mercoledì 13 aprile 2016

Floriterapia primaverile

Questo metodo di cura è il più perfetto
che sia stato dato all’umanità 
a memoria d’uomo. 
Ha il potere di curare la malattia, 
e, nella sua semplicità 
può essere usato in ogni casa.
Edward Bach

I fiori di Bach sono una terapia vibrazionale che consente, attraverso un metodo totalmente non invasivo, di superare traumi, di rimuovere blocchi e di operare guarigioni, al fine di promuovere l’integrità ed il benessere psicofisico di ogni essere umano. Questa disciplina prende avvio dalla eccezionale sensibilità del dottor Edward Bach che, attraverso un percorso di scoperta interiore, è riuscito a sintonizzarsi sull’energia di guarigione delle essenze floreali, estrapolandone un metodo per decodificare le proprietà di piante e fiori e porle in relazione agli squilibri psicologici e fisici di tutte le creature senzienti. Questi rimedi sono stati concepiti per l'autoguarigione, ed esistono metodi molto semplici per determinare quale fiore o miscela di fiori sia più indicata per ogni caso specifico, come ci dimostra il seguente video: 


Esistono anche mappe appositamente studiate per mostrare le corrispondenze tra i fiori e le parti del corpo che possono trarre maggiormente beneficio dal loro utilizzo, come ad esempio la seguente: 


Trovandoci ormai immersi nell’atmosfera primaverile, prenderemo qui in esame due rimedi che vengono preparati grazie a due fiori che sbocciano in questa stagione, il prugno ed il melo. 

Il fiore: Prunus Cerasifera
Cherry Plum (Prunus Cerasifera) è adatto per aiutare coloro che temono di perdere il lume della ragione ed il controllo delle proprie azioni. Altri sintomi dello stato disarmonico che questo fiore lenisce e guarisce sono l’eccessiva meticolosità derivante da continui tentativi di controllo e la tendenza a sviluppare fissazioni ed ossessioni di varia forma ed intensità. La sensazione è riconducibile a quella che si prova quando si è prossimi ad un esaurimento nervoso e le energie calano velocemente, risucchiate dagli atteggiamenti negativi che abbiamo elencato. Questa prostrazione, unita alla paura di cadere in una situazione incontrollabile, porta l’individuo a sviluppare nei casi più gravi un vero e proprio terrore di non essere più in grado di gestire le proprie azioni e, più in generale, la propria vita. 

Il rimedio: Cherry Plum, Laboratorio Di Leo

L’assunzione di Cherry Plum favorisce l’acquisizione della tranquillità d’animo necessaria per agire e pensare in modo equilibrato, facilitando la capacità di superare i momenti e le situazioni nelle quali si teme di poter cedere ad impulsi irrefrenabili.

Il fiore: Malus Pumila
Crab Apple (Malus Pumila) mira a risanare il ventaglio di percezioni interiori ed esteriori nelle quali prevale la sensazione di essere sporchi o impuri e di conseguenza la considerazione del proprio essere tende ad assestarsi su livelli piuttosto bassi. Questo rimedio floreale ben si adatta a risolvere i nodi originati da un ideale di purezza e ordine distorto che viene portato all’eccesso, nonché gli stati ossessivi legati alla pulizia del proprio corpo e/o dell’ambiente circostante, come anche le cure eccessive per i dettagli più reconditi. La sopravvalutazione dei minimi particolari, la repulsione per alcune creature come gli insetti o gli scarafaggi, l’ossessione per la sporcizia, sono segnali della tendenza ad un’eccessiva meticolosità che vira al perfezionismo, nonché di una personalità che mira alla purezza evitando in ogni modo di essere contaminata. 

Il rimedio: Crab Apple, Laboratorio Di Leo
Crab Apple estrinseca il suo potenziale positivo e curativo favorendo una maggiore positività sia nei confronti di se stessi, sia del proprio corpo. Questa ritrovata capacità di guardare se stessi con equilibrio consente di relazionarsi con il proprio aspetto esteriore e con l’ambiente circostante in modo costruttivo e bilanciato.


