domenica 22 novembre 2020

Meditazione per rigenerarsi

10° passo del percorso di orientamento metafisico




Io sono l’altare della Terra,

la Terra è l’altare del cosmo,

intoniamo insieme la preghiera della Terra.


 (Spirito della pulsatilla)

Sirtaro Bruno Hahn, Lo Spirito nelle piante


Conclusa la fase di profonda trasformazione interiore immediatamente successiva al capodanno celtico, l'entrata del Sole nel Sagittario ci esorta ad alzare lo sguardo per mirare verso nuovi orizzonti e lasciarsi ispirare dall’energia ultraterrena. 

Prima di spalancare la mente davanti a nuove prospettive, conviene dedicarsi al ripristino delle energie psicofisiche investite nella trasmutazione autunnale, sincerandosi che una volta cadute tutte “le foglie e i rami secchi” dall'albero della nostra vita abbiamo le risorse per proseguire serenamente il viaggio nella giusta direzione.



Ieri si è celebrata la Festa degli Alberi, un'occasione non solo simbolica per riflettere sull'importanza di queste straordinarie creature. Troppo spesso dimentichiamo che il benessere del pianeta dipende dalla prosperità del regno vegetale.  
 
Più di due miliardi di anni fa, furono delle microalghe dell'oceano primordiale, attraverso la magia chimica della fotosintesi clorofilliana, a produrre ossigeno, creando un'atmosfera respirabile per gli animali preistorici, e ancora oggi i complessi scambi biochimici tra vegetali consentono ai viventi terrestri e marini di sostentarsi.

Il fitoplancton è alla base della catena alimentare degli ecosistemi acquatici e produce metà dell'ossigeno presente nell'atmosfera terrestre, l'altro 50% si deve alle foreste delle terre emerse.

Sono le piante, acquatiche e terrestri, microscopiche e gigantesche, i veri custodi della vita sul nostro pianeta, il loro benessere è la garanzia di un futuro migliore e di un presente in cui è ancora possibile vivere secondo natura.  

Alleiamoci al regno vegetale, imparando a conoscerne e a rispettarne i bioritmi, e accediamo ai suoi poteri, tra i quali ovviamente vi è quello della rigenerazione.

In natura non esiste una fucina alchemica più sofisticata e funzionale di un albero che è radicato nella Terra, assorbe Acqua e scambia Aria e Fuoco (i raggi solari) con l'ambiente; dalla sua atavica efficienza attingiamo forza, radicamento, nutrimento, pace e consapevolezza cosmica.


È quindi giunto il momento di rigenerarsi attraverso pratiche fisiche e spirituali che consolidino il nostro sostegno incondizionato all'anima planetaria e rinsaldino il legame innato che ci unisce a tutti gli esseri viventi. 

La posizione yoga più adatta non può che essere quella dell'albero (vrikshasana), che rafforza l'equilibrio psicofisico, promuovendo stabilità fisica e mentale, e va eseguita con la consapevolezza di essere un canale di scambio energetico tra terra e cielo e la chiara intenzione di mettersi volontariamente a servizio del cosmo a questo scopo. 

La pratica:

  • Inizia mettendoti in posizione eretta, con i piedi paralleli distanziati di un paio di centimetri, e concentra lo sguardo su di un punto davanti a te.
  • Espira e piegando il ginocchio destro appoggia la pianta del piede sulla parte interna della coscia sinistra, in modo che il tallone tocchi il perineo.
  • Inspira e solleva le braccia sopra la testa, unendo i palmi delle mani.
  • Respira naturalmente e rimani nella posizione per mezzo minuto.
  • Espirando ritorna alla posizione eretta di partenza, abbassando le braccia e la gamba destra.
  • Rilassa la muscolatura, poi ripeti l'asana piegando il ginocchio sinistro.
Ecco un breve video in inglese che illustra la pratica e i benefici della posizione che ho appena riassunto, raccomando di guardarlo muto (il sottofondo musicale purtroppo non ha niente di yogico)



Poiché la grande via maestra sulla Terra è quella dell'attraversamento dell'esperienza che va vissuta per poter essere compresa e trasformata completamente, la pratica essenziale di rigenerazione autentica avviene sempre in profondità, dentro noi stessi, e ad essa ci possiamo preparare con un semplice rituale di rilassamento graduale che puoi svolgere alla sera prima di andare a dormire o in preparazione della successiva meditazione per rigenerarsi.


RILASSAMENTO GRADUALE

  1. Scegli un ambiente tranquillo della casa, privo di interferenze elettromagnetiche, dove sei sicuro che non verrai disturbato per almeno mezz'ora e prepara l'occorrente per sdraiarti comodamente a terra (basta un telo o un materassino in fibra naturale ed eventualmente un cuscino da posizionare sotto la nuca).

  2. Brucia dell'incenso indiano da meditazione, accendi un lumino dentro ad un paralume di sale himalayano e diffondi nell'aria una miscela di oli essenziali che rinfrancano i sensi e risvegliano i chakra superiori (incenso, sandalo, mirra, patchouli).

  3. Metti in sottofondo questa musica ad un volume abbastanza elevato da riuscire a percepirne chiaramente le vibrazioni (onde di energia) propagarsi nel tuo corpo oltre che nell'ambiente circostante:


  1. Sdraiati in posizione supina e tieni sollevate le gambe in modo da tenerle ben diritte, con i piedi a martello il più in alto possibile, ma senza sforzare la muscolatura (puoi appoggiare le caviglie allo schienale di una sedia o le piante dei piedi ad una parete).

  2. Appoggia le mani sulla pancia, chiudi gli occhi e respira profondamente, inalando dal naso ed esalando dalla bocca per almeno cinque minuti.

  3. Piega le ginocchia, portandole al petto, solleva le braccia portandole indietro, sopra la testa, e appoggiale a terra con i palmi rivolti verso mentre continui a respirare profondamente per almeno cinque minuti.

  4. Lentamente rotola su un fianco, poi alzati in piedi e sciogli gli arti, girando il tronco a braccia aperte tre volte in senso orario e tre volte in senso antiorario.

  5. Inizia a muovere tutto il corpo, seguendo il ritmo della musica e lasciandoti andare in una danza al di là del tempo e dello spazio.

  6. Fermati tenendo le gambe divaricate perpendicolari alle spalle e saltella, spostando rapidamente il peso dai talloni sollevati alle punte dei piedi e lasciando la parte superiore del corpo libera di muoversi a piacimento. Chiudi gli occhi, respira e continua a saltellare per almeno cinque minuti.

  7. Sdraiati, rilassa completamente ogni parte del corpo, appoggia le mani sul cuore e rimani ad occhi chiusi per almeno cinque minuti, ascoltando il tuo respiro.


Prima di coricarsi nel letto, è buona norma concludere il rilassamento con una doccia calda (o almeno un pediluvio in acqua fumante), strofinando la pelle con del sale himalayano a cui abbiamo aggiunto qualche goccia di olio essenziale di lavanda o di ravintsara. Se invece intendi proseguire la pratica, puoi passare direttamente alla meditazione seguente.


MEDITAZIONE PER RIGENERARSI

  • Chiudi gli occhi e assumi la posizione della stella, divaricando braccia e gambe mantenendo la muscolatura rilassata.

  • Inspira profondamente, immaginando di riempirti di chiara luce dorata ed espira espellendo tutta l’aria, visualizzandola uscire come fumo nero da ogni parte del tuo corpo. Ripeti per almeno dieci volte.

  • Ripeti mentalmente per almeno dieci volte: sono terra che pensa, acqua che ascolta, aria che parla e fuoco che aspira.

  • Rilassati completamente, percepisci la piacevole pesantezza del tuo corpo che lentamente immagini sprofondare nel soffice sottobosco della tua foresta immaginale.

  • Ti trovi disteso ai piedi di un grande albero e sprofondi lentamente tra le sue nodose radici millenarie.

  • Percepisci l’odore pungente del terriccio fertile, il contatto soffice con la spessa coltre di muschio vellutato che lentamente ti ricopre, i richiami degli animali selvaggi, ormai attutiti dalla terra che ti avvolge nel suo abbraccio umido, mentre affondi sempre più in profondità tra le radici dell’albero.

  • Respira lentamente e lasciati andare nell’avvolgente e rassicurante oscurità della terra ancestrale.

  • Ora sei nella terra, sei parte di essa, e la terra ti accoglie completamente, in profondità, agendo dentro e fuori di te.

  • Nel buio, dentro e fuori di te, inizi a percepire un canto antico e profondo come le ossa della terra, che gradualmente aumenta di volume, lo segui, ovunque esso ti conduca e osservi attentamente che cosa accade.


  • Riporta l’attenzione al tuo respiro e lentamente comincia a riemergere dalle profondità della terra, riguadagna la luce e l’aria aperta nella foresta immaginale e lentamente esci dallo spazio immaginale.

  • Sorridi e ringrazia, se lo desideri puoi rimanere sdraiato quanto preferisci.


L’animale guida di questo passo è l’elefante, maestro di antica saggezza, che custodisce la memoria della terra e della grande famiglia di esseri viventi alla quale apparteniamo. Dotato di olfatto e di udito finissimi, l’elefante è in grado di captare attraverso le possenti zampe le vibrazioni terrestri e di comunicare emettendo infrasuoni.


Nel pantheon induista, gli otto guardiani dei punti cardinali siedono ciascuno sopra un elefante con a capo Airavatam, l’elefante bianco del dio Indra, noto anche come elefante delle nuvole. Prima di addormentarti, ti invito a pronunciare il nome di questo grande essere custode, più antico di qualsiasi civiltà umana (Airavatam Ardha-Matanga Arkasodara) e a rivolgergli con rispetto la richiesta di ricevere da lui consigli e presagi, che non mancheranno di giungere a te in sogno o attraverso coincidenze significative.

Mariavittoria


LO SPIRITO NELLE PIANTE

Ci sono voluti quattro anni di lavorazione editoriale, dalla mia traduzione dall’originale tedesco alla sapiente revisione di Hubert Bösch fino all’impaginazione delle immagini ad alta definizione, per arrivare all’edizione italiana di questo meraviglioso Viaggio dell’Anima attraverso le immagini imagami, a sua volta derivato da dodici anni di intensa ricerca da parte dell’autore, artista e operatore energetico, per offrire ad ogni lettore un’esperienza estetica-estatica davvero unica, che consente di vedere le piante con occhi nuovi e di sentirne la voce nel cuore, entrando in contatto con il loro spirito gentile e intelligente, e di toccarne l’essenza rigenerante e corroborante, accedendo al grande potere vivificante dei campi di forza emanati con amorevole ingegnosità dal regno vegetale a beneficio di tutti i viventi. 

 

Il metodo imagami unisce la fotografia naturalsitica a un’antichissima e sacra struttura geometrica e crea una nuova unità energetica efficace.

Il campo di forza imagami comprende, accresce e attiva sottili energie naturali, in modo simile a quanto avviene con la dinamizzazione omeopatica.

Le immagini imagami traducono le verità spirituali e le loro leggi nella nostra capacità percettiva.

Ogni immagine imagami porta alla luce gli aspetti di un’unione integrale psichico-animica. Esistono molte vie creative che è possibile utilizzare con le persone in cerca di guarigione per accedere a questi impulsi importantissimi per il loro benessere, il loro sviluppo personale e il loro lavoro.”

 


 

Nessun commento:

Posta un commento