lunedì 22 marzo 2021

L'energia di Marte

 14° passo del percorso di orientamento metafisico


Tu hai diritto all’azione, ma mai per i suoi frutti;

fa che i frutti dell’azione non siano il tuo motivo,

né che il tuo attaccamento sia per l’inazione.

Bhagavad Gita, II.47


La primavera ci introduce a una nuova fase del nostro percorso insieme, che ci condurrà alla meta sintonizzandoci con l’onda evolutiva della nuova era.

Il vero cambiamento, di cui più che mai vi è urgenza in questo frangente della storia dell’umanità al bivio tra estinzione ed evoluzione, inizia da noi nella misura in cui riusciamo ad esprimere le energie del cosmo che animano la nostra psiche e guidano la manifestazione degli eventi della nostra vita. 
 

Per imparare a riconoscere e a vivere pienamente queste energie, che sono intelligenze vive e interattive, è opportuno seguirne il ritmo naturale nelle stagioni, in particolare nelle fasi di avvicendamento delle energie all’interno di ciascuna di esse.

Iniziamo quindi dall’Equinozio appena svoltosi, che nel suo equilibrio tra luce e oscurità ci porta la consapevolezza della necessità di temprare le nostre energie, come indica l’Arcano Maggiore dei Tarocchi associato a questo passo (La Temperanza), per ritrovare la propria centratura dopo le prove della lunga notte di trasmutazione dell’anima. 

Traiamo ispirazione dalla forza dirompente della natura primaverile che rinasce: è l’energia dei nuovi inizi, è l’influsso di Marte, l’Archetipo del Guerriero che insegna a lottare con onore, coraggio e integrità.

Innanzitutto, chiariamo che l’impeto guerriero è una virtù: precisamente, è la capacità di affermare i propri valori e impegnarsi attivamente per realizzarli, è anche un impegno a difendere gli indifesi ed è chiaro che chi non sa lottare non sa neanche difendere.

Saggio è colui che evita di arrivare ad un conflitto brutale, ma l’avversario va comunque affrontato. Accetta la sfida della lotta (che in realtà è una danza) con il tuo avversario, qualunque esso sia, che è sempre una manifestazione del tuo peggior nemico interiore: l’inconsapevolezza.

L’avversario ti consente di manifestare la tua energia e di crescere, rivelandoti al mondo per quello che sei anche attraverso l’azione, per questo va trattato con rispetto, da ciò dipende l’onore del Guerriero che non combatte mai per prevaricare ma solo per far trionfare la verità, la giustizia, la bellezza. 


L’attributo distintivo del Guerriero è il coraggio: le sue azioni scaturiscono da un cuore aperto e privo di attaccamento. È questa purezza di intenti unita all’azione disinteressata che garantisce l’integrità del Guerriero e lo rende letale e inarrestabile nei confronti di ogni forma di ignoranza.

Rinuncia a qualsiasi attaccamento (annullamento della tensione controproducente), svuota la mente (concentrazione totale), apri il cuore (rilassamento totale) e la tua azione avrà la purezza e l’intensità necessarie a rendersi impeccabile (priva di karma negativo). Questo vale in ogni ambito della vita. 

 


L’energia di Marte trova la sua massima espressione evolutiva nelle arti marziali che addestrando l’apparato psicofisico temprano lo spirito guerriero, tendendolo al perfetto equilibrio tra azione e non azione. 

Come pratica propedeutica alla meditazione dell’energia di Marte ti propongo una sequenza giornaliera completa di Qi Gong della durata di quindici minuti, condotta da un monaco Shaolin, che prevede una fase di riscaldamento, una fase centrale di esecuzione degli Otto Pezzi di Broccato (Ba Duan Jin) e una fase conclusiva di rilascio dell’energia residua e massaggio degli organi. È preferibile eseguire la sequenza al mattino o nel primo pomeriggio.



Alla fine di ogni serie di esercizi dinamici, è importante scaricare l’energia in eccesso, come mostra il monaco nel video (dal min. 14:57) , alzando le braccia sopra la testa per poi abbassarle di scatto, vocalizzando la fuoriuscita dell’aria dalla bocca.


MEDITAZIONE DELL’ENERGIA DI MARTE

Questa meditazione è ideale per convogliare in modo appropriato le energie nel raggiungimento di un obiettivo. Per svolgerla ricorreremo alla posizione Mà Bù (Posizione del Cavaliere), che costituisce uno dei fondamentali del Kung Fu tradizionale. Per quanto semplice, mantenere la posizione richiede allenamento, ti invito quindi ad esercitarti in via preliminare nel seguente modo:

  • Rilassa il corpo e appoggia la schiena a una parete liscia, divarica le gambe e tieni i piedi paralleli;

  • Lentamente, piega le ginocchia e abbassati come se ti dovessi sedere su una sedia invisibile;

  • Respira e rimani in posizione, sulla sedia invisibile, il più a lungo possibile.

Una volta acquisita dimestichezza con l’esercizio della “sedia invisibile”, potrai passare alla seguente meditazione vera e propria.

Per svolgere la meditazione ti suggerisco di scegliere uno spazio tranquillo, anche all’aperto; avrai bisogno di un oggetto che simboleggi l’obiettivo che intendi raggiungere (ad es. un libro se intendi superare un esame, un sacchetto di farina se intendi preparare un ottimo panificato, ecc.), da collocare a circa due metri davanti a te, all’altezza del tuo sguardo.

  • Sistema l’oggetto che simboleggia il tuo obiettivo in modo da poterlo fissare con lo sguardo;

  • Allontanati di circa due metri dall’oggetto, chiudi gli occhi ed esegui qualche respiro profondo, visualizzando mentalmente il raggiungimento del tuo obiettivo;

  • Apri gli occhi e assumi la Posizione del Cavaliere Mà Bù: piedi paralleli con il peso equamente distribuito su entrambi, schiena diritta, ginocchia piegate come se fossi in sella ad un cavallo, talloni paralleli ben piantati a terra, in linea con le anche e le spalle rilassate, braccia distese in avanti con i pugni chiusi;

  • Fissa lo sguardo sull’oggetto che simboleggia il tuo obiettivo e mantieni la posizione;

  • Ad un certo punto, comincerai a sentire l’energia che sale potentemente dal basso, dalla terra sotto i tuoi piedi, e ti attraversa tutto il corpo, respira e mantieni la posizione;

  • Se avverti fastidio, ad esempio perché i muscoli cominciano a tremare, respira più a fondo e prova a rimanere comunque nella posizione;

  • La respirazione è fondamentale per far scorrere liberamente l’energia nel tuo corpo, respira e mantieni la posizione, focalizzandoti sull’oggetto che simboleggia il tuo obiettivo e contemporaneamente mantenendo la consapevolezza del tuo corpo.


Contrariamente a quanto si possa immaginare, la forza corporea del Guerriero risiede principalmente nelle sue gambe, che devono essere agili e forti, la Posizione del Cavaliere allena alla stabilità e allo sforzo equanime.

Come ogni arte marziale degna di questo nome, il Kung Fu insegna a conoscere il propri limiti (mentali oltre che fisici) che vanno compresi, saggiati e affrontati, sempre con rispetto e buon senso. 

Gli allievi Shaolin iniziano attorno ai sei anni (anche prima) a praticare regolarmente la Posizione del Cavaliere, e i monaci esperti vi rimangono per ore, un esercizio tradizionale per l’addestramento dei monaci adulti prevede che stiano in Mà Bù con i piedi in equilibrio su due pali, in mezzo ai quali è conficcata una lancia appuntita, tenendo sulla testa una ciotola con all’interno una candela accesa.

All’inizio non superare i 5 minuti di meditazione in Mà Bù, con la pratica potrai arrivare anche a 10 o 15 e l’energia di Marte scorrerà in te potentemente, riversandosi nell’ambiente senza ostacoli e influenzando positivamente il raggiungimento del tuo obiettivo.

L’importante non è la durata della meditazione, ma la corretta esecuzione e il grado di intensità dell’attenzione che poni nel suo svolgimento. Sono queste le armi vincenti del Guerriero, unitamente al libero fluire dell’energia vitale correttamente incanalata e rilasciata.


L’energia di Marte influisce direttamente sulla circolazione sanguigna: è questo il momento di depurare il sangue. 

Ricorriamo all’elemento Fuoco insito nell’ortica, una pianta che tonifica l’attività cardiaca e rafforza la circolazione, specialmente a livello periferico, è un ottimo rimedio per depurare tutti i liquidi corporei e tonificare l’organismo. Possiamo assumere due tazze al giorno di infuso, preparato con 30 gr. di foglie in ½ litro d’acqua bollente o 10 ml di succo puro da bere prima di ogni pasto principale. 

Non dimentichiamo di indossare qualcosa di rosso in questo periodo, per mantenere un collegamento tangibile con il nostro intento di vivere pienamente l’energia di Marte che dà inizio al cambiamento: che la nostra sia una primavera dell’anima, oltre che della natura, il risveglio della Forza.

Mariavittoria


CENTRI E CORPI SOTTILI

Un’utile risorsa di apprendimento per incanalare correttamente l’energia è la conoscenza approfondita dei centri e dei corpi sottili del nostro apparato psicofisico. Il maestro Omraam Mikhael Aivanhov illustra in modo chiaro, sintetico e illuminato la struttura e i nessi tra aura, plesso solare, centro Hara, chakra... al pari del funzionamento e della simbologia delle altre forze attive nel nostro sistema di organi spirituali in relazione allo sviluppo dell’evoluzione umana.

Gli occidentali hanno prestato molta attenzione al perfezionamento della funzione dei cinque sensi. In questo modo, pensano di accrescere la loro conoscenza...e di poter essere più felici. Sanno molte cose, è vero, provano molte sensazioni, ma è vero anche che i cinque sensi divorano una grande quantità di energia psichica, a detrimento dell’aspetto spirituale. In Occidente si vive troppo di sensazioni fisiche, a danno delle energie da concentrare su altre facoltà che potrebbero risvegliarsi.”


 




lunedì 22 febbraio 2021

Meditazione della coscienza cosmica

13° passo del percorso di orientamento metafisico


Così tra questa immensità

s'annega il pensier mio:

e il naufragar m'è dolce in questo mare.

L'infinito, G. Leopardi

 

Nel nostro percorso insieme siamo infine giunti al tredicesimo passo che, come indica il corrispondente Arcano Maggiore dei Tarocchi (La Morte), sancisce una fase di profondo cambiamento: è il momento di compiere la radicale trasmutazione del passato e concepire una nuova espressione di sé già gravida del proprio futuro avvenire. 

La metamorfosi è una fase molto delicata dell'esistenza di ogni essere vivente, un delicato equilibrio tra tempo e spazio regola il bioritmo del goffo bruco che nell'antro oscuro del bozzolo muore a se stesso per riemergere alla luce come leggiadra creatura alata. Si tratta di un procedimento innato, interamente affidato all'intelligenza della natura.

Affidarsi non significa arrendersi, al contrario, è il pieno riconoscimento della saggezza intrinseca della vita che trionfa sull'illusione mentale del controllo. È il momento di grazia in cui il vuoto si colma di senso e trabocca d'energia rigenerante. Per non smarrirsi nella catarsi della crisi propedeutica alla rinascita, è necessario ricorrere alla massima centratura interiore e appellarsi alla guida dell'intelligenza che sottende all'ordine nell'universo: la coscienza cosmica.

Innanzitutto, sciogliamo le tensioni corporee e lasciamo andare ogni fardello emotivo, assicurandoci che l'energia scorra liberamente, con una sequenza yoga mirata di rilascio che inizia con un esercizio di shaking vigoroso:


In secondo luogo, riflettiamo insieme sull'immobilità quale espressione di assoluta essenzialità più che mai indispensabile al giorno d'oggi per non lasciarsi prendere dal vortice dell'apparenza. Inoltre, in questo prezioso video, (dal minuto 8:00) Selene C. Williams suggerisce un semplice esercizio mirato allo sviluppo sano del potere mistico e rivelatore dell'immobilità, intesa come condotta suprema.



MEDITAZIONE DELLA COSCIENZA COSMICA

Abbandonare ogni attaccamento. Affidarsi all'ignoto. Lasciarsi andare nella fede assoluta dell'eterno presente. Non ci sono parole per descrivere l'unione con il tutto ordinato sin nel cuore dell'eternità. Rimane soltanto l'esperienza dell'infinito, accessibile a chiunque voglia perseverare serenamente, “sedendo e mirando”, come scrisse memorabilmente il sommo poeta recanatese.

Non ti nascondo che durante la stagione estiva anche io ho meditato deliziosamente persa nell'immensità tra cielo e terra, seduta davanti a una siepe “che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude”, ma nell'ultima parte di questo grigio inverno ti invito a praticare una meditazione zen nuda e cruda, perché è nell'essenzialità più assoluta, priva di appigli mentali e di orpelli fisici, finanche scevra di elementi paesaggistici, che possiamo cogliere appieno la lezione del vuoto, la massima espressione di ciò che siamo veramente.

Ti occorrerà almeno un'ora indisturbata in una stanza priva di inquinamento (stacca ogni apparecchio elettrico, arieggia bene il locale per dieci minuti e se vuoi accendi un incenso o una candela profumata) e una parete bianca su cui fissare l'attenzione.

  • Posizionati a circa un metro di distanza dalla parete incolore, in un punto distante da qualsiasi presa o apparecchio elettrico, e siediti nella posizione meditativa che preferisci.

  • Assumi una postura nobile e dignitosa, con la schiena diritta, le braccia rilassate e le mani posate in grembo.

  • Chiudi gli occhi e concentrati sul ritmo naturale del tuo respiro, seguendo il flusso d'aria che entra e esce dal tuo corpo. Rilassa la muscolatura e lascia andare ogni pensiero.

  • Apri gli occhi e fissa un punto davanti a te, utilizza la vista periferica per mantenere lo sguardo in uno stato di rilassamento concentrato pari a quello del resto del tuo corpo e lascia scorrere i pensieri.

  • Osserva il flusso degli eventi interiori: pensieri, emozioni e sensazioni che ti attraversano liberamente. Respira e lascia andare.

  • Sempre mantenendo lo sguardo fisso sullo stesso punto, porta consapevolezza agli avvenimenti esteriori: suoni, odori, ombre, colori e quant'altro cattura la percezione dei tuoi sensi. Respira e lascia andare.

  • Ad un certo punto, emergeranno sensazioni, interiori o esteriori, di fastidio o persino di dolore. Continua a respirare e lascia andare.

  • Puoi continuare questa meditazione indefinitamente, al termine, ricordati di sorridere e di ringraziare.

In verità, non c'è uno scopo personale nella vera meditazione, ma i meriti acquisiti dalla piccola coscienza che si fonde con la grande coscienza cosmica sono innumerevoli e possono essere offerti a beneficio dello sviluppo consapevole di tutti gli esseri viventi. Ti consiglio di lasciarli andare, come ultimo e definitivo gesto di resa all'intelligenza dell'universo.


L'animale guida di questo passo è, infatti, la tartaruga, Maestro di Temperanza, che nell'accettazione incondizionata del lento e inesorabile svolgersi del tempo cosmico abbandona ogni illusione di controllo, confidando nella misteriosa intelligenza intrinseca nell'esistenza.

Per questo, in base ad alcune antiche cosmogonie, la tartaruga regge sul proprio carapace il destino del mondo; ai fini del lavoro interiore è sufficiente che tu sia in grado di sostenere il peso della tua anima, ed è un fardello piacevole da veicolare, una volta abbandonate le inutili zavorre della mente insolente e bugiarda.

Mariavittoria


LA SESTA STELLA

La consapevolezza come forza del cambiamento sociale e personale

Un libro di esercizi immaginali per aprirsi all'avvenire con consapevolezza e abbracciare il cambiamento ad ogni livello dell'esistenza.

Consapevolezza e inclusione sono le due parole chiave del cambiamento. La trasformazione dell'immagine dell'Io è il catalizzatore alla base della vera crescita economica e sociale. Siamo maturi oggi a livello di popolo per compiere questa operazione, tutto converge verso questo cambiamento: le condizioni della natura e del femminile, le condizioni delle principali religioni confessionali e delle moderne religioni salvifiche (economia, terapia), delle ideologie e dei sistemi, aprono la strada alla trasformazione, perché la crisi è sempre una spinta a crescere. Io credo che coloro che riescono a lavorare su di sé al fine di maturare la loro immagine dell'Io possono essere i protagonisti di questa epoca di rapidi cambiamenti ed essere vincenti in tutti campi della loro vita.”







venerdì 22 gennaio 2021

Meditazione dell'intuizione

 12° passo del percorso di orientamento metafisico

Il grande segreto della conquista dell'ikigai

è nella chiara distinzione

tra l'essere e l'avere.

Selene C. Williams


La parola intuire deriva da un verbo latino che significa “vedere dentro”, ne consegue che tutto ciò che abbiamo intuito è stato visto al nostro interno, avvalendoci dell’occhio interiore, dotato di uno sguardo lucido e lungimirante, transpersonale, che era attivo ancor prima della nostra nascita e che rimane vivo in noi attraverso la presenza del daimon, lo spirito guida che i giapponesi chiamano ikigai.

Il buon daimon manifesta bellezza, suggerisce azioni belle, perché la bellezza è la forma sotto cui il bene, inteso come amore e compassione, si manifesta nel mondo sensibile. (Selene C. Williams)



L’intuizione è il talento di cui dobbiamo avvalerci per compiere il dodicesimo passo di questo nostro percorso insieme, un passo che comporta un’iniziale indecisione, uno stato sospeso (proprio come L’Appeso, il XII arcano maggiore dei tarocchi) in cui emergono vecchie insicurezze, nuove incertezze e ci troviamo esposti a forze che tirandoci in direzioni opposte minacciano di farci a pezzi, distruggendo la nostra integrità.

È necessario porre subito rimedio a una condizione di tormento interiore che alla lunga rischia di psicosomatizzarsi, e come sempre accade, la chiave di volta non sta nel rifiuto di ciò che ci accade, bensì nell’attenta osservazione, attraverso il fuoco fisso dell’attenzione che scioglie ogni tensione o illusione apparente.



Una volta riguadagnata la pace interiore, una dimensione sempre accessibile nelle nostre profondità innate, perché onnipresente al di là degli eventi agitati di superficie, e che costituisce il punto di osservazione più vantaggioso per lo sviluppo del potenziale umano sostenibile, sarà opportuno predisporsi alla ricezione dell’intuizione propriamente detta, che solitamente ci raggiunge chiara e diretta come un fulmine a ciel sereno, una epifania ovvero la rivelazione della luce.

Occorre però procedere con prudenza, poiché l'intuizione che ci arriva, per quanto folgorante potrebbe essere sbagliata, come scrisse James Hillman, ricordandoci che C. G. Jung consigliava di farvi appello unitamente alle altre tre funzioni della coscienza: pensiero, sentimento e sensazione.

A dispetto della sua sicurezza, l'intuizione può non essere affatto esatta. La nostra sensibilità mitica può ben cogliere le autentiche notizie di cose invisibili, ma l'autenticità può essere garantita soltanto controllando i fatti, tenendo condo della tradizione, applicando scrupolosamente il pensiero e giudicando con il sentimento.

(James Hillman, Il codice dell'anima. Carattere, vocazione, destino, trad. it. di Adriana Bottini, Adelphi 2014)

Entriamo quindi gradualmente e in modo armonioso a contatto con l'intuizione profonda. Innanzitutto, sciogliamo le tensioni corporee e radichiamoci a terra attraverso la pratica di una sequenza yoga mirata a ritrovare calma e fluidità.


Passiamo ora ad aprire il quarto chakra, la sorgente che trasmette e riceve luce spirituale, coordinando le energie nel corpo.



Un'ultima breve serie di esercizi yoga, questa volta di pranayama per eliminare ansia e tensioni residue.

Se intendi utilizzare la meditazione dell'intuizione per un fine specifico, è questo il momento di visualizzare il tuo scopo, intento o quesito e di lasciarlo fluire insieme al respiro.


Siamo pronti alla pratica di meditazione, per la quale ti consiglio di recarti all'aperto, in un luogo tranquillo a contatto con la natura.



MEDITAZIONE DELL'INTUIZIONE

Secondo la Qabbalah, l'inizio dell'anno secolare (dall'1 gennaio al mattino del 9 febbraio) è stato affidato alla supervisione degli Arcangeli, pertanto è questo il periodo migliore per invocare la presenza di questi numi tutelari che si rivelano preziosi alleati ogni volta in cui intendiamo cogliere una giusta intuizione.

Svolgi la meditazione in uno dei momenti liminali del giorno (alba e mezzogiorno) o della notte (tramonto e mezzanotte).

Può essere d'aiuto formalizzare la meditazione, in modo da fissarne l'intento nella materia, specialmente se stai vivendo un periodo di forte incertezza e senti il bisogno di ancorare la tua pratica spirituale alla realtà tangibile. Per farlo, è sufficiente che ti procuri quattro fili o cordini di lunghezza tale da poterli intrecciare e legare al polso, come fossero un braccialetto. I fili dovranno essere di quattro colori diversi, precisamente: oro, arancione o blu per Mikhael, “chi è come l'altissimo”; argento o bianco per Gabriel, “potenza dell'altissimo”; verde smeraldo per Rafael, “l'altissimo guarisce”; giallo chiaro per Uriel, “luce dell'altissimo”.

  1. Rivolgendoti a est, stai in piedi tenendo gambe e braccia leggermente divaricate, chiudi gli occhi e respira naturalmente, sintonizzandoti con la forza del luogo. Inspirando profondamente dal naso, alza la mano destra (tenendo il filo verde in alto, come per offrirlo al cielo) e visualizza la luce di levante che proviene dal sole dell'alba toccarti al centro della gola, da dove si diffonde in tutto il tuo corpo. Senti il potere rigenerante della Luce d'Oriente, immergiti totalmente in essa per qualche ciclo di respirazioni poi, espirando dalla bocca, abbassa la mano (posa il filo verde sulla tua spalla destra). Unisci i palmi delle mani davanti al centro della gola, sorridi e ringrazia.

  2. Rivolgendoti a sud, inspirando profondamente dal naso, alza la mano destra (tenendo il filo oro o arancione o blu in alto, come per offrirlo al cielo) e visualizza la luce dello zenit che proviene dal sole di mezzogiorno toccarti al centro del cuore, da dove si diffonde in tutto il tuo corpo. Senti il potere corroborante della Luce di Meridione, immergiti totalmente in essa per qualche ciclo di respirazioni poi, espirando dalla bocca, abbassa la mano (posa il filo sulla tua spalla destra, accanto all'altro). Unisci i palmi delle mani davanti al centro del petto, sorridi e ringrazia.

  3. Rivolgendoti a ovest, inspirando profondamente dal naso, alza la mano sinistra (tenendo il filo argento o bianco in alto, come per offrirlo al cielo) e visualizza la luce di ponente che proviene dal sole al tramonto toccarti al centro della fronte, da dove si diffonde in tutto il tuo corpo. Senti il potere pacificante della Luce di Occidente, immergiti totalmente in essa per qualche ciclo di respirazioni, poi, espirando dalla bocca, abbassa la mano (posa il filo sulla tua spalla sinistra). Unisci i palmi delle mani davanti al viso, sorridi e ringrazia.

  4. Rivolgendoti a nord, inspirando profondamente dal naso, alza la mano sinistra (tenendo il filo giallo chiaro in alto, come per offrirlo al cielo) e visualizza la luce del nadir che proviene dal sole di mezzanotte toccarti sulla sommità del capo, da dove si diffonde in tutto il tuo corpo. Senti il potere vivificante della Luce di Settentrione, immergiti totalmente in essa per qualche ciclo di respirazioni, poi, espirando dalla bocca, abbassa la mano (posa il filo sulla tua spalla sinistra, accanto all'altro). Unisci i palmi delle mani davanti al viso, sorridi e ringrazia.

  5. Infine, siediti in posizione dell'eroe, meditando sulla luce arcobaleno, rivolgendoti prima a est, poi a sud, poi a ovest e infine a nord.

  6. Intreccia i quattro fili e legateli al polso o alla caviglia, ogni volta che li guarderai ti ricorderai di aver chiesto di ricevere una giusta intuizione.

  7. Ringrazia e concludi la pratica con una piccola offerta alla natura che ti ha ospitato: un sorso d'acqua per la linfa della vegetazione, una manciata di semi per la terra, profumo di puri oli essenziali floreali per l'aria, un pensiero luminoso per il fuoco.

Puoi ripetere la meditazione per tre giorni consecutivi, oppure una volta alla settimana, fino a quando avrai ricevuto l'intuizione. 

Ti consiglio di non avere nessuna aspettativa riguardo a ciò che ti arriverà: c'è sempre una risposta, ma non sempre si manifesta nella forma prevista perché raramente siamo pienamente consapevoli di ciò che stiamo chiedendo. Comunque, riceviamo risposte in base a ciò di cui abbiamo bisogno e non riguardo a ciò che pensiamo di volere.



L'animale guida di questo passo è la civetta, Maestro di avveduta oculatezza.

Rapace piccolo ma risoluto, la civetta vede benissimo al buio ma all'occorrenza sa cacciare e orientarsi anche di giorno e cambiare piumaggio d'inverno per mimetizzarsi nella neve.

Il suo richiamo acuto e penetrante scuote le coscienze ed è oggetto di divinazione in molte culture e credenze popolari.

Nell'Antica Grecia la civetta era sacra ad Atena, dea della saggezza e patrona della capitale, per questo ne vediamo l'effigie anche sulle monete da un euro coniate nell'Ellade.

Chiedi aiuto allo spirito della civetta per imparare a vedere nel buio della vita, andando oltre le apparenze e comportandoti con ponderata saggezza per cogliere la verità in ogni situazione.

Mariavittoria


IKIGAI

Ciò per cui vale la pena vivere


Per armonizzare la vita con l'ikigai è indispensabile rivolgere l'attenzione all'interno anziché all'esterno di sé. Quando ciò avviene, la percezione del mondo gradualmente si trasforma. E tutto diventa meraviglioso. Gli eventi non sono più prodotti di cause meccaniche, le persone non sono più solo individui assoggettati ai filtri del giudizio mentale (belli, brutti, cattivi, bravi, incapaci). Chi vive in armonia con il proprio ikigai, vive anche il mondo in modo eccezionale, entusiasmante, gioioso, pieno, appagante.” 

 






martedì 22 dicembre 2020

Meditazione dello Spirito del Polo Nord

11° passo del percorso di orientamento metafisico

Due lupi sorvegliano la soglia del tuo tesoro,

uno è coraggioso e magnanimo,

l'altro è codardo e infido,

ma alla fine ne rimarrà solo uno:

quello che nutri.

(Detto sciamanico siberiano)


L’ora più buia è quella che precede l’alba, ma il sole è già rinato e continuerà a sorgere, anche se fuori è ancora notte.

A conclusione di quest’anno così particolare, lascio spazio all’esperienza psicosensoriale dell'incontro con le nuove energie che inondano il pianeta, provenienti dal grande portale del Polo Nord. Accogliamo lo Spirito della luce che porta gioia nei cuori e accende la volontà di fare del bene.

Prima però, desidero condividere gli auguri di una comunità di anime luminose che custodiscono una realtà speciale e avveniristica nel cuore verde dell’Italia.



Sarà un periodo natalizio fortemente orientato all’interiorità: è importante che tu ti prenda del tempo per guardarti dentro e per ascoltare fuori.

Nel silenzio ovattato della natura invernale, mettiti in ascolto del tuo suono interiore, alza lo sguardo e spalanca gli occhi, abbracciando idealmente tutta la luce delle stelle che dal cielo si riversa nell’anima del mondo.


MEDITAZIONE DELLO SPIRITO DEL POLO NORD

Lo Spirito del Polo Nord viene da lontano, ama i silenzi maestosi degli spazi sconfinati e parla direttamente ai cuori delle persone, per questo non ti darò particolari indicazioni pratiche per la meditazione dedicata al suo incontro.

Assumi una postura dignitosa, degna di un’anima in ascolto della pura luce cosmica, respira liberamente e apriti alla meraviglia del Grande Nord. È un momento sacro e magico!

Questo antico canto nordico ti aiuterà a sintonizzarti:



E ora dedica qualche minuto a una fiaba d’inverno, tutta da gustare per il tuo bambino interiore:



Infine, offri un tributo alla Terra, attraversando sulle ali dell’immaginazione un giorno nelle terre del Sole:



Siamo i custodi dello Spirito sulla Terra. Leggi subito un estratto dall'ultimo articolo di Selene Calloni Williams sullo spirito animale, Battito animale (in fondo alla pagina che si apre cliccando sul link potrai scaricare e leggere l'articolo completo).

L'animale guida di questo passo è la tigre, Maestro della Forza, l'energia vitale che permea l’esistenza e deve essere correttamente incanalata: se fluisce armoniosamente, essa dona le eccezionali virtù e capacità che qualificano gli esseri ordinariamente straordinari.


Nella tradizione dello yoga sciamanico, il corpo (inteso come apparato psicofisico) viene protetto e sostenuto da dieci spiriti guardiani che assumono le sembianze di animali selvatici, e tra essi il più feroce è il guardiano dei pensieri, che custodisce le porte dell'intuizione e divora ogni pensiero nocivo, disturbante o disarmonico.

Ti suggerisco di avere buona cura del vigore e della prontezza di questo guardiano, perché dalla qualità e salubrità dell'attività mentale che riesci a sviluppare dipendono direttamente la salute del tuo corpo fisico e il tuo benessere psicologico.

Ogni giorno, rivolgiti alla tua interiorità e con rispetto e benevolenza prendi contatto con il tuo guardiano dei pensieri: lascia che si mostri nella forma in cui intende manifestarsi a te e assicurati che abbia tutto il necessario per svolgere al meglio il suo compito.

Nutrilo di amore, determinazione e saggezza, affinché i tre raggi della creazione a servizio dell'evoluzione illuminino il suo sguardo e gli consentano di sgombrare il campo dalle tenebre dell'ignoranza, della paura e della rassegnazione che scorrazzano per il mondo in cerca di un nido incustodito in cui insinuarsi e mettere scompiglio.

Prendi rifugio nella Forza e abbi fede nel suo custode, che è con te sempre, ogni qualvolta te ne ricorderai, poiché in verità tu sei nella Forza e la Forza è in te, incessantemente. Te ne ricorderai anche nell’ora più buia?

Mariavittoria



REGALI SPIRITUALI

In questo periodo apriamo i cuori alla luce delle stelle, siamo più sensibili alla magia che intesse il creato e più vicini all'ordine cosmico, letteralmente, grazie alla posizione occupata dalla Terra rispetto al centro della nostra galassia.

In ricordo e segno di gratitudine per i regali che riceviamo dallo Spirito del Polo Nord, è tradizione scambiare doni con le persone che amiamo, quest'anno ti invito a regalare un'esperienza di crescita spirituale, una goccia di luce che a suo tempo risplenderà e si unirà alla grande onda cosmica del Portatore d'Acqua. Ecco alcuni spunti:


LE CARTE DEL DRAGO IMMAGINALE

La visione sciamanica oltre il tempo e l’illusione


Un potente percorso sciamanico estetico di consapevolezza delle forze che muovono il cosmo e cocreano la realtà. 

Le carte possono essere utilizzate anche a scopi divinatori, ma hanno una funzione eminentemente evolutiva, di risveglio della coscienza planetaria.

domenica 22 novembre 2020

Meditazione per rigenerarsi

10° passo del percorso di orientamento metafisico




Io sono l’altare della Terra,

la Terra è l’altare del cosmo,

intoniamo insieme la preghiera della Terra.


 (Spirito della pulsatilla)

Sirtaro Bruno Hahn, Lo Spirito nelle piante


Conclusa la fase di profonda trasformazione interiore immediatamente successiva al capodanno celtico, l'entrata del Sole nel Sagittario ci esorta ad alzare lo sguardo per mirare verso nuovi orizzonti e lasciarsi ispirare dall’energia ultraterrena. 

Prima di spalancare la mente davanti a nuove prospettive, conviene dedicarsi al ripristino delle energie psicofisiche investite nella trasmutazione autunnale, sincerandosi che una volta cadute tutte “le foglie e i rami secchi” dall'albero della nostra vita abbiamo le risorse per proseguire serenamente il viaggio nella giusta direzione.



Ieri si è celebrata la Festa degli Alberi, un'occasione non solo simbolica per riflettere sull'importanza di queste straordinarie creature. Troppo spesso dimentichiamo che il benessere del pianeta dipende dalla prosperità del regno vegetale.  
 
Più di due miliardi di anni fa, furono delle microalghe dell'oceano primordiale, attraverso la magia chimica della fotosintesi clorofilliana, a produrre ossigeno, creando un'atmosfera respirabile per gli animali preistorici, e ancora oggi i complessi scambi biochimici tra vegetali consentono ai viventi terrestri e marini di sostentarsi.

Il fitoplancton è alla base della catena alimentare degli ecosistemi acquatici e produce metà dell'ossigeno presente nell'atmosfera terrestre, l'altro 50% si deve alle foreste delle terre emerse.

Sono le piante, acquatiche e terrestri, microscopiche e gigantesche, i veri custodi della vita sul nostro pianeta, il loro benessere è la garanzia di un futuro migliore e di un presente in cui è ancora possibile vivere secondo natura.  

Alleiamoci al regno vegetale, imparando a conoscerne e a rispettarne i bioritmi, e accediamo ai suoi poteri, tra i quali ovviamente vi è quello della rigenerazione.

In natura non esiste una fucina alchemica più sofisticata e funzionale di un albero che è radicato nella Terra, assorbe Acqua e scambia Aria e Fuoco (i raggi solari) con l'ambiente; dalla sua atavica efficienza attingiamo forza, radicamento, nutrimento, pace e consapevolezza cosmica.


È quindi giunto il momento di rigenerarsi attraverso pratiche fisiche e spirituali che consolidino il nostro sostegno incondizionato all'anima planetaria e rinsaldino il legame innato che ci unisce a tutti gli esseri viventi. 

La posizione yoga più adatta non può che essere quella dell'albero (vrikshasana), che rafforza l'equilibrio psicofisico, promuovendo stabilità fisica e mentale, e va eseguita con la consapevolezza di essere un canale di scambio energetico tra terra e cielo e la chiara intenzione di mettersi volontariamente a servizio del cosmo a questo scopo. 

La pratica:

  • Inizia mettendoti in posizione eretta, con i piedi paralleli distanziati di un paio di centimetri, e concentra lo sguardo su di un punto davanti a te.
  • Espira e piegando il ginocchio destro appoggia la pianta del piede sulla parte interna della coscia sinistra, in modo che il tallone tocchi il perineo.
  • Inspira e solleva le braccia sopra la testa, unendo i palmi delle mani.
  • Respira naturalmente e rimani nella posizione per mezzo minuto.
  • Espirando ritorna alla posizione eretta di partenza, abbassando le braccia e la gamba destra.
  • Rilassa la muscolatura, poi ripeti l'asana piegando il ginocchio sinistro.
Ecco un breve video in inglese che illustra la pratica e i benefici della posizione che ho appena riassunto, raccomando di guardarlo muto (il sottofondo musicale purtroppo non ha niente di yogico)



Poiché la grande via maestra sulla Terra è quella dell'attraversamento dell'esperienza che va vissuta per poter essere compresa e trasformata completamente, la pratica essenziale di rigenerazione autentica avviene sempre in profondità, dentro noi stessi, e ad essa ci possiamo preparare con un semplice rituale di rilassamento graduale che puoi svolgere alla sera prima di andare a dormire o in preparazione della successiva meditazione per rigenerarsi.


RILASSAMENTO GRADUALE

  1. Scegli un ambiente tranquillo della casa, privo di interferenze elettromagnetiche, dove sei sicuro che non verrai disturbato per almeno mezz'ora e prepara l'occorrente per sdraiarti comodamente a terra (basta un telo o un materassino in fibra naturale ed eventualmente un cuscino da posizionare sotto la nuca).

  2. Brucia dell'incenso indiano da meditazione, accendi un lumino dentro ad un paralume di sale himalayano e diffondi nell'aria una miscela di oli essenziali che rinfrancano i sensi e risvegliano i chakra superiori (incenso, sandalo, mirra, patchouli).

  3. Metti in sottofondo questa musica ad un volume abbastanza elevato da riuscire a percepirne chiaramente le vibrazioni (onde di energia) propagarsi nel tuo corpo oltre che nell'ambiente circostante:


  1. Sdraiati in posizione supina e tieni sollevate le gambe in modo da tenerle ben diritte, con i piedi a martello il più in alto possibile, ma senza sforzare la muscolatura (puoi appoggiare le caviglie allo schienale di una sedia o le piante dei piedi ad una parete).

  2. Appoggia le mani sulla pancia, chiudi gli occhi e respira profondamente, inalando dal naso ed esalando dalla bocca per almeno cinque minuti.

  3. Piega le ginocchia, portandole al petto, solleva le braccia portandole indietro, sopra la testa, e appoggiale a terra con i palmi rivolti verso mentre continui a respirare profondamente per almeno cinque minuti.

  4. Lentamente rotola su un fianco, poi alzati in piedi e sciogli gli arti, girando il tronco a braccia aperte tre volte in senso orario e tre volte in senso antiorario.

  5. Inizia a muovere tutto il corpo, seguendo il ritmo della musica e lasciandoti andare in una danza al di là del tempo e dello spazio.

  6. Fermati tenendo le gambe divaricate perpendicolari alle spalle e saltella, spostando rapidamente il peso dai talloni sollevati alle punte dei piedi e lasciando la parte superiore del corpo libera di muoversi a piacimento. Chiudi gli occhi, respira e continua a saltellare per almeno cinque minuti.

  7. Sdraiati, rilassa completamente ogni parte del corpo, appoggia le mani sul cuore e rimani ad occhi chiusi per almeno cinque minuti, ascoltando il tuo respiro.


Prima di coricarsi nel letto, è buona norma concludere il rilassamento con una doccia calda (o almeno un pediluvio in acqua fumante), strofinando la pelle con del sale himalayano a cui abbiamo aggiunto qualche goccia di olio essenziale di lavanda o di ravintsara. Se invece intendi proseguire la pratica, puoi passare direttamente alla meditazione seguente.


MEDITAZIONE PER RIGENERARSI

  • Chiudi gli occhi e assumi la posizione della stella, divaricando braccia e gambe mantenendo la muscolatura rilassata.

  • Inspira profondamente, immaginando di riempirti di chiara luce dorata ed espira espellendo tutta l’aria, visualizzandola uscire come fumo nero da ogni parte del tuo corpo. Ripeti per almeno dieci volte.

  • Ripeti mentalmente per almeno dieci volte: sono terra che pensa, acqua che ascolta, aria che parla e fuoco che aspira.

  • Rilassati completamente, percepisci la piacevole pesantezza del tuo corpo che lentamente immagini sprofondare nel soffice sottobosco della tua foresta immaginale.

  • Ti trovi disteso ai piedi di un grande albero e sprofondi lentamente tra le sue nodose radici millenarie.

  • Percepisci l’odore pungente del terriccio fertile, il contatto soffice con la spessa coltre di muschio vellutato che lentamente ti ricopre, i richiami degli animali selvaggi, ormai attutiti dalla terra che ti avvolge nel suo abbraccio umido, mentre affondi sempre più in profondità tra le radici dell’albero.

  • Respira lentamente e lasciati andare nell’avvolgente e rassicurante oscurità della terra ancestrale.

  • Ora sei nella terra, sei parte di essa, e la terra ti accoglie completamente, in profondità, agendo dentro e fuori di te.

  • Nel buio, dentro e fuori di te, inizi a percepire un canto antico e profondo come le ossa della terra, che gradualmente aumenta di volume, lo segui, ovunque esso ti conduca e osservi attentamente che cosa accade.


  • Riporta l’attenzione al tuo respiro e lentamente comincia a riemergere dalle profondità della terra, riguadagna la luce e l’aria aperta nella foresta immaginale e lentamente esci dallo spazio immaginale.

  • Sorridi e ringrazia, se lo desideri puoi rimanere sdraiato quanto preferisci.


L’animale guida di questo passo è l’elefante, Maestro di antica saggezza, che custodisce la memoria della terra e della grande famiglia di esseri viventi alla quale apparteniamo. Dotato di olfatto e di udito finissimi, l’elefante è in grado di captare attraverso le possenti zampe le vibrazioni terrestri e di comunicare emettendo infrasuoni.


Nel pantheon induista, gli otto guardiani dei punti cardinali siedono ciascuno sopra un elefante con a capo Airavatam, l’elefante bianco del dio Indra, noto anche come elefante delle nuvole. Prima di addormentarti, ti invito a pronunciare il nome di questo grande essere custode, più antico di qualsiasi civiltà umana (Airavatam Ardha-Matanga Arkasodara) e a rivolgergli con rispetto la richiesta di ricevere da lui consigli e presagi, che non mancheranno di giungere a te in sogno o attraverso coincidenze significative.

Mariavittoria


LO SPIRITO NELLE PIANTE

Ci sono voluti quattro anni di lavorazione editoriale, dalla mia traduzione dall’originale tedesco alla sapiente revisione di Hubert Bösch fino all’impaginazione delle immagini ad alta definizione, per arrivare all’edizione italiana di questo meraviglioso Viaggio dell’Anima attraverso le immagini imagami, a sua volta derivato da dodici anni di intensa ricerca da parte dell’autore, artista e operatore energetico, per offrire ad ogni lettore un’esperienza estetica-estatica davvero unica, che consente di vedere le piante con occhi nuovi e di sentirne la voce nel cuore, entrando in contatto con il loro spirito gentile e intelligente, e di toccarne l’essenza rigenerante e corroborante, accedendo al grande potere vivificante dei campi di forza emanati con amorevole ingegnosità dal regno vegetale a beneficio di tutti i viventi. 

 

Il metodo imagami unisce la fotografia naturalsitica a un’antichissima e sacra struttura geometrica e crea una nuova unità energetica efficace.

Il campo di forza imagami comprende, accresce e attiva sottili energie naturali, in modo simile a quanto avviene con la dinamizzazione omeopatica.

Le immagini imagami traducono le verità spirituali e le loro leggi nella nostra capacità percettiva.

Ogni immagine imagami porta alla luce gli aspetti di un’unione integrale psichico-animica. Esistono molte vie creative che è possibile utilizzare con le persone in cerca di guarigione per accedere a questi impulsi importantissimi per il loro benessere, il loro sviluppo personale e il loro lavoro.”