Anche la posologia per assumere i fiori di Bach può essere molto semplice. Diluire dalle 8 alle 12 gocce del rimedio floreale prescelto in mezzo litro di acqua naturale, effettuare tre succussioni, ovvero scuotere la bottiglietta capovolgendola e poi riportandola in posizione normale. Sorbire il preparato a piccoli sorsi durante l’arco della giornata. Esistono altri metodi, ma questo, che fornisce l’informazione di guarigione più volte, ripetutamente, durante la giornata, garantisce i risultati migliori.
Fabrizio

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IMPARA A CONOSCERE I FIORI DI BACH PER EVOLVERE

“Una volta che l'anima e lo spirito e il corpo sono in armonia, la malattia passa. In questi tempi di conformismo molti trovano che sia difficile essere se stessi, eppure si può fare.”




CURA I SINTOMI, RITROVA ENERGIA E SPIRITO CON I FIORI DI BACH

Pastiglie Fiori di Bach Emergenza, gusto Cherry Plum, Lemon Pharma

Laboratorio Erboristico Di LeoLa produzione dei fiori di Bach raccolti su territorio italiano secondo il metodo originale del Dottor Edward Bach



Crab Apple, Laboratorio Di Leo
Cherry Plum, Laboratorio Di Leo




venerdì 11 marzo 2016

Pronoia e terapia creativa

La noia è quell'atteggiamento che vi fa dire:
A che serve?” e vi fa assumere una posizione difensiva.
In realtà tale posizione altro non è che paura camuffata,
e paura significa disperazione.
Julia Cameron, La via dell'artista


La Via dell'artista è il percorso di chi sa che la vita è come un'opera d'arte in attesa di essere scoperta, osservata, plasmata e reinventata. Il principio alla base di questo meraviglioso viaggio di consapevolezza è straordinariamente semplice: dal momento che puoi davvero trasformare la tua vita in un capolavoro, perché non dovresti volerlo fare?


Trovare la propria strada, esprimersi felicemente e realizzarsi appieno diventa naturale come respirare una volta apprese e messe in pratica alcune verità essenziali. Il primo passo fondamentale in questo cammino è riscoprire e ravvivare in noi il contatto con l'energia creativa che muove l'intero universo.
Tutto è creazione, quindi permeato di energia creativa che in noi può manifestarsi ed espandersi come creatività, ovvero “creazione in azione”. In questo senso, essere creativi significa principalmente:
  • saper utilizzare l'immaginazione per fini pratici oltre che ricreativi e conoscitivi;
  • trovare nuove soluzioni a “vecchi”problemi e vivere meglio in ogni tempo;
  • sintonizzarsi con le modalità di espressione dell'anima;
  • sentirsi a proprio agio nel mondo, senza appartenergli;
  • percepire il senso autentico della propria vita.
Una terapia creativa consente di recuperare le facoltà creative dimenticate o mai sviluppate, smettendo così di essere gli artefici inconsapevoli di un'esistenza monotona per diventare artisti, cioè in grado di esprimere al meglio la propria energia nella vita.
Un corso, articolato in dodici settimane di riflessioni e di esercizi pratici, consente di intraprendere questa nobile via della creazione di se stessi:


Due passi fondamentali introducono alla Via dell'artista, il primo, che l'autrice chiama “le tre pagine del mattino”, consiste nello scrivere di getto tre pagine di quaderno, al mattino appena svegli. Questo esercizio, da svolgere ogni giorno, apporta due benefici sostanziali: liberare la psiche dalla “spazzatura emotiva” di cui David J. Pollay parla diffusamente nel suo libro, intitolato appunto Smaltire la spazzatura emotiva, consentendo al lamentoso giudice interiore di sfogarsi senza fare danni e, ancor meglio, fornire un ancoraggio a tutte le fuggevoli impressioni e suggestioni (sogni, idee, visioni...) che altrimenti rimarrebbero a vagare indefinitamente nell'inconscio. Dare una forma scritta ai presagi e ai ricordi di pensieri, emozioni ed eventi percepiti libera spazio interiore, e ad un certo punto, diventa un modo per acuire la propria consapevolezza del trascendente.
Il secondo passo, che Julia Cameron chiama “l'appuntamento con l'artista”, richiede di riservare due ore alla settimana per coltivare il rapporto con il proprio artista interiore, la nostra parte bambina troppo stesso trascurata o addirittura ignorata. Non ci sono indicazioni particolari riguardo a come svolgere questo esercizio, ma è necessario concedersi il lusso di essere se stessi per ascoltarsi davvero e sentire cosa il bambino che è in noi vuole comunicarci e trovare così il coraggio di instaurare con lui un rapporto profondo. È giunto il momento di ridare spazio e tempo di qualità alla tua parte più autentica. Questo innescherà uno tzunami di sincronicità, in effetti già C.G. Jung, delle cui scoperte più significative abbiamo parlato nel post precedente, osservava: “La creazione di qualcosa di nuovo non viene compiuta dall'intelletto, ma dall'istinto al gioco che viene mosso da una necessità interiore. La mente creativa gioca con gli oggetti che ama”.


