
quinto) e aprendoci così all'incontro con la coscienza cosmica.
MEDITAZIONE DELL'ENERGIA
DI URANO
NOTA BENE: tutte le
meditazioni per contattare le energie transpersonali andrebbero
svolte all'aperto e a stomaco vuoto, preferibilmente nell'ora
immediatamente precedente all'alba (quando il campo elettromagnetico
terrestre è più debole e si riscontrano meno interferenze da parte
dell'inconscio collettivo).
Se ciò non ti è
possibile, un'ora prima della pratica bevi un litro di acqua alcalina
(ph 8) addizionata con 2 gocce di olio essenziale di tea tree e 1
goccia di olio essenziale di menta, ed effettua un bagno o una doccia
purificante strofinando energicamente la pelle con una miscela
esfoliante (2 parti di sale grosso integrale con 2-3 gocce di olio
essenziale di lavanda e una parte di acqua), poi, massaggia in senso
orario la zona del sesto chakra (tra le sopracciglia) e del settimo
chakra (la sommità del cranio) con una goccia di olio essenziale,
rispettivamente di mirto e di sandalo.
Infine, giunti a
questo punto del percorso diamo per assodato che si cominci la
meditazione effettuando qualche ciclo di respirazione profonda per
sciogliere ogni tensione fisica e svuotare la mente.
Siediti a gambe incrociate, tieni la schiena diritta e inspirando a
pieni polmoni (fai rientrare il più possibile il diaframma nella
gabbia toracica, allunga verso l'alto la colonna vertebrale e
contrai gli addominali) apri i gomiti all'altezza delle spalle, alza
le braccia, unisci i palmi delle mani sopra la testa e premili con
forza. Tieni gli occhi ben aperti e lo sguardo fisso davanti a te.
Trattieni il respiro, non contare, non pensare, cerca semplicemente
di scomparire (la tua coscienza personale si fa da parte e
svanisce, come se per qualche istante non esistessi).
Espira lentamente facendo uscire l'aria dal naso in un unico flusso,
poi inspira e ripeti l'intera sequenza per altre sei volte.
Chiudi gli occhi e immagina un cielo perfettamente azzurro: senti
che tutto il tuo corpo viene pervaso da questa energia celeste tersa
e vibrante. Cerca di rimanere immobile e respira a pieni polmoni
(come prima). Potresti percepire un leggero formicolio o la
sensazione di essere attraversato da una scarica elettrica.
Mantieni la sensazione di essere pervaso dall'energia del cielo
azzurro il più possibile, poi lascia che il colore ti abbandoni,
defluendo completamente all'esterno dalla parte anteriore del tuo
corpo.
Rimani in ascolto delle sensazioni del tuo corpo, potresti sentire
la testa più leggera del solito e una vaga sensazione di euforia.
Abbassa le braccia e posa le mani distese sulle ginocchia, con i
palmi aperti rivolti verso l'alto e le dita unite che puntano
all'esterno.
Immagina di avere una gemma azzurra brillante al centro delle
sopracciglia: è uno zaffiro luminosissimo che emette vibrazioni di
energia. Sintonizzati sulle onde energetiche emesse dalla gemma,
lasciando che il tuo corpo ne sia pervaso. Sincronizza il ritmo del
tuo respiro con la pulsazione delle onde di energia della gemma
azzurra e cerca di amplificarne l'intensità. Sii consapevole che
l'energia zaffiro si estende in ogni direzione e si diffonde al
ritmo del tuo respiro.
Continua a inspirare ed espirare l'energia zaffiro, fluendo con
essa, potresti sentire una sensazione di freschezza e di leggerezza
che ti porta verso l'alto. Respira e lasciati levitare.
Ritorna spontaneamente al tuo ritmo naturale di respiro e apri gli
occhi. Sii consapevole che la gemma splende ancora tra le tue
sopracciglia: ora è come un radar che scandaglia la realtà alla
ricerca di nuove elettrizzanti possibilità.
Concludi la meditazione con un sorriso, ringraziando le forze
celesti che sostengono le tue idee più brillanti.
L'energia
uraniana risuona con il colore del cielo sereno, che corrisponde
all'emissione del Primo Raggio o della Volontà. Immergiamoci
nell'azzurro pieno dei tersi pomeriggi di fine estate e massaggiamo
tutto il corpo con qualche goccia di olio essenziale di eucalipto
diluito in un olio vettore nutriente e antirughe (cocco, jojoba,
andiroba...). Per ristorare la mente dagli sforzi uraniani, beviamo
succo di mela e cannella, un corroborante ottimo anche refrigerato.
