giovedì 22 ottobre 2020

Meditazione per vedere l'invisibile

9° passo del percorso di orientamento metafisico

L'immagine non finisce

là dove gli occhi della mente

non riescono più a vedere.

S. C. Williams

[NOTA: Il post di oggi avrà un incipit diverso dal solito, per cui se non ti interessano le mie considerazioni sull'attualità puoi passare oltre, alla sezione pratica di meditazione e yoga che come sempre ho appositamente segnalato con il titolo in maiuscolo; ma visto che ho il piacere di averti con me già da qualche mese lungo questa via di conoscenza non ordinaria, confido che avrai abbastanza curiosità intellettuale e presenza mentale per cominciare dall'inizio, come si conviene in ogni percorso serio e ponderato.]


Trascorriamo gran parte del nostro tempo da svegli costretti a fare i conti con le istanze di una società superficiale, artificiosa e dipendente dalla comunicazione globale, in cui certamente “le parole sono pietre”, ma possono anche essere ancore di salvezza in grado di dare significato a ciò che apparentemente sembra privo di senso.



Non è un caso che tra le tecniche di omologazione più accanite e trasversali di questo tempo vi sia un sistematico appiattimento dell'uso delle lingue, con conseguente scomparsa della loro diversificazione e tipicità culturale: da un lato l'estinzione delle specie animali e vegetali schiacciate dall'avanzare selvaggio dell'Antropocene minaccia la biodiversità, dall'altro l'uomo, che alcuni vorrebbero elevare a unico detentore del linguaggio verbale, perde accesso alla libera e prolifica circolazione di idee complesse e originali banalizzando i propri mezzi di comunicazione.

Poiché tutto, ma proprio tutto, nella nostra vita ha carattere simbolico, è sempre utile indagare il significato profondo delle parole che utilizziamo e che lasciamo entrare nella nostra esistenza.

Consideriamo, ad esempio, il termine lockdown, un prestito linguistico dall'inglese, tristemente diventato d'uso comune per intendere le misure di confinamento di cui si sta tornando a parlare, che in realtà semanticamente è più affine ad un'altra parola della nostra lingua: cattività. Infatti, il verbo lock down implica l'idea di serrare, bloccare, chiudere a chiave, e in latino captivus era proprio il prigioniero, lo schiavo, il servo privato con la forza della propria libertà e di conseguenza incattivitosi nell'incapacità di autodeterminarsi. 

 

Alla radice della cattiveria non c'è altro che una reazione primitiva al senso di frustrazione derivante dalla constatazione, sovente del tutto inconsapevole, di non essere affatto liberi. Da quando le sbarre dello psicopenitenziario sono diventate più tangibili, certamente è facile rendersi conto di quanta cattiveria serpeggi nell'inconscio collettivo, pronta ad emergere e manifestarsi in moti distruttivi; ma a ben vedere non è questo il nocciolo della questione.

Non mi soffermerò sulla domanda fondamentale a monte di tutto ciò: che cosa significa veramente essere liberi in un mondo concepito come una prigione (o un allevamento o ancora come una clinica, per la gioia segreta degli ipocondriaci che oggi sono tornati alla ribalta)? Pensavi davvero di godere di una qualche libertà (di o da qualcosa) solo perché la tua situazione di connivente asservito ad un sistema inumano e impersonale non era così scomoda prima della reclusione?

Sia chiaro: non sto giudicando niente e nessuno e non voglio trarre conclusioni. Sono convinta che ciascuno abbia il proprio cammino da intraprendere e un ruolo da svolgere nel disegno universale. Prendiamone atto, una volta per tutte, abbracciando il nostro destino senza lasciarci travolgere, dimorando nella certezza che l'essenziale rimane invisibile agli occhi. Stando nell'essenziale si compie l'opera più grande, i sensi si acuiscono naturalmente e si comincia a vedere l'invisibile. 

 

 
 
Vedere l'invisibile è un tema prettamente metafisico, ma anche la scienza oggi è arrivata a sondare la sostanziale inconsistenza della materia: se è vero che l'universo si sta espandendo, la cosmologia oggi ci insegna che il 70% di esso è composto da un'energia totalmente impercettibile ai nostri sensi, che però determina l'emersione e influisce sul mutamento di tutto ciò che si manifesta. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma e transita nell'immensità di spazi dagli infiniti calcolabili anche se imponderabili.

Alla luce di ciò è logico e scientifico sostenere che anche l'essere umano nella sua complessità è un sistema bioenergetico enormemente più ampio dell'apparato psicofisico che possiamo percepire con i nostri sensi fisici. Dalla prospettiva metafisica questa è l'unica via sensata da percorrere per lo sviluppo personale e transpersonale: creare ponti tra le diverse dimensioni dell'essere, connettere, esplorare, comprendere. In questo viaggio metamorfico all'interno di un universo la cui natura è relazionale, risulta di vitale importanza coltivare il proprio rapporto con gli spiriti. 

 

Il tuo destino è dato dal complesso degli spiriti con cui sei in relazione costante: spiriti protettori, spiriti guerrieri, spiriti famelici, adirati, tristi, depressi, impotenti, frustrati, capricciosi, dinamici, forti, determinati, amorevoli. Ognuno ha un bisogno, un obiettivo, una speranza. Incessantemente gli spiriti dialogano con te, ispirandoti idee, emozioni, determinando le tue scelte. Quello che chiami il tuo Io è un principio di coscienza che non esiste in modo separato, esiste unicamente nella relazione con l'anima del mondo e con tutte le voci che lo influenzano. Anche queste voci, anche gli spiriti non esistono nella loro individualità separata, ma unicamente nella relazione con quel principio di coscienza che chiami Io.”

(S.C.Williams, Yoga sciamanico. Volontà senza paura, Mediterranee 2020)

 

In quest'epoca di falsi profeti, sedicenti medium e guru di ogni sorta, nonché di sfrenato materialismo è importante ricordare che non è assolutamente necessario credere agli spiriti né tanto meno porsi nei loro confronti con un atteggiamento di acritica sudditanza, essi sono semplicemente una delle molteplici sfaccettature dell'essere e dimorano, per così dire, in una dimensione facilmente accessibile all'immaginazione umana, conferendole grande impulso evolutivo. 

 


Dialogare con gli spiriti è un modo per uscire dal tempo convenzionale e connettersi alle dimensioni altre di noi stessi, in cui siamo oltre il velo delle illusioni e il nostro rapporto con la realtà non viene sfalsato dalla materialità. In quello spazio oltre lo spazio possiamo prendere atto dei nostri attaccamenti (1500 stando agli antichi testi di saggezza orientale) e accettare di compiere l'impresa del loro scioglimento, intraprendendo l'avvincente viaggio della vita. Il limite di ciò che uno spirito può rivelarti di te è solo nella tua mente. 

 


MEDITAZIONE PER VEDERE L'INVISIBILE

Anni fa abbiamo realizzato un video su questo argomento che rimane un valido strumento per avvicinarsi alla pratica di vedere l'invisibile.

Rilassati, segui le istruzioni e rimani in attesa di “vedere” quello che accade.

Non sforzarti di eseguire alla lettera le indicazioni, puoi seguirle a modo tuo, e soprattutto non costringerti a visualizzare qualcosa o qualcuno che non appare spontaneamente alla tua consapevolezza.

Abbi fede nell'intelligenza dell'universo e goditi l'esperienza.

 


Ti consiglio di tenere a portata di mano un quaderno su cui annotare, una volta finita la meditazione, le impressioni ricevute che tenderanno a svanire rapidamente, almeno nei primi tempi.

Con la pratica riuscirai a ricordare in modo sempre più preciso e naturale i contenuti delle tue esperienze di contatto con l'invisibile e imparerai a relazionarli in modo spontaneo agli eventi della tua vita.

Completiamo la pratica eseguendo una posizione yoga che ristabilisce l'equilibrio psicofisico, è un'asana semplice e molto adatta nei momenti in cui ci sentiamo mentalmente incerti e psicologicamente insicuri, è anche un buon esercizio jolly per rafforzare il corpo fisico.


 

L'animale guida di questo passo è il ragno, maestro dell'ordine cosmico, paziente conoscitore dei mondi tra il sottosuolo e il cielo, che tesse trame dal fascino letale, ha mille occhi per vedere e può fungere da psicopompo, guidando l'anima da e per l'aldilà. Risponde al nome di Anansi tra l'Africa e le Americhe, in cui è conosciuto come spirito saggio e generoso, mentre in Europa a volte è Loki che dispensa favori pagati a caro prezzo.




Concludo con un decalogo di regole di sopravvivenza metafisica:
  1. Ricordati sempre che hai scelto tu di incarnarti in questo mondo: sì, sei nel mondo, ma non sei del mondo.

  2. Ricordati sempre che tutto inizia dentro di te e poi si manifesta all'esterno: prendertela con lo specchio se ti rimanda un'immagine che non gradisci è grottesco e controproducente.

  3. Ricordati sempre che il tuo unico vero datore di lavoro è l'anima immortale: il tempo è la tua risorsa più preziosa e a te spetta scegliere come impiegarlo.

  4. Ricordati sempre che la libertà fiorisce nella creatività e perisce nella prevedibilità.

  5. Ricordati sempre che l'essenziale è invisibile agli occhi: non giudicare, non lamentarti, vivi intensamente per amare e conoscere.

  6. Ricordati sempre che i Raggi della Creazione sono a servizio dell'evoluzione cosciente: metti Volontà, Amore, Intelligenza in tutto ciò che fai e l'universo ti manderà sempre più luce con cui trasformare la tua vita in un ponte arcobaleno tra i mondi.

  7. Ricordati sempre che un grande Maestro dell'Amore ha detto “Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto” ma certamente i suoi non erano insegnamenti per materialisti egocentrici: non chiedere ciò che non sei disposto a dare e non cercare dove non sei pronto ad andare.

  8. Ricordati sempre che la natura dell'universo è relazionale: sei immensamente amato, voluto e nutrito dal cosmo.

  9. Ricordati sempre che tutto ha un senso, anche se non riesci a comprenderlo: non temere, non sperare, agisci nella fede con consapevolezza.

  10. Ricordati sempre che la vita è una melodia fatta per danzare: danza al ritmo naturale del pianeta, del cosmo e ascolta la voce dell'anima, il canto dello Spirito che si risveglia in ogni cosa finalmente compresa e amata.

Mariavittoria


AGENDA DEGLI ANGELI

Un classico dell'angelologia di derivazione cabalistica in lingua italiana (una guida illuminante sull'arte dell'accorgersi per stare nel mondo senza farsi possedere dalle apparenze) che l'autore attualmente intende declinare in base all'energia a lui più congeniale: l'eresia.

 

Lascio volentieri a Igor Sibaldi la parola in un video introduttivo molto utile per riflettere sullo spirito dei nostri tempi e sugli spiriti, intesi come potenze, energie di potenziale latente accessibili a chi sa e osa andare oltre la soglia delle apparenze.












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