lunedì 6 aprile 2015

La tela dell'angelo

I fiori della primavera sono i sogni dell'inverno
raccolti alla mattina
al tavolo degli angeli.
Khalil Gibran


Primavera essenzialmente è sinonimo di risveglio stagionale: è questo il periodo migliore nel quale coltivare la nostra linfa vitale, affinché cresca e produca nuovi fiori e frutti dello spirito.
Gli spunti per una crescita consapevole sono ovunque per chi impara a vedere oltre le apparenze.


Il segno della croce, che nelle celebrazioni cristiane suggella la benedizione a altri momenti salienti, indipendentemente dal rito religioso agisce da autentico promemoria agli occhi della coscienza. Si tratta infatti di un gesto simbolico dalle vastissime implicazioni esoteriche, che anche ad un primo sguardo esteriore manifesta un connubio altamente significativo di determinate parole e lievi pressioni di precise parti del corpo, proprio come se si volesse risvegliare questi punti, riportandoli alla consapevolezza di chi pratica. Così si dice:
Padre (toccando in corrispondenza del sesto chakra, il centro della Mente superiore che vede e sa oltre ogni apparenza), Figlio (in corrispondenza del quarto chakra, il centro del Cuore che sente e conosce la verità) e Spirito (in corrispondenza della spalla sinistra o attributo dell'Azione rigorosa), Santo (in corrispondenza della spalla destra o attributo della Sapienza misericordiosa).
Ecco quindi che si sono tracciate le due dimensioni fondamentali della vita: l'asse verticale della realtà trascendete (il rapporto tra Volontà e Armonia) e l'asse orizzontale del mondo delle forme ( il rapporto tra Giustizia e Amore) in cui agire per esprimere le verità superiori. In senso metafisico, sulla via della Conoscenza guardiamo a sinistra per trovare lo Spirito d'iniziativa, l'impulso contingente ad agire, e per evolvere ci rivolgiamo a destra verso il nostro Santo protettore che appunto ci guida sulla retta via. Poiché si nutre di passato e di tutto ciò che crediamo di sapere, lo Spirito sinistro rimane un valido alleato se manteniamo il debito distacco dalle brame egocentriche implicite nel suo ruolo di diavolo tentatore. Dall'altro lato, il Santo protettore è meglio noto come angelo custode, letteralmente un “messaggero” celeste che ci accompagna dalla nascita alla morte, con il preciso compito di proteggerci e guidarci.
In genere, durante le prime fasi della vita, la benevola presenza dell'angelo custode è quasi tangibile, ma attorno ai trent'anni raggiunge il punto di massima lontananza per lasciare al suo protetto la piena responsabilità delle proprie azioni e dell'esercizio del libero arbitrio: spetterà quindi all'individuo mantenersi deliberatamente in contatto con il proprio custode e continuare a beneficiare consapevolmente del suo aiuto.


Uno dei metodi più efficaci per rinsaldare o ristabilire il contatto con il proprio angelo custode, che comunque rimane sempre accanto al suo protetto, è dedicarsi alle attività creative, particolarmente favorite in questo periodo di risveglio delle energie primaverili.
Il disegno e la pittura intuitivi si rivelano pratiche benefiche, vere e proprie meditazioni creative di cui tornerò a parlare.


Oggi consiglio un esercizio semplice, mirato a prendere coscienza della presenza dell'angelo custode, per il quale saranno sufficienti i materiali da disegno (ad es. carta o cartoncino, pastelli, pennarelli o gessi colorati) che hai già a disposizione.
  1. Porta con te il materiale selezionato in un luogo che ti ispiri pace e bellezza, possibilmente all'aria aperta e in una giornata in cui il cielo è sereno.
  2. Sistemati in una posizione comoda per disegnare, con la schiena ben diritta.
  3. Chiudi gli occhi ed esegui qualche respiro profondo per rilassare dolcemente tutta la muscolatura del tuo corpo.
  4. Rivolgiti mentalmente al tuo angelo custode, ringraziandolo per la sua presenza costante in ogni momento della tua vita. Esprimi a modo tuo tutto il riconoscimento nei confronti di quest'essere meraviglioso e amorevole che veglia su di te.
  5. Apri gli occhi e comincia a disegnare al centro del foglio un piccolo cerchio dal quale farai partire dei lunghi raggi che si estenderanno fino ai margini dell'area di disegno. Ti consiglio di disegnare a mano libera, ma se preferisci puoi aiutarti con un righello. Evita di dare giudizi estetici e lascia che la tua mano diventi un tutt'uno con gli strumenti del tuo disegno.
  6. Colora il disegno a tuo piacimento, lasciandoti guidare dall'intuito.
  7. Osserva il disegno finito e mentalmente rivolgiti all'angelo custode, consapevole della sua presenza accanto a te. Se necessario effettua qualche altro respiro profondo per mantenerti in uno stato rilassato. Apporta i tocchi finali al disegno, e concludi l'esercizio ringraziando la vita per la magnifica opportunità di conoscerti meglio attraverso l'azione creativa.
  8. Impegnati a portare l'armonia e la pace che hai sperimentato mentre disegnavi in ogni altra tua azione o pensiero.

Se preferisci, puoi svolgere lo stesso esercizio utilizzando materiale da pittura, ad es. colori a tempera (facili da mescolare anche per i principianti) su tela o legno. Scegli una tecnica o una combinazione di tecniche, che ti piaccia e che comporti l'uso del colore.


Naturalmente, l'azione creativa comprende tantissime attività (giardinaggio, bricolage, taglio e cucito...) nelle quali magari già ti cimenti regolarmente e che potrai esplorare meglio diventando sempre più consapevole della presenza benefica del tuo angelo custode, che se vorrai ti ispirerà pensieri e opere illuminanti.
    Mariavittoria


lunedì 23 marzo 2015

Saluto alla primavera


Il bello della vita
è esserci anche questa mattina
e sorseggiare i primi raggi di luce
come se fosse un miracolo.
Edith Pearlman


L’equinozio di primavera che significativamente quest’anno è coinciso con la giornata internazionale della felicità, inaugurata da una straordinaria eclissi solare, ha annunciato l’uscita dal buio dell’inverno: d’ora in poi il regno della luce estenderà i propri confini ogni minuto che passa, e alla fine del mese le ore diurne compiranno un prodigioso balzo in avanti grazie all’adozione dell’ora legale. La luce è il principio di ogni cosa: la scienza afferma che l’universo si sia originato da una grande esplosione, il big bang, e molte tradizioni religiose individuano nella luce l’atto di creazione primigenio.


La luce che arriva ai nostri occhi proviene da una stella, il Sole, entità che meglio rappresenta l’ideale di amore incondizionato a cui tendere. Il Sole non bada al fatto che il calore dei suoi raggi riscaldi persone meritevoli o meno, non si cura di dispensare i suoi doni facendo distinzioni fra chi ne sia degno oppure no. Da questa fonte pura e disinteressata arriva luce anche a noi. Lavorando con essa, tessiamo un filo invisibile attraverso il quale ci connettiamo a vibrazioni superiori. La luce rappresenta uno degli strumenti e dei rimedi più potenti di cui possiamo disporre: ci consente di ricostituire l’ordine dentro di noi, di riequilibrare le nostre cellule facendole vibrare armoniosamente e permette al nostro corpo di riacquistare la salute.


Questo periodo dell’anno ci suggerisce di prenderci cura di noi stessi, rigenerandoci e facendo pulizia dentro di noi. L’esposizione alla luce solare consente la produzione di vitamina D, presente nel nostro organismo in forma biologicamente non attiva, che è sintetizzata grazie ai raggi del nostro astro.
La luce del sole è un potente germicida ed i suoi raggi possono illuminare, disinfettare e ripulire le zone d’ombra che si annidano dentro di noi. Il Sole compie il suo lavoro, ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte: non possiamo pretendere di riuscire a ricevere i suoi doni se schermiamo la nostra anima dietro ad un pesante drappo di abitudini. Occorre dunque rimuovere questa cortina e permettere alla luce di entrare.
Per sperimentare le proprietà e gli effetti della luce come strumento per il benessere e la crescita spirituale, possiamo cimentarci in questo semplice ma potente esercizio.
Sediamoci su una panchina in un parco o in giardino in modo da avere il sole direttamente di fronte a noi. Teniamo gli occhi chiusi ed adottiamo una leggera respirazione addominale, in modo che la pancia si riempia e si svuoti ritmicamente di aria. Quando ci sentiamo abbastanza rilassati, iniziamo a percepire il tepore del sole sulla nostra pelle. Visualizziamo la luce solare entrare nel nostro corpo partendo dalla testa. Passiamo quindi in rassegna tutti gli organi, immaginando che la luce li ripulisca completamente. Ora concentriamoci sulla zona sotto lo sterno, tre dita al di sopra dell’ombelico: dirigiamo il raggio del sole in questo punto e lasciamo che dissolva ogni preoccupazione. Esploriamo questa sensazione, approfondiamola. Poi, dolcemente, riapriamo gli occhi e guardiamo il mondo intorno a noi.


Abituiamoci ad indirizzare il nostro pensiero verso la luce più di ogni altra cosa nella vita, perché essa, attraverso le sue vibrazioni sottili, ci permette di connetterci al mondo dello spirito. Pensiamo ogni giorno per alcuni minuti alla luce; nient’altro. Saremo stupiti dai benefici che si possono ottenere da questa semplice tecnica.
Fabrizio


lunedì 9 marzo 2015

Purificare corpo e mente

Un cuore lieto è un buon rimedio,
uno spirito abbattuto
fiacca le ossa.
Proverbi 17:22

Sul finire dell'inverno arriva il momento di purificarsi, affinché il nostro apparato psicofisico possa vivere la rigenerazione primaverile libero dalle scorie accumulate durante la stagione fredda e l'anima abbia a disposizione un veicolo pieno di energia vitale, attraverso il quale potersi esprimersi compiutamente. A questo scopo ti propongo di sperimentare l'efficacia di alcuni semplici pratiche olistiche di depurazione, da svolgere con l'ausilio di preparati a base di ingredienti naturali che normalmente fanno parte di una dieta sana ed equilibrata, ma che si possono utilizzare altrettanto proficuamente anche al di fuori della cucina.
Prima però vediamo brevemente quali strumenti di detersione scegliere per una cura del corpo totalmente naturale e senza sprechi:
  • Telo di lino: questa fibra naturale ha delle proprietà igieniche e lenitive che la rendono un grande alleato della pelle. Ottimo tessuto per calzature e capi d'abbigliamento traspiranti e termoregolatori, è l'ideale anche per detergere e asciugare viso e corpo in modo efficace ma delicato, tanto che sin dall'antichità veniva utilizzato per la cura e l'igiene dei neonati, fatto di cui rimane una reminiscenza linguistica nella parola pannolino. Un buon telo di lino è robusto e durevole, non ingiallisce e ad ogni lavaggio diventa sempre più morbido. Meglio un tessuto a nido d'ape per asciugare il corpo praticando un'azione esfoliante, mentre un telo semplice è l'ideale per tamponare il viso, il collo e altre parti più delicate.


  • Spugna in cellulosa: i dischetti morbidi appena inumiditi con acqua tiepida detergono e struccano perfettamente il viso, mentre per la doccia si può optare per una spugna a doppia azione, con un lato in cellulosa e uno esfoliante in luffa, oppure molto soffice, che aumenta di volume a contatto con l'acqua, per un effetto più carezzevole sulla pelle. In ogni caso, sarà opportuno scegliere spugne in fibra vegetale non colorate e avere sempre cura di risciacquarle e farle asciugare immediatamente dopo ogni uso.
  • Sacchetto da bagno: una soluzione diversa dal solito, da alternare alla spugna, che consta di un semplice sacchetto delle dimensioni di circa un palmo da confezionare scegliendo un tessuto in fibra sottile e piacevole al tatto (lino, cotone o garza, ma anche canapa per un effetto esfoliante più deciso), da imbottire di fiori (lavanda, camomilla...) e di erbe aromatiche che a contatto con l'acqua molto calda appena uscita dal rubinetto della vasca sprigionano benefici effluvi. Si utilizza come una comune spugna da passare tamponando e strofinando sulla pelle, senza necessità di aggiungere detergenti; dopo l'uso, una volta svuotato, si può anche lavare in lavatrice.
Sacchetto da bagno in lino con fermalacci in cristallo di rocca,
creazione di Ivana Zanetti.

Vediamo ora alcune pratiche purificanti adatte a tutti, da svolgere in sequenza o singolarmente:

1. Scrub riattivante: mescola in parti uguali farina di grano saraceno e yogurt bianco intero, aggiungendo olio extravergine d'oliva sufficiente a creare un'emulsione di media consistenza con cui massaggiare energicamente e in senso antiorario le zone del corpo come cosce, pancia e fianchi, maggiormente colpite da ristagni linfatici e accumuli di adipe. Risciacqua quindi velocemente con un getto di acqua tiepida.
2. Massaggio detossinante: prima della doccia, spalma un sottile strato di olio extravergine d'oliva su viso e corpo, ad eccezione della zona pelvica e di quella oculare, e con un panno di lino inumidito in acqua tiepida strofina accuratamente la pelle, eseguendo piccoli movimenti circolari in senso antiorario. Mentre procedi, ascolta e osserva il tuo corpo, cercando di comprendere quali punti richiedano maggiore attenzione, un massaggio più energico o più delicato. In alternativa all'olio d'oliva, puoi utilizzare l'olio di sesamo, tonificante e defaticante particolarmente apprezzato dagli sportivi, o l'olio di vinaccioli, rassodante, stimola la microcircolazione ed è efficace sugli inestetismi della cellulite. Termina il trattamento con una doccia calda o con il bagno aromatico che trovi descritto al punto seguente (3).
3. Bagno aromatico: in un litro di acqua bollente immergi una generosa manciata di foglie fresche di alloro o di salvia, che farai bollire per qualche minuto. Spegni il fuoco e lascia in infusione per dieci minuti, poi filtra e con il liquido ancora caldo effettua delle spugnature su tutto il corpo, tamponando e massaggiando energicamente dove richiesto dal tuo corpo. Versa l'infuso rimanente nell'acqua calda della vasca, aggiungi tre o quattro cucchiai di sale marino integrale e immergiti per una ventina di minuti. Asciugati preferibilmente con un telo di lino.

4. Depurazione interna: assumi almeno due litri di liquidi al giorno, che oltre all'acqua minerale naturale possono comprendere spremute fatte al momento di succo e polpa di pompelmo, arancio, o mandarino (frutti ottimi anche da mangiare a fette a colazione), tisane di malva, tarassaco (con aggiunta di ribes per prevenire le allergie stagionali) e piantaggine.
5. Igiene mentale: più spesso possibile chiudi gli occhi e inspirando pensa io sono, lascia che questo pensiero pervada tutta la tua consapevolezza, poi espirando espelli mentalmente tutto ciò che non riguarda la semplice constatazione di essere. Impegnati a non esprimere giudizi o lamentele e impiega l'energia così risparmiata in attività rigeneranti (pulire, riordinare, tinteggiare e restaurare...), costruttive (fare progetti da mettere in pratica al più presto, praticare yoga, giardinaggio, tai chi...) e il più possibile all'aria aperta. Concediti del tempo per esplorare la tua interiorità, avvolgi nella luce tutto ciò che incontri nel tuo mondo interiore (emozioni, pensieri, ricordi, forme di qualunque natura e apparenza).


Infine, per promuovere ad ogni livello il rinnovamento naturalmente in atto in questo periodo, oltre ad arieggiare regolarmente i locali, è utile bruciare dell'incenso in tutti gli ambienti della casa e prediligere nel vestiario tutte le sfumature del verde, il colore dell'armonia e della rigenerazione primaverile, e del turchese che depurando la psiche favorisce una maggiore serenità nell'agire e il riequilibrio delle funzioni organiche.

Mariavittoria






lunedì 23 febbraio 2015

Pulizia consapevole

Se sbrighi i lavori domestici costringi la tua mente a concentrarsi sul presente.
E vivere nel presente è la chiave per raggiungere la felicità e il successo 
nella vita e nel lavoro.
Shoukei Matsumoto


Nel Manuale di pulizie di un monaco buddhista Shoukei Matsumoto sottolinea l’importanza di prendersi cura dell’ambiente che abbiamo eletto come nostra dimora. Questa attività ha una duplice funzione: in primo luogo ha lo scopo di mantenere sana e pulita la nostra casa, in secondo luogo, attraverso una pratica che àncora al presente, consente di produrre dei benèfici e duraturi effetti in termini di pulizia anche al nostro interno. Ogni volta che ci predisponiamo a prenderci cura delle cose che ci circondano, nello stesso tempo facciamo spazio all’armonia dentro di noi.


Semplici gesti, come aprire la finestra al mattino per fare cambiare l’aria, possono essere rivestiti di consapevolezza e ricordarci del nostro rapporto con la natura, della scelta di costruire un riparo, la casa, con il quale ripararci dal freddo e dal caldo. Anche l’ordine è una forma di pulizia se lo intendiamo come attitudine a rimettere a posto o a ripristinare la fruibilità degli oggetti dopo averli utilizzati. Questo sia per una forma di rispetto e cortesia nei confronti nostri e di chi abita con noi, sia come attitudine a mantenere l’esterno, specchio della nostra interiorità, in perfette condizioni.
Fare ordine comporta saper osservare e compiere una serie di piccole scelte che con la pratica possono trasformarsi in ottime abitudini quotidiane. Ecco alcuni esempi: lavare e riporre tazze e bicchieri vuoti evitando di lasciarli in giro per la casa, chiudere le ante di armadi e pensili dopo averne prelevato il contenuto, non lasciare pentole e stoviglie sporche nel lavello, ricordarsi di spegnere la luce in un locale dal quale si è usciti, abbassare la tavoletta del wc dopo l’uso.


Ora soffermiamoci su alcuni aspetti pragmatici relativi alla pulizia della casa. Innanzitutto occorre abituarsi a pulire immediatamente dopo l’uso, un’operazione che richiede meno fatica rispetto a dover rimuovere lo sporco le incrostazioni di sporco. Inoltre agire tempestivamente consente di utilizzare con efficacia detergenti meno aggressivi.
Normalmente i prodotti industriali per la pulizia, contengono componenti inquinanti e spesso tossici. Per una scelta più consapevole, ecologica ed economica, possiamo privilegiare l’uso di sostanze naturali che pur detergendo in modo efficace non presentano alcun fattore di rischio per il nostro salute.


Un breve elenco di sostanze completamente naturali, economiche e di facile reperibilità che ci consente di dimenticare i detergenti convenzionali, potrebbe essere il seguente.
- Aceto di vino bianco, un anticalcare insuperabile per le superfici in ceramica. L’aroma pungente svanisce in dieci minuti.
- Succo di limone, disinfettante e sbiancante dall’aroma gradevole, ottimo componente per i detersivi fai da te per piatti e pavimenti. Evitare le superfici delicate come marmo o porose come il legno.
- Acqua bollente, di per sé sterilizza e scioglie lo sporco più di quanto ci si possa immaginare.
- Bicarbonato di sodio, disinfettante e sgrassante. Ad esempio una soluzione di acqua e bicarbonato è l’ideale per pulire la superficie interna di elettrodomestici come il frigorifero e il forno.
- Sapone di Marsiglia, ha il classico profumo di fresco e pulito ed è il componente universale come base per i detergenti naturali, in particolare quelli per il bucato.





lunedì 9 febbraio 2015

Bellezza? Naturalmente!

Non esistono persone brutte,
esistono solo persone trascurate.
Nancy Cooklin

Gli antichi lo sapevano bene: furono i Romani a diffondere il detto mens sana in corpore sano e a fare delle terme un rito sociale imprescindibile. Per i Greci bellezza e bontà erano aspetti inscindibili, duplice espressione, esteriore ed interiore, dell'armonia che costituisce il principio fondamentale del cosmo. Ama il prossimo tuo come te stesso è il comandamento universale e risolutivo d'ogni malessere.
Prendersi cura del proprio corpo non solo è un gesto d'amore verso noi stessi e un segno di rispetto per ciò che ci è stato donato dalla vita, ma costituisce anche una delle pratiche di buon senso più semplici per agevolare l'evoluzione spirituale: l'apparato psicofisico umano è il veicolo ideale per le opere dell'anima, pertanto è nel nostro interesse non solo materiale mantenerlo forte e sano.
La bellezza è salute, è benessere interiore che si manifesta naturalmente all'esterno.


Per comprendere il significato profondo di questa realtà, ti propongo un semplice esercizio da svolgere quando avrai qualche minuto di calma e la possibilità di specchiarti:
  1. Posizionati davanti allo specchio ad una certa distanza, in modo che esso contenga tutta o gran parte della tua figura.
  2. Fai qualche respiro lento e profondo e rilassa la muscolatura, mentre guardi l'immagine riflessa nello specchio e acquisisci familiarità con essa, osservandola come se la vedessi per la prima volta. Che aspetto ha? Quali impressioni ne ricevi? Quali dettagli catturano la tua attenzione?
  3. Quando lo ritieni opportuno, fissa lo sguardo sul punto tra le sopracciglia e continua ad osservare l'immagine intera riflessa nello specchio utilizzando la tua visione periferica.
  4. Rimani in ascolto dei messaggi che provengono dal tuo corpo.
  5. Avvicinati allo specchio e ripeti l'esercizio osservando solo l'immagine riflessa del tuo viso, anziché la tua figura intera.
Possiamo avere una misura di quanto ci amiamo veramente considerando l'entità e la qualità delle attenzioni che dedichiamo al nostro benessere psicofisico, piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza, con risultati visibili e duraturi.


Poiché al giorno d'oggi esistono migliaia di articoli, libri e corsi che trattano di salute e bellezza naturale, nel trattare questi argomenti mi concentrerò sulla condivisione di consigli pratici che soddisfano precisi criteri riguardo al benessere e alla cura del corpo:
  1. Natura senza compromessi: ingredienti totalmente di origine naturale e preferibilmente biologici. Ovviamente le materie prime ideali sono quelle autoprodotte, come la frutta e la verdura del proprio orto, per le quali si può esercitare un controllo pressoché totale sul sistema di produzione. Ciò detto, la certificazione biologica rappresenta una garanzia particolarmente utile nel caso di prodotti che provengono dall'estero, dove vi sono minori restrizioni sull'uso di additivi e composti chimici.
  2. Vantaggioso ed efficace: solo preparazioni semplici, davvero alla portata di tutti, e con materie prime facilmente reperibili. In questo modo, autoprodurre cosmetici e prodotti per il benessere e la cura del corpo non solo ci dà maggiori certezze riguardo alla loro genuinità, ma a ben vedere consente di risparmiare tempo e denaro.
  3. Saggezza millenaria e commestibilità: trarre il meglio dall'ayurveda, scienza della vita, e da altre discipline antiche, senza tralasciare i sempre validi “rimedi della nonna” per preparare prodotti efficaci e gustabili da tutti i sensi. In genere, un prodotto edibile è meglio tollerato e metabolizzato dall'organismo.
Infine, l'esperienza insegna che la pratica del fai da te del benessere naturale risulta più funzionale preparando al momento i prodotti da utilizzare subito, per avvantaggiarsi al massimo della freschezza degli ingredienti appena miscelati. Se però scegliamo di prepararne quantità maggiori è necessario conservarle in flaconi di vetro scuro, sterilizzati immergendoli per qualche minuto in acqua bollente. 

Mariavittoria



  

lunedì 26 gennaio 2015

Il suono del silenzio

Dall'albero del silenzio
pende il suo frutto,
la pace.
Arthur Schopenhauer


I luoghi di pace sono luoghi di silenzio. Perché siamo così attratti dalle loro vibrazioni che sembrano toccarci così nel profondo?
Risuonano in noi a tal punto perché ci ricordano la condizione ideale che potremmo sperimentare in ogni momento.


Saper fare silenzio è una delle condizioni preliminari per raggiungere uno stato di calma interiore. Che cosa significa fare silenzio?
Il silenzio non è mancanza di rumore, non è un vuoto da riempire; è esso stesso sostanza attiva, humus fertile per permettere alla nostra essenza di esprimersi. Il silenzio è una panacea per placare la fame della nostra mente che adora fagocitare parole e pensieri, con l’intento premeditato di distrarci da quello che è essenziale. Il silenzio prepara il terreno per costruire qualcosa di duraturo sulla via del cammino spirituale. Ma come possiamo far sì che la nostra essenza più profonda, i cui flebili sussurri cercano di contrapporsi alle imperanti proliferazioni acustiche, possa farsi strada in un muro di rumore?
Esercitandoci a percepire il silenzio.
Vi propongo alcuni semplici esercizi per iniziare subito a fare pratica.

- Nutrirsi di silenzio:
Ricordiamoci che assimiliamo ciò di cui ci nutriamo al punto da farlo diventare parte integrante di noi stessi. L’alimentazione è un atto sacro e, in quanto tale, merita la nostra più totale attenzione e dedizione. Cerchiamo di mangiare in un ambiente silenzioso, nel quale la televisione sia spenta e le fonti di rumore siano ridotte al minimo. A questo silenzio esteriore, facciamo corrispondere la quiete interiore affrancandoci dal continuo chiacchiericcio della mente.
Dopo esserci seduti a tavola, prima di incominciare a mangiare, chiudiamo gli occhi e rimaniamo qualche attimo in silenzio, quindi, toccando con le mani il piatto, ringraziamo mentalmente. Consumiamo poi il pasto assaporando ogni boccone e masticandolo lentamente. Come il cibo sostenta il nostro corpo, così il silenzio nutre e fortifica il nostro spirito.


- Meditazione sul silenzio:
Sediamoci in posizione comoda, appoggiamo le mani sulle gambe e chiudiamo gli occhi. Permettiamo al nostro respiro di divenire calmo e regolare. Continuiamo a concentrarci sul flusso del nostro respiro, osservando semplicemente l’aria che entra nel corpo vivificandolo e la stessa aria che ne esce purificandolo. Osserviamo tranquillamente ogni pensiero che giunge alla mente, lasciando che scompaia così come è arrivato. Quando ci sentiamo sufficientemente calmi e rilassati, ascoltiamo il suono del silenzio formarsi dentro di noi. All’inizio potrebbe assomigliare ad un costante rumore di sottofondo, come la radiazione cosmica primordiale. Poi si evolve. Seguiamo il silenzio dovunque ci voglia portare e, soprattutto, rimaniamo in ascolto dei suoi messaggi. Prendiamoci tutto il tempo necessario, poi, dolcemente, iniziamo a riprendere consapevolezza del nostro corpo ed infine apriamo gli occhi.

- Far parlare il silenzio:
In questo esercizio, riflettiamo sulle parole che pronunciamo, valutando accuratamente se rimanere in silenzio, piuttosto che parlare in modo avventato.
Prima di parlare poniamoci queste tre domande fondamentali:

Le mie parole sono vere?
Sono necessarie?
Sono gentili?

Se rispondiamo di no anche a una sola di queste domande, prendiamo seriamente in considerazione l’opportunità di tacere e mantenere un più consono silenzio. Restiamo vigili ed in ascolto di noi stessi, affinché le parole che decidiamo di pronunciare, passate al vaglio del discernimento, siano ricche di significato, abbiano una loro intrinseca utilità e siano portatrici di armonia.

Decidiamo di dare più spazio nella nostra vita al silenzio: una scelta saggia, lungimirante ed evolutiva.

Fabrizio






lunedì 12 gennaio 2015

Numeri vitali

Io ho il potere di guarirmi,
tu hai il potere di guarirti,
insieme abbiamo il potere
di guarire il mondo.
Zhi Gang Sha


Cominciamo il nuovo anno cercando di cogliere il messaggio della sua essenza: 2015, numerologicamente, ci porta nel ciclo dell'8, il numero dell'infinito (il cui simbolo matematico ∞, detto lemniscàta, è appunto un otto disteso) che a seguito del percorso di manifestazione nella materia, dall'uno al sette, ci offre doni sacri: rinnovamento, integrazione e rivelazione. Tutto sta nel saperli riconoscere.


Come il bagua nel Feng Shui e l'antico fonte battesimale cristiano, entrambi ottagonali, il numero dell'infinito ci invita a smussare gli angoli della personalità per elevarci verso le dimensioni dello spirito.
L'invito è a rinnovarsi quindi, ed è possibile continuamente, dicendo sì all'Adesso, al qui ed ora della vita che non necessita di pensieri, parole o azioni al di fuori di quelli ispirati dalla gioia dell'essere (ispirazione letteralmente significa “nello spirito”) .
Adesso è anche il momento della rivelazione essenziale: riconoscere e ringraziare di essere vivi e poter partecipare alla danza della creazione.
Relazioni di forme e colori in movimento: è questo l'universo. La vita è ritmo, guarire significa ristabilire l'armonia, il rapporto ideale tra macrocosmo e microcosmo. Ora, vi sono moltissimi modi per ricreare armonia, quello che segue è un esercizio semplice ed efficace ancora poco conosciuto in Italia:

3     3     9     6     8     1     5

Si tratta di un codice numerico individuato dal dottor Zhi Gang Sha come sequenza di guarigione universale. Impararlo è molto più facile di quel che si possa pensare: in genere è sufficiente osservare attentamente questa serie di cifre e leggerla alcune volte perché si iscriva nella memoria subconscia, mentre la sua ripetizione, possibilmente a voce udibile, opera attivamente il ripristino dell'armonia. La sequenza numerica ha moltissimi ambiti di applicazione, ad esempio:

  • Armonizzare l'ambiente: scrivi le cifre vitali in sequenza su un sasso levigato di medie dimensioni (almeno 12 cm di lunghezza) da collocare in bella vista nei luoghi in cui svolgi le tue attività di studio e lavoro.
  • Meditazione armonizzante: realizza un dipinto o un disegno che raffiguri il codice numerico e appendilo nel luogo in cui mediti. Questo mandala numerico contribuirà a mantenere l'ambiente in sintonia con le frequenze armoniche. Durante le tue meditazioni potrai osservarlo per interiorizzarne le cifre e visualizzarle in sequenza.
  • Acqua armonica: scrivi la sequenza numerica sopra un cartoncino arancione, sul quale poggiare una caraffa in vetro riempita d'acqua minerale, da bere nell'arco della giornata. Sii consapevole che bevendo ogni sorso di quest’acqua immetti nel tuo organismo il codice dell'armonia.

La pratica che preferisco è cantare l'armonia, forse perché si accorda naturalmente alle modalità della creazione: tutta la materia consiste nella modulazione di un impercettibile canto nel continuum spazio temporale a partire dalla frequenza dell'immanifesto. Dunque perché non unirsi a questa musica vitale rendendola manifesta? Con la pratica, cantare il codice dell'armonia diventa un atto spontaneo quasi come respirare. Vuoi ringraziare la tua casa o una persona speciale? Cantale l'armonia, un gesto d'amore universale. Sperimenti un momento di sconforto o di indecisione? Canta l'armonia e in te torneranno il sorriso e lo spazio interiore favorevoli alla vita. E così via. Può darsi che questo esercizio appaia bizzarro, ma come sempre è nella pratica che percepirai la bontà del metodo. I risultati non tarderanno ad arrivare e si intensificheranno alla luce della consapevolezza. Il dottor Sha suggerisce di modulare il codice dell'armonia in mandarino, lingua che possiede una vibrazione particolarmente efficace:

SAN    SAN    JIU    LIU    BA    YAO    WU

Ogni altra lingua funzionerà altrettanto bene, purché tu rimanga profondamente consapevole di stare cantando il codice dell'armonia e impari a visualizzare interiormente i numeri mentre li evochi. È infatti l'intenzione, o meglio il livello di consapevolezza, a risultare determinante per la guarigione, molto più del metodo scelto per manifestarla.
Qualunque sia la pratica che vorrai sperimentare per la tua guarigione quotidiana, infondi sempre consapevolezza in ciò che fai e l'armonia risplenderà attraverso di te.

Mariavittoria