L'energia
uraniana agisce in cicli di sette anni e apporta cambiamenti
radicali: è il periodo impiegato dal corpo per ricambiare
completamente le cellule, per cui al termine di ogni ciclo uraniano
siamo letteralmente persone nuove e passiamo ad un'ottava differente
(ascendente o discendente) che coincide sempre con un nuovo e diverso
stato dell'essere. Infatti, l'evoluzione non si ferma mai, ma prende
varie direzioni, talvolta divaganti, ma quella di Urano è sempre
lucidamente direzionata al raggiungimento di uno scopo superiore.
Tipicamente uraniana è l'energia che muove tutti i terapeuti
olistici e le medicine alternative in cui si fondono tecnica e
innovazione.
Esigenti,
intransigenti e avveniristici, indefessi portatori di ciò che è
innovativo e diverso, gli uraniani facilmente si sentono incompresi e
si ritrovano soli, anche quando sono alla guida di gruppi o comunità.
Per riequilibrare i loro stati emozionali vengono in aiuto Impatients
e Water Violet, i Fiori di Bach da assumere in particolare quando il
genio ribelle che per primo ha rifiutato di conformarsi si sente
orfano, ostracizzato dalla compagine umana retrograda, tarda o
indifferente.
Mariavittoria
IL
LIBRO DEFINITIVO DELLO HUMAN
DESIGN SYSTEM
La Scienza della Differenziazione
Nel
1925 Werner Heisenberg si trovava in ritiro a Helgoland, l'isola
sacra in mezzo al Mare del Nord, quando ebbe l'intuizione del
principio di indeterminazione: aveva ventitré anni e non si era
opposto alla ricezione intuitiva di quello che sarebbe stato il
fondamento della fisica dei quanti, la scienza che sta dietro e oltre
la scienza moderna. Nel 1987 Robert Allan Krakower si trovava già da
qualche anno a condurre vita privata a Ibiza, quando una voce gli
spiegò lo Human Design System, eclettico e geniale incontro tra
scienze antiche e moderne. Sono queste le rivelazioni uraniane dal
caratteristico potenziale rivoluzionario per la consapevolezza, che
probabilmente giungono a noi grazie alle informazioni trasportate
dalle correnti di neutrini generate dalle esplosioni stellari: quando
una stella muore propaga la propria coscienza siderale nel cosmo.
Il
manuale di Lynda Bunnell e Ra Uru Hu fornisce tutte le informazioni
necessarie a comprendere lo Human Design System, La Scienza della
Differenziazione, e a traghettarci in una nuova epoca, spiccatamente
uraniana, di comprensione e innovazione. Personalmente, trovo la
traduzione in italiano decisamente migliorabile, ma il testo è
comunque un valido supporto esplicativo, completo, ricco di spunti e
di risorse aggiuntive per lo più gratuite e di facile accesso.
“Galleggiamo
nella densità dell'oceano di neutrini. La vera magia è comprendere
quello che stiamo facendo, stiamo trattenendo e leggendo il campo di
consapevolezza e stiamo leggendo il campo di consapevolezza nel modo
in cui si relaziona unicamente a ciascuno di noi. Il Disegno Umano ci
mostra come siamo disegnati per filtrare consapevolezza e che
possiamo fornire una guida quando siamo dei filtri corretti. Ogni
filtro corretto cambia il modo in cui chiunque altro trova
informazioni. Stiamo cambiando la qualità dell'oceano di neutrini.”
Meli, ciliegi, peschi e tutte le sfumature possibili dal bianco al rosa. E poi ancora altri alberi di cui conosciamo o non conosciamo il nome che proiettano la loro gioia di vivere attraverso fioriture generose ed abbondanti. La rinascita si respira nell’aria, assieme al profumo dei fiori novelli e al ronzio delle api che banchettano di pistillo in pistillo. La stessa invincibile forza che osserviamo negli alberi, opera anche in noi, spingendoci all’espansione dopo l’inevitabile e, si spera proficua, introspezione invernale.
Se da un lato scontiamo ancora un po’ di stanchezza derivante dal periodo di transizione o dall’onda lunga del cambio dell’ora, dall’altra, incontrovertibilmente un’energia cristallina si fa strada in noi come fa la linfa che scorre nei tronchi degli alberi.
Preso atto che il mondo intorno a noi ci parla di rinascita e rinnovamento, come possiamo anche noi unirci a questa danza cosmica?
Ricordiamo che l’energia non si può accumulare, pertanto se ci sentiamo inondati di vitalità, ma non sappiamo come utilizzarla, l’energia, semplicemente, si disperderà. La chiave per dirimere la questione è la consapevolezza, attraverso la quale possiamo incanalare e dirigere coerentemente il nostro flusso energetico.
Possiamo fare un veloce, ma efficace, lavoro su di noi: utilizziamo questo flusso energetico che ci arriva naturalmente dalla primavera per sviluppare l’attenzione, una delle facoltà più preziose che abbiamo, focalizzandola sulle cose che ci accadono.
Alcuni rapidi esercizi specifici ci potranno accompagnare in questa fase di riappropriazione cosciente della nostra intima essenza. Diamoci un periodo di tempo ben preciso nel quale concentrarci con maggiore attenzione sul loro svolgimento, diciamo una settimana.
Primo esercizio
Se siamo soliti posare distrattamente occhiali, chiavi, cellulari, in luoghi diversi della casa, utilizziamo la nostra attenzione per renderci pienamente consapevoli del gesto col quale appoggiamo i nostri oggetti di uso quotidiano. Eviteremo di doverli cercare aggirandoci nervosamente per la casa e dissipando la nostra energia in lamentele e recriminazioni.
Secondo esercizio
Proviamo a prestare ascolto al nostro corpo, ad esempio mentre facciamo attività fisica (palestra, sport, o semplicemente una passeggiata). Poniamo l’attenzione sui nostri muscoli, sulla loro contrazione e sul successivo rilascio o sulla stupefacente e coordinata azione delle nostre gambe che ci permettono di camminare. Rimaniamo con la sensazione che tale focalizzazione ci lascia e rammentiamo quanto preziosa essa sia, visto che, come ci ricorda E.J. Gold, nell’ultima ora della nostra vita, nell’ultimo istante disponibile, potremmo desiderare ardentemente di provare ancora una volta la sensazione del nostro corpo che si muove. Questa constatazione è molto utile per prendere coscienza di quanto il nostro corpo, la nostra macchina biologica, sia uno strumento evolutivo a tutti gli effetti.
Se vogliamo, potrebbe essere un’ottima idea abbinare ai nostri esercizi l’assunzione dei seguenti fiori di Bach: Clematis per radicarsi nel qui ed ora e connettersi al presente e Chestnut Bud per evitare di ripetere sempre gli stessi errori (e le stesse azioni) e per apprendere le lezioni che la vita ci impartisce ogni giorno.
Fabrizio
PROVA I RIMEDI FLORITERAPEUTICI CERTIFICATI BIOLOGICI
La
salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto.
Edward
Bach
L’inverno,
con il suo carico di gelo, freddo e buio, è il periodo dell’anno
in cui la natura si rifugia in una quiete riflessiva, indispensabile
per affrontare serenamente la rinascita primaverile. Il suo rigore ci
suggerisce di ritirarci in noi stessi e rivolgere lo sguardo alla
nostra interiorità. Questo è il periodo più adatto per scrutarci
nel profondo e affrontare le nostre paure recondite o manifeste: i
fiori di Bach ci aiuteranno in questo delicato compito.
Il fiore: Populus Tremula
Aspen (Populus Tremula)è utile per tutte le persone che sentono crescere dentro di
sé un’inquietudine a cui non riescono a dare un nome. È come se
un timore impalpabile proveniente da chissà dove, si presentasse
sulle sponde dell’essere senza che a questa sensazione indefinibile
si possa porre rimedio. Questa paura immotivata rende la persona
sensibile o anche ipersensibile e nervosa. Il mondo appare avvolto da
una nebbia, da un manto quasi irreale che può irretire e generare
una percezione fisica simile ad un’oppressione al petto. Può
capitare che ci siano dei momenti specifici della giornata in cui si
provano queste sensazioni, come ad esempio quando ci si sveglia dal
sonno con una sgradevole impressione, come se i sogni/incubi notturni
avessero portato chissà quali presagi. Come il pioppo che ondeggia,
le cui foglie appaiono spaurite ed in balia degli elementi, allo
stesso modo anche gli individui che vengono assaliti da subitanee
ondate di timore, di preoccupazione, finanche di paura, si credono
alla mercé di un’imperscrutabile sensazione di fatalità
incipiente.
Grazie
all’assunzione di Aspen, l’individuo apprende a sviluppare una
tranquillità interiore assolutamente priva di paure infondate. La
vita diventa gioiosa, con una naturale e spontanea attitudine a
sperimentare nuove esperienze e a proiettarsi verso nuovi orizzonti.
Il tremante e meditabondo atteggiamento di trepidante attesa per
qualcosa di nefasto che sta per arrivare, lascia posto ad un calmo
fluire attraverso l’esistenza, fiducioso che il meglio debba ancora
arrivare.
Il fiore: Mimulus Guttatus
Mimulus
(Mimulus Guttatus)
è una panacea per tutti coloro che sono paralizzati da
fobie e paure specifiche, come la claustrofobia, la paura dei ragni,
dei serpenti, del buio, di qualunque condizione particolare, compresa
la paura della paura, la forma più insidiosa ed infida fra quelle
che possiamo annoverare.
Si
tratta comunque di paure che si sono radicate nel profondo,
cristallizzate a tal punto da influire gravemente sul rapporto con la
realtà. È facile farsi condizionare dalla fobia al punto da
impostare i propri programmi, le proprie azioni e anche i propri
desideri in modo tale da tentare di evitare ogni situazione che possa
costringere ad affrontare a viso aperto i propri timori. Le
manifestazioni di queste paure variano da individuo ad individuo:
taluni reagiscono chiudendosi in un guscio protettivo, altri
sviluppano un’aggressività che pensano li possa preservare da ogni
male, altri semplicemente trascinano la propria esistenza, cercando
di non avventurarsi in situazioni difficili da gestire.
Mimulus
risveglia la volontà di riscatto, una sana voglia di reagire e,
perché no, anche il coraggio necessario per guardare in faccia
l’abisso che ci si è costruiti e per poterlo affrontare
costruttivamente. Con leggerezza, un briciolo di sensato ottimismo e
senza prendersi troppo sul serio, l’individuo sarà in grado di
fronteggiare le sue paure notando che esse non sono poi così brutte
come le si dipingeva. La conseguenza di questo ritrovato
atteggiamento proattivo è che la vita schiude le sue porte e che le
opportunità di godere momenti speciali nell’esistenza si
moltiplicano. Mimulus non fa scomparire magicamente le paure, ma
aiuta ad integrarle e ad elaborarle, contribuendo a far voltare
pagina e ad inaugurare un nuovo, fecondo capitolo esistenziale.
Per
la posologia di entrambi i fiori, si rimanda a quanto indicato nel
post floriterapia primaverile
Il
tocco lieve con cui i fiori di Bach agiscono, sfiorando le parti più
profonde del nostro essere per favorirne l'integrazione armonica ed
esortandoci ad esprimere il meglio delle loro virtù naturali, sono
l'alleato più idoneo per la guarigione delle nostre paure e per il
riequilibrio emozionale, indispensabile alla nostra evoluzione
quotidiana. I rimedi floreali, e in particolare i fiori di Bach, sono
un vero e proprio balsamo per l’anima.
Fabrizio
L'AIUTO IN PIÙ:
Favorisci il riequilibrio e l'armonizzazione delle emozioni grazie all'azione mirata delle sinergie floreali specifiche Psycho Emotional, una per ogni emozione da comprendere e bilanciare
Dobbiamo ricercare con tutte le nostre forze la pace interiore
immaginando il nostro spirito
come un lago dalla superficie liscia...
Svilupperemo gradualmente questo stato di pace
al punto che nessun evento della nostra vita,
nessuna circostanza, nessun'altra personalità
saranno in grado di increspare la superficie del lago
o di causarci la benché minima irritazione,
depressione, esitazione.
Edward Bach
Ci troviamo nel cuore dell'autunno, in quella che la medicina cinese chiama la quinta stagione. Dopo aver presentato due fiori di Bach legati all’estate nel mio post Floriterapia estiva, ora ci immergiamo in un’atmosfera più raccolta ed introspettiva, che prelude al gran sonno della natura del periodo invernale. Ecco dunque un breve approfondimento su due preziosi fiori di Bach autunnali che schiudono a noi i loro segreti e le loro benedizioni.
