lunedì 29 giugno 2015

Cambiare vita


Quando il potenziale energetico e la coscienza
raggiungono una massa critica
tutto il resto comincia a sistemarsi da solo.
Vadim Zeland


Un antico adagio ricorda che se non ti piace la tua vita puoi sempre cambiarla. Niente di più vero, e una conoscenza autentica della metafisica assicura risultati ottimali per la propria realizzazione.

La vita è energia in movimento: da un lato crescita ed evoluzione per raggiungere nuovi stadi di sviluppo, dall'altro atrofia e degrado che conducono ad una stagnazione mortale. Cambiare vita, nella prospettiva di un netto miglioramento su tutti i fronti della propria esistenza, significa cambiare atteggiamento e in definitiva cambiare abitudini. È piuttosto semplice, al punto che molti validi insegnamenti, per quanto appaiano differenti e utilizzino mezzi diversi, veicolano sostanzialmente lo stesso messaggio: metti in circolo la tua energia, tutto comincia da te. Anche il cambiamento è un moto interiore: non si tratta di convincere altri e nemmeno se stessi, bensì di esercitare il diritto di scegliersi la propria vita. Naturalmente la vita è adesso.


Quanti libri hai letto sul cambiamento? E poi cos'è cambiato nella tua vita? Certo, non è che un libro possa cambiarti la vita, ma la tua decisione di metterlo in pratica potrebbe fare la differenza! Dunque la domanda fondamentale diventa:

Dopo aver letto un libro sul cambiamento cos'è cambiato in te? 

Per rispondere prontamente a questo enigma abbiamo creato una nuova pagina del sito intitolata proprio Cambiare vita. In essa troverai la presentazione di letture utili da mettere in pratica. Forse sono libri che già conosci, tanto meglio, rileggendoli avrai l'occasione di comprendere cosa si cela tra le righe: scoprirai la tua occasione per cambiare.

Scegli un paio di queste letture e comincia a metterle in pratica. Verifica da te il potere del cambiamento nei fatti, nelle azioni quotidiane. Perfino i dubbi svaniscono quando si passa ad agire, il Lavoro su di sé è in qualche modo autorisolutivo. Il resto sono solo chiacchiere e intrattenimento.
Infine, introduciamo brevemente quelli che di certo costituiscono i due libri più sovversivi e controversi della nuova pagina Cambiare vita: Transurfing vivo e Scardinare il sistema tecnogeno, entrambi di Vadim Zeland.


Probabilmente avrai già sentito parlare del Transurfing come tecnica di gestione della realtà (trovi notizie sull'autore ed estratti dai suoi libri nel sito Russiainedita), ma è meno noto che si tratti di un vero e proprio sistema olistico, come sottolinea instancabilmente il suo divulgatore:

Sono ancora una volta costretto a ripetere che il Transurfing dev'essere considerato come un approccio olistico, una dottrina integrale, costituita da tre componenti principali: come pensiamo, come ci alimentiamo, come ci muoviamo. Cosa significa insegnamento olistico? Significa che se si eliminano uno o più dei suoi componenti, si ottiene qualcosa di «non finito» e la tecnica perde il suo pieno potenziale. Il pensiero è il vostro modo di relazionarvi allo specchio del mondo, cioè l'immagine che formate davanti a tale specchio e la reazione che avete rispetto all'immagine riflessa. L'alimentazione è ciò che entra in voi direttamente: il cibo e l'informazione. Il movimento include il vostro stile di vita: attivo o sedentario, e la vostra capacità di gestire il vostro corpo e il vostro potenziale energetico. (Vadim Zeland, Scardinare il sistema tecnogeno, Macro Edizioni 2013, trad. it. di Vera Giovanna Bani, pp. 117-118)

Nei libri precedenti, noti in Italia sotto la dicitura Reality-Transurfing, Zeland si è dilungato nella spiegazione dei presupposti metafisici di questo sistema olistico. In questi due volumi invece il suo discorso passa ad un altro livello, affrontando tutti gli aspetti fondamentali della pratica: 

Non conto sul fatto che chi leggerà questo libro verrà conquistato dalle mie idee. Credo si tratti di idee insolite e anche scomode rispetto a un modo abituale di immaginare la vita. Tuttavia chi già comincia a rendersi conto che nel nostro mondo sta succedendo qualcosa di strano, capirà tutto [...] Dovete rendervi conto che passare dal vecchio, sonnolento e bloccato modo di vivere a un modo di vivere nuovo, libero e consapevole, non è così semplice come sembra. Per questo motivo non abbiate fretta, non fatevi violenza e non cercate di seguire con fanatismo tutti i consigli riportati in questo libro. Il fanatismo, in qualsiasi forma esso si manifesti, anche se si tratta di cose buone e utili, è l'altra faccia dell'infantilismo, che addormenta e impedisce la comprensione di ciò che si sta facendo. Ricordatevi che tutto deve essere fatto con equilibrio, con armonia e con piacere, non per costrizione. (Vadim Zeland, Transurfing vivo, Macro Edizioni 2012, trad. it. di Vera Giovanna Bani, pp. 316-317)

Risulta evidente che questi libri nascono dall'intenzione di Zeland di rendere il Transurfing sempre più comprensibile. Sono proprio le domande dei lettori a fornire gli spunti per approfondire il modo in cui è possibile praticare il Transurfing e passare felicemente dall'immaginazione alla realtà, dal pensare di sapere al saper vivere.

Mariavittoria

SCOPRI IL POTERE DELLE DOMANDE

"Se non ci prendiamo qualche istante per farci domande, come possiamo trovare nuovi modi per vivere meglio, per migliorare la nostra vita e le nostre relazioni?"





lunedì 15 giugno 2015

Tisane spontanee

Il primo infuso è per il gusto.
Il secondo infuso è per il piacere.
Il terzo infuso è per l'occhio.
Il quarto infuso è per il rilassamento.
Proverbio cinese



I fiori, le foglie, le piante aromatiche e perfino le erbe infestanti riescono a farci dono della loro vitalità e delle loro proprietà in mille modi diversi. In questo post ci proponiamo di mostrare in che modo dei semplici gesti antichi, come quello di preparare una tisana, possano spalancarci le porte verso un benessere davvero alla portata di tutti.


Tisana di primula (Primula vulgaris)
Questo infuso ha un aroma molto delicato e leggero. Il dosaggio per la sua preparazione è di uno o due cucchiaini di foglie sminuzzate ogni duecento ml di acqua calda. La possiamo assumere preferibilmente nelle ore che precedono il sonno onde accentuare il suo effetto calmante e consentirci di riposare in tutta tranquillità. È molto indicata anche per i bambini perché garantisce un sonno profondo e ristoratore.

Tisana di viola (Viola odorata)
Questa tisana, piuttosto ricercata, sia per il suo gusto inebriante sia per le sue notevoli proprietà terapeutiche, è un prezioso dono che la natura ci offre. Le notevoli proprietà antinfiammatorie, depurative e disintossicanti, nonché l’alto tenore di vitamina C, ne fanno una bevanda particolarmente apprezzata. Per poter avere una tisana di qualità, occorre che i fiori siano raccolti al momento della loro massima fragranza e che siano poi celermente seccati onde mantenere inalterate le loro caratteristiche. L’infusione avviene in acqua tiepida e per il dosaggio seguiamo tranquillamente il nostro intuito. Per una variante coreografica, possiamo prendere in considerazione l’ipotesi di guarnire la tisana con qualche petalo di viola galleggiante e con piccole scaglie della buccia di un arancio dolce. 


Tisana di edera terrestre (Glechoma hederacea) 
Ottima tisana che può vantarsi di poter sostituire il ben più rinomato tè. L’edera terrestre è una di quelle erbe (o erbacce, perché in realtà è un'infestante) che può fregiarsi dell’appellativo di ingrediente del misterioso tè svizzero. Il dosaggio è uno o due cucchiaini di foglie secche (non è consigliabile utilizzare le foglie fresche) in duecento ml di acqua calda. Dopo averla coperta e lasciata raffreddare, possiamo filtrarla e, se se ne sente la necessità, aggiungere del miele, che a basse temperature non perde le sue magnifiche proprietà nutritive. L’edera terrestre può essere gustata da sola, oppure, visto la sua versatilità, miscelata a piacere con altre erbe aromatiche.

Tisana di ajuga (Ajuga reptans) 
L’ajuga appartiene alla ben nota famiglia delle erbe infestanti. Il suo aspetto è allo stesso tempo delicato quanto tenace: il suo colore che sfuma dal blu al violetto ben si addice ad un portamento eretto e saldo. Anche quest’erba può fregiarsi del titolo di componente del tè svizzero e per la sua preparazione rimandiamo alla tisana di edera terrestre. 

Tisana di veronica (Veronica fruticans) 
Terza erba che viene comunemente definita tè svizzero. La veronica, meglio conosciuta come Occhi della Madonna, tappezza i nostri prati con le sue caratteristiche macchie di fiori dai colori bianco azzurri. Per i dosaggi della gustosa tisana che con essa si può preparare, rinviamo alla ricetta della tisana di edera terrestre.


Tisana di foglie di fragola (Fragaria vesca)
Le tenere foglioline della fragola selvatica, quando raccolte prima della fioritura, offrono alle nostre papille gustative una delizia ineguagliabile. Possiamo conservarle in contenitori stagni, preferibilmente di vetro, per dilatare nel tempo la freschezza della loro preziosa essenza. La tisana che viene preparata con queste foglioline è uno dei tesori più nascosti che il bosco sa offrirci e, al contempo, uno dei più prelibati. La sua preparazione è semplice: mettiamo in infusione uno o due cucchiaini di foglie (fresche o secche) in una tazza di acqua calda e lasciamola riposare, coperta, per venti minuti. A questo punto possiamo filtrare e servire. Se desideriamo, possiamo aggiungere un cucchiaino di miele alla tisana tiepida. 

Tisana di tiglio (Tilia europea; Tilia silvestris) e camomilla (Matricaria chamomilla)
Questa tisana è particolarmente indicata per chi ha bisogno di calmare e tranquillizzare sia il corpo sia la mente. Gli effetti rilassanti e diuretici del tiglio ben si armonizzano con le proprietà sedative ed antiinfiammatorie dei fiori della camomilla. Per la preparazione della tisana ci occorrono cinque grammi di fiori di camomilla secchi e cinque grammi di foglie e fiori di tiglio per ogni cento ml di acqua cala. Il tempo di infusione deve essere breve, circa cinque minuti, e comunque non superare i sette minuti, soglia oltre la quale tiglio e camomilla annullano il loro potere rilassante per infondere alla tisana solo note energetiche rivelate dal suo colore ambrato anziché giallo dorato.

Tisana di ortica fresca (Ortica dioica) 
Per una cura depurativa possiamo sminuzzare delle punte di ortica fresca e aggiungerne tre o quattro foglioline per ogni tazza di tisana che si vuole preparare, quindi lasciarle nell’acqua calda, ma non bollente, per cinque minuti. Prestiamo attenzione a non bollire l’ortica, altrimenti le sue proprietà terapeutiche si alterano. Se abbiamo a disposizione ortica secca, le dosi sono quelle di uno o due cucchiaini per ogni tazza di acqua calda; in questo caso il tempo di infusione aumenta a dieci minuti.

Tisana di malva (Malva silvestris)
La malva, nota per le sue proprietà espettoranti, lenitive ed antinfiammatorie, può essere impiegata sia per uso interno sia esterno. È indicatissima per risolvere tutte le infiammazioni che colpiscono il cavo orale, in particolar modo è estremamente efficace per la cura delle afte e delle affezioni alle gengive. La preparazione della tisana è semplice: lasciamo in infusione per un quarto d’ora un cucchiaino di fiori e foglie (sono ottimi sia freschi sia secchi) per ogni tazza di acqua cada utilizzata, poi filtriamo.

Tisana di lavanda (Lavandula angustifolia)
La lavanda, meravigliosa pianta dai colori sgargianti e dal profumo inebriante, ha innumerevoli qualità, fra le quali annoveriamo le sue proprietà digestive, antinfiammatorie, rilassanti. Inoltre aiuta ad alleviare il mal di testa. Altra sua caratteristica è quella di agire beneficamente in presenza di stati febbrili ed influenzali. Per la preparazione della tisana possiamo avvalerci di uno o due cucchiaini di fiori per ogni tazza di acqua calda. Una volta lasciata riposare per dieci, quindici minuti, la filtriamo e la serviamo al naturale o con l’aggiunta di un poco di miele.


Infuso di finocchietto selvatico (Foeniculum vulgare): 
Per un’ottima tisana digestiva e carminativa, possiamo utilizzare i semi del finocchietto selvatico: il risultato sarà una bevanda dal gusto deciso, aromatico e fresco. Versiamo un litro di acqua bollente su trenta grammi di semi di finocchietto. Lasciamo riposare il tutto per trenta minuti e poi beviamolo nell’arco della giornata.

Melissa (Melissa officinalis), malva (Malva silvestris) e menta (mentha piperita)
Per una tisana dal sapore delicatissimo, ma allo stesso tempo deciso, che unisce le note agrumate della melissa con quelle più intenso della menta, proviamo questa ricetta. Mettiamo un cucchiaino di foglie di melissa secche, uno di foglie e fiori di malva secchi e uno di foglie di menta secche ogni due tazze di acqua. La preparazione è altrettanto gustosa e benefica utilizzando i prodotti freschi. Lasciamo le piante in infusione per sette minuti e quindi filtriamo. A questo punto possiamo assaporare la tisana al naturale, oppure aggiungere qualche goccia di limone ed, eventualmente, del miele.
Infine, ricordiamo che per preparare una buona tisana spontanea è sufficiente lasciare in infusione le erbe selezionate, specialmente se si tratta di fiori, per pochi minuti in acqua calda ma non bollente. 
Fabrizio








lunedì 1 giugno 2015

Oli veramente essenziali

Abbi buona cura del tuo corpo:
è l'unico posto
in cui devi vivere.
Jim Rohn


Sapersi prendere cura del proprio corpo utilizzando prodotti e rimedi naturali non solo è possibile, ma è anche altamente consigliabile se vogliamo fare del bene a noi stessi e al pianeta che ci ospita. È facile concordare sul fatto che una dieta sana ed equilibrata, che preveda l'assunzione giornaliera di cinque porzioni di frutta e verdura, fresche e di stagione, e di abbondante acqua minerale naturale (con un residuo fisso non superiore a 50 mg/l) insieme ad una regolare e moderata attività fisica, che non stressi bensì corrobori il sistema respiratorio e muscolare, rappresentano un'ottima prassi per mantenersi in forma e disporre dell'energia necessaria al Lavoro metafisico. Bisogna però ricordare che respiriamo e ci alimentiamo anche attraverso la pelle: si tratta dell'organo più esteso del nostro corpo fisico, che va tutelato e coadiuvato nello svolgere le sue innumerevoli funzioni. 


Vediamo i prodotti totalmente naturali, vegetali ed ecologici, per mantenere una pelle nutrita, elastica e funzionale a qualsiasi età e in qualsiasi stagione dell'anno.
Iniziamo con tre oli vegetali consigliabili anche come condimento, ideali per nutrire, proteggere e detossinare la pelle:
  • Olio extravergine d'oliva (Olea europaea): è l'olio vegetale dall'utilizzo più versatile, perfetto per la detersione delicata ed efficace di tutto il corpo, anche per struccare viso e occhi, nutre e idrata in profondità. Utilizzato in modo adeguato sostituisce egregiamente i comuni detergenti per il bagno e per la doccia: ne parlo nel mio post Purificare corpo e mente.
  • Olio di sesamo (Sesamum indicum): le sue proprietà antiossidanti, rigeneranti e purificanti lo rendono particolarmente adatto per lozioni detossinanti e per il massaggio sportivo. Ha un profumo aromatico ed è in grado di bloccare i raggi UVB; prediligiamolo quindi in caso di attività all'aria aperta come olio vettore delle nostre lozioni tonificanti, solari o antiforfora.
  • Olio di avocado (Persea americana): la sua fragranza pungente, un'accentuata viscosità e l'intenso colore verde oliva rivelano la straordinaria miscela di vitamine (A, B, C, D, E, K, H, PP) contenute in questo tonico, ammorbidente e cicatrizzante, adatto a riequilibrare la pelle secca e spenta afferente secondo l'Ayurveda alla tipologia di energia vitale (dosha) Vata.
Aggiungiamo alla nostra dotazione un'ottima a cera vegetale liquida, che mantiene le sue proprietà inalterate nel tempo:
  • Olio di jojoba (Simmondsia chinensis): non essendo un olio non ha problemi di ossidazione, non unge ed è adatto anche alla cura dei neonati. Ha un delicatissimo odore tostato che sparisce totalmente a contatto con la pelle, di rapido assorbimento è un ottimo doposole che protegge anche dalla salsedine e prolunga l'abbronzatura. La sua azione seboregolatrice lo rende adatto per ogni tipo di pelle, in particolare nel trattamento di forfora e pelli normali o grasse afferenti alle tipologie di energia vitale (dosha) rispettivamente di Pitta e Kapha.

In effetti, tutti questi quattro prodotti offrono una discreta protezione dai raggi solari e sono ideali anche come basi (oli vettori) da aromatizzare o arricchire con erbe officinali e oli essenziali per creare facilmente lozioni da massaggio, profumi o detergenti personalizzati senza additivi di sintesi. Le preparazioni fai da te sono molto facili. Vedi ad es. il semplice procedimento per ottenere una lozione viso corpo e capelli alla vaniglia nel mio post La quinta stagione.
Infine, elenco un trittico di oli essenziali che non dovrebbero mai mancare nelle nostre case. Oltre ad essere perfetti come aromi per purificare gli ambienti ed efficaci come principi attivi nei detersivi naturali casalinghi, hanno un'azione riequilibrante e stimolante delle funzioni dell'apparato psicofisico, disinfettano, attenuano prurito e stanchezza e sono sicuri e benefici per la pelle e il cuoio capelluto:
  • Olio essenziale di tea tree (Melaleuca alternifoglia): uno dei migliori disinfettanti naturali (antimicotico, antibatterico, antiparassitario, antisettico), quest'olio dal profumo balsamico è cicatrizzante, purificante e immunostimolante. Si applica puro nel trattamento delle onicomicosi. Per una lozione astringente e deodorante adatta alle pelli impure se ne mescolano 15 gocce in 100 ml di olio vettore.
  • Olio essenziale di timo serpillo (Thymus serpyllum): un antibiotico naturale, è balsamico dal profumo pungente, antisettico, antibatterico e antimicotico. L'olio essenziale di timo è un potente dermopurificante che agisce sulle infezioni (da quelle delle vie respiratorie alla cellulite), stimola il sistema nervoso e contrasta i reumi e la caduta dei capelli. Per lozioni da massaggio tonificanti se ne diluiscono 5-20 gocce in 100 ml di olio vettore.
  • Olio essenziale di lavanda (Lavandula officinalis): il miglior antistress naturale, lenitivo, decongestionante e purificante, quest'olio ha un piacevole profumo fresco e rilassante. Ottimo rimedio per le scottature solari, attenua crampi, algie, vertigini, nausea e dolori di varia natura (dai reumi all'orticaria). Adatto come cicatrizzante dopo la rasatura, deodora, protegge e tonifica la pelle. 5 gocce sono sufficienti da diluire in 100 ml di olio vettore.

Naturalmente, possiamo utilizzare questi oli in sinergia, combinando all'occorrenza le loro proprietà. Prepariamo ad esempio una miscela d'emergenza, da portare sempre con noi in un flaconcino con tappo contagocce, contenente 14 gocce di olio essenziale di lavanda e 6 gocce di olio essenziale di tea tree da utilizzare direttamente su tagli, punture d'insetto, bruciature e altre lesioni dolorose della pelle. Un'altra idea di prevenzione quotidiana è preparare una lozione restitutiva mescolando in parti uguali olio di jojoba e olio di avocado, da utilizzare in sostituzione delle normali creme per il viso e per il corpo e che si potrà massaggiare anche sul cuoio capelluto e sulle punte di capelli aridi o danneggiati. Infine, possiamo diluire 15 gocce di olio essenziale di tea tree e 5 gocce di olio essenziale di lavanda in 100 ml di olio di jojoba, otterremo così una delicata lozione dermopurificante e deodorante, adatta all'utilizzo giornaliero in sostituzione dei comuni deodoranti ascellari o per i piedi. L'esperienza nell'utilizzo mirato di questi oli porterà alla graduale sostituzione di tutti i prodotti cosmetici di sintesi o alternativi, garantendo una pelle sempre sana, protetta e nutrita, letteralmente dalla punta dei piedi alla radice dei capelli.
Mariavittoria




lunedì 18 maggio 2015

Il sapore dei fiori

Ci sono fiori dappertutto
per chi è capace di vederli.
Matisse



I fiori sono uno degli spettacoli più entusiasmanti della natura: riempiono i nostri occhi con i più straordinari giochi di colore, le nostre narici con le più soavi fragranze ed il nostro cuore di una leggerezza inebriante. Essi sono anche utilizzabili in cucina. Per conoscerli meglio ho preparato un 



Vediamo alcuni esempi. 
Primula (Primula vulgaris); primula maggiore (Primula elatior); primula odorosa (Primula veris)
Questa pianta dai colori sgargianti predilige i prati ed i boschi in collina e in montagna, le zone umide, cresce su terreni calcarei e vicino ai muri a secco. Fiorisce da marzo a maggio. Possiamo mangiare in insalata le foglie più tenere e cuocere le altre per arricchire il nostro piatto di verdure lessate o al vapore. Usiamo l’accortezza di cogliere solo le foglie laterali, senza intaccare le radici della pianta. Il fiore si può utilizzare nelle frittate, candito, oppure per la preparazione di frittelle dolci, torte o nella più laboriosa confettura di primule. Occorre prestare particolare attenzione alla fase di pulitura della corolla del fiore, nella quale potrebbero annidarsi degli insetti: una delle procedure più semplici ed efficaci consiste nel lasciare la corolla in ammollo nell’acqua per qualche minuto e poi risciacquare delicatamente.


Papavero comune (Papaver rhoeas)
Il papavero, pianta che può raggiungere i sessanta centimetri di altezza, si propaga anche nelle aree dismesse e lungo i margini delle strade o delle ferrovie. Il fiore, dai caratteristici quattro petali scarlatti, sboccia da maggio-giugno fino anche ad agosto-settembre. Possiamo mangiare i petali freschi crudi o usarli per colorare bevande e sciroppi, nonché utilizzarli per guarnire ed ornare i nostri piatti.


Margherita (Bellis perennis
Le pratoline allietano la nostra vista nei prati primaverili: il bianco ed il giallo trapuntano i manti erbosi senza soluzione di continuità. Possiamo utilizzarne il fiore, qualche corolla è sufficiente, crudo in insalata, oppure metterne una generosa manciata nelle minestre. Anche le foglie tenere possono essere utilizzate allo stesso modo. Le corolle delle pratoline si prestano altresì ad essere candite.

Magnolia (Magnolia liliiflora dai fiori viola-fucsia e Magnolia grandiflora, dai caratteristici fiori bianchi)
I petali di questo vistoso e bellissimo fiore offrono il meglio di sé cucinati fritti. La varietà di magnolia dai fiori bianchi, in virtù dei suoi petali più teneri, si presta maggiormente ad essere preparata fritta in padella. Una volta lavati accuratamente i petali e preparata la pastella, la frittura deve essere molto veloce al fine di consentire una delicata doratura di ogni petalo. 

Tulipano (Tulipa liniifolia, ...)
Questo notissimo bulbo, noto principalmente per le sue molteplici e variegate variazioni cromatiche che ne caratterizzano i petali, è anche un originale manicaretto. La preparazione che di gran lunga ne esalta le caratteristiche organolettiche è la frittura dei petali, simile alla tempura, la stessa che possiamo utilizzare per i petali di magnolia.


Viola mammola (Viola odorata); viola cornuta (Viola hirta); Viola gialla (Viola biflora); viola silvestre (Viola silvestris); viola del pensiero (Viola tricolor)
Questo meraviglioso fiore, che predilige i margini dei boschi, i prati, i sentieri, i cespugli, ma anche i giardini, fiorisce da marzo a maggio (la viola del pensiero da maggio a settembre). Possiamo utilizzare il fiore come guarnizione commestibile in un gran numero di piatti oppure candirlo, o ancora, per la preparazione di gelatine o marmellate davvero squisite. Con i fiori possiamo anche preparare uno sciroppo molto indicato ogni qual volta abbiamo la gola irritata oppure come rimedio per la tosse. I fiori si prestano anche ad insaporire, grazie alla loro delicata essenza, piatti di pesce (da provare l’accostamento con la sogliola). 

Alcuni fiori sono molto adatti ad essere canditi (vedi Elenco dei principali fiori edibili): in questo modo potremo preparare un dolcetto naturale e delizioso. Ecco come fare:
Sciroppare un cucchiaio d’acqua con 50 grammi di zucchero di canna integrale, preferibilmente proveniente da agricoltura biologica. Immergere nel composto ottenuto una manciata di fiori per due giorni, poi farli essiccare al sole o in forno. Si conservano a temperatura ambiente per almeno una settimana. 
Fabrizio






lunedì 4 maggio 2015

Intuizione e ispirazione

Il disegno intuitivo mi aiuta a vivere,
ad essere e divenire
con chiarezza.
Livia Cuman


Vivere è un'arte, che come ogni altra arte si apprende facendo esperienza, e si affina realizzando le proprie intuizioni ispirate. Per questo motivo, conviene imparare a sviluppare l'intuito come una sorta di bussola interiore, grazie alla quale orientarsi lungo il percorso dell'esistenza nella materia. Anche quando la ragione è incerta, come spesso accade di fronte ai potenziali inesplorati che si incontrano sulla via della realizzazione, un sesto senso ben sviluppato non avrà difficoltà ad individuare la direzione migliore da intraprendere.


Per di più, procedere in modo intuitivo spalanca le porte all'ispirazione, cioè a quel flusso di energia creativa qualitativamente superiore che di solito chiamiamo fortuna. Così, chi si lascia guidare dall'intuito ha il potere di trasformare ogni giorno nel proprio giorno fortunato, incontrando consapevolmente il destino in ogni momento per trarne sempre e soltanto il meglio. Non si tratta di esagerazioni, purtroppo però l'utilizzo di facoltà come l'intuito e l'entusiasmo, essenziali per una vita consapevole e potenzialmente felice, di solito non si impara a scuola. Pertanto è necessario diventare maestri di se stessi e cominciare ad acquisire dimestichezza con queste materie, fondamentali per conseguire il successo autentico: la realizzazione deliberata e consapevole della propria vita, un progetto unico e irripetibile che coinvolge ciascun individuo.


Poiché la natura dell'intuizione sfugge ad ogni spiegazione verbale, è necessario agire, dedicandosi a quelle attività che favoriscano un approccio intuitivo alla vita. Non si tratta di cercare di carpire un'intuizione, sarebbe uno sforzo del tutto inutile, quanto piuttosto di permettere all'intuito stesso di entrare a far parte della propria vita e di sintonizzarla progressivamente su dimensioni sempre più ispirate ed ispiranti della realtà in divenire. A questo fine, è chiaro che qualunque attività svolta con piacere potrà trasformarsi in un esercizio per sviluppare o potenziare le proprie capacità intuitive: basterà sorvegliare la mente affinché il raziocinio e l'abitudine lascino spazio a nuove modalità d'azione. Permettersi di avere soluzioni creative, inconsuete e spontanee, anche nelle questioni più semplici, è una scelta che con un po' di pratica può diventare un'attitudine quotidiana di apertura alla vita. Comunque, è opportuno integrare le proprie personali esercitazioni d'intuizione con la pratica regolare della pittura intuitiva, che offre notevoli vantaggi:
  1. Accessibilità: chiunque, dall'età prescolare in poi, può dipingere avvalendosi degli strumenti che preferisce. Non solo i classici tela, pennello e colori ad olio, ma anche supporti diversi (legno, fogli da disegno, vetro, ceramica...) e materiali di recupero, dalla carta riciclata agli stecchi dei ghiaccioli, ottimi sostituti dei pennelli, senza trascurare l'opportunità di utilizzare direttamente le dita per stendere, rifinire o sfumare il colore, che potrà essere ad acqua, oppure tempera o china... Ai principianti consiglio i colori acrilici, facili da mescolare e adatti ai più svariati tipi di superficie, dalla carta al vetro, fino al legno e al metallo.
  2. Versatilità: possiamo dipingere all'aria aperta praticamente in ogni ambientazione, dal terrazzo di casa al parco pubblico, ma anche in casa, avendo cura di arieggiare spesso i locali. Ogni paesaggio o contesto può fungere da luogo o spunto per esercitarsi.
  1. Immediatezza: dipingere in modo intuitivo favorisce il benessere psicofisico. Si tratta sostanzialmente di un'attività liberatoria che predispone in modo naturale a modalità d'espressione e d'interazione creative e armoniose.
  2. Semplicità: la pittura intuitiva rientra a pieno titolo tra le attività in grado di fornire soluzioni eleganti, vale a dire essenziali e massimamente efficaci, a problematiche complesse, quali il disagio esistenziale, il senso di solitudine e più in generale tutto ciò che possiamo far rientrare nella categoria del mal-essere.

Trattandosi di pittura intuitiva, è facile immaginare che la regola principale consista nel non avere regole prestabilite e concedersi la massima libertà espressiva. Vediamo alcuni passaggi che ottimizzeranno i benefici della pratica:
  1. Scegli gli strumenti per dipingere che preferisci e pratica solo nei luoghi in cui ti senti a tuo agio.
  2. Dopo aver sistemato davanti a te il supporto e gli strumenti da pittura, chiudi gli occhi ed esegui qualche respiro profondo, rilassando tutta la muscolatura del corpo.
  3. Posiziona la punta della lingua a contatto con il palato duro e mantienila così per tutta la durata della pratica.
  4. Visualizza una luce intensa, calda e avvolgente, che si espande fino a riempire tutto il tuo campo visivo interiore. Dissolvi in questa luce ogni giudizio o pensiero indesiderato.
  1. Apri gli occhi e comincia a dipingere.
  2. Cerca di non fermarti durante la pratica, e di non lasciare spazio a giudizi critici riguardo al tuo dipinto.
  3. A volte, specialmente agli inizi, può capitare che i pensieri prevalgano sul gesto spontaneo, impedendoti di continuare a dipingere. Se ti accade, sappi che è assolutamente normale, chiudi gli occhi, porta l'attenzione al tuo respiro regolare e torna a visualizzare la luce intensa che dissolve ogni pensiero. Concediti tutto il tempo necessario affinché l'effetto benefico della luce ti pervada completamente, disperdendo qualunque titubanza, dopodiché riapri gli occhi e riprendi tranquillamente a dipingere.

Questi sono soltanto alcuni suggerimenti, particolarmente utili a chi pratica per la prima volta, che con l'esperienza potranno essere personalizzati in molti modi. Avendo cura di mantenere un atteggiamento rilassato (postura eretta ma comoda e nessuna aspettativa riguardo ai risultati dell'attività creativa) sarà la pratica stessa a modularsi in base alle necessità autentiche del praticante. Un'ultima avvertenza: l'esercizio è tanto più benefico quanto più lo si pratica con regolarità; può capitare di avere a che fare con persone o avvenimenti, anche imprevisti, che attireranno la tua attenzione, distogliendoti dal praticare con continuità. In ogni momento, ricorda che quando ti dedichi alla pittura intuitiva stai lavorando su di te e a tuo beneficio ad un livello molto profondo e reale. Alla luce di questo fatto, valuta se davvero ti conviene devolvere la tua energia altrove.

Mariavittoria

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lunedì 20 aprile 2015

Erbe spontanee in tavola

“E a ogni animale della terra, a ogni uccello dei cieli 
e a tutto ciò che si muove sulla terra 
ed ha in sé un soffio di vita, 
io do ogni erba verde per nutrimento”. 
E così fu
Genesi


La natura, con grande generosità ci mette a disposizione piante ed erbe che, oltre a nutrirci, ci donano preziosi elementi per la cura ed il benessere del nostro organismo. La primavera è uno dei periodi più indicati per fare una bella passeggiata nel verde incontaminato e dedicarsi alla raccolta di erbe spontanee commestibili. 


Vediamone alcune:

Tarassaco (Taraxacum officinale)
Presente da marzo fino a giugno e poi, in fioriture successive fino all’autunno, è una delle poche erbe che mantiene inalterate le sue proprietà anche una volta cotta. Inoltre ha l’invidiabile primato di essere commestibile in ogni sua parte. Il tarassaco è diuretico, rinfrescante, tonificante e disintossicante. Le foglie più tenere si possono mangiare in insalata, mentre quelle più sviluppate vengono consumate cotte. Con i boccioli dei fiori si preparano dei “falsi capperi” sotto sale. I petali del fiore pienamente sbocciato si possono mangiare in insalata o utilizzare come ingredienti nei dolci o per produrre uno sciroppo dolcificante molto gradevole. Invece, quando il fiore è già sfiorito, la base su cui poggia può essere ancora una volta adoperata per farne un falso cappero. Per finire, la radice della pianta, adeguatamente pulita con una spazzola sotto l’acqua e scorticata, si può mangiare cruda, tagliandola a fettine sottili. In alternativa può essere usata per produrre un buon sostituto del caffè: una volta mondata, la radice viene tagliata a rondelle, seccata in forno (o nell’essiccatoio), fatta saltare in una padella antiaderente e successivamente macinata. Si ottiene così una polvere impiegata alla stregua del macinato di caffè.


Tarassaco in fiore
Aglio orsino (Allium ursinum)
L’aglio orsino, dal sapore molto più delicato rispetto all’aglio tradizionale, vanta delle proprietà simili rispetto al suo celeberrimo parente: è diuretico, purificante, antisettico, ipotensivo. Di questa pianta, simile al velenoso mughetto, ma facilmente distinguibile da esso per l’inconfondibile odore di aglio che emana, possiamo mangiare le foglie, lasciando il bulbo nel terreno per consentirne la ricrescita l’anno successivo. Il periodo di raccolta varia da marzo a aprile, a seconda dell’altitudine. Si mangia fresco o secco, possibilmente non cotto. Se ne può ricavare un ottimo pesto dal colore verde brillante e saporitissimo. I boccioli sono annoverati tra i migliori capperi selvatici e li si può preparare mettendoli sott’olio con un po’ di peperoncino.

Aglio orsino in fiore
Ortica (Ortica dioica)
Ha notissime proprietà depurative, astringenti, emostatiche, decongestionanti, sebonormalizzanti, energetizzanti e mineralizzanti. Le cime (da cogliere con i guanti perché l’intera pianta è urticante) vengono cotte in poca acqua o al vapore e possono essere impiegate come ingredienti di preparazioni semplici e gustose, come ad esempio la frittata o i ravioli. La minestra con ortica e patate rappresenta una ricetta semplicissima ma dal gusto delicato ed inconfondibile. Una curiosità: per tingere le uova sode di giallo, basta farle cuocere nell’acqua in cui sono contenuti dei pezzetti di radice di ortica. Se il colore che si desidera ottenere per le uova fosse il verde, al posto delle radici, si utilizzano le foglie.

Piantaggine (Plantago lanceolata; Plantago media; Plantago maior)
Questa erba può essere mangiata da aprile-maggio fino ad ottobre, sia cruda, nelle insalate, sia cotta, al vapore, lessata, o anche nelle minestre. È preferibile la varietà lanceolata, soprattutto se consumata fresca, per via delle sue foglie più tenere. Il decotto di piantaggine ha effetti depurativi, astringenti ed antinfiammatori. La preparazione è semplice: in mezzo litro di acqua si fa bollire per cinque minuti una manciata di pianta essiccata. Dopo averla fatta riposare per dieci minuti se ne possono assumere tre bicchieri al giorno a digiuno. La piantaggine può essere proficuamente utilizzata per alleviare ed eliminare il prurito prodotto dalle punture di insetti e zanzare: basta sminuzzare le foglie fresche e strofinarle sulla puntura. Questa pianta aiuta anche a cicatrizzare più velocemente le ferite e, grazie a questa velocizzazione del processo, le cicatrici, risultano molto meno evidenti. 

Erba cucca (Rumex acetosa)
Ha proprietà diuretiche, antinfiammatorie e rinfrescanti. Non a caso, durante una passeggiata la si può cogliere e masticare: oltre ad essere piacevolmente aspra e dal retrogusto di limone, è squisitamente rinfrescante. La si può cucinare come gli asparagi oppure si possono utilizzare le foglie fresche crude in piccole quantità. Le larghe foglie basali vengono impiegate come rimedio cicatrizzante. 

Crescione d’acqua (Nasturtium officinale)
Pianta che cresce preferibilmente vicino ai corsi d’acqua e prevalentemente in posizioni ombreggiate. È diuretica, stimolante, espettorante, purificante. Si raccolgono rametti e foglie, dal tipico sapore piccante ma gradevole, che si possono mangiare crudi, in insalata, o cotti, nelle minestre. Nel caso in cui si intenda consumare cruda, è necessario lavarla accuratamente con del bicarbonato di sodio, onde mondarla da tutte le impurità. 

Ortica rossa
Falsa ortica o ortica rossa (Lamium purpureum)
Questa pianta, dagli inconfondibili fiori dal color purpureo, è presente diffusamente nei giardini e nei campi. Se ne mangiano il fiore ed il gambo solo cotti, in quantità moderate, scottati e fatti saltare in padella ed uniti ad altre erbe di campo per bilanciarne il sapore pronunciato.

Fabrizio








lunedì 6 aprile 2015

La tela dell'angelo

I fiori della primavera sono i sogni dell'inverno
raccolti alla mattina
al tavolo degli angeli.
Khalil Gibran


Primavera essenzialmente è sinonimo di risveglio stagionale: è questo il periodo migliore nel quale coltivare la nostra linfa vitale, affinché cresca e produca nuovi fiori e frutti dello spirito.
Gli spunti per una crescita consapevole sono ovunque per chi impara a vedere oltre le apparenze.


Il segno della croce, che nelle celebrazioni cristiane suggella la benedizione a altri momenti salienti, indipendentemente dal rito religioso agisce da autentico promemoria agli occhi della coscienza. Si tratta infatti di un gesto simbolico dalle vastissime implicazioni esoteriche, che anche ad un primo sguardo esteriore manifesta un connubio altamente significativo di determinate parole e lievi pressioni di precise parti del corpo, proprio come se si volesse risvegliare questi punti, riportandoli alla consapevolezza di chi pratica. Così si dice:
Padre (toccando in corrispondenza del sesto chakra, il centro della Mente superiore che vede e sa oltre ogni apparenza), Figlio (in corrispondenza del quarto chakra, il centro del Cuore che sente e conosce la verità) e Spirito (in corrispondenza della spalla sinistra o attributo dell'Azione rigorosa), Santo (in corrispondenza della spalla destra o attributo della Sapienza misericordiosa).
Ecco quindi che si sono tracciate le due dimensioni fondamentali della vita: l'asse verticale della realtà trascendete (il rapporto tra Volontà e Armonia) e l'asse orizzontale del mondo delle forme ( il rapporto tra Giustizia e Amore) in cui agire per esprimere le verità superiori. In senso metafisico, sulla via della Conoscenza guardiamo a sinistra per trovare lo Spirito d'iniziativa, l'impulso contingente ad agire, e per evolvere ci rivolgiamo a destra verso il nostro Santo protettore che appunto ci guida sulla retta via. Poiché si nutre di passato e di tutto ciò che crediamo di sapere, lo Spirito sinistro rimane un valido alleato se manteniamo il debito distacco dalle brame egocentriche implicite nel suo ruolo di diavolo tentatore. Dall'altro lato, il Santo protettore è meglio noto come angelo custode, letteralmente un “messaggero” celeste che ci accompagna dalla nascita alla morte, con il preciso compito di proteggerci e guidarci.
In genere, durante le prime fasi della vita, la benevola presenza dell'angelo custode è quasi tangibile, ma attorno ai trent'anni raggiunge il punto di massima lontananza per lasciare al suo protetto la piena responsabilità delle proprie azioni e dell'esercizio del libero arbitrio: spetterà quindi all'individuo mantenersi deliberatamente in contatto con il proprio custode e continuare a beneficiare consapevolmente del suo aiuto.


Uno dei metodi più efficaci per rinsaldare o ristabilire il contatto con il proprio angelo custode, che comunque rimane sempre accanto al suo protetto, è dedicarsi alle attività creative, particolarmente favorite in questo periodo di risveglio delle energie primaverili.
Il disegno e la pittura intuitivi si rivelano pratiche benefiche, vere e proprie meditazioni creative di cui tornerò a parlare.


Oggi consiglio un esercizio semplice, mirato a prendere coscienza della presenza dell'angelo custode, per il quale saranno sufficienti i materiali da disegno (ad es. carta o cartoncino, pastelli, pennarelli o gessi colorati) che hai già a disposizione.
  1. Porta con te il materiale selezionato in un luogo che ti ispiri pace e bellezza, possibilmente all'aria aperta e in una giornata in cui il cielo è sereno.
  2. Sistemati in una posizione comoda per disegnare, con la schiena ben diritta.
  3. Chiudi gli occhi ed esegui qualche respiro profondo per rilassare dolcemente tutta la muscolatura del tuo corpo.
  4. Rivolgiti mentalmente al tuo angelo custode, ringraziandolo per la sua presenza costante in ogni momento della tua vita. Esprimi a modo tuo tutto il riconoscimento nei confronti di quest'essere meraviglioso e amorevole che veglia su di te.
  5. Apri gli occhi e comincia a disegnare al centro del foglio un piccolo cerchio dal quale farai partire dei lunghi raggi che si estenderanno fino ai margini dell'area di disegno. Ti consiglio di disegnare a mano libera, ma se preferisci puoi aiutarti con un righello. Evita di dare giudizi estetici e lascia che la tua mano diventi un tutt'uno con gli strumenti del tuo disegno.
  6. Colora il disegno a tuo piacimento, lasciandoti guidare dall'intuito.
  7. Osserva il disegno finito e mentalmente rivolgiti all'angelo custode, consapevole della sua presenza accanto a te. Se necessario effettua qualche altro respiro profondo per mantenerti in uno stato rilassato. Apporta i tocchi finali al disegno, e concludi l'esercizio ringraziando la vita per la magnifica opportunità di conoscerti meglio attraverso l'azione creativa.
  8. Impegnati a portare l'armonia e la pace che hai sperimentato mentre disegnavi in ogni altra tua azione o pensiero.

Se preferisci, puoi svolgere lo stesso esercizio utilizzando materiale da pittura, ad es. colori a tempera (facili da mescolare anche per i principianti) su tela o legno. Scegli una tecnica o una combinazione di tecniche, che ti piaccia e che comporti l'uso del colore.


Naturalmente, l'azione creativa comprende tantissime attività (giardinaggio, bricolage, taglio e cucito...) nelle quali magari già ti cimenti regolarmente e che potrai esplorare meglio diventando sempre più consapevole della presenza benefica del tuo angelo custode, che se vorrai ti ispirerà pensieri e opere illuminanti.
    Mariavittoria