Ricapitolando, i primi passi fondamentali sulla Via dell'artista sono due:
  1. La pratica giornaliera del diario (“le tre pagine del mattino”):
  • Scegli un quaderno e una penna da tenere sempre a portata di mano al mattino.
  • Al risveglio, riempi tre pagine del quaderno scrivendo tutto quello che ti viene in mente.
  • Non fermarti prima di aver riempito tre pagine, non censurarti, non rileggere le tre pagine appena scritte prima che siano passate almeno otto settimane.
  1. Pratica settimanale di cura e attenzione al proprio bambino interiore (“l'appuntamento con l'artista”):
  • Riserva due ore da dedicare esclusivamente al tuo artista-bambino interiore.
  • Ascoltalo, dedicagli attenzione, cure, amore, soddisfa le sue richieste, segui i suoi suggerimenti e trascorri con lui momenti di qualità, che sono direttamente proporzionali all'aumento del tuo livello di vitalità.
  • Gioca, divertiti, esplora e sperimenta insieme alla tua parte più autentica.
Questi due passi, semplici ma molto potenti, ti condurranno sulla Via dell'artista, dove imparare a sbloccare l'energia creativa che attraverso di te attende di esprimersi al meglio.
Vivere creativamente rivela l'aspetto più giocoso dell'esistenza: è Pronoia, l'antidoto alla paranoia, che riscuote dallo stato di intontimento patologico, indottrinamento cronico e intorpidimento cardiaco tipico di un'esistenza sonnambula, risvegliando l'entusiasmo esuberante di vivere davvero. Ben poco può essere descritto a parole, per non rischiare di scivolare subito in un vuoto verbalismo: Pronoia è terapia creativa allo stato puro, amorevolmente rivoluzionaria, spietatamente gioiosa e burlescamente rivelatrice, che ben si intona al significato profondo del motto tutto italiano: “La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà”.

Mariavittoria

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SCOPRI PRONOIA: L'ANTIDOTO ALLA PARANOIA

Avete bisogno di dosi regolari di sconsiderata bellezza, sublimi anomalie, incantevole senso dell'effimero e gioie inesplicabili...Così l'universo è costruito in modo tale da scoraggiare la noia. 
La sua provvista infinita di storie imprevedibili mette a nostra disposizione un divertimento superlativo.”




SCOPRI E SVILUPPA IL TUO IO CREATIVO

Dubito di potervi trasmettere il senso di miracolo che ho provato, come insegnante, osservando com'è cambiata la vita dei miei allievi dopo il corso. Durante le lezioni, la totale trasformazione fisica può essere sorprendente, e questo mi fa capire quanto il termine 'illuminazione' sia davvero appropriato. La faccia degli studenti spesso si ricopre di un particolare splendore, quando si mettono in contatto con le loro energie creative, e la stessa atmosfera spirituale che carica un'opera d'arte può pervadere un intero gruppo di allievi. In un certo senso, poiché siamo esseri creativi, le nostre vite diventano la nostra opera d'arte.”






venerdì 12 febbraio 2016

Il Libro dei Mutamenti

La nostra psiche è costruita in armonia 
con la struttura dell’universo,
e ciò che accade nel macrocosmo 
accade ugualmente negli infinitesimi 
e più soggettivi recessi dell’anima.
Carl Gustav Jung


L’I-Ching non è solamente una pratica divinatoria, anzi l’aspetto oracolare passa decisamente in secondo piano rispetto alle suggestioni e agli spunti che la sua consultazione ci può fornire. Quest’arte millenaria è uno strumento per raggiungere gli strati più profondi del nostro essere, per connettersi, attraverso la pratica della domanda posta all’oracolo, alle parti di noi che si celano sotto la superficie. È, a tutti gli effetti, una porta di accesso al nostro mondo interiore più vivo e vero. 


A proposito del mondo interiore, specchio interconnesso con il mondo esteriore, Jung ricorda: “Sì, è questo il mio mondo, pensai, il vero mondo, quello segreto dove non vi sono insegnanti e scuole e dove uno può essere senza dover chiedere nulla”, come potete sentire al minuto 6:27 della sua biografia ragionata. 


La stessa libertà, la stessa emozione, la stessa tensione verso il mistero così profondamente presenti nell'opera del grande psicologo svizzero, le ritroviamo intatte nell'I-Ching o Libro dei mutamenti.
In effetti, Jung ha trovato nella sincronicità l’anello di congiunzione che collega una pratica decisamente orientale come l’I-Ching ad una sensibilità tipicamente occidentale ed ha tracciato una strada che ci consente di percorrere confortevolmente il sentiero della scoperta di sé relazionandoci con l’universo e con gli altri.
La sincronicità teorizza che esiste un nesso a-causale fra due eventi che però risultano essere interconnessi e significativi pur in assenza di un vincolo di causa-effetto che li leghi. Esempi classici di sincronicità sono le cosiddette coincidenze fra due eventi che non si possono spiegare causalmente ma che indubbiamente risultano interconnessi. 


Chi si accosta alla lettura dell’I-Ching, il Libro dei mutamenti, viene innanzitutto colpito dalla sobrietà poetica del testo, essenziale ma elegante, misterioso ma accessibile, con un suo recondito fascino eppure mai sopra le righe.
Il lancio delle tre monete ripetuto per sei volte determina la progressiva formazione di un’esagramma, le cui eventuali linee mobili, ne definiscono un secondo, generato dal primo, indispensabile per completare l’analisi. È possibile formare sessantaquattro esagrammi. Ciascuno è costituito da due trigrammi, uno superiore e uno inferiore, la cui combinazione determina l’intima essenza dell’esagramma. Gli otto trigrammi sono: Li-il fuoco / Kun-la terra / Tui-il lago / Chien-il cielo / Kan-l’acqua / Ken-la montagna / Chen-il tuono / Sun-il vento.


L’intuizione di Jung nell’analizzare questa pratica antichissima sta nell’aver verificato che durante il lancio delle monete lo stato mentale soggettivo dell’individuo, espresso e formulato attraverso la domanda all’oracolo, sincronicamente trova una sua corrispondenza con un elemento oggettivo, l'esagramma. 
Dall’analisi e dallo studio dell’esagramma si possono inferire molte importanti informazioni, osservare parti prima occultate, notare aspetti che non avevamo mai considerato, desumere suggerimenti pratici. 
Ovviamente, molto dipenderà anche dalla domanda formulata e da come ci si pone nei confronti dell’oracolo: se si è spinti da un mero desiderio di squarciare per un attimo il velo del futuro, si avrà una risposta corrispondente; se invece si è mossi da un genuino impulso ad esplorare l’intricato ma affascinante labirinto del nostro essere, potremo contare su una splendida messe di risultati.
Con la giusta predisposizione d’animo, rivolgendoci all'I-Ching con la stessa umiltà e riverenza che si riserva alle cose belle, presi dall’incanto del mistero e dalla pregnanza delle risposte, possiamo tranquillamente accostarci all’oracolo certi di trovare un luogo e uno spazio magico nel quale trovare e ritrovare noi stessi e procedere più sereni lungo la strada dell’evoluzione.

Fabrizio

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IMPARA A LEGGERE IL LIBRO DEI MUTAMENTI

"Persino all'occhio più prevenuto è chiaro che questo libro rappresenta una sola, lunga esortazione
a esaminare con cura il proprio carattere, il proprio comportamento e le proprie motivazioni."




lunedì 11 gennaio 2016

Luce solida

I diamanti non sono altro che pezzi di carbone
che hanno continuato a fare il loro lavoro.
Malcolm Forbes



Che cosa accomuna il diamante alla perla?
Cominciamo il 2016 riprendendo questa domanda aperta, che avevamo proposto nella newsletter come spunto di riflessione di fine anno. Riflettere a posteriori sui simboli di Vajra-Perleneltempo è di buon auspicio per orientarsi consapevolmente lungo il percorso che anche quest'anno tracceremo insieme, veterani e nuovi arrivati, sulla Via della condivisione.
Sin dagli inizi siamo stati chiari, la meta è il viaggio, come abbiamo raccontato in una delle nostre prime meditazioni in formato video, che ti invitiamo a rivedere subito.


Chi viaggia sa bene di poter incontrare diamanti, punti di luce guizzante, come le stelle del firmamento e le intuizioni che squarciano in un lampo il velo delle tenebre, ma anche perle, di saggezza e poetica bellezza o di dolore liquido come le lacrime che abbiamo già spiegato essere Gocce di luce. Certo, per via del suo evolvere luminoso, ciclico e avviluppante, la perla rappresenta la crescita spirituale (per approfondire leggi il post Perle nel tempo), ma è anche associata all'Acqua, l'elemento più ricettivo, quindi alla forza Yin, alla natura accogliente femminile, alla Luna e in generale al potere dell'inconscio.


D'altro canto, il diamante si associa all'elemento Fuoco, all'intuizione fulminea, all'energia attiva Yang, alla natura penetrante maschile, al Sole e, in generale, al potere del nume di coscienza. Pur avendo origine da sostanze siderali celesti, è l'immane pressione del pianeta a forgiare il diamante, e allo stesso modo, l'elemento terreno funge da indispensabile irritante nell'innescare la produzione della perla. Nelle viscere della Terra, quindi, in abissi di Fuoco o di Acqua sottoposti a condizioni estreme, si installano e vengono plasmati i simboli più preziosi delle due energie complementari della vita, Yin e Yang, azione e ricezione, diamanti e perle che si uniscono e completano idealmente a vicenda. Che cosa li accomuna, se non la luce, che in loro diventa un solido distillato di bellezza iridescente?


Dalla luce pulsante e tangibile alla forza che tutto attrae e fa girare, il passo è breve: l'amore fa muovere “il sole e l'altre stelle”, come si sa dacché Dante ci offrì la sua summa di conoscenza esoterica. È la forza del Cuore, rappresentata dall'elemento Aria e quindi dal Cielo, che unisce tutti gli elementi e nobilita ogni sentiero, lunare o solare, sotto il segno dell'anima. Il Cuore non è affatto irrazionale, come talvolta si crede, bensì utilizza le funzioni della mente superiore per percepire la verità al di là di ogni apparenza logica o razionale. In breve, il cuore sa, anche quando gli occhi, la mente o la memoria si confondono, distraendosi lungo il percorso dell'essere.
È altresì importante ricordare che, pur essendo in visita alla Terra, ci troviamo letteralmente immersi, dentro e fuori, nel Cielo: il Cielo ci abbraccia, entra in noi attraverso la respirazione e l'esposizione agli spazi aperti, immettendo aria e luce nel nostro organismo, e più gli daremo attenzione più ricaricherà la nostra energia vitale. Di fatto, siamo creature biofotoniche e l'anima, viaggiatrice avventurosa, di vita in vita ne fa esperienza con sempre maggiore perizia, raccogliendo perle e diamanti nel suo personale e unico percorso di consapevolezza evolutiva. Ricordarlo è importante, poiché in forza della Legge di Corrispondenza si trova quel che si cerca. E tu, quali tesori stai cercando sulla Via della condivisione?


Cercando di ritrovarsi, anche la nostra newsletter si rinnova e da oggi ospiterà la sezione LO SAPEVI CHE..., con un ampio corollario di curiosità e informazioni sui temi afferenti ad alcune mini-rubriche potenzialmente stimolanti:
  • Polvere di stelle: astronomia e osservazione del cielo, perché solo imparando a puntare in alto possiamo cominciare ad abbracciare nuovi orizzonti e riscoprire la meraviglia di vivere sulla Terra immersi nel Cielo. Non sognare la vita, vivi il tuo sogno!
  • Astri e civiltà: lo Zodiaco e le ricorrenze legate al computo del tempo, perché dare uno sguardo alla tradizione e ai consigli delle stelle rafforza la consapevolezza del potere del qui e ora. Ricorda il futuro!
  • Natura di stagione: prodotti della terra, rimedi e accorgimenti, il meglio in ogni stagione per il nostro benessere psicofisico olistico e 100% naturale. Valorizza l'armonia planetaria, tutto è uno!
  • Meglio eco: soluzioni rapide, economiche, ecologiche ed efficaci alle avvincenti piccole e grandi sfide della quotidianità. Sii consapevole che l'autentica evoluzione è necessariamente ecosostenibile!

Contribuisci anche tu, scrivendo nei commenti ai post le domande o gli argomenti di cui ti piacerebbe leggere nei prossimi mesi. Condividere accresce la conoscenza!

Stefano, Mariavittoria, Fabrizio


IN PRATICA...
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ERRARE è UMANO E…MAGICO!
"Centratura è osservare e partecipare pienamente rimanendo interiormente fermi.
La centratura è l'atteggiamento interiore che rende possibile al mago errante sperimentare intensità, quell'intensità che l'essere brama sopra ogni altra cosa."


Il piccolo libro della centratura



lunedì 28 dicembre 2015

IO SONO

Sull'albero della vita ci sono due uccellini, amici fidati.
Uno mangia il dolce frutto dell'albero,
l'altro, senza mangiare, guarda e veglia.
gveda I, 164



L'inverno è la stagione del ritiro interiore e della riflessione, e con la fine dell'anno arriva il momento di ritrovare se stessi nel mistero del silenzio che accompagna il graduale ritiro della nostra forza vitale nei recessi del nostro spazio sacro: l'essere.


Svanisce l'impulso all'azione, l'energia Yang, e cresce il richiamo all'introspezione e alla ricettività tipico del periodo in cui predomina la forza Yin. È questo il momento più propizio per coltivare una magia potente e antica, l'azione senza azione, oggi meglio nota in Occidente come presenza.


Presenza è la condizione senza condizioni dell'essere puro e semplice, emancipato da qualsiasi attributo, è l'IO SONO, onnipervasivo e indescrivibile a parole, ma che è necessario riconoscere e percepire appieno affinché qualunque realizzazione possa avere un senso compiuto.
Ancor prima di lasciare andare l'attaccamento al passato e le aspettative per il futuro, che bloccano il presente in un circolo di comportamenti compulsivi per lo più controproducenti, sii presenza.
A questo fine, che in effetti non ha una fine, essendo di per sé viaggio e meta nella vita, ci viene in aiuto l'antichissimo mantra SO HAM, ovvero l'IO SONO sanscrito, che non a caso corrisponde al suono naturale emesso dalla nostra respirazione. Inizia subito a sperimentare consapevolmente questo mistero:

Inspira pronunciando SO
Espira pronunciando HAM

Ripeti l'esercizio per almeno sette cicli di respirazione, dopodiché continua a inspirare ed espirare in silenzio, ascoltando il suono naturale che si produce respirando:

Inspira SO
Espira HAM

Lo senti? È il canto del soffio vitale che anima il tuo corpo e quello di tutti gli esseri viventi. Sebbene ogni essere respiri, il suono che emette è unico, avendo una risonanza del tutto particolare. Riprova e avverti da te l'unicità del modo in cui il soffio vitale si diffonde nel tuo corpo:

Inspira SO
Espira HAM

Prenditi tutto il tempo necessario per esperire appieno il canto del soffio vitale che si esprime attraverso di te.
Se a questo mantra aggiungiamo OM, il suono primordiale dell'universo, otterremo una melodia ancestrale del Tutto che è Uno. Puoi ascoltarne il suono ritmato in questo video:


Lascia partire la traccia audio del video e poi partecipa al canto, l'autentico inno universale, sperimentando liberamente la benefica vibrazione che diffonde. Respira e vivi fluendo, come acqua che scorre per assecondare la corrente del grande fiume e solo così il suo movimento diventa danza e melodia.


Esercitati a riconoscere la coscienza universale OM SO HAM. È ovunque, luce e gioia per l'anima, ed è anche in te, così come in tutto ciò che è.
Questo inno universale celebra l'essenziale unità della vita e il risveglio della coscienza cosmica. È il miglior augurio da diffondere per propiziare un nuovo anno in armonia con i ritmi autentici dell'essere infinito.


Stefano, Mariavittoria, Fabrizio


IMPARA A DANZARE AL RITMO DELLA VITA

"Chi ha immaginazione automaticamente cerca conoscenza, ma chi cerca conoscenza non sempre raggiunge l'immaginazione. E l'Eroe sgombra la strada attraverso una nuova fenomenologia della percezione."







lunedì 14 dicembre 2015

Riconoscere la vita

Vivere è la cosa più rara al mondo
La maggior parte della gente esiste, 
ecco tutto.
Oscar Wilde


Quando ci ricordiamo della vita?

Nell’esistenza quotidiana siamo assorbiti dai problemi, lottiamo, ci agitiamo, non siamo certo interessati a contemplare la natura dell’esistenza. Esercitiamo l’autoconsapevolezza a corrente alternata con esiti titubanti. Eppure non serve essere sul punto di perdere la vita per vederla, come non è necessario uno shock, esemplificato dalla carta della Torre, il XVI Arcano dei Tarocchi, per farcene apprezzare l’importanza e la bellezza.


Questo periodo dell’anno è molto particolare: se da un lato la natura si addormenta, i semi giacciono al buio nel nudo terreno, le creature rallentano i ritmi vitali per far fronte all’inverno, dall’altro la frenetica esistenza umana a dicembre si divide fra le scadenze di fine anno, le festività, i pranzi aziendali, i cenoni e l’esasperazione della tendenza consumistica. Da una parte la natura si contrae, entra in uno stadio riflessivo, dall’altra noi guardiamo all’esterno e soffochiamo il silenzio con un coro di voci disarmoniche. 

Occorre trovare una sintesi verso un equilibrio più rispettoso delle nostre reali esigenze interiori, riconoscere la vita che ci circonda e provare ad entrare in contatto con essa.
Uno spunto interessante per trovare questo equilibrio consiste nel rivolgerci al regno degli alberi. Alcuni di essi, nonostante la stagione rigida, mantengono inalterato il manto sempreverde che li ricopre. Altri, pur nel loro scheletrico apparato di rami e tronchi, conservano intatta la magnificenza e la maestosità della loro presenza. Gli alberi sono creature straordinarie: la vita pulsa in essi indipendentemente dalla stagione e anche d’inverno, sotto la corteccia, c’è un essere vivente che può parlarci se solo sappiamo ascoltarlo.


Se abbiamo un giardino, probabilmente vi è un albero che ci è particolarmente caro, oppure conosciamo un luogo che ospita un albero a noi familiare. Proviamo coscientemente ad entrare in contatto con lui, facciamolo consapevolmente, senza aspettative, solamente con l’intento di connettere la vita che c’è in noi a quella di un altro essere vivente. Prima di stabilire una connessione con un albero, giungiamo a un metro dal suo tronco e fermiamoci, allunghiamo la mano ed entriamo in contatto con la sua energia, chiedendo mentalmente il permesso di avvicinarci ulteriormente. Un leggero pizzicore sul palmo della mano o qualsiasi altro segnale che la nostra sensibilità possa farci percepire, è sufficiente per farci capire che siamo ben accetti. Ora possiamo avanzare, toccare il tronco e sentire distintamente il flusso vitale che scorre in questa meravigliosa creatura. 



Da questa interrelazione traiamo il massimo dei benefici. Entriamo in relazione con la vita in maniera placida, intima, armonica. Siamo sulle soglie di un mondo che procede seguendo ritmi interiori e non dettati dalle convenzioni o da standard preconfezionati; ci affacciamo su energie più limpide, più pure, molto meno affaticate da sforzi compiuti per soddisfare le aspettative altrui. È un luogo di pace, riposante, rilassante, rinvigorente, ritemprante.

Come non può esserci uno scambio vitale importante con una scultura vivente, l’albero, che utilizza per il suo ciclo vitale il nostro prodotto di scarto, l’anidride carbonica, ed espelle l’elemento che ci garantisce la vita, l’ossigeno? 
Alla fine stacchiamoci con dolcezza e ringraziamo l’albero per la straordinaria lezione di vita appena appresa. 

Fabrizio






lunedì 30 novembre 2015

Ricominciare

Come possiamo fare qualcosa di impossibile?
Con entusiasmo.
Paulo Coelho

Ho tratto questa citazione da uno dei tanti intensi dialoghi che animano la trama di Monte Cinque; è il profeta Elia a rispondere all'ovvia domanda posta dagli sparuti superstiti di una città in macerie. Poco prima li aveva illuminati sul senso delle illusioni:

"Voi non avete mai avuto illusioni, ed è per questo che la vostra gioventù si è nascosta. Adesso è il momento di andarla a prendere, giacché abbiamo un sogno comune: ricostruire..."


Ricostruire una città nel deserto, con tutta la sua complessa architettura intrisa di funzionalità e bellezza a misura d'uomo, è un'ottima metafora di quello che comporta rifarsi una vita. Per quanto doloroso possa sembrare, ricostruire dalle macerie è molto più creativo dell'aggiungere o aggiustare ciò che c'è già.
In effetti, non potendo creare veramente nulla dal nulla, poiché anche le invenzioni sono semplicemente realizzazioni materiali di qualcosa che già esiste sul piano metafisico, le nostre “creazioni” saranno tanto più innovative quanto disporremo di materiali grezzi con i quali esprimere la nostra capacità ricreativa (in tutti i sensi di questa parola troppo a lungo sottovalutata).


Certo, non sempre, non ad ogni costo, bensì valutando di volta in volta quanto sia opportuno fare tabula rasa. Smantellare una casa per ricostruirla può sembrare più oneroso di ristrutturare le preesistenze, anche se nel secondo caso l'architetto dovrà affrontare delle limitazioni che potrebbero rivelarsi perfino più stimolanti di una completa libertà. D'altro canto, l'apparenza potrebbe ingannare: quanto può essere creativo un dolce preparato da noi seguendo scrupolosamente la ricetta di qualcun altro, rispetto a una torta preconfezionata che abbiamo decorato in modo molto originale? Probabilmente in entrambi i casi la sostanza non cambierà: mancanza di inventiva, ovvero scarsa autenticità. Tutto dipende dalla consapevolezza delle decisioni che guidano le nostre azioni. Lo stesso si potrebbe dire di un vestito o di una professione: quanto c'è di tuo in ciò che fai e quanto ti rispecchia veramente?


Sia che introduciamo piccoli cambiamenti graduali nella routine quotidiana o ci dedichiamo anima e corpo a una radicale rivoluzione esistenziale, mettersi costantemente in discussione è il modo più sano per rispondere costruttivamente all'impulso evolutivo che ci sprona verso il cambiamento. Scegliere coscientemente di evolvere si rivela un passo decisivo per ampliare gli orizzonti della propria consapevolezza, poiché nei ritmi vitali tutto scorre, tutto fluisce ciclicamente: cambiare per rimanere se stessi (coscienti), morire in vita (distruggere ciò che è vecchio in noi) per vivere in eterno (rinnovare lo spazio interiore). Sono queste alcune delle chiavi di volta nei riti di passaggio che si incontrano lungo il cammino.


Spesso le divinità distruttrici sono le più temute, ma è solo il nostro attaccamento al passato che cerca di evitarle ad ogni costo nel vano tentativo di ignorare l'evidenza della realtà: Shiva il Distruttore, ad esempio, è essenzialmente il dissipatore delle tenebre dell'ignoranza che incatena gli schiavi. In modo analogo, Gesù disse:

"La verità vi renderà liberi"

Ogni paura si affronta con coraggio, e quando la voce del cuore indica il cammino, tutto diventa possibile, l'entusiasmo (la luce del divino che è in ciascuno di noi) può smuovere montagne. Allora, sotto il cumulo di macerie delle illusioni perdute, scoprirai che un sogno attende di essere riportato alla luce della consapevolezza. Ed ecco che il percorso accidentato dell'esistenza diventerà un viaggio cosciente nell'anima del mondo. Oltre le illusioni troverai la tua vera realizