domenica 22 settembre 2019

L'isola che non c'è



La grande domanda è se sarai capace di
dire sì con il cuore alla tua avventura.
Joseph Campbell



A settembre tradizionalmente si ricomincia: lavoro, studio, o entrambi, e poi corsi, programmi, eventi, ben presto anche l'equinozio sancirà la fine dell'estate e il ritorno a una routine quotidiana più o meno invisa allo spirito, che per sua natura ama la libertà di espressione.
Personalmente, cerco di accogliere ogni giornata di sole come fosse l'ultimo miraggio da sogno prima del ruvido risveglio autunnale, magari dedicandomi a una buona lettura sotto un cielo perfettamente azzurro che abbraccia il ricco silenzio della natura: questa è la mia “isola che non c'è”, uno spazio sacro dove tutto è possibile, cui rimango appesa con un filo argenteo, sottile come una ragnatela ma immortale, perché fatto delle note del fruscio delle stelle. Se hai visto lo splendido e visionario film di animazione Mune: il guardiano della Luna, conosci la sensazione che sto cercando di descriverti.



È l'affascinante mistura di meraviglia e reverenza che si prova davanti ad ogni mistero dell'esistenza a far sembrare tutto possibile, almeno prima di saltarci dentro e farsi coinvolgere dal turbinio degli eventi! Il punto, infatti, non è sognare la vita, bensì vivere il proprio sogno. E vivere richiede di compiere continuamente delle scelte coraggiose e agire di conseguenza. Talvolta però c'è solo da aspettare e sperare. Ora, questa saggia constatazione, offertami non a caso da qualcuno che è tanto irrazionalmente quanto inesorabilmente caro al mio cuore, per me è stata come uno schiaffo, in grado di mettere a tappeto il mio ego spirituale e la sua presunzione di sapere e avere tutto sotto controllo. La verità è che le cose davvero importanti vanno molto al di là della nostra umana comprensione, poiché nella vita c'è ben più di quello che colpisce lo sguardo o carpisce la mente, e per fortuna! Quanta magia ci perdiamo di noi stessi, proprio adesso, solo perché non abbiamo il coraggio di ascoltare semplicemente il cuore?



Si spiega da sé anche il valore intrinseco nel saper attendere che le cose giungano a compimento, un po' come quando si coltiva l'orto o il giardino: si piantano i semi nel terreno adatto, si annaffia e si attende che avvengano tutte le trasformazioni necessarie a far spuntare i germogli, poi, come si suol dire, se son rose fioriranno! Guai invece a disturbare i delicatissimi virgulti, ad esempio smuovendo il terreno per vedere se han messo radici, perché si rischia di rovinare tutto. L'equilibrio nelle dinamiche tra forze diurne e notturne va rispettato per non comprometterne l'armonia.



Benissimo quindi, anche l'attesa, intesa come arte di lasciar fare all'intelligenza cosmica della vita, è un fatto assodato in metafisica, ma l'aspetto veramente cruciale su cui mi sembra necessario soffermarsi è la speranza. Che cosa intendiamo veramente con questa parola? Sono molte le risposte, più o meno erudite, che si potrebbero dare, tuttavia, stando alla mia esperienza la speranza altro non è che credere che qualcosa sia possibile e pertanto comportarsi di conseguenza
Un sì incondizionato, luminoso come un faro nella notte, alle infinite possibilità dell'avventura che chiamiamo vita, ecco che cosa è la speranza.
Senza speranza un sogno rimane soltanto una bella fantasia. È la speranza che spinge ad agire e alimenta le forze della realizzazione: le persone di successo non hanno mai davvero perso la speranza, seguono una bussola orientata in base al magnetismo del loro cuore, in essenza è questo il loro segreto. L'intensità della speranza, intesa come motivazione dietro ogni scelta e azione, è la misura della distanza che ti separa dal tuo sogno. E i sogni sono una faccenda molto seria. Non ci credi? Chiedi a qualcuno di raccontarti il suo sogno, se è abbastanza coraggioso da dire la verità lo vedrai illuminarsi e rianimarsi, quasi trasfigurato.



Un sogno autentico, che sgorga dal cuore e non viene escogitato dalla mente, è un invito dell'anima ad abbracciare la tua vera grandezza. Ma, appunto, è un invito, non la cosa in sé, esattamente come scoprono i protagonisti di Rapunzel:l'intreccio della torre, film d'animazione centrato proprio sul fondamentale tema dell'emancipazione dell'anima dalle illusioni.



Al giorno d'oggi, non è raro che un'esistenza sempre più frenetica e tecnologica, che ci sommerge di comodità artificiali e di rapporti superficiali, ci abbia tolto la speranza necessaria per credere nei nostri sogni più autentici quanto basta per cercare di realizzarli. Eppure, tutti noi abbiamo ancora un cuore che batte, se solo ci aprissimo abbastanza da ascoltarlo, vedremo oltre la superficie della realtà.

Preghiera della Serenità:
Dio, dammi la serenità per accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio per cambiare le cose che posso cambiare,
e la saggezza per capire la differenza.

Così, in questo principio della fine (del mese e della stagione), anziché affrettarti a iniziare mille nuove attività, magari prima chiediti dove vorrebbero portarti i tuoi sogni e quanti passi stai facendo in quella direzione. Sicuramente la risposta che troverai dentro di te sarà più istruttiva delle false promesse e dei richiami del mondo esterno. Sognare la propria vita è una promessa di felicità, ma noi ci siamo incarnati per vivere il nostro sogno, mettersi in cammino è l'inizio di quell'avventura. Riesci a dire un sì incondizionato alla vita che sogni?

Mariavittoria



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ANATOMIA DELLO SPIRITO
Anche se nella vita di ciascuno di noi le situazioni e le persone cambiano continuamente, le sfide che esse rappresentano sono sempre le stesse, così come l'influenza che esercitano sul corpo e lo spirito. Se riusciremo a fare nostra questa verità, svilupperemo sempre di più la visione simbolica, ovvero la capacità di vedere attraverso le illusioni fisiche e di riconoscere la lezione che ci viene offerta dalle prove della vita.”

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