venerdì 22 ottobre 2021

L'energia di Plutone

 21° passo del percorso di orientamento metafisico

Agiamo nell'Ombra

per servire la Luce.

Il Credo


La forza ctonia plutoniana agisce in profondità, animando tutto ciò che rimane nascosto e invisibile al mondo della superficie. 

Occorre essere consapevoli dell'importanza fondamentale di questa energia dirompente che prelude ad ogni nuovo inizio e alimenta le manifestazioni più drammatiche della realtà: in un universo in cui nulla si crea e nulla si distrugge, poiché tutto ciò che esiste si trova costantemente in trasformazione, demolire ciò che ormai è vecchio e obsoleto è una necessità imprescindibile per fare spazio a ciò che si manifesta di nuovo e più evoluto. 

 


Lo smantellamento di una forma è il processo alchemico trasmutativo propedeutico alla costruzione di un'altra: nel buio dello spazio profondo una stella muore e dalla sua esplosione prende forma una nebulosa, la culla di migliaia di nuove stelle; nell'oscurità della terra il seme si spacca e ne fuoriesce il germoglio di una nuova pianta... e così via senza soluzione di continuità, questo processo alchemico di rigenerazione avviene in ogni forma di vita che segue il proprio corso naturale.

Come lo Yin nei confronti dello Yang, il buio nutre e prepara la rinascita della luce che si rinnova continuamente. Che cosa accade invece, quando questo procedimento alchemico si ferma, se l'opera al nero non prosegue ed evolve nelle successive trasmutazioni? L'oscurità potenzialmente rigenerativa bloccata si ripiega su se stessa e inizia a stagnare e ad agire come forza regressiva e involutiva.

Il bruco rimasto chiuso nel proprio bozzolo marcisce: si è ritratto davanti alla sfida della vita che è per natura cambiamento e trasmutazione, opponendosi alla propria evoluzione, poteva diventare farfalla e librarsi in aria, invece ritornerà alla terra per nutrire i vermi.

Ecco che il lato oscuro della forza plutoniana ha preso il sopravvento: è il nulla dell'entropia distopica che avanza, i cui araldi sono quei poteri occulti intenti pervicacemente alla prevaricazione e alla manipolazione che oggi vediamo sistematicamente all'opera nel mondo, dediti incessantemente all'asservimento del genere umano e di tutti i deboli e gli indifesi. 

 

 

L'attuale frangente della fase di transizione è fortemente plutoniano: avrai notato che la parola chiave delle prime evidenti mobilitazioni della coscienza di massa è libertà, un diritto inviolabile che oggi sembra vacillare davanti alle logiche dell'asservimento volontario perpetrato in nome della scienza.

A chi ha spirito di osservazione o quantomeno buona memoria, non sfuggirà che fino a poco tempo fa erano i credo religiosi ad animare lo scontro, oggi viviamo in un mondo in cui ai più sembra perfettamente normale aderire a decisioni estremiste asserendo di “credere nella scienza”, una mera contraddizione in termini che viene propugnata come un assioma indiscutibile con lo stesso fervente fanatismo dei portavoce dei dogmi religiosi. 

Stiamo assistendo alla creazione sul piano mentale di una nuova divinità: l'ennesimo simulacro cui affidare le proprie ansie esistenziali. Nondimeno le forze liberatrici non hanno mai smesso di operare nel mondo.



Considerando il pantheon mondiale, la divinità plutoniana più venerata è Shiva, il distruttore dell'ignoranza instillatrice nei cuori del duplice veleno di paura e attaccamento, oggi più che mai efficaci nel piagare l'umanità sotto forma di indifferenza e materialismo, precisamente ciò che consente al consumismo e ai meccanismi della tecnocrazia produttrice delle politiche di asservimento globale di schiacciare l'anima umana, inchiodata alle esigenze velleitarie di una macchina biologica dissennata disposta a tutto pur di sopravvivere, ovvero pronta a farsi schiavizzare pur di sfuggire a quella imprescindibile fase di trasmutazione che è la morte.

Nella tradizione sciamanica si ricorda che la vera vita è la seconda. Innumerevoli sono gli esempi nel mito e nella storia tesi a ricordarci che per maturare è necessario scendere negli abissi e incontrare l'ombra.

È nella dimensione ctonia che scompare l'ingenua fanciulla per riemergere come regina al di là del bene e del male terrestri (Persefone-Kore-Proserpina, la più bella e potente tra le dee greco-romane perché abitatrice dei due mondi e signora dell'aldilà); Gesù è morto inchiodato alla croce-materia dell'ignoranza e della paura umana e risorto nella pienezza dello Spirito Santo per prendere posto tra i grandi maestri dell'umanità.

Per quanto si presenti in svariate forme differenti, il varco al quale l'ombra attende è sempre lo stesso bivio: procedere lungo il retto cammino verso la luce, anche quando è rimasto solo un angusto pertugio tortuoso, o retrocedere e sprofondare nel mare dell'inconsapevolezza in cui si inabissano le coscienze perdute.

 


Evoluzione o estinzione della coscienza? Dal punto di vista metafisico, puoi scoprire verso quale meta stai camminando considerando il tuo rapporto con i messaggeri dell'energia di Plutone: morte e ricchezza.

Ogni incarnazione ha inizio con l'ingresso dentro a un corpo che fisicamente passa dal buio indifferenziato del grembo materno alla luce individualizzata del mondo: nascere significa letteralmente venire alla luce, e dunque morire non è che un passaggio verso un'altra luce, un'opportunità per compiere un salto evolutivo di coscienza, simile a quelle fasi di trasmutazione altrettanto potenti e plutoniane conosciute come morti in vita di cui le iniziazioni costituiscono un aspetto ritualizzato.

L'anima sa che la vita è mutamento, anzi, accoglie ogni incarnazione come singolare opportunità di trasmutarsi per evolvere attraverso le prove e gli insegnamenti della ruvida scuola della materia.



Solo chi ha dimenticato il contatto con l'anima, rinnegando la verità eterna fino al punto di dimenticarsi chi è veramente, teme la morte e la rifugge ad ogni costo, placando l'ansia e il malessere esistenziale attraverso l'accumulo di possedimenti, fama e altri analoghi raggiungimenti superficiali e transitori.

Che cosa si debba intendere per transitorio è presto detto: tutto ciò che non potrai in nessun caso portare con te dopo la morte.

La paura della morte è stata vinta più di duemila anni fa grazie all'insegnamento e all'esempio, tra gli altri, di Gesù Cristo, sempre limpido e diretto nell'affermare la verità:

E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita?

(Matteo 6:27)

Un cristiano che abbia paura della morte o che si lasci ossessionare dalle questioni mortali è come un rettile al comando di una nazione: un'aberrazione incosciente, un'allucinazione distopica che svanirebbe come fanno gli incubi al mattino se solo gli esseri umani osassero svegliarsi.

Riflettiamo insieme su cosa sia oggi la vera ricchezza:

  • Avere un apparato psicofisico sufficientemente sano da non dover ricorrere a farmaci e servizi ospedalieri.

  • Avere la capacità di farcela in ogni situazione dando il meglio di sé.

  • Avere una rete di contatti fatta di persone in carne ed ossa, su cui poter contare anche in caso di necessità.

  • Avere ben presente la voce della propria guida interiore che dispensa il giusto consiglio anche quando è controproducente o impossibile chiedere aiuto ad altri.

  • Avere l'irremovibile certezza che l'anima ha scelto di vivere appieno questa incarnazione, con tutto ciò che comporta.

  • Avere la pace dentro, anche quando tutto sembra crollare (compreso il corpo fisico).

  • Dimorando nella tranquillità e nella consapevolezza, avere solo sentimenti di fratellanza e compassione nei confronti del prossimo e di tutti gli esseri viventi.

  • Avere la netta percezione di essere una goccia in un mare infinito e che insieme ad altre gocce si può sostenere l'onda dell'evoluzione umana.

Salute, resilienza, amicizia solidale, spiritualità, fede, pace interiore, amore incondizionato, sintonia cosmica... sono questi i componenti della vera ricchezza che niente e nessuno potrà toglierti, mai.

La vera ricchezza è avere in abbondanza tutto ciò che non si può comprare e per cui vale davvero la pena di vivere.

In preparazione alla meditazione dell'energia di Plutone, ti invito a riflettere sul significato profondo della morte e della ricchezza, lasciandoti guidare dalle note di una melodia che drena le energie stagnanti dal secondo chakra da cui scaturisce l'energia creativa.


Una volta sbloccata, è proprio l'energia plutoniana che ti consente di attingere all'audacia, prerogativa di ogni libertà e vera ricchezza, perché solo andando in profondità nei recessi dell'animo arriverai a comprendere le origini delle tue paure e la nuda verità che accomuna ogni anima risvegliata:

Per quanta paura tu possa provare, ci sono cose più importanti della paura e non hanno prezzo.

Farsi animare da questa profonda consapevolezza plutoniana significa vivere intensamente e andare oltre ogni apparenza. Apri il terzo occhio, lasciando fluire liberamente l'energia dal secondo chakra al sesto, il ricettore dell'intuizione profonda.


 

Nella società odierna, costruita attorno alla vuota superficialità dell'apparire ad ogni costo, i plutoniani incutono fastidio e timore: con perniciosa perizia rigirano il coltello nelle piaghe dei corpi ottenebrati, insinuandosi tra le crepe dell'ego fino a farlo cadere in pezzi, fino a quando il grido di dolore dell'anima sarà così insopportabile da costringere la coscienza a svegliarsi.


MEDITAZIONE DELL'ENERGIA DI PLUTONE

N.B.: vedi le indicazioni preliminari valide per tutte le meditazioni per contattare le energie transpersonali (Meditazione dell'energia di Urano).

Tutti i fenomeni naturali emergono da movimenti invisibili o nascosti in profondità. Non puoi vedere queste grandi forze all'opera, ma ne puoi osservare gli effetti.

Sei disposto a fidarti dell'invisibile e dell'indimostrabile? È la fiducia nell'intelligenza universale che conferisce perseveranza e durevolezza davanti all'ignoto avvenire. Tale fiducia scaturisce da una buona connessione con la propria Ombra, il corpo di bardo che ci completa in quanto esseri al contempo morenti e viventi, in cui le energie visibili e invisibili si compenetrano amorevolmente e cocreano la realtà manifesta.

Con questa meditazione ci immergiamo in profondità, perché la forza e il nutrimento stanno nelle radici.

Grande importanza riveste come sempre la respirazione, infatti respirare è vivere, ma anche un certo dinamismo nella postura durante la pratica, per favorire la circolazione dell'energia.

Il luogo ideale per praticare questa meditazione è il prato o la nuda terra ai piedi di un grande albero, se ciò non ti è possibile, recati in un luogo tranquillo privo di interferenze elettromagnetiche; se ti trovi al chiuso, brucia incenso naturale di ginepro o di sandalo.

  • Inizia risvegliando l'energia con cinque minuti di shaking intenso: in piedi, tenendo i piedi alla stessa ampiezza delle spalle, le ginocchia leggermente piegate e le braccia rilassate, saltella sul posto, alzandoti sulle punte dei piedi per poi ricadere sui talloni, scuotendo tutto il corpo. Il movimento che ti anima parte dai piedi e sale come un'onda, fino alla testa, per poi ridiscendere nuovamente. I tuoi occhi sono aperti e i muscoli rilassati (anche la mandibola). Mantieni un ritmo sostenuto (respira profondamente dal naso) continua a scuoterti e lascia che il corpo si muova e sussulti liberamente, puoi aiutarti a completare questa prima fase seguendo il ritmo di una traccia musicale corroborante della durata di circa cinque minuti come questa:



  • Consenti al corpo di accasciarsi, sdraiandoti in posizione supina, con le gambe e le braccia rilassate. Chiudi gli occhi e lasciati avvolgere dall'oscurità. Seguendo il ritmo naturale del tuo respiro entra in profondità dentro di te.

  • Visualizza il tuo corpo sdraiato ai piedi di un grande albero, porta l'attenzione in basso, alla periferia inferiore del tuo profilo e senti il contatto con la terra. Immagina di sprofondare lentamente nel terriccio odoroso.

  • Lentamente il tuo corpo sprofonda, scendendo sempre di più nella terra che ti avvolge completamente tra le radici del grande albero. Qui regna l'oscurità.

  • Ascoltati in profondità, accogli le emozioni che si manifestano e concediti tutto il tempo necessario per viverle pienamente.

  • L'oscurità soffice e odorosa della terra ti avvolge completamente, rigenerandoti in profondità. Apri i sensi sottili e lasciati penetrare dall'energia della terra.



  • Lentamente riemergi dal terreno, risali in superficie ed ecco che il tuo corpo e di nuovo sdraiato ai piedi del grande albero. Concediti qualche istante di riposo, poi lentamente muovi le dita dei piedi, poi quelle delle mani e rimanendo ad occhi chiusi portati in posizione seduta a gambe incrociate, con la schiena diritta e le mani posate in grembo con i palmi rivolti verso il tuo ombelico, la sinistra sopra la destra.

  • Pronuncia mentalmente il mantra dell'impermanenza di tutte le cose APPARE SCOMPARE, sintonizzandoti con la transitorietà di tutte le forme manifeste.

  • Lentamente davanti a te il tuo occhio interiore visualizza l'immagine di una figura umana, è la tua Ombra, identica a te ma speculare, che ti osserva seduta proprio davanti a te. Continua a ripetere il mantra dell'impermanenza e nota come la tua Ombra e il tuo stesso corpo cambiano consistenza e si compenetrino leggermente ad ogni respirazione.

  • Entra nello spazio liminale che ti separa e ti connette alla tua Ombra seguendo il ritmo naturale del tuo respiro. Inspira SO, espira HAM:



  • Ora hai ristabilito la connessione consapevole con la tua Ombra, il corpo di bardo che ti completa e custodisce per te le tue ricchezze invisibili. Impegnati a portare questa consapevolezza nella vita quotidiana. Ogni volta che te ne ricordi, recita mentalmente il mantra dell'impermanenza di tutte le cose APPARE SCOMPARE e prendi contatto con la tua Ombra, la parte di te che ti accompagna oltre la soglia del visibile.

La consapevolezza profonda e universale dell'impermanenza e della transitorietà di ogni manifestazione mortale è una fonte inesauribile di saggezza: si narra che re Salomone avesse un anello magico dal quale non si separava mai, da cui traeva costantemente ispirazione per le sue sagge decisioni e che recava incisa la scritta Anche questo passerà.

È il medesimo monito sull'impermanenza di cui è permeato il messaggio del Libro di Qoelet, riassumibile nel celebre incipit vanità delle vanità, tutto è vanità (Ecclesiaste 1:1). Segue un passo altamente poetico che parla all'anima risvegliata:

                  Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno per cui fatica sotto il sole?

                  Una generazione va, una generazione viene
                  ma la terra resta sempre la stessa.

                 Il sole sorge e il sole tramonta,
                 si affretta verso il luogo da dove risorgerà.

                Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
               gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.

              Tutti i fiumi vanno al mare,
              eppure il mare non è mai pieno:
              raggiunta la loro meta,
              i fiumi riprendono la loro marcia.

             Tutte le cose sono in travaglio
             e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.

             Non si sazia l'occhio di guardare
            né mai l'orecchio è sazio di udire.

           Ciò che è stato sarà
           e ciò che si è fatto si rifarà; non c'è niente di nuovo sotto il sole.

        (Ecclesiaste 1:3-9)

Tutto ciò che è mortale e terreno è destinato a perire. La vera ricchezza immortale in definitiva è amore e resilienza, da cui il motto di progetto Vajra Vivere Amare Conoscere: vivere davvero, non limitandosi a sognare, presuppone resilienza, ovvero capacità di rispondere con un adattamento evolutivo a ogni sollecitazione, e la vera conoscenza, incontro di saggezza ed esperienza, è solo un altro volto dell'amore.

Nero è il colore in risonanza con l'energia plutoniana, ossidiana e corniola sono le pietre che ci sintonizzano su questa forza ctonia da comprendere e pacificare in noi stessi per non finire travolti dalle sue prorompenti e incontenibili manifestazioni esteriori apportatrici di morte e distruzione.

Mariavittoria


LA PULSAZIONE TANTRICA

L'energia umana. Dalle radici umane alla fioritura spirituale

 


Tutti siamo stati repressi, tutti indossiamo un'armatura e tutti possiamo usare gli stessi fondamentali principi della respirazione e del movimento per riprenderci la nostra energia e ristabilire una pulsazione sana nel corpo.”

Questo libro, scritto, redatto, tradotto e rivisto da allievi diretti di Osho, è un classico tra i manuali energetici che presentano il complesso e delicato lavoro di rilascio delle emozioni represse, partendo dal presupposto che sia proprio questa repressione a rendere gli esseri umani prigionieri di uno spietato sistema di asservimento globale che si autoalimenta a causa dell'inconsapevolezza degli individui che vi si trovano intrappolati.

Non è un caso che due dei principali maestri dell'autrice, Osho e Wilhelm Reich, entrambi pionieri e massimi esponenti nel loro settore di ricerca, morirono a seguito della detenzione e delle misure oppressive cui furono sottoposti negli Stati Uniti d'America: erano instancabili ricercatori della verità, incorruttibili nella loro missione di liberare le coscienze e come tali vennero prima ferocemente perseguitati e poi subdolamente eliminati. Nonostante ciò, la loro opera fondamentale non può essere fermata perché si rivolge all'essenza umana, alla scintilla di libertà gioiosa e inestinguibile che alberga in ogni cuore.

Il messaggio di Reich al mondo è che questo processo di civilizzazione si è spinto troppo oltre nella direzione del controllo emozionale. Il costo, in termini di creazione di esseri umani nevrotici incapaci di godersi veramente la vita, è troppo alto. Ciò è particolarmente vero oggi. Con lo sviluppo della scienza l'uomo ha ingegnosamente creato un mondo confortevole, pieno di meraviglie tecnologiche che rendono il lavoro più facile e offrono ogni genere di piacevole attività, ma il parallelo appiattimento della forza vitale ci ha reso quasi incapaci di godere di ciò che abbiamo raggiunto. Se vogliamo ritrovare l'amore per la vita dobbiamo riappropriarci delle nostre emozioni.”

La sedicente società civile esige un prezzo da tutti coloro che desiderano farne parte, una sorta di contrazione e ritrazione dalla vita, ed è un costo che ancora oggi, nonostante tutto, alcuni valorosi considerano insostenibile. Ad ogni modo, le emozioni sono potenti correnti di energia che quando vengono represse o costrette si somatizzano, con pesanti ripercussioni a livello psicofisico e spirituale.

Se i nostri muscoli si abituano a irrigidirsi e a contrarsi, la nostra energia, non potendo fluire liberamente attraverso il corpo, si ritira dando origine a un modello di vitalità ridotta che può durare per tutta la vita.”

Da questo modello di vitalità ridotta, inteso come sostanziale rattrappimento del potenziale vitale dell'individuo, generalizzato e considerato come la norma cui attenersi è facile passare a quello di cittadinanza ebete, consumatrice acritica totalmente asservita al sistema dominante, che è precisamente il risultato più comune di ogni civiltà fondata su un atteggiamento prevaricatore nei confronti della natura.

L'autrice è comunque fiduciosa nelle risorse di autoguarigione riattivabili dagli esseri umani sotto la guida di un terapeuta esperto e dedica ampio spazio alla descrizione degli esercizi di rilascio emozionale che si avvalgono delle conoscenze e delle tecniche tratte da diverse discipline (posizioni di bioenergetica, tecniche reichiane, meditazioni di Osho...).

Una volta che le emozioni negative sono state identificate, possiamo affrontarle nei modi già descritti: la rabbia può venire forzatamente espulsa battendo i pugni sul materassino, scuotendo la testa e gridando; la paura può essere rilasciata attraverso urla acute e lacrime; il dolore attraverso il pianto. Quando il canale dell'espressione è libero anche i sentimenti cosiddetti 'positivi' possono fluire: la rabbia lascia il posto all'amore, la paura si dissolve nella fiducia, il dolore si trasforma in gioia! Il centro del cuore comincia a pulsare in modo più naturale quando la sua energia si espande.”

Naturalmente, la terapia neoreichiana, costellata da pratiche insolite apparentemente bizzarre, non è per tutti, ma questo non esclude la possibilità di avvicinarvisi anche solo per consentire all'ombra di manifestarsi. In effetti, mentre coloro che vi si applicano con coraggio e apertura possono ottenere risultati di primaria importanza, coloro che vi si accostano animati da sincero interesse ma senza addentrarvisi hanno l'occasione di comprendere meglio l'energia che li anima e anche questo è un risultato di qualche rilevanza ai fini dell'evoluzione umana: un piccolo passo verso un rapporto più genuino e diretto con la vita.

Usiamo la parola 'personalità' per descrivere il carattere di qualcuno, ed è significativo che originariamente il riferimento fosse a una maschera che copriva il volto; infatti è proprio questo che essenzialmente fa la personalità. […] Non c'è quindi da stupirsi se nei muscoli del viso, della testa e del collo si è accumulata una grande quantità di tensione. Ci sforziamo continuamente di controllare il volto, di creare e mantenere la giusta maschera sociale, di mostrare ciò che è accettabile e nascondere il resto.”


 

 

mercoledì 22 settembre 2021

L'energia di Nettuno

 20° passo del percorso di orientamento metafisico

 

La felicità è amore, nient'altro. Felice è chi sa amare.

Amore è ogni moto della nostra anima

in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita.

Hermann Hesse


L'energia di Nettuno manifesta l'ottava superiore dell'energia di Venere: trascendendo l'interesse personale nelle relazioni, si esprime al massimo potenziale nell'ispirazione superiore, nella fede spirituale e nell'amore incondizionato. Questa travolgente potenza cosmica attraverso il sentimento del sublime ci restituisce il senso dell'essere infinito.

 

Parlare di fede e di amore è quasi sacrilego in una società come la nostra, che esalta ogni forma di vana superficialità, eppure l'amore è e rimarrà sempre il collante dell'universo, il filo indissolubile che tesse la trama dei molti mondi, la forza elettrodebole che ponendosi come rimedio efficace all'inesorabilità dell'entropia costituisce l'antidoto al nulla esistenziale.

Nondimeno, la fede è una virtù dei forti e come ogni altra virtù esprime una qualità dell'integrità interiore che ha il suo fondamento nella connessione stabile e fruttuosa tra anima e coscienza cosmica. La fede scaturisce dal ricordo dell'anima incarnata con uno scopo e consapevole che lungo il percorso verso la meta verrà accompagnata nell'interazione con le forze macro e microcosmiche. Allora la fede diventa certezza nell'intervento della provvidenza necessario e incessante in un universo relazionale in cui tutto è connesso.

L'Era dei Pesci si sta caratterizzando come una lunga parabola temporale nel corso della quale la coscienza umana è chiamata a comprendere l'energia nettuniana, acquisendo consapevolezza dell'importanza di spiritualizzare la materia infondendovi pensieri, parole e opere di fede e di amore. La fede diventa così un faro anche nel mare più buio e tempestoso delle vicissitudini umane, mentre l'amore incondizionato, sciogliendo ogni attaccamento, trasmuta la sofferenza in compassione universale. 

 

Per diffondere l'insegnamento evolutivo nettuniano attraverso l'esempio personale, nel corso della storia si sono incarnati grandi maestri, il più noto dei quali agli occidentali è sicuramente Gesù Cristo, che perfino stando ai testi canonici si esprime in modo chiaro e immediato riguardo alla necessità di coltivare la virtù della fede e di praticare la legge dell'amore.

Se aveste fede quanto un granellino di senape, potreste dire a questo gelso: sradicati e trapiantati nel mare, ed esso vi ascolterebbe.” (Lc 17, 6)

Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: 'Permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio' mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.” (Mt 7, 1-5)

Il Discorso della Montagna viene presentato dalla religione come la magna carta della vita cristiana, tuttavia, non gli insegnamenti del Cristo, ma il credo professato dall'istituzione è stato inculcato alle masse dei fedeli, e questo vale per ogni movimento ideologico che ha soffocato la propria vitalità fissandosi nelle trame asfittiche di una struttura gerarchica di potere. Eppure, la forza dei simboli rimane e continua a parlare alle anime l'antico linguaggio archetipale, anche se a livello cosciente si assimila tutt'altro dalla verbosa propaganda istituzionale.

La croce, simbolo della materia (i quattro elementi, lo spazio verticale del tempo e dell'interiorità che interseca quello orizzontale del luogo e dell'esteriorità) e il crocifisso non sono celebrazioni del martirio che ha nella passione di Cristo la sua apoteosi, bensì ricordi vividi del percorso di liberazione di ogni essere umano.

Infatti, la materia crocifigge, inchioda l'anima allo spaziotempo (chi apprezza l'opera di Collodi ricorderà il burattino che vuole diventare un bambino vero, allegoria quantomai azzeccata per rappresentare la condizione umana attuale, che finisce impiccato a causa del Gatto e della Volpe, il corpo e la mente) e per liberarsi è necessario un sacrificio: l'ego deve morire, affinché lo Spirito possa risorgere e rivelarsi al mondo in tutta la sua magnificenza.

L'uomo buono trae fuori il bene dal tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore. Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che vi dico?” (Lc 6, 45-46)

La mente discrimina, il cuore comprende, civiltà incommensurabilmente più spirituali della nostra avevano ben chiaro la centralità del cuore nella vita e dopo la morte.

Secondo il culto egizio il cuore del defunto non doveva superare il peso di una piuma affinché l'anima potesse accedere all'aldilà e non sprofondare nell'oblio. Una reminiscenza di questa tradizione sapienziale rimane nell'espressione “a cuor leggero” che tuttavia oggi crediamo equivalga a “spensieratamente” quando in verità non c'è modalità decisionale più lontana dal cuore di quella del pensiero. Infatti, il pensiero raziocinante non è che una scoria della mente rimuginante, un sottoprodotto dell'attività cerebrale che oggi dai più viene assunto a massima espressione dell'intelletto, ad indicare in quali tempi di decadenza sia cognitiva che civile e culturale ci troviamo a vivere. Non stupisca, poi, che tale presunzione si rifletta nella prassi ormai consolidata di riporre la propria fede nell'azione di concentrati di sostanze chimiche sperimentali di cui i nuovi sedicenti profeti della verità precostituita magnificano i presunti effetti salvifici.

La vera fede dimora in un imperturbabile nucleo di consapevolezza interiore: non si tratta di aderire acriticamente ai dettami di qualche sedicente guida laica o religiosa, bensì di costruire nello spaziotempo un equilibrio dinamico tra responsabilità (individuale e collettiva) e provvidenza:

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.” (Mt 7, 7-8)

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro; questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa è la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano! Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono come lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete.” (Mt 7, 12-16)

Personalmente, l'eroe nettuniano che preferisco è Avalokitesvara, il bodhisattva della compassione, che fece voto di non entrare nel nirvana prima di aver liberato tutte le creature senzienti.

Questo straordinario paladino della liberazione viene venerato in molte forme, anche femminili (in Cina e in Giappone è Kuan Yin, “l'essenza della saggezza che considera i suoni del mondo”). Il suo mantra è Om Mani Padme Hum, il mantra della compassione che protegge tutti gli esseri senzienti.

Per entrare in sintonia con l'energia nettuniana, ti invito a recitare il mantra ogni giorno per ventun giorni consecutivi, a beneficio della liberazione dalla sofferenza di tutti gli esseri senzienti del pianeta. 

 


MEDITAZIONE DELL'ENERGIA DI NETTUNO

N.B.: vedi le indicazioni preliminari valide per tutte le meditazioni per contattare le energie transpersonali (Meditazione dell'energia di Urano).

L'ambiente ideale dove praticare questa meditazione è la riva del mare al tramonto, se ciò non ti è possibile, posizionati in modo da sentire il suono dell'acqua che scorre (vicino ad un fiume, una cascata, una fontana...) e assicurati di non avere distrazioni o interruzioni durante la pratica. L'energia nettuniana informa il sesto chakra: sblocca le intuizioni cosmiche del terzo occhio, utilizzando canti e musiche dalla risonanza guaritrice.

 

Avere fede è indice di saggezza e la conoscenza (Da'at) origina proprio dall'unione tra saggezza (Chokhmah) e amore (Binah), in uno stato di comprensione olistica e di compassione universale. 

Per favorire la connessione nettuniana possiamo ricorrere alla cristalloterapia, utilizzando pietre cariche di energia spirituale (turchese, lapislazzuli, sodalite...) e in sintonia con il terzo occhio e l'amore incondizionato (ametista, quarzo rosa...). 

Ad ogni modo, il meditante dovrebbe aver instaurato un rapporto armonioso con le proprie emozioni, la floriterapia è di grande aiuto (leggi i contributi sui Fiori di Bach di Fabrizio e scopri la floriterapia stagionale e i dodici guaritori).

  • Assumi una posizione comoda a gambe incrociate, con le piante dei piedi rivolte verso l'alto e la schiena diritta. Unisci pollice e indice di ogni mano e appoggia i palmi rivolti verso il basso a contatto con le ginocchia, nel mantra della consapevolezza interiore.

  • Chiudi gli occhi e immagina una luce indaco che ti pervade, entrando in ogni cellula del tuo corpo per purificarla e corroborarla.

  • Sposta l'attenzione sul respiro che fluisce spontaneo dentro e fuori di te e sii consapevole del rumore dell'acqua che scorre a poca distanza dal tuo corpo. Lascia che il suono interiore dell'aria che entra ed esce dal tuo corpo si fonda naturalmente con lo scorrere dell'acqua.

  • Tenendo sempre indice e pollice uniti, rivolgi i palmi verso l'alto e appoggia il dorso delle mani sulle ginocchia nel mantra della conoscenza.

  • Sotto le palpebre chiuse, rivolgi gli occhi verso l'alto, nella zona tra le sopracciglia e mantieni l'attenzione sul terzo occhio, percepiscine lo sguardo che si apre dentro e fuori di te. Respira fluendo spontaneamente insieme all'acqua che scorre e lasciati andare.

  • In questo stato di consapevolezza avverti il silenzio e la calma degli abissi oceanici, così simili agli immensi spazi siderali. Percepisci l'affinità intrinseca in ogni cosa, tutto è connesso, tutto informa e viene informato, tutto comunica.

  • Rimani in uno stato di consapevolezza ricettiva, osserva e percepisci, non interferire con il flusso della vita che scorre dentro e fuori di te. Respira profondamente e lasciati fluire.

  • Puoi permanere in questo stato per tutto il tempo che desideri, per ritornare, inspira profondamente per tre volte, lentamente apri gli occhi e ritorna nel corpo.

  • Ricordati di sorridere e di ringraziare a conclusione di questa esperienza di connessione olistica.


I nettuniani sono spontaneamente religiosi: pronti al sacrificio per servire un bene superiore e soggetti al martirio. È facile intuire che questa totale dedizione all'ideale può trasformarsi in dipendenza autodistruttiva o in fanatismo dittatoriale: quanti esseri umani oggi si trovano perduti in una spirale involutiva a causa di qualche dipendenza deleteria (gioco d'azzardo, alcol, droghe, psicofarmaci, antidolorifici, social network...) o della cieca obbedienza a qualche idolo transitorio (la moda del momento, il successo, il denaro, il potere, la scienza...) che li rende dispotici nei confronti di se stessi e degli altri.

Stiamo vivendo l'ultima fase dell'Era dei Pesci, immersi in un mondo abissale di compulsioni e fanatismi che a ben vedere ha il solo scopo di alienarci da una realtà percepita dall'individuo come soverchiante. 

 

Rifugiarsi nell'evasione, tentando di ottundere il malessere esistenziale estraniandoci dalla responsabilità di vivere pienamente o affidandosi a sedicenti guide esteriori nella speranza di tacitare la voce della coscienza significa perdere l'occasione del millennio: l'opportunità irripetibile di dare il proprio contributo all'evoluzione della specie a cavallo tra due epoche (quella nettuniana dei Pesci e quella uraniana dell'Acquario) e mai come ora prossima all'autodistruzione.

Sentirsi sopraffatti dalla realtà, dal caos calmo che imperversa nell'universo come una tempesta oceanica senza fine, è un passo verso il risveglio: quando non ci sono punti di riferimento esterni, non rimane che guardarsi dentro. È questo il segreto dei dervisci rotanti: ricadere sempre di più in se stessi mentre tutto all'esterno vortica e si perde nel caos di forme e colori indistinti.

 

La vita è un viaggio dell'anima incarnata, una grande avventura dello Spirito immortale. Gli esseri umani, spinti da paura e presunzione, pretendono di ridurla a un'esperienza tangibile, misurabile e conoscibile in ogni parte, nella vana speranza che qualche comodità psicofisica li anestetizzi al punto da evitare di affrontare la sfida di vivere pienamente e totalmente nel presente. Tu però non cedere al sonno della coscienza: ricorda sempre che qualsiasi cosa credi di possedere finisce per possederti e che i tuoi giorni sulla Terra sono contati, non sprecarli, non trascorrerli invano.

Mariavittoria


SULL'AMORE

Una miscellanea di pensieri sull'amore tratti dalle opere più disparate, incluso l'epistolario, dell'autore di Siddharta e Il lupo della steppa e Dal Paese di Siddharta. Un compendio tascabile di letture hessiane in cui l'ultima parte è dedicata all'amore per l'umanità e il mondo, ovvero, nelle parole del celeberrimo scrittore, all'amore che“non vuole avere; vuole soltanto amare” perché l'amore maturo, evoluto, “è desiderio fattosi saggio”, un tema squisitamente nettuniano declinato con sagacia spirituale e poesia.

“Se l'uomo può essere 'buono', lo può soltanto quando è felice, quando ha in sé l'armonia. Dunque quando ama. E l'infelicità che c'era nel mondo, e l'infelicità che c'era dentro di me veniva dunque dal fatto che l'amore era disturbato. Da questo punto di vista le massime del Nuovo Testamento mi sembravano improvvisamente vere e profonde. 'Finché non diventerete come fanciulli' - oppure 'Il regno dei cieli è dentro di voi'. Questa era la dottrina, l'unica dottrina che ci fosse al mondo. L'aveva detto Gesù. L'aveva detto il Buddha, l'aveva detto Hegel, ognuno nella sua teologia. Per ciascuno l'unica cosa importante al mondo è il suo intimo stesso – la sua anima – la sua capacità di amare.” 

 




domenica 22 agosto 2021

L'energia di Urano

19° passo del percorso di orientamento metafisico

La chiusura mentale e la malizia

dei professori mi hanno insegnato a

diffidare dei potenti e a rifiutare ogni autorità.

A.A. Malinovskij


Con questo passo entriamo nello spazio delle energie che trascendono la realizzazione personale per guidare l'evoluzione collettiva. Tali energie hanno una portata molto più ampia di quella dei pianeti personali e un influsso lento, profondo e inesorabile sullo sviluppo della psiche che sovente fatica a comprenderne spontaneamente gli scopi.

I portatori delle energie di questi pianeti transpersonali spesso si rivelano agli occhi del mondo come degli outsider o semplicemente dei fuoriclasse.

Iniziamo a spron battuto con l'energia di Urano, che completa il novero dei pianeti transpersonali attualmente in moto retrogrado, i quali anche per tutto il prossimo mese lavoreranno nei recessi più remoti e reconditi della psiche umana. 

L'energia di Urano esprime la Mente Superiore, l'intelligenza cosmica che costituisce l'ottava superiore di Mercurio, la mente personale brillante ma limitata dal vassallaggio a stretto contatto con l'energia solare che manifesta l'io cosciente.

L'energia uraniana è geniale, rivoluzionaria e anticonformista in ogni suo aspetto: una scarica elettrica ad alto voltaggio che si manifesta come intuizione folgorante. Chi ne viene colpito non può più tornare indietro: è destinato a dispensare grandi doni all'umanità che comportano un netto cambiamento, sovente per il meglio, in particolare in ambito tecnico. Gli uraniani sono pervasi da un'energia prometeica che li porta ad essere precursori, avanti, spesso di secoli, rispetto alla loro epoca, e hanno come missione innata l'invenzione e l'innovazione di sicuro e ampio interesse per la collettività. 

 


In un mondo fieramente e ferocemente globalizzato che in ogni ambito spinge all'omologazione e al conformismo, troppo spesso mascherato da perbenismo, non è affatto facile la vita degli uraniani che per loro natura non conoscono né paura né egoismo. L'energia uraniana, infatti, è una spinta evolutiva impersonale e del tutto indifferente alle meschine preoccupazioni dei singoli individui su cui spesso fanno leva i regimi oppressivi. Cogliere il Grande Disegno richiede eccellenti capacità uraniane di astrazione, specialmente in frangenti come questi, in cui la storia del genere umano sembra arrestarsi e ripiegarsi su se stessa, complice la memoria troppo labile dei fatti oscuri avvenuti non a caso nel periodo che abbiamo soprannominato il secolo breve.

Per uscire dall'illusione dell'addormentamento di massa ed entrare nello spazio freddamente lucido dell'energia uraniana prepariamoci con una pratica yogica indispensabile, che richiede meno di dieci minuti.



Potrebbe sembrare un paradosso lavorare sul corpo fisico per raggiungere la Mente Superiore, fatta di pura informazione immateriale, ma in verità non si può nemmeno sperare di contattare genuinamente qualsivoglia dimensione superiore dell'essere se il veicolo corporeo è dissestato e sconnesso. Per venire informati bisogna essere in forma, in altre parole, se vuoi sintonizzarti sulla musica delle stelle devi prima sistemare bene la radio, e ovviamente la ricetrasmittente sei tu!

Riallineare i sette chakra principali è un metodo molto efficace per ritrovare calma e lucidità, nonché per liberarsi da malesseri fisici e da preoccupazioni mentali. Entriamo nello specifico, dedicando cinque minuti alla liberazione della mente a tre livelli comunicativi fondamentali (l'io del terzo chakra, il noi del quarto e il voi del quinto) e aprendoci così all'incontro con la coscienza cosmica.



MEDITAZIONE DELL'ENERGIA DI URANO

NOTA BENE: tutte le meditazioni per contattare le energie transpersonali andrebbero svolte all'aperto e a stomaco vuoto, preferibilmente nell'ora immediatamente precedente all'alba (quando il campo elettromagnetico terrestre è più debole e si riscontrano meno interferenze da parte dell'inconscio collettivo).

Se ciò non ti è possibile, un'ora prima della pratica bevi un litro di acqua alcalina (ph 8) addizionata con 2 gocce di olio essenziale di tea tree e 1 goccia di olio essenziale di menta, ed effettua un bagno o una doccia purificante strofinando energicamente la pelle con una miscela esfoliante (2 parti di sale grosso integrale con 2-3 gocce di olio essenziale di lavanda e una parte di acqua), poi, massaggia in senso orario la zona del sesto chakra (tra le sopracciglia) e del settimo chakra (la sommità del cranio) con una goccia di olio essenziale, rispettivamente di mirto e di sandalo.

Infine, giunti a questo punto del percorso diamo per assodato che si cominci la meditazione effettuando qualche ciclo di respirazione profonda per sciogliere ogni tensione fisica e svuotare la mente.


  • Siediti a gambe incrociate, tieni la schiena diritta e inspirando a pieni polmoni (fai rientrare il più possibile il diaframma nella gabbia toracica, allunga verso l'alto la colonna vertebrale e contrai gli addominali) apri i gomiti all'altezza delle spalle, alza le braccia, unisci i palmi delle mani sopra la testa e premili con forza. Tieni gli occhi ben aperti e lo sguardo fisso davanti a te. Trattieni il respiro, non contare, non pensare, cerca semplicemente di scomparire (la tua coscienza personale si fa da parte e svanisce, come se per qualche istante non esistessi).

  • Espira lentamente facendo uscire l'aria dal naso in un unico flusso, poi inspira e ripeti l'intera sequenza per altre sei volte.



  • Chiudi gli occhi e immagina un cielo perfettamente azzurro: senti che tutto il tuo corpo viene pervaso da questa energia celeste tersa e vibrante. Cerca di rimanere immobile e respira a pieni polmoni (come prima). Potresti percepire un leggero formicolio o la sensazione di essere attraversato da una scarica elettrica.

  • Mantieni la sensazione di essere pervaso dall'energia del cielo azzurro il più possibile, poi lascia che il colore ti abbandoni, defluendo completamente all'esterno dalla parte anteriore del tuo corpo.

  • Rimani in ascolto delle sensazioni del tuo corpo, potresti sentire la testa più leggera del solito e una vaga sensazione di euforia.

  • Abbassa le braccia e posa le mani distese sulle ginocchia, con i palmi aperti rivolti verso l'alto e le dita unite che puntano all'esterno.

  • Immagina di avere una gemma azzurra brillante al centro delle sopracciglia: è uno zaffiro luminosissimo che emette vibrazioni di energia. Sintonizzati sulle onde energetiche emesse dalla gemma, lasciando che il tuo corpo ne sia pervaso. Sincronizza il ritmo del tuo respiro con la pulsazione delle onde di energia della gemma azzurra e cerca di amplificarne l'intensità. Sii consapevole che l'energia zaffiro si estende in ogni direzione e si diffonde al ritmo del tuo respiro.

  • Continua a inspirare ed espirare l'energia zaffiro, fluendo con essa, potresti sentire una sensazione di freschezza e di leggerezza che ti porta verso l'alto. Respira e lasciati levitare.

  • Ritorna spontaneamente al tuo ritmo naturale di respiro e apri gli occhi. Sii consapevole che la gemma splende ancora tra le tue sopracciglia: ora è come un radar che scandaglia la realtà alla ricerca di nuove elettrizzanti possibilità.

  • Concludi la meditazione con un sorriso, ringraziando le forze celesti che sostengono le tue idee più brillanti.


L'energia uraniana risuona con il colore del cielo sereno, che corrisponde all'emissione del Primo Raggio o della Volontà. Immergiamoci nell'azzurro pieno dei tersi pomeriggi di fine estate e massaggiamo tutto il corpo con qualche goccia di olio essenziale di eucalipto diluito in un olio vettore nutriente e antirughe (cocco, jojoba, andiroba...). Per ristorare la mente dagli sforzi uraniani, beviamo succo di mela e cannella, un corroborante ottimo anche refrigerato.



L'energia uraniana agisce in cicli di sette anni e apporta cambiamenti radicali: è il periodo impiegato dal corpo per ricambiare completamente le cellule, per cui al termine di ogni ciclo uraniano siamo letteralmente persone nuove e passiamo ad un'ottava differente (ascendente o discendente) che coincide sempre con un nuovo e diverso stato dell'essere. Infatti, l'evoluzione non si ferma mai, ma prende varie direzioni, talvolta divaganti, ma quella di Urano è sempre lucidamente direzionata al raggiungimento di uno scopo superiore. Tipicamente uraniana è l'energia che muove tutti i terapeuti olistici e le medicine alternative in cui si fondono tecnica e innovazione.

Esigenti, intransigenti e avveniristici, indefessi portatori di ciò che è innovativo e diverso, gli uraniani facilmente si sentono incompresi e si ritrovano soli, anche quando sono alla guida di gruppi o comunità. Per riequilibrare i loro stati emozionali vengono in aiuto Impatients e Water Violet, i Fiori di Bach da assumere in particolare quando il genio ribelle che per primo ha rifiutato di conformarsi si sente orfano, ostracizzato dalla compagine umana retrograda, tarda o indifferente.

Mariavittoria


IL LIBRO DEFINITIVO DELLO HUMAN DESIGN SYSTEM

La Scienza della Differenziazione 

Nel 1925 Werner Heisenberg si trovava in ritiro a Helgoland, l'isola sacra in mezzo al Mare del Nord, quando ebbe l'intuizione del principio di indeterminazione: aveva ventitré anni e non si era opposto alla ricezione intuitiva di quello che sarebbe stato il fondamento della fisica dei quanti, la scienza che sta dietro e oltre la scienza moderna. Nel 1987 Robert Allan Krakower si trovava già da qualche anno a condurre vita privata a Ibiza, quando una voce gli spiegò lo Human Design System, eclettico e geniale incontro tra scienze antiche e moderne. Sono queste le rivelazioni uraniane dal caratteristico potenziale rivoluzionario per la consapevolezza, che probabilmente giungono a noi grazie alle informazioni trasportate dalle correnti di neutrini generate dalle esplosioni stellari: quando una stella muore propaga la propria coscienza siderale nel cosmo.

Il manuale di Lynda Bunnell e Ra Uru Hu fornisce tutte le informazioni necessarie a comprendere lo Human Design System, La Scienza della Differenziazione, e a traghettarci in una nuova epoca, spiccatamente uraniana, di comprensione e innovazione. Personalmente, trovo la traduzione in italiano decisamente migliorabile, ma il testo è comunque un valido supporto esplicativo, completo, ricco di spunti e di risorse aggiuntive per lo più gratuite e di facile accesso.

Galleggiamo nella densità dell'oceano di neutrini. La vera magia è comprendere quello che stiamo facendo, stiamo trattenendo e leggendo il campo di consapevolezza e stiamo leggendo il campo di consapevolezza nel modo in cui si relaziona unicamente a ciascuno di noi. Il Disegno Umano ci mostra come siamo disegnati per filtrare consapevolezza e che possiamo fornire una guida quando siamo dei filtri corretti. Ogni filtro corretto cambia il modo in cui chiunque altro trova informazioni. Stiamo cambiando la qualità dell'oceano di neutrini.”

 





giovedì 22 luglio 2021

L'energia del Sole

18° passo del percorso di orientamento metafisico

Volgi il viso verso il sole

e le ombre cadranno dietro di te.

Proverbio maori


Come il suo corrispettivo notturno presiede alle acque fisiche e dell’inconscio, il Luminare diurno governa il fuoco nel corpo e nello spirito, l’energia centrifuga della natura, alla quale ci connettiamo per ricevere le informazioni del progetto divino e l’entusiasmo necessario per realizzarlo. 

 


Il Sole presiede alle funzioni dell’emisfero cerebrale sinistro e quindi a tutta la parte destra del corpo, nonché a tutto ciò che è costituito di energia yang e maschile. Rappresenta e costituisce letteralmente la luce della coscienza: acuta, penetrante e inarrestabile perché sempre dedita ad autogenerarsi, in ogni parte dell’universo come in ogni fibra del nostro apparato psicofisico. 

 


Nell'attuale frangente del tempo storico, anche se il mondo evidentemente appare caduto in mano ad un meschino manipolo di chimici mediocri, ricordiamoci che la ricerca scientifica più avanzata nella comprensione dell’universo ad ogni livello è sempre stata quella condotta dai fisici. La fisica d’avanguardia ormai non ha più dubbi sul fatto che siamo esseri biofotonici, emettitori di campi elettromagnetici attraverso i quali scambiamo luce, veicolo di informazioni essenziali per la vita, a varie frequenze, sia con l’ambiente sia con gli altri esseri viventi.

Entriamo nello spirito di questo universo di luce viva, vibrante e interconnessa sintonizzandoci con un canto tradizionale Yawanawa reinterpretato in chiave moderna, che si apre con questa premessa:

Tutte le culture hanno profetizzato

che verrà un tempo

in cui la famiglia umana si unirà

e si solleverà per difendere

la sacralità della vita sulla Terra.


Prepariamoci alla meditazione risvegliando l’energia del terzo chakra, Manipura, la città gioiello sede della volontà solare cosciente. Beneficiamo al massimo della bella stagione praticando all’aria aperta, a contatto diretto con tutti gli elementi naturali. 

 


MEDITAZIONE DELL’ENERGIA DEL SOLE

Il grande artista e visionario William Blake ammoniva: Chi non osa guardare il sole in volto non sarà mai una stella. A ben vedere noi pratichiamo proprio per ricordarci che siamo figli del Sole e che tale inamovibile certezza ci orienta in questa vita e ci riporterà a casa in quelle a venire.

Questa meditazione rigenera la connessione interiore con lo Spirito solare, il massimo corroborante dell’evoluzione, dona forza e risveglia il buon umore, ricarica il terzo chakra e informa positivamente anche i chakra superiori, in particolare il settimo che ci connette all’intelligenza cosmica.

  • All’alba e/o al tramonto, posizionati in un luogo tranquillo in cui avrai il sole davanti. La luce deve raggiungerti direttamente senza filtri (se ti trovi al chiuso apri la finestra). Siediti con la schiena diritta, chiudi gli occhi e segui il fluire spontaneo del tuo respiro, sciogliendo le tensioni corporee e svuotando la mente.

  • Esegui il mudra della conoscenza, congiungendo la punta di pollice e indice rivolti in basso, con le mani appoggiate sulle ginocchia e i palmi a contatto con le rotule. Porta l’attenzione in tutto il corpo, percepiscine il calore interno, poi concentrati sulla periferia del tuo corpo fisico e senti tutti i punti dai quali penetra la luce solare. Rimani nell'attitudine di contatto e conoscenza con la luce che si trova dentro e fuori di te.

  • Apri gli occhi ed esegui il mudra della consapevolezza, sempre con la punta di pollice e indice congiunti, ma con i palmi rivolti verso l’alto e il dorso delle mani appoggiato sulle ginocchia. Guarda il sole e lasciati penetrare dai suoi raggi, percepisci la tua coscienza solare che emana dalla zona posta poco sopra il tuo ombelico, si espande in tutto il tuo corpo e si fonde con il flusso di coscienza proveniente dai raggi solari. Rimani nella consapevolezza di essere un tutt'uno con la luce.

  • Spalanca le braccia, con le mani ben aperte, come se volessi abbracciare il sole, e accogli tutto il suo splendore, percepiscine chiaramente la luce, il calore e il messaggio vitale, raccogli tutto l’oro eterico che emana.

  • Congiungi le mani davanti a te nel tradizionale namasté, saluta e ringrazia il sole ed esprimi gratitudine per la vita che scorre e fluisce dentro e fuori di te. Sorridi e concludi la meditazione in radioso silenzio.


Questa semplice meditazione ha un enorme potere rivitalizzante, è ideale per ricaricare l’apparato psicofisico e apporta nutrimento eterico spirituale ed evolutivo alla coscienza. Praticala con costanza, presenza e consapevolezza ogni volta che ne hai occasione. 

 


I bagni di sole sono una pratica terapeutica conosciuta da molte tradizioni. L’esposizione diretta alla luce solare è sempre benefica e auspicabile entro un’ora dall’alba e prima del tramonto, mentre è sconsigliabile nelle ore centrali del giorno, dalle 12 alle 15. Se ci esponiamo per periodi prolungati, come è il caso di fare stando all’aria aperta a contatto con la natura, la pelle va protetta con una lozione adeguata (la miglior crema solare che ho provato fin’ora è la crema solare di Tea Natura, nuova formulazione).

Nel periodo estivo, è buona abitudine massaggiarsi viso, corpo e capelli con generose quantità di olio di germe di grano che nutre intensamente e previene l’inaridimento e l’invecchiamento cutaneo dovuto a un’esposizione eccessiva o poco avveduta. Contribuisce alla corretta idratazione bere a piacere un’acqua aromatica antiossidante a base di carote e melone: per prepararla è sufficiente tagliare a pezzetti due carote e una grossa fetta di melone in mezzo litro d’acqua a temperatura ambiente e lasciare in infusione in frigorifero per una notte. Anche il succo fresco di tutti i frutti gialli ci rinvigorisce, protegge i tessuti e ricarica di energia tipicamente solare, specialmente quello degli agrumi.



I colori del Sole sprigionano energia vitale, sono tonici-stimolanti: il rosso aiuta a focalizzarsi su un obiettivo e a smobilitare le risorse necessarie per realizzarlo, l’arancione trasmette la gioia di vivere senza attaccamenti, il giallo dona allegria e acuisce la vivacità intellettuale, l’oro emana consapevolezza e maestosità divina. 

 

Indossiamo i colori solari per riconnetterci alle dimensioni calde e luminose dell’energia vitale, possiamo anche tenerne addosso uno in particolare, ad esempio come braccialetto o collana, come ancora energetica per ricordarci la qualità spirituale solare su cui stiamo lavorando e che intendiamo esprimere e sviluppare:


ROSSO: azione finalizzata al conseguimento e determinazione

ARANCIONE: gioia di vivere e compassione

GIALLO: intelligenza attiva e leggerezza

ORO: saggezza e ricchezza interiore


Si tende a dimenticare che una delle massime espressioni dell’energia solare in natura è costituita dai fiori, che sono un concentrato di colori vivaci e di effluvi vitali. I fiori sono lo strumento con il quale le piante trasmettono messaggi subliminali. Ricordiamocene ogni volta che ci accostiamo a una pianta fiorita e impariamo a utilizzare il potere terapeutico dei colori e delle essenze naturali seguendo l’orientamento del nostro sole interiore.

Mariavittoria

AROMATERAPIA SOTTILE

La prima storica guida alla conoscenza e all'uso sottile degli Oli essenziali

L'oro eterico che assorbiamo dal Sole alimenta i corpi sottili, i quali si possono armonizzare e riequilibrare, traendone benefici sia psicofisici che spirituali, ricorrendo all'uso consapevole degli oli essenziali. Precisamente, a scopo terapeutico lo Spirito delle piante si estrae per distillazione in corrente di vapore, un procedimento eminentemente alchemico dal quale si ottiene l'olio essenziale, cioè l'essenza carica del Fuoco o principio vitale della pianta, e le acque aromatiche, dal carattere più effimero e lunare. 

Imparare ad avvantaggiarsi delle straordinarie virtù di questi preparati naturali è un'arte che in ogni tempo preserva da molti mali e offre rimedi efficaci e di pronto utilizzo ai principali disturbi psicofisici, nonché un valido sostegno per incontrare le necessità dell'anima in evoluzione. 

Questo breve manuale interseca l'aromaterapia sottile ad altre pratiche di riequilibrio energetico (ad esempio la cristalloterapia) e contiene utili indicazioni spirituali per acuire la propria consapevolezza anche nell'ambito di una corretta pratica meditativa. Una lettura consigliata ai terapeuti esoterici e a chi intende diventare terapeuta sottile di se stesso.

Dato che l'olio [essenziale] di Gelsomino è generalmente conosciuto come un potente afrodisiaco, di solito non viene preso in considerazione come olio utile alla meditazione, ma va detto che anticamente le sue proprietà spirituali erano ben conosciute, anche se ora ce ne siamo dimenticati. Attualmente, dato che molte persone cercano la completezza attraverso la ricerca spirituale, quest'antica conoscenza è stata riscoperta.”

 


Protezione solare efficace, piacevole, sicura e totalmente naturale, per chi dal sole vuole prendere solo il meglio in ogni momento del giorno.






martedì 22 giugno 2021

L'energia della Luna

 17° passo del percorso di orientamento metafisico

Anche questa sera

le stelle staranno a guardarti,

esprimendo desideri su di te.

Gabriele Policardo



Il Luminare notturno presiede ai ritmi acquei, ciclici e centripeti della natura, ai quali dobbiamo riconnetterci per ritornare a sentire e percepire profondamente con ogni parte del nostro essere. 
La Luna governa in particolare i fluidi: muove le maree e tutti i liquidi (il nostro corpo fisico è composto per più del 70% di acqua), ma anche l’inconscio, il karma e la sessualità femminile, tutti elementi compresenti nell’energia del secondo chakra: Swadisthana.




Ben poco dell’energia della Luna può essere trasmesso a parole: il suo potere e silente, mutevole e riflessivo come la sua luce. Il Luminare notturno utilizza il linguaggio delle immagini e comunica attraverso suggestioni e impressioni non verbali. Il suo dominio è l’emisfero cerebrale destro e quindi tutta la parte sinistra del corpo. Avviciniamoci al suo regno gradualmente, affinando i sensi e le percezioni.




Riprendiamo contatto con la forza dolce e inesorabile della natura, lasciandoci trasportare dalla voce e dalla musica di Ayla Schafer e dai danzatori che esprimono l’energia dei quattro elementi, Acqua, Terra, Aria e Fuoco, prestando attenzione ai simboli, ai colori e a tutte le suggestioni non verbali.




Qualche respiro profondo e magari una generosa offerta di acqua aromatica alle quattro direzioni ci porta simbolicamente nello spazio sacro e curativo del Temazcal, con un canto purificatore che è l’ideale per accompagnare i riti del Solstizio d’Estate.





Arriviamo così a svolgere una sequenza di mudra riequilibranti, spiegata con grande perizia e chiarezza dall’insegnante di yoga Shakti Brancolini, che ci riconnette ai fiumi sacri e alle acque interne ed esterne.



 

MEDITAZIONE DELL’ENERGIA DELLA LUNA


La meditazione che ti propongo per questo passo si ispira al principio tutto lunare del giusto ritmo (in giapponese Jo-ha-kyu) come illustrato da Selene C. Williams:

“Tutto nella foresta segue questo principio. Le piante attraversano lunghi periodi di tempo in cui non crescono, poi, nel giusto momento, iniziano a svilupparsi e crescono anche rapidamente. I fiori sbocciano nel giusto momento, gli animali escono dalla tana nel giusto momento. Saper cogliere il giusto momento è una questione d’istinto. Quando cammini in una foresta, il principio di jo-ha-kyu va applicato all’osservazione degli uccelli, degli insetti e degli animali, se riesci a vederne. Quando vedi un uccello o un insetto pensa: “Questo è il giusto momento per noi di essere in contatto".
Essere lì proprio in quell’istante per vedere il passaggio veloce di quell’uccello o di quell’insetto non è un caso, è il frutto del ritmo che lega tra loro tutte le cose nella foresta, te compreso, perché tu, in quel momento, sei un elemento della foresta. Questa meditazione ti aiuta a sintonizzarti con le armonie universali e a essere spontaneamente opportuno, cioè capace di fare o dire la cosa giusta al momento giusto senza sforzo.”

Selene Calloni Williams, Noburu Okuda Dō, Shinrin Yoku - l'immersione nei boschi



Per questa meditazione lunare, recati in un luogo tranquillo a contatto con l’acqua, magari di notte e siediti tenendo la schiena ben diritta. Puoi farti aiutare da un albero, appoggiandoti al suo tronco.

  • Effettua qualche ciclo di respirazione profonda, lasciando andare tutte le tensioni corporee e mentali. 
  • Chiudi gli occhi e bascula dolcemente avanti e indietro con il bacino, lasciando che la spina dorsale si snodi e che la testa segua spontaneamente il movimento sinuoso delle vertebre. Inspira dal naso ed espira dalla bocca, lasciando fuoriuscire tutto ciò che si muove e sale dal profondo del ventre. 
  • Fermati, assesta la colonna vertebrale aprendo il bacino (assicurati che rimanga diritto e rilassato), piega le gambe in modo che le piante dei piedi siano a contatto. Inspira dalla narice sinistra ed espira dalla narice destra per almeno un minuto (pranayama rinfrescante che attiva Ida).  
  • Posa il dorso delle mani sulle ginocchia ed esegui il mudra dell’Acqua premendo con forza il polpastrello dell’anulare contro quello del pollice. Visualizza una falce di luna sorridente.



  • Ripeti per 108 volte il mantra LAM. 
  • Respira, apri gli occhi, sorridi e ringrazia la Luna e tutte le energie femminili della natura.

La tradizione sapienziale sia orientale che occidentale sconsiglia di esporsi ai raggi della Luna, specialmente durante le fasi di eclissi e, per i soggetti più sensibili, anche di luna piena.

Nondimeno, essere consapevoli di quale fase stia attraversando il Luminare notturno (crescente, calante, ecc.) è molto utile per comprendere i cicli naturali che si svolgono attorno a noi e stabilire una connessione con i ritmi del nostro corpo, riportandoli a fluire spontaneamente.

In questa riconnessione consapevole possono aiutarci anche i colori: vestiamo di bianco durante la Luna Crescente, di nero durante la Luna Calante e di rosso durante le fasi di Luna Piena e di blu in quelle di Luna Nuova.



È questo il momento di onorare il tempio corporeo con massaggi aromatici, in particolare con olio monoi di tiaré dal profumo esotico che nutre la pelle e risveglia i sensi avvolgendo l’aura in un caldo abbraccio femminile, e curare l’idratazione anche a livello emotivo, bevendo molta acqua fruttata: basta lasciar riposare per una notte in frigorifero una generosa selezione di frutti estivi (pesche, albicocche, anguria, melone, ciliegie…) tagliati a pezzetti in 1,5 litri di karkadè (infuso a freddo di fiori di ibisco), da filtrare (la polpa della frutta rimasta forma una macedonia ottima come spuntino) e bere nell’arco della giornata.

Essere in sintonia con l’energia della Luna apre al potere misterioso della saggezza innata, perché significa saper riconoscere l'intelligenza del ritmo naturale insito in ogni cosa che nasce, cresce e vive su questo pianeta, e ritrovare il senso avvolgente e magico del ciclo cosmico in cui ogni cosa si spiega e dispiega con naturalezza.

Mariavittoria




YOGA ORMONALE

Un manuale illustrato che tutte le donne dovrebbero leggere e seguire per alleviare i sintomi dei più comuni disturbi femminili in modo naturale e ritrovare gioia e vitalità in ogni fase della vita. E ovviamente gli uomini più avveduti beneficeranno parimenti di questa lettura che spiega in modo chiaro e poliedrico la complessa realtà dell’essere donna e fornisce un’ampia panoramica dei principi della medicina energetica ayurvedica.

“Lo yoga ormonale è diverso dall’Hatha Yoga tradizionale perché è dinamico e lavora intensamente sul corpo sottile (o corpo energetico). In sostanza, questo libro propone un trattamento olistico e naturale che riattiva le ghiandole endocrine femminili grazie ad un massaggio degli organi interni (tramite asana e pranayama), grazie alla circolazione del prana e grazie agli effetti benefici dello Yoga Nidra su corpo e mente.”