martedì 22 settembre 2020

Meditazione per lasciare andare stress e tensioni

8° passo del percorso di orientamento metafisico



Quello che possiamo cambiare sono le nostre percezioni

che hanno l'effetto di cambiare tutto.

Donna Quesada


Quanto al carico di stress e di tensioni quotidiane, settembre è parente stretto di gennaio nella nostra società che mette al primo posto il profitto e ci impone di essere sempre efficienti, produttivi e flessibili ad ogni costo.

Dopo la pausa estiva e nonostante i recenti trascorsi, riprendono a pieno ritmo le attività lavorative, scolastiche, accademiche e perfino ricreative, con la rinnovata offerta di corsi e di eventi a cui potersi iscrivere e partecipare. 

 

 C'è la voglia di ricominciare, o quantomeno di recuperare e mettere a frutto le energie ricaricate durante la stagione più calda. In effetti, l'equinozio ci indica che è tempo di riprendere il cammino e di marciare spediti fino alle porte dell'inverno, ma ripartire non è facile, specialmente se siamo giunti alla consapevolezza che qualcosa proprio non va.

Guadagnare per consumare a oltranza è un circolo insensato, un obiettivo fallace, al pari del successo conseguito a scapito della propria salute. Non sorprende che in questo mese esplodano le manifestazioni di disagio psicosomatico; l'anima prova a ribellarsi alle forzature di una mente trainata da logiche innaturali e distruttive accendendo campanelli d'allarme nel corpo fisico ed emotivo, essa richiede ascolto interiore e attenzione profonda.

È esattamente questa maggiore avvedutezza che ci avrebbero dovuto insegnare l'emergenza sanitaria e la conseguente, più che prevedibile, crisi economica, con tutto il loro carico di incertezze e di avversità, prove che ci obbligano a guardare in faccia la realtà della nostra vita, prendendo atto di quali sono le vere priorità.

 

 In ogni circostanza, i Maestri hanno sempre insegnato che l'emergenza (come indica l'etimologia della parola stessa) ha un effetto molto simile al denaro sull'uomo occidentale: non lo cambia, semmai lo rivela a se stesso e al mondo.

Ogni volta che dobbiamo attingere a nuove risorse esprimiamo una parte di noi solitamente nascosta dalla maschera sociale che con tanta fatica ci ostiniamo a indossare e proteggere, l'immagine di noi stessi che lasciata senza remore inesorabilmente si sostituisce alle istanze dell'anima sul palcoscenico della vita.

Non a caso, l'enfasi sul denaro e sullo stato di emergenza pressoché costante diffuso dalle comunicazioni di massa scaturisce da una società che bandendo il senso intrinseco del sacro ha finito con l'idolatrare l'esteriorità, al punto da spingere gli individui a sacrificare la propria unicità, vendendosi letteralmente l'anima, pur di salvare le apparenze, anche solo per mantenere l'impressione di condurre una vita normale o di successo.

L'idea stessa di normalità è un concetto aberrante, un tranello mentale che induce all'omologazione, antitesi per eccellenza della biodiversità che in natura è la chiave della prosperità delle specie in un insieme armonico rivolto all'evoluzione.

A ben vedere, anche il pensiero di poter davvero “condurre” la propria vita è assurdo e non può che portare infelicità. È vero che nelle scelte compiute ogni giorno, piccole o grandi, tu manifesti parti di te che hanno un destino e che come tali ti conducono verso una meta, ma credi davvero di poter dirigere la tua vita come si guida un automobile?

Se consideriamo la vita come l'oceano sconfinato dell'esistenza, certamente in esso noi non siamo barche, non siamo manufatti inerti, bensì gocce, molecole intrise di vitalità che insieme creano onde e correnti dotate di intelligenza e destinazione proprie.

È ora di abbandonare una volta per tutte il pensiero egocentrico secondo cui devi far “funzionare” la tua vita, perché tu non sei una macchina che va aggiustata e rimessa in carreggiata e certamente non lo è l'esistenza.

Esiste un'intelligenza sottile, spesso invisibile e insondabile, che muove l'esistenza, ed è a questa forza indomita, a questa saggezza recondita che devi riconnetterti per orientare la tua vita verso l'autentica realizzazione.

Ti invito a riscoprire in te la voce che incessantemente ti esorta a seguire quella corrente e ad assecondare il ritmo naturale degli eventi. Abbi fede negli eventi che si presentano a te, fede nonostante tutto, per il semplice fatto di essere in vita e quindi di avere un compito da svolgere, (diventare te stesso) e non limitarti mai alle apparenze.

Per farlo, è necessario abbandonare l'ansia di arrivare, quella pressione interiore che ci sprona a volere sempre di più e a dare più importanza al risultato che al percorso svolto per ottenerlo.

Nella modalità operativa della nuova era, un'epoca più sostenibile ed equa, non è ammissibile che il fine giustifichi i mezzi, semplicemente perché questo modo di pensare e di agire ci ha portati alla deriva, sia spiritualmente che tecnologicamente, e non possiamo permetterci altri passi dissennati verso il baratro incombente.

Sì, andando in quella direzione, facendo ostinatamente finta di niente, la catastrofe sarà imminente. La buona notizia è che c'è ancora tempo, per ciascuno di noi, per fermarsi, accorgersi dell'errore e cambiare direzione.

Un passo fondamentale per lasciare andare l'ansia da prestazione che attanaglia l'individuo alle prese con la nostra società, consiste nell'abbandonare la logica perversa e distruttiva della competizione e abbracciare quella inclusiva e costruttiva della cooperazione ad ogni livello. Puoi iniziare subito, smettendo di farti la guerra.

Smetti di cercare di difendere una certa immagine di te (vincente, perfetta...) che ammette soltanto il successo, questo tipo di successo ad ogni costo rima con decesso, ti conduce all'esaurimento, perché è soltanto accumulo di oggetti e di sensazioni transitorie, un appagamento di desideri inesauribili che ti logora nell'anima e distrugge la tua integrità.

Abbandona la chimera del “devo essere/avere questo o quello...” e abbraccia la via del “voglio essere pienamente me stesso”.

MEDITAZIONE PER LASCIARE ANDARE STRESS E TENSIONI

Ascolta la breve riflessione di Selene Calloni Williams sulle immagini e pratica la celebrazione della vita nelle sue fasi quotidiane di transizione (quando mangi, quando ti svegli, quando ti addormenti).


Il codice che sequenzia la tua vita deve essere naturale. Entra nella foresta immaginale seguendo la voce di Selene, cambia la tua percezione della realtà e liberati dall'ansia mentale e dalla tensione psicofisica.



Respira e lascia andare. Respira consapevolmente, consenti anche al tuo corpo di tornare a fluire, seguendo il ritmo naturale della vita e degli eventi che si rivelano a te.

Nessuna pratica ti porterà più vicino a te stesso del lasciare andare, del concederti di scorrere liberamente come acqua di fiume, come ogni energia fa spontaneamente.

La seguente sequenza fluida di yoga sciamanico è l'ideale da svolgere al mattino, almeno per tre volte, in piena consapevolezza. Presta attenzione al respiro, in particolare espira con forza, emettendo l'aria dalla bocca, anche sonoramente.


 

Lascia andare! Quello che sei veramente si rivela per sottrazione, non devi aggiungere niente che non sia l'espressione autentica di te stesso.

Bastano pochi minuti per ritrovare l'armonia delle energie interiori ed esteriori, è fondamentale mettersi in ascolto della propria interiorità e rilasciare ogni tensione, specialmente quelle derivanti dalle memorie traumatiche immagazzinate in profondità nel corpo e quelle dovute alle manifestazioni di noi che rifiutiamo di accogliere e ci ostiniamo a reprimere nella psiche.

Abbraccia la tua unicità, che è una danza di luci e di ombre.

In sottofondo, per la tua meditazione rigenerante, dopo aver lasciato andare stress e tensioni, puoi utilizzare questa traccia audio. Siedi comodamente e lasciati trasportare nella dimensione metafisica.


 

L'animale guida di questo passo è il delfino, Maestro della gioia. La pura gioia o entusiasmo, da non confondere con l'euforia (un'emozione disarmonica) è un sublime indicatore di autenticità e come tutte le emozioni superiori non conosce opposti. Ciò che ti dà gioia vibra all'unisono con la tua anima, alimenta la tua naturale vitalità e ti riconnette all'essenza più intima dello spirito: il piacere immoto e imperituro di essere.

I kahuna, sciamani hawaiiani, raccontano che l'uomo è il sogno del delfino; esiste un legame sottile e una forte affinità, rintracciabile perfino a livello anatomico, tra l'essere umano e questo cetaceo dotato di grande intelligenza, compassione e instancabile allegria. Il delfino non può che suscitare simpatia ad un cuore aperto ed esercita un effetto terapeutico di riequilibrio delle emozioni e delle energie psicofisiche anche nei soggetti più restii. 

 

Il delfino, acrobatico abitatore del mondo che si dipana tra gli abissi e il cielo, ti insegna la libera espressione delle emozioni (equilibrio dell'elemento Acqua) e l'utilizzo spensierato dell'intelligenza comunicativa (equilibrio dell'elemento Aria), come tutti i Maestri può farti visita in sogno e accompagnarti nelle tue meditazioni.

Mariavittoria


PSOAS

Questo libro ci aiuta a conoscere e guarire un muscolo di vitale importanza per la salute psicofisica, non solo perché lo psoas collega la parte superiore e inferiore del corpo, ma perché interessando l'area dei primi tre chakra principali esso esercita un effetto diretto sul corretto funzionamento del corpo fisico, di quello emotivo e di quello mentale. Uno psoas contratto può causare molteplici disturbi e sindromi, cronicizzare l'ansia e compromettere le risposte del sistema nervoso autonomo, con conseguenze gravi sul benessere psicofisico e sullo sviluppo spirituale. L'approccio dell'autrice, specialista del movimento nonché insegnate certificata di kinesiologia, pilates e yoga, è rivolto alla pratica: si dedicano interi capitoli illustrati alle asana più adatte per sbloccare in profondità le energie dei chakra inferiori, offrendo al praticante di yoga ottimi spunti applicativi del metodo Iyengar, ma anche esercizi di pilates e di mindfulness tratti dagli insegnamenti dei loro ideatori. Un quadro completo di conoscenza e di intervento su quello che per le sue molteplici funzioni e ripercussioni, è ormai noto come il muscolo dell'anima, in grado di garantire una connessione integrale, olistica, dell'apparato psicofisico.

"Nella prima e seconda parte del libro (relative agli aspetti fisici ed emozionali), spiegando le varie connessioni dello psoas abbiamo avuto la riprova della inequivocabile relazione tra la chimica del cervello e la nostra salute fisico-emotiva. Sapendo che lo psoas è localizzato nel plesso solare, come potrebbe questo muscolo non essere anche collegato ai chakra spirituali e al loro effetto sul benessere e l'intenzione della persona? Tuttavia, quando non è contratto, lo psoas non è un trasmettitore di energia, ma piuttosto un abilitatore."

 





sabato 22 agosto 2020

Meditazione per liberarsi dal giudizio

 7° passo del percorso di orientamento metafisico

Il buon cuore è allo stesso tempo importante ed efficace nella vita quotidiana. 

I buoni frutti nascono solo da un buon comportamento.

Dalai Lama

 

La vera libertà è uno stato interiore di affrancamento da ogni genere di condizionamento, incluso quello indotto dal giudizio altrui. Essere davvero liberi significa avere abbastanza compassione da fermarsi ad ascoltare tutti e abbastanza saggezza per proseguire comunque sulla propria strada. Abbracciare senza riserve la propria libertà interiore è l'atto di ribellione che può davvero rivoluzionare una vita, cambiando il modo di percepire la realtà.

 


Nessuno ti obbliga ad accettare l'interpretazione comune delle cose, fidati del tuo cuore più che delle apparenze e comincia a considerare la possibilità che gli eventi succedano per un fine e non perché hanno una causa. 

Ogni evento contiene un messaggio dell'anima, ma per impararne la lezione in modo risolutivo devi trascendere il condizionamento del passato, solo così avrai un futuro libero dal samsara, l'incessante coazione a ripetere dovuta all'inconsapevolezza. 

Forse ti chiederai quale lezione potrà mai esserci nelle critiche velenose che ti vengono rivolte dagli altri o dal tuo giudice interiore, il maggiore detrattore di ogni tuo libero successo. In verità, tu hai già la risposta, ma forse non ti senti ancora in grado di comprenderla: non esiste un destino migliore o peggiore di un altro, ognuno chiede di essere compiuto. 

La domanda cruciale, a questo punto, è: quanto del tuo destino pensi di riuscire a compiere basandoti sul giudizio altrui? O peggio, fondando le tue parole e azioni sui pensieri del giudice interiore, che conosce soltanto il passato e per giunta un passato distorto dai filtri mentali più o meno inconsci? 

Liberati dal giudizio, ascolta il richiamo della tua anima, viaggerai più leggero e alla fine guardandoti indietro non avrai rimpianti, ma solo ricordi autentici di una vita vissuta intensamente. Non è mai troppo tardi per non sprecare questa vita, comincia subito praticando regolarmente la meditazione per liberarti dal giudizio.

 

Una storia zen narra di due monaci che vennero mandati in città a fare delle commissioni, sulla via di ritorno al monastero, incontrarono una giovane donna in abiti eleganti, reggeva un voluminoso cesto colmo di fiori profumati e variopinti e stava ferma sulla sponda di un fiumiciattolo fangoso che guardava con aria desolata: era chiaro che non sarebbe mai riuscita ad attraversare senza sporcarsi il bel vestito o rovinare i fiori. Senza esitazioni, il primo monaco si caricò in spalla la giovane con il cesto di fiori e la portò dall'altra parte del fiume. Il secondo monaco dapprima tacque, ma molto più avanti sul sentiero, quando i due erano quasi a metà dei millecinquecento gradini della scalinata del monastero, non riuscendo più a trattenersi si fermò, rivolgendosi al compagno con tono indignato: “Ai monaci è vietato toccare una donna, come hai potuto portare in braccio quella ragazza?” Il suo confratello si fermò solo un istante e prima di proseguire gli rispose: “Ho portato quella ragazza da una sponda all'altra del fiume giù nella valle, tu perché la stai ancora portando?” 

 


È una delle storie zen che preferisco, densa di significati simbolici: i millecinquecento gradini rappresentano gli attaccamenti che siamo chiamati a sciogliere, la condotta del primo monaco è un esempio di unione impeccabile di compassione e saggezza (karuna e prajna, i pilastri della pratica buddhista) di un cuore aperto che agisce nel qui ed ora, aiutando il prossimo senza pregiudizi o aspettative, mentre il secondo monaco esprime le reazioni della mente arida che nella vana ricerca della perfezione non sa cogliere la bellezza dello spirito in ogni forma e dimentica che siamo qui per amare il mondo, non per giudicarlo.


Questa storia è un invito all'equanimità, che la Qabbalah riassume nel monito secondo cui la ricompensa di un uomo giusto è essere un uomo giusto; infatti, facendo la cosa giusta esprimi un elevato ideale di bellezza, che è buona cosa magnificare e ampliare a beneficio dell'evoluzione della nostra specie, tutto il resto va lasciato dove lo si trova. 

Esprimi quindi la tua natura saggia e compassionevole come e più che puoi; qualunque sia l'evento che si manifesta a te, non dice nulla di te, se non nel modo in cui reagisci o rispondi ad esso.

 


L'asana della statua di fuoco, agnistambhasana, riduce l'ansia e lo stress, distende i muscoli e le articolazioni di glutei, cosce e bacino e allena l'apertura e la mobilità delle anche. Il video dimostrativo che ti propongo è in inglese, ma risulta molto facile da seguire anche solo visivamente.



Per stimolare l'equilibrio psicofisico, anticamera dell'equanimità, quando sei in questa asana ti consiglio di abbassare le braccia ai lati del corpo e appoggiare a terra i polpastrelli di indice e medio uniti, tenendo mignolo e anulare chiusi sotto al pollice, la schiena rimane diritta ma rilassata (non irrigidirti troppo, forzando la posizione). Concludi l'asana mettendoti a gambe incrociate e allungando schiena e braccia in avanti, nella tradizionale postura di ringraziamento.

 


L'animale guida di questo passo è il lupo solitario, Maestro di essenzialità. Il lupo è un animale socievole, ma alcuni esemplari si ritrovano senza un branco, non per questo smettono di vivere, anzi, in questa condizione estrema la loro vitalità si accresce naturalmente e tutti i loro sensi si acuiscono per dare modo all'istinto atavico e all'intelligenza maturata di supplire alla forza del branco. Così, nella purezza della propria spinta all'evoluzione, il lupo perde i connotati ordinari della propria comunità di consimili e diventa l'incarnazione della quintessenza dell'anima della sua specie.

 


Per secoli l'uomo ha perseguitato i lupi, li ha sterminati per paura o per futili motivi, perché il cugino selvatico del cane è schivo, molto intelligente e indomito, ma alla fine ha dovuto convenire che senza questo abile predatore l'equilibrio naturale sarebbe irrimediabilmente compromesso e così ha cominciato a proteggerlo o almeno a lasciarlo in pace. 

Non c'è bosco senza lupo ed è nell'incontro con il tuo lupo interiore che troverai la forza del singolo: smetterai di angustiarti per le sorti di un branco di pecore, con tutto il rispetto per i simpatici ovini lanuginosi che si prestano a questa metafora, imparerai a orientarti nel buio e forse saprai cantare i tuoi segreti alla luna.
Mariavittoria


NON SPRECARE QUESTA VITA


Una raccolta di aforismi del quattordicesimo Dala Lama del Tibet, da portare con sé e aprire intuitivamente, per scegliere una frase o una pagina su cui meditare, magari a contatto con la natura. Nella loro limpida semplicità, le parole raccolte in questo libro sono chiavi per rischiarare la mente e attingere alla verità oltre la superficie delle apparenze. 

“Se fate affidamento su chi ha qualità inferiori alle vostre, ciò vi porterà a peggiorare. Se fate affidamento su chi ha qualità pari alle vostre, vi fermerete dove vi trovate. Solo facendo affidamento su chi ha qualità migliori delle vostre potrete progredire.”

 




mercoledì 22 luglio 2020

Meditazione dell'anima gemella

6° passo del percorso di orientamento metafisico


Comprendere profondamente le nostre relazioni significa
divenire coscienti di una grande parte nel nostro karma.
Il karma è un vento che si acquieta non appena
viene osservato da uno sguardo consapevole che vi si affida,
come l'aquila si affida all'aria che la porta.
Selene Calloni Williams


Il sesto passo del nostro percorso di quest'anno ci porta, come vuole la tradizione numerologica legata al sei, all'amore. La prospettiva ampliata e distaccata del Maestro Falco ci ha aperto alla realizzazione del fatto che al mondo nulla esiste di per sé, tutto si manifesta come relazione (osservatore-osservato, spirito-materia, macro e microcosmo...) e nessi visibili e invisibili collegano ogni elemento dell'universo.



Il logos solare produce ordine dal caos primordiale stabilendo relazioni cosmiche ed è proprio quando l'uomo ha smesso di riconoscere la necessità di questo ordine cosmico, ovvero dell'inestricabile interdipendenza reciproca intrinseca nell'esistenza di ogni molecola di vita, che egli si è allontanato dalla propria missione divina e smarrendosi è caduto in disgrazia, sempre più avvinto dalle spire dell'illusione sensoriale e mentale.
Dobbiamo ripristinare il senso profondo dell'esistenza, la dimensione sacra della vita in tutte le sue forme, il legame con la natura che ci nutre e con lo Spirito che ci ispira.



Innanzitutto, dobbiamo recuperare il legame con la nostra anima, perché è proprio con l'anima che siamo chiamati a instaurare la nostra relazione fondamentale e fondante, l'unica chiave di accesso alla nostra autentica realizzazione.
Per fare questo, incoraggiati e informati dalla luce del Sole nel suo regale domicilio in Leone, ti invito a svolgere la seguente meditazione, che è un vero e proprio rituale sciamanico di integrazione dell'anima, divulgato, come sempre, con il permesso dei Maestri visibili e invisibili.


MEDITAZIONE DELL'ANIMA GEMELLA

  • Scegli un posto tranquillo in cui non verrai disturbato per almeno 20 minuti, preferibilmente a contatto con la natura.
  • Siediti con la schiena diritta, assumendo una postura dignitosa, come quella di un sovrano assiso sul proprio trono, chiudi gli occhi e respira profondamente.
  • Passa a una respirazione circolare, nella quale avvalendoti di un mantra (Mantra del Matrimonio Mistico) inviti lo spirito del/della consorte a unirsi a te, pronuncia: AYÀ espirando, ed espirando SAMAYÀ (se vuoi che il tuo spirito consorte si manifesti in forma femminile) o SAMÀS (se vuoi che il tuo spirito consorte si manifesti in forma maschile). Mantieni la respirazione circolare, pronunciando il mantra per almeno 9 volte consecutive.
  • Contatta il tuo Bambino Interiore e chiedigli di aiutarti a ricordare che immagine avevi della tua anima gemella da piccolo, e poi da adolescente, e infine da adulto. Raccogli tutte le immagini sulla tua anima gemella che riesci a ricordare, percepiscine le sensazioni, le qualità, i tratti distintivi che le attribuivi.
  • Tra tutte queste immagini e caratteristiche, scegline tre o quattro che senti essere assolutamente fondamentali e distintive della tua anima gemella e visualizzale con precisione. Attraverso il rito, porteremo ciascuna di queste caratteristiche a dimorare nei tuoi organi vitali.
  • Visualizza la prima caratteristica distintiva della tua anima gemella, sentine tutta la forza e l'energia, essa è uno spirito che ha consapevolezza, intelligenza e vita propria. Visualizza intensamente lo spirito di questa caratteristica e pronuncia il Mantra dell'unione mistica tra visibile e invisibile: espirando TUN, inspirando ORÀ. Raccogli l'energia dello spirito tra le mani aperte a coppa e portala all'interno di uno dei tuoi organi, senti l'energia dello spirito che prende dimora nel tuo organo.
  • Ripeti il punto precedente per ognuna delle altre 2 o 3 caratteristiche fondamentali della tua anima gemella, ogni volta scegliendo come dimora un organo diverso.
  • Ripeti un'ultima volta il Mantra dell'unione mistica tra visibile e invisibile: espirando TUN, inspirando ORÀ. Concludi la meditazione unendo le mani davanti a te e chinando leggermente il capo in un gesto di profondo e consapevole ringraziamento.


Quella che ti ho appena proposto è la versione abbreviata della meditazione sull'anima che S. C. Williams invita a divulgare a beneficio di tutti coloro che intendono instaurare una relazione autentica e consapevole con la propria anima, un rapporto e legame illuminato che si rifletterà nella relazione con l'anima gemella. Ti consiglio vivamente di acquistare il libro di S. C. Williams Anima Gemella, in cui se ne parla estesamente, in modo da avere accesso ai video in cui Selene ti guida in un'esperienza completa di alchimia trasformativa in grado di apportare profondi e inestimabili benefici all'anima e alla qualità delle relazioni. Qui di seguito trovi un approfondimento dell'autrice sul tema dell'anima gemella in senso sciamanico e la spiegazione del cammino di Consapevolezza, Fede e Amore per iniziare a comandare il karma e sbloccare la tua relazione a livello interdimensionale.




Accompagniamo la meditazione dell'anima gemella con la posizione yoga di raccoglimento (dharmikasana) che consente al corpo di riposare concentrandosi sul contatto con la terra.

  • Siediti sui talloni e appoggia la fronte a terra, distendi le braccia lungo il corpo, con i palmi delle mani rivolti verso l'alto, respira profondamente.

Questa posizione, effettuata nella variante con le braccia piegate davanti alla testa e le mani che afferrano gli incavi dei gomiti, nello yoga sciamanico viene utilizzata per entrare in comunione con lo spirito del riccio. Ti consiglio di integrarla all'interno di una sequenza fluida come quella spiegata da Selene C. Williams nel video seguente:




L'animale guida in questo percorso ardente d'amore è la Fenice, Maestro della Rinascita trionfante, che risorge più forte e luminosa dopo ogni trasmutazione, come ogni alchimista è chiamato a fare nel proprio rapporto mistico, magico e immortale con l'anima gemella.
Mariavittoria

ANIMA GEMELLA

L'incontro con l'anima gemella si manifesta nel mondo sotto forma di tre aspetti principali diversi e complementari: la relazione con il/la consorte, il percorso di crescita esteriore attraverso il lavoro che esprime la propria vocazione e missione nella vita, il percorso di crescita interiore o lavoro spirituale d'elezione. Dall'unione armonica di questi tre aspetti scaturisce la realizzazione autentica e completa dell'anima che sta facendo un'esperienza di incarnazione nella materia.
Il libro di Selene Calloni Williams condensa in poche pagine le regole di saggezza per avere una vita relazionale appagante e autentica, cominciando dal ripristinare un sano e vivo rapporto con la propria anima e da un'indispensabile conoscenza delle leggi cosmiche (il karma, le età dell'uomo, gli aspetti diversi ma inscindibili dell'amore). È un'opera in 4D, che oltre al testo offre una serie di video in cui l'autrice guida in un percorso esperienziale rituale sciamanico e di meditazione per redimere la relazione con il proprio spirito guida, con l'anima, e instaurare un rapporto illuminato e consapevole con l'anima gemella, indipendentemente dal fatto di averla già incontrata nella dimensione del mondo visibile.


La relazione affettiva è un elemento importante nella vita di ciascuno ed è un elemento che può dare molto in termini di elevazione spirituale, fino all'estasi, all'unione con il Divino, di cui il nostro partner è sempre il simbolo. L'amore, infatti, è sempre impersonale. Chi ama si eleva, guarisce se stesso, si potenzia. Questo non è dovuto all'aver trovato la persona giusta, ma all'aver trovato l'amore dentro di sé. La cosiddetta “persona giusta” è uno specchio delle possibilità, dei talenti, della meraviglia che portiamo dentro di noi.”

Vai al libro





lunedì 22 giugno 2020

Meditazione theravada della conoscenza

5° passo del percorso di orientamento metafisico

Quando un medico volge il suo intelletto al male
è il peggiore dei criminali:
ha il sangue freddo e ha la conoscenza.
Arthur Conan Doyle


Socrate insegnava che esiste un bene unico, la conoscenza, e un solo male, l'ignoranza (intesa come insipienza e ancor peggio come disinteresse nei confronti del sapere). Oggi viviamo in un mondo affollato di “esperti” di ogni tipo che ci subissano di parole, immagini e pareri su quello che dovremmo pensare e fare, arrivando perfino a pretendere di stabilire su cosa si debba discutere e cosa invece vada semplicemente ignorato. Nel marasma di suggestioni della disinformazione generalizzata è spesso arduo stabilire cosa ci sia effettivamente di vero e valido. È così che la conoscenza è diventata sempre di più una sorta di prodotto preconfezionato da vendere al migliore offerente.
Certamente occorre sempre vigilare per non cadere nelle trappole dell'apparenza e della superficialità, la vera conoscenza però ha ben poco a che fare con il mondo delle opinioni soggettive o collettive, essa è piuttosto un principio spirituale di immanenza strettamente legato alla pratica individuale. Sapere qualcosa non basta, è necessario vivere tale sapienza per comprenderla appieno e in questo senso conoscere davvero qualcosa o qualcuno è un percorso evolutivo in cui il sapere si intreccia necessariamente all'esperienza.



Gli insegnamenti di un libro possono cambiarti la vita solo se li metti in pratica, lo stesso vale per quelli dei maestri, a cominciare dalle guide interiori. Tuttavia, un grande e magnanimo dispensatore pressoché ubiquitario di preziosi insegnamenti è il sole, la nostra stella, dal momento che la sua luce naturale veicola informazioni di prima scelta essenziali per l'evoluzione e il corretto funzionamento dell'apparato psicofisico di tutti gli abitanti della Terra, dalle creature marine a quelle delle vette innevate.



L'essere umano non fa eccezione, anzi, dalla luce naturale può trarre preziosi insegnamenti anche a livello spirituale, in particolare è dai raggi solari che i praticanti traggono l'oro eterico in grado di illuminare la retta via con il lume della conoscenza diretta.



Il solstizio d'estate, quest'anno accompagnato da una rara e quantomai significativa eclissi di Sole dovuta alla Luna Nuova formatasi proprio al grado 0 del segno del Granchio, ci ha introdotti nella stagione in cui il nostro emisfero planetario è maggiormente interessato dai raggi della luce solare, di cui è saggio beneficiare esponendosi in modo regolare e coscienzioso.
È tempo di alzarsi all'alba e camminare nell'atmosfera ispiratrice dell'aurora, ma anche di stare il più possibile all'aria aperta, ricordandoci di nutrire corpo e spirito con un buon olio restituente come l'olio di germe di grano, di avocado o di sesamo cui aggiungere un olio essenziale (10 gocce ogni 100 ml) per il riequilibrio energetico e il benessere di pelle e capelli (ylang-ylang, lavanda, sandalo, patchouli o mirra) e magari un rimedio floreale (di Bach, australiano, californiano...5 gocce ogni 100 ml di olio vettore) corrispondente allo stato d'animo su cui intendiamo illuminarci.



Esiste una corrente yogica interamente dedicata alla conoscenza, è l'Jnana Yoga, da cui è tratto l'esercizio che ti propongo di svolgere in questo periodo all'aperto, magari al mattino presto: si tratta di una variante del saluto al sole, di cui viene mostrata e descritta la sequenza completa, anche con la proposta di alcune semplificazioni, nel video seguente. 



 
MEDITAZIONE THERAVADA DELLA CONOSCENZA
La meditazione che ti propongo oggi deriva dalla tradizione buddhista theravada e costituisce una pratica semplice e molto potente per creare un ponte di consapevolezza tra mente e cuore, un canale di comunicazione autentica in cui far fluire la vera conoscenza. Per spiegarla, molto volentieri lascio la parola a Selene Calloni Williams:


 
Dedico la meditazione della vera conoscenza in particolare ai discendenti di Horus, una fiera stirpe di guardiani dell'umanità dalla spiccata vocazione di soccorritori, del cui solerte operato di servizio acuto, tempestivo e disinteressato ci sarà sempre più bisogno in questa complessa fase di profonda transizione. L'inaccessibilità della vostra aura vi protegge dalle interferenze nocive, consentendovi di svolgere in modo encomiabile il vostro lavoro spesso irto di pericoli e insidie, ma può diventare un grave ostacolo in amore se vi aspettate che l'altra metà del vostro cielo comprenda le vostre imperscrutabili intenzioni. Questa meditazione sblocca le facoltà di comunicazione, consentendovi di superare la reticenza data dal vostro naturale senso di distacco e di esprimere liberamente e opportunamente i vostri sentimenti.



La guida al lavoro di questo periodo non può che essere il falco, Maestro delle vette dello spirito, il cui sguardo penetrante squarcia ogni illusione e si spinge nel profondo, fino a rivelare i segreti oltre le spire del tempo e dello spazio.



Il falco è una creatura solare che la tradizione ha sempre associato all'occhio, l'organo e simbolo della vista, non solo esteriore, e che dà il nome a un particolare quarzo, detto appunto occhio di falco, impiegato sin dall'Antico Egitto come antidolorifico, perché aiuta a lasciar andare tutto ciò che è superfluo, e come pietra da meditazione per cogliere la visione più ampia delle cose.
La sua vista indagatrice ci ispira a non lasciarci abbagliare dalle apparenze, mentre il suo agile librarsi in alto per poi scendere in picchiata fulmineo e preciso è un invito ad avere ampie vedute pur senza lasciarsi sedurre dalla superficialità.
Mariavittoria



DIVERSO E VINCENTE
La fondatrice dell'istituto svizzero Imaginal Academy, nonché sciamana psicoimmaginale molto attiva e conosciuta in Occidente, ci spiega in questo breve testo, che ha tutte le caratteristiche dei migliori vademecum alchemici, che cosa significa vivere in un mondo immaginale e come fare per rendersi veramente partecipi della grande transizione planetaria verso una realtà intimamente unita ed ecosostenibile. È innanzitutto da un diverso modo di vedere, sentire e percepire che può avvenire un cambiamento significativo e duraturo.

“Fino a che il tuo sistema neurovegetativo rimane collegato alla mente ordinaria sei fregato, sei visceralmente controllato dal pensiero comune. Puoi scollegare il tuo sistema neurovegetativo dalla mente comune e collegarlo a una mente più vasta, una coscienza immaginale, che invece di rifiutare gli spiriti, invece di fuggire l'invisibile, né è amica, amante. Questa è una mente che non vuole il controllo, il potere, ma l'amore. La tua disponibilità ad amare è la condizione fondamentale al grande passaggio: non ti serve altro, soltanto essere disponibile ad amare.”

Vai al libro



venerdì 22 maggio 2020

Meditazione delle due rose


4° passo del percorso di orientamento metafisico


Love is like a red red rose.
Robert Burns



La rosa è il fiore di maggio e vanta una lunga e gloriosa tradizione simbolica su cui potremmo soffermarci a riflettere per ore e ore.
Oggi però, nella giornata internazionale della biodiversità, per potenziare la sintonia planetaria (una prodigiosa facoltà risanatrice e panacea dell'anima che l'essere umano conosce e pratica ben poco) ti invito a considerare l'enorme potenziale evolutivo racchiuso nel significato metafisico di due rose diverse e complementari: bianca e rossa.



Anziché divagare nei sublimi concetti astratti legati alla loro simbologia spirituale, incontriamo subito questi potenti archetipi in una meditazione che aiuta a comprendere il senso delle cose attraverso l'esperienza diretta della loro interrelazione.
Spesso, la risposta che cerchiamo si trova già alla nostra portata, poiché tutto nella vita informa ed è inestricabilmente interconnesso, ma nella smania di capire, di afferrare razionalmente, ci perdiamo il senso profondo, intrinseco e immanente di ogni manifestazione o evento fisico che ci interessa.
La meditazione delle due rose restituisce la nostra consapevolezza al potere dell'eterno presente.


MEDITAZIONE DELLE DUE ROSE
Il luogo ideale per svolgere questa meditazione è un giardino fiorito, un angolo di natura rigogliosa, ma va bene anche il tuo personale spazio sacro, in cui non verrai disturbato per almeno quindici minuti. Ti consiglio vivamente di stare a piedi nudi sull'erba.

  1. In piedi, porta l'attenzione al tuo respiro, osservando l'aria che entra ad ogni inspirazione, scende fino a riempirti la pancia e poi esce ad ogni espirazione. Continua a respirare consapevolmente e percepisci il tuo corpo da ogni parte: senti la sensazione dei vestiti sulla pelle, la luce che ti accarezza la testa, il suolo sotto le piante dei piedi, il battito del cuore, l'attività degli organi vitali, il sangue che circola, il metabolismo delle cellule. Entra in profonda e totale sintonia con tutto il tuo corpo.
  2. Mantenendo la consapevolezza del tuo corpo percepito dall'interno, fai qualche passo in tondo e lentamente guardati attorno: nota quale pianta fiorita in particolare sta attirando la tua attenzione e avvicinati ad essa.
  3. Osserva la pianta nella sua globalità, poi soffermati su uno dei suoi fiori, notane ogni particolare: la forma dei petali, le sfumature dei suoi colori, il profumo... Entra in sintonia con il fiore, inspira il suo profumo ed espira soavemente per sette volte. Ora inspira il profumo del fiore ed espirando entra nella sua corolla di petali, vai in profondità percorrendo rapidamente lo stelo fino alle radici, poi risali inspirando e riporta l'attenzione dentro al tuo corpo. Ripeti per sette volte.
  4. Chiudi gli occhi, visualizza il fiore che hai davanti ed entra in esso, ripercorri l'interno del suo corpo vegetale, segui lo scorrere della sua linfa fino alle radici, poi risali e rimanendo all'interno dei confini fisici del fiore, guardati attorno. Che cosa vedi? Che cosa percepisci? Osserva con attenzione e registra ogni percezione che ricevi dentro al fiore. Apri gli occhi, respira e concediti un istante per ringraziare il fiore per aver condiviso questa esperienza di sintonia con te.
  5. Siediti nella posizione meditativa che preferisci e chiudi gli occhi. Acquieta la mente, lascia fluire il respiro. Ti trovi in un giardino che si estende dentro e fuori di te. Con l'occhio interiore osserva i particolari di questo giardino: i profumi, i colori, le energie. C'è pace e una serena operosità. Rilassati.
  6. Osservando meglio, ti rendi conto di essere seduto al centro di una grande rosa rossa che spande attorno un intenso profumo ed emette una leggera pulsazione vitale. Muovi il bacino in senso orario per sette volte e sintonizzati con il ritmo vitale della rosa rossa. Lascia che la sua energia pervada il tuo corpo e guidi la respirazione. Lasciati andare, fluttuando insieme alla rosa rossa. Osserva le emozioni e i sentimenti che emergono e lasciali fluire. Rilassati e acquieta ogni forma di pensiero.
  7. Davanti a te, dal lato opposto del giardino, qualcuno si sta avvicinando a te: è il tuo maestro interiore, salutalo in modo appropriato e allunga verso di lui la mano sinistra con il palmo rivolto verso l'alto. Il maestro compie lo stesso gesto, ma dalla sua mano emerge una sfera di luce bianca abbagliante, la piccola sfera vola fin sopra il palmo della tua mano aperta e quando lo tocca si rivela essere una rosa, minuscola ma perfetta, che scintilla candidamente.
  8. Osserva con attenzione la rosa bianca, un filo di energia la collega al tuo cuore e trasmette informazioni preziose. Rimani in ascolto, presta attenzione, dimora nello spazio tra anima e cuore.
  9. Concludi la meditazione con un lungo respiro mentre la rosa bianca svanisce e tu ritorni allo stato di consapevolezza ordinario.


Rosso e bianco sono i colori di due energie che nella vita terrena si compenetrano per creare l'armonia nelle esperienze dell'anima incarnata, non a caso essi rappresentano i principi di base del Feng Shui, ma si associano intuitivamente anche a moltissimi altri sistemi complementari: passione e devozione, amore carnale e amore spirituale, unione fisica e unione mistica, sangue e linfa, Marte e Diana, Luna Nuova e Luna Piena...è proprio l'integrazione quotidiana e ad ogni livello (fisico, emotivo, mentale e oltre) di questi due principi a restituirci la pienezza nel mistero della nostra esistenza, il cui senso si può comprendere solo vivendo olisticamente, superando l'illusoria separazione tra interno ed esterno che al contrario ci mantiene schiavi di una percezione riduttiva e limitante.



Il rosso e il bianco mescolandosi danno vita alle molteplici tonalità del rosa, il colore della pelle e (insieme al verde) dell'energia del chakra del Cuore.
Il rosa è anche un colore accomodante, punto d'incontro tra la veemenza del rosso e la purezza del bianco, una riconciliazione in termini concreti tra principi opposti e complementari, il cielo ad esempio, quando si tinge di rosa alla sera indica che l'indomani ci sarà bel tempo e sono rosa moltissimi fiori che sbocciano in primavera, la stagione allegra e gentile che fa da ponte tra i rigori dell'inverno e i calori estivi.



Puoi esplorare le molteplici manifestazioni del rosso e del bianco nella tua vita e soffermarti, in particolare in questa giornata, sul senso profondo dell'importanza della biodiversità, l'autentica ricchezza dell'unità nella diversità che si esprime nelle molteplici forme di vita presenti sul nostro pianeta.
Il classico Saluto al Sole dell'hata yoga ti aiuta nella realizzazione pratica del senso di unione planetaria.




L'animale guida di questo passo è l'ape, guardiano della biodiversità e Maestro di industriosa collaborazione planetaria, che si adopera a beneficio della propria comunità nel rispetto degli equilibri naturali. 
L'ape vede un paradiso di forme e colori (l'ultravioletto) che dalla nostra limitata visione soggettiva possiamo solo immaginare, anche il ronzio delle sue ali ha una frequenza affine alla dimensione transpersonale.
Osservando la sua instancabile e meticolosa attività vediamo all'opera il puro spirito creativo di dedizione al disegno intelligente di madre natura che attraverso l'impegno continuo di esseri microcosmici garantisce il prosperare della vita dell'intero pianeta.



Impariamo a rispettare il lavoro di queste minuscole creature, da cui dipende l'impollinazione delle piante e per estensione la vita sulla Terra, magari facilitiamo il loro compito coltivando spazi fioriti dove possono bottinare e non derubiamole del miele solo per soddisfare la nostra miope ingordigia. Le api sono alla base della rete di sopravvivenza degli esseri viventi del pianeta, se non le tuteliamo non ci sarà modo di costruire un futuro sostenibile su solide fondamenta.
Mariavittoria



POTENZE DEL PENSIERO

Ogni azione scaturisce da un'emozione a sua volta generata da un pensiero. È quindi il pensiero la base della catena comportamentale, come fanno le api sul piano materiale, esso cosparge di polline il nostro corpo mentale che fiorirà dove è maturo, facendo sbocciare delle emozioni che si tramuteranno in azioni.
Per quanto questo procedimento sia abbastanza noto anche alla scienza spirituale contemporanea, gran parte dei praticanti continua ad ignorarne l'importanza fondamentale e si dedica alle imprese dello spirito senza un'adeguata formazione del piano mentale, così che i risultati ottenuti non saranno molto diversi da quelli di un orso che per golosità si avventa su un favo ben custodito dalle guardiane dell'alveare, le quali non esiteranno a ripagare lo sprovveduto dispensandogli una sostanza di loro produzione ben più dolorosa dell'agognato miele. La lezione dovrebbe essere chiara: il nettare degli déi non si ruba, va guadagnato dimostrando attitudine, disciplina e discernimento.

Non cercate di toccare la materia direttamente attraverso il vostro pensiero, perché non ci riuscirete. Il pensiero serve soprattutto a conoscere, a comprendere, a orientarsi, ma non può agire sulla materia senza un coinvolgimento del cuore. Fintanto che il desiderio e il sentimento non si sono risvegliati in voi, non farete nulla.”



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mercoledì 22 aprile 2020

Meditazione della visione reale


3° passo del percorso di orientamento metafisico


La bellezza è una luce nel cuore.
Kahlil Gibran


Ci troviamo in un momento di intensa riflessione interiore, in preparazione del Plenilunio in Toro (Wesak) è buona cosa sintonizzarsi con il Secondo Raggio, la luce dorata della Saggezza che è Amore.



Esponiamoci costantemente alla luce siderale, foriera di preziose informazioni cosmiche, oltre a nutrirci dell'oro eterico del nostro sole quando sorge e tramonta ogni giorno. Proseguiamo l'esercizio fisico olistico mirato, con pratiche semplici, fluide e regolari, come questa sequenza completa di yoga per ovviare agli inconvenienti della prolungata sedentarietà, che non vanno sottovalutati, come spiega l'insegnante Sara Bigatti.



Nota in particolare l'efficacia della posizione dell'albero (al minuto 15:18 del video) per riattivare i glutei e l'equilibrio. Dopo esserci curati della forza e flessibilità corporea, dedichiamo almeno un quarto d'ora a qualche attività mirata ad armonizzare mente e corpo, come questa pratica veloce per gestire ed elaborare la rabbia (l'emozione che prorompe in primavera, specialmente se il fegato è molto sollecitato o sovraccarico e il muscolo ileopsoas rimane contratto) in modo costruttivo.



Passiamo quindi ad esercitare la nostra forza e flessibilità interiore. La seguente meditazione si articola in tre fasi complementari, che attraverso l'uso dell'intuizione vanno a stimolare le facoltà cognitive superiori.
Esercitando il potere della visualizzazione in modo creativo, costruttivo e consapevole ci predisponiamo alla retta visione, distaccandoci interiormente dall'illusoria inesorabilità della situazione contingente e dando forma ad un progetto che distoglie le nostre energie da dispendiose fissazioni mentali depotenzianti.
Per svolgerla ti serviranno penna, matite colorate (se non disponi di queste ultime, alla fine dell'esercizio ti suggerirò delle alternative) e un disegno astratto (ad. es. un mandala, un florilegio, un arabesco) da colorare su un foglio abbastanza grande, almeno A3 (può andare bene anche il foglio composto dalle quattro facciate di un quaderno A4) che abbia il retro bianco su cui poter scrivere.
Puoi anche preparare un disegno di tuo pugno, in base alle tue preferenze del momento, non deve essere complicato, può andare bene anche una figura geometrica tracciata con squadra e compasso (ad. es. una stella o una spirale), ma è importante scegliere un disegno che ti piace e che ti suscita belle sensazioni. Il tempo necessario per svolgere la meditazione è di almeno mezz'ora da dedicare esclusivamente a te, lontano da distrazioni e tecnologia.



MEDITAZIONE DELLA VISIONE REALE
Comando di induzione
Prendi il foglio con il disegno che intendi utilizzare e sul retro bianco scrivi come intestazione il seguente comando:

IO SONO QUELLO CHE SONO E LA MIA VITA REALE È QUESTA

I Fase: visualizzazione intuitiva
  1. Siediti in un posto tranquillo dove non verrai disturbato e posiziona davanti a te, a portata di mano ma ad almeno 10 cm dal tuo corpo, il foglio e una penna alla tua sinistra e le matite colorate alla tua destra. Assumi la posizione di meditazione che preferisci (ad es. la birmana o quella del diamante), puoi usare una sedia o un cuscino per assicurarti di tenere la schiena diritta e non sforzare troppo caviglie e ginocchia.
  2. Chiudi gli occhi ed esegui qualche respiro profondo, svuota la mente e sciogli le tensioni del corpo, lasciando che tutto scorra dentro e fuori di te.
  3. Visualizza un raggio di luce dorata che entra dalla sommità della tua testa e si diffonde in tutto il tuo corpo, percepiscine il calore e la radiosità. La luce dorata si riversa dall'alto come una cascata di oro liquido, oro eterico, che ti inonda e poi trabocca da ogni parte di te, pervadendo tutto lo spazio circostante. Inspira luce dorata ed espira luce dorata, espandi la coscienza nell'oro eterico della pace interiore. (La fusione con l'oro eterico onnicomprensivo deve essere totale, non avere fretta di passare al punto successivo prima di essere completamente e totalmente nella luce dorata.)
  4. Ora che la luce dorata si infonde in te e si diffonde da te senza soluzione di continuità, realizzi che non esiste un dentro e un fuori. Tutto è luce dorata e tu ti senti totalmente bene e in pace. Ti trovi in uno stato di grazia, di pienezza e di ispirazione senza eguali. Espandi ogni sentimento positivo che emerge, diffondendolo nella luce dorata.
  5. Gradualmente, con l'occhio della mente ti rendi conto che questa luce dorata è l'alba di un nuovo giorno e tu sei entusiasta di cominciare. Sorridi con tutto il corpo all'idea di cominciare una nuova entusiasmante giornata. Mentalmente apri gli occhi e osserva attentamente il luogo in cui ti trovi: che cosa vedi? Che cosa senti? Prendi interiormente nota di tutte le tue percezioni sensoriali, assaporale e vivile pienamente. Com'è l'ambiente che ti circonda? Fai attenzione alle sue caratteristiche. C'è qualcun altro con te? Osserva ogni cosa e rimani nella visione fino a quando ne avrai colto appieno ogni dettaglio, compresi il tuo stato interiore ed esteriore.

II Fase: descrizione verbale
  1. Inspira profondamente nella visione ed espirando lentamente apri gli occhi.
  2. Allunga la mano destra e prendi il foglio e la penna che si trovano davanti a te alla tua sinistra.
  3. Riempi lo spazio vuoto sotto al comando di induzione, descrivendo minuziosamente con parole tue tutto ciò che hai visto e percepito nella visione reale. Se mentre scrivi ti senti di aggiungere dei dettagli, lascia che prendano forma spontaneamente sulla carta, seguendo il flusso dei tuoi ricordi, fino a quando ti sembra di aver annotato tutto.
  4. Riponi carta e penna davanti a te e ritorna per qualche momento in posizione di meditazione.
  5. Segui il flusso naturale del tuo respiro, chiudi gli occhi, ti accorgerai di essere ancora completamente immerso nella luce dorata. Assaporala pienamente e lascia che ti riporti alla visione nell'alba dorata del tuo nuovo giorno vissuto nell'entusiasmo. Sorridi.

III Fase: creazione
  1. Apri gli occhi, allunga la mano sinistra, gira il foglio dalla parte del disegno, e prendi le matite colorate alla tua destra.
  2. Sistemati comodamente, sempre con la schiena diritta, e inizia a colorare il disegno.
  3. Mantieni costantemente la consapevolezza della presenza della luce dorata e lascia scorrere idee e immagini.
  4. Colora con precisione e senza fermarti per almeno 10 minuti.
  5. Immagini e idee cominceranno a fluire spontaneamente presentandosi nello spazio dorato della tua visione.
  6. Continua a colorare; se qualche particolare di ciò che vedi, senti o percepisci cattura la tua attenzione, soffermati ad osservarlo, immergiti in ogni vivido dettaglio, poi riprendi a colorare.
  7. Potresti avvertire la necessità di finire di colorare il disegno subito, oppure di riprenderlo in un secondo tempo, segui l'ispirazione del momento.
  8. Ti accorgerai che il semplice atto ti riprendere a colorare il disegno ti riporta nella luce dorata (se non accade, ti consiglio di riprovare la pratica di questa meditazione ripartendo dalla prima fase).
  9. Una volta terminato, posiziona il disegno vicino alla testiera del tuo letto (puoi anche infilarlo nella federa del cuscino) e riposa nella sua emanazione.
  10. Nei giorni successivi il tuo sogno, sia ad occhi aperti che chiusi, ti parlerà principalmente della tua vera vita, quella reale ed entusiasmante che hai scorto nella visione.

È necessario praticare questa meditazione da soli, certi di non venire interrotti o disturbati, per evitare interferenze fuorvianti durante le fasi di accesso e di espansione della visione reale.
Colorare apre al fluire dell'immaginazione e ci fa tornare liberi e creativi come bambini. Alcuni oppongono resistenza a questa semplice pratica per riattivare le facoltà creative, se questo è il tuo caso, ti converrebbe concederti di provare a colorare per almeno 15 minuti alla settimana e trascorrere altrettanto tempo a giocare fisicamente ad un gioco che ti piace: niente videogame, ovviamente, scegli un gioco che ti piace della tua infanzia o magari che hai visto fare ai tuoi figli o ad altri bambini di casa. Le straordinarie risorse del tuo inconscio aspettano soltanto di stabilire un contatto con te attraverso il gioco.
Se proprio non vuoi o non puoi colorare, puoi svolgere la III Fase della meditazione sostituendo al disegno un'attività creativa analoga che implichi l'uso di colori e manualità (ad es. ricamo, decorazione, restauro, pittura di lavori in legno o in pasta modellabile). Se possibile, il risultato di questa attività creativa andrebbe posizionato in camera da letto fino a quando vorrai avvantaggiarti degli effetti di questa meditazione.



La visione reale è una finestra aperta sul tuo potenziale da cui fluiscono preziose informazioni e ispirazione continua. Questa meditazione va svolta in momenti specifici dell'anno, in cui l'energia è favorevole allo sviluppo di una visione in sintonia con la propria essenza, per evitare che finisca per alimentare futili fantasticherie. Non si tratta di evadere dal qui ed ora, bensì di sviluppare un senso, l'immaginazione, che ci consente di percepire meglio l'essenza del presente. Ricorda che il contenuto della visione e tutto ciò che ci insegna ha lo scopo di aiutarci a conoscere meglio noi stessi per come siamo veramente. La visione reale ha una propria esistenza e sarebbe del tutto controproducente tentare di portarla a forza nella nostra quotidianità, essa rappresenta invece un faro di ispirazione nel momento in cui ci troviamo a dover prendere una decisione, poiché ci ricorda la condizione interiore ideale in cui conviene trovarsi nel momento di compiere una scelta orientata dalla nostra autenticità.



Il tuo animale guida in questo frangente sarà il messaggero alato che più si avvicina alla tua finestra di percezione e cantando nel mistero della vita riporta la semplice e pura soavità dell'essere anche nel tuo cuore. Quel piccolo pennuto canterino è il maestro della fede che, come scrisse Tagore, è l'uccello che sente la luce e canta quando l'alba è ancora buio.

Mariavittoria



LO ZEN E L'ARTE DELLA PSICOSINTESI

Oriente e Occidente si uniscono nella pratica introspettiva che porta ad esperire la realtà onnicomprensiva e sempre presente della coscienza. Il canto delle nuvole è un'agile lettura riassuntiva, ricca di spunti di riflessione e di consigli utili per chi intende cogliere i principi e i vantaggi dello zen e della psicologia transpersonale.

“Noi viviamo in sovrapposizione continua tra l'azione che compiamo (che può consistere anche in una frase verbale) ed il nostro pensiero. O agiamo e pensiamo ad altro, o pensiamo a due, tre cose diverse contemporaneamente. Non siamo tutt'uno con quello che facciamo, ne siamo separati, viviamo proiettati nel passato o nel futuro, e ci perdiamo l'unica cosa che è qui: il presente.”


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