Il fiore: Castanea sativa
Sweet Chestnut (Castanea sativa) è particolarmente utile quando si deve far fronte ad un’angoscia così grande da essere quasi insostenibile. L’anima è profondamente turbata e la notte è oscura e buia al punto da far dubitare dell’arrivo del mattino. La speranza è un lido irraggiungibile e la sensazione di essere arrivati al limite estremo della sopportazione del dolore è quasi tangibile. Tutto fa presagire di essere in una prigione dalla quale non è possibile uscire e, proprio come quando ci si sente in gabbia, si percepisce con chiarezza l’isolamento e la solitudine. Siamo di fronte ad un quadro tetro, nel quale a stento si intravede una via di uscita, e ad un pessimismo universale intriso di disperazione, che viene vissuto come una realtà immutabile che permea il mondo.
Il rimedio floreale Sweet Chestnut consente di elaborare costruttivamente questo stato di totale prostrazione. Grazie esso, anche nel caso in cui le circostanze esterne rimanessero invariate, l’atteggiamento interiore cambierà e un ritrovato equilibrio farà placidamente, ma con decisione, capolino nelle giornate prima grigie e viranti al nero. Il cambiamento non avverrà dunque attraverso un atto volitivo, una decisione presa a tavolino, no, i fiori di Bach operano ristrutturando il substrato psicoenergetico dell’individuo, agendo, con delicatezza ma in profondità, sulle strutture più intime del nostro essere. La vita allora apparirà in tutto il suo potenziale, integra e nuovamente in grado di essere pienamente apprezzata.
Il fiore: Juglans regia
Walnut (Juglans regia) è particolarmente indicato per tutte le persone che si trovano ad affrontare un periodo della vita nel quale si prospettano dei cambiamenti che si fa fatica ad accettare e ad interiorizzare. Non si tratta di cambiamenti di lieve entità o del mutamento di abitudini, stiamo piuttosto parlando di profondi sconvolgimenti che preludono a dei veri e propri “cambiamenti di stato”: i passaggi da una fase della vita all’altra (pubertà, menopausa...), eventi che di per sé implicano lo scivolamento tra diversi piani dello spazio delle varianti, come ad esempio un trasloco, un nuovo lavoro, un lutto. Onde evitare di farsi prendere alla sprovvista da questo tipo di eventi, subendoli o essendone pesantemente condizionati, è opportuno fare ricorso a Walnut. Infatti, più una persona è legata a quello che crede sia il proprio “io”, più è propensa a lasciarsi condizionare da legami “forti e castranti” e da schemi vecchi ed obsoleti, e maggiormente faticherà ad accettare il dinamismo della vita che sprona costantemente al cambiamento.
L’assunzione del rimedio floreale Walnut consente di apprendere l’arte di vivere la propria esistenza al meglio e di affrontare i cambiamenti come una grande opportunità che viene concessa per poter crescere interiormente e per migliorare la propria vita. Il cammino che sta davanti a noi appare finalmente per quello che è: un percorso naturale da affrontare senza timore, liberi da reminiscenze di un passato opprimente. L’ipersensibilità alle circostanze esterne che sovente accompagna la persona che si trova ad affrontare il cambiamento, fa posto ad una serenità e ad una sicurezza che le consente di gestire al meglio il delicato momento di passaggio. Walnut, con delicatezza, consente di affrontare e superare con un giusto equilibrio e con un’adeguata determinazione circostanze di un certo rilievo che siamo chiamati a vivere e comprendere.
Affidarsi alla saggezza dei fiori e delle piante per guarire o progredire nel cammino della nostra vita è indice di grande lungimiranza: essi agiscono su di noi con un tocco leggiadro eppure non indietreggiano mai nel fornirci il loro aiuto e sostegno. Sono amici fidati e, come tali, nell’accettare ed accogliere i loro doni, vanno profondamente rispettati e amati.
Fabrizio
IMPARA A CONOSCERE E UTILIZZARE I FIORI DI BACH
Curare i motivi delle malattie e ritrovare un perfetto equilibrio fisico e mentale con le essenze floreali
La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto.
È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo;
non è un ideale così difficile da raggiungere,
ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato.
Edward Bach
L’estate che si sta avvicinando porta con sé la promessa di ricche messi e di succosi e gustosi frutti. Il nostro spirito, dopo il verde della primavera, aspetta l’oro delle spighe ed i colori vividi dei prodotti della terra. La bella stagione ci porta in dono due meravigliosi fiori, impiegati nella terapia vibrazionale ideata dal Dottor Edward Bach. Vediamoli subito nel dettaglio:
Il fiore: Helianthemum Nummularium
Rock Rose (Helianthemum Nummularium) è il rimedio per eccellenza che viene utilizzato per lenire stati d’animo che presentano acute sensazioni di terrore, nonché veri e propri attacchi di panico.
Quando un individuo si sente minacciato nelle sue più intime fondamenta a causa di fattori per lui destabilizzanti, quali ad esempio eventi traumatici imponderabili, malattie che si manifestano senza preavviso o minacce incombenti, la paura può prendere il sopravvento e paralizzare. Il terrore che avvinghia l’individuo in questi casi è come l’edera che si attacca ad un albero fino a succhiarne l’essenza vitale.
La sensazione prevalente è di essere totalmente in balia degli eventi e di andare alla deriva alla mercé delle correnti, indifesi, inermi e privi di protezione. Manifestazioni tipiche sono: tachicardia, una destabilizzante sensazione di paralisi, una sensibilità eccessiva a livello di fragilità nervosa e una reiterata percezione di vivere continuamente e costantemente nell’irrequietezza e nell’inquietudine.
Questo stato non è cronico, né dovuto ad un lungo corso degenerativo, anzi, spesso ha delle manifestazioni brevi, intense, causate da eventi specifici, a volte esogeni, a volte endogeni, che possono sfociare in vere e proprie crisi personali anche molto profonde. Nonostante il suo carattere spesso destabilizzante, la crisi può essere sempre uno spunto di crescita e l'occasione per notare opportunità laddove prima c’era solo una massa indistinta di ombre.
Rock Rose sostiene l'individuo nel superare le situazioni di emergenza che si trova a dover gestire e lo aiuta ad affrontare l’incapacità di rispondere con calma e ponderazione ad eventi non ordinari. Questo rimedio floreale stimola il coraggio e la capacità di riconnettersi con le proprie risorse interiori, permettendo all’individuo di bilanciare il proprio squilibrio interiore e tornare a poter disporre di tutte le sue energie.
Il fiore: Rosa Canina
Wild Rose (Rosa Canina) è associato a stati d’animo di indifferenza e passività che si possono ricondurre a degli atteggiamenti di totale resa interiore di fronte agli avvenimenti negativi che irrompono nella vita dell’individuo.
L’inerzia e l’apatia che caratterizza queste persone, le spinge ad evitare di lamentarsi ma le costringe anche a rimanere invischiate nei loro problemi senza avere la forza né di reagire né di cambiare. Questa attitudine non favorisce certo la guarigione e anzi impedisce di godersi la vita nelle sue molteplici manifestazioni. In questi casi di non ci si sente né totalmente infelici, né realmente felici: si fluttua in una terra di nessuno dalla quale non si vuole e comunque non si riesce ad uscire. Non siamo in presenza di depressione, quanto invece di una rassegnazione molto prossima al fatalismo, con una predisposizione ad accettare, anche tramite elaborati meccanismi di adattamento, qualsiasi cosa senza reagire. Anche l’energia vitale è solitamente molto bassa e la stanchezza psicofisica prende spesso il sopravvento.
Il rimedio floreale Wild Rose consente di riguadagnare fiducia ed interesse per la vita e per tutto quello che ci circonda. Si incominciano a fare progetti e a perseguire nuovi obiettivi, più chiari, più centrati e ad integrarsi con armonia col flusso della vita e con le persone con cui entriamo in relazione. Prendersi cura del proprio corpo inizia ad essere un’attività alla quale ci si dedica con attenzione e dedizione. La rassegnazione si dissolve e lascia il campo libero ad un sano e proficuo atteggiamento responsabile nei confronti della propria vita e del momento specifico che si sta attraversando.
Grazie alla risonanza di questi due rimedi vibrazionali, nella coscienza dell'individuo si aprono spiragli per porre in essere quei cambiamenti indispensabili per potersi inserire armonicamente nell’ordine delle cose e nel fluire della vita. A conclusione di questa presentazione, vediamo brevemente come agiscono le essenze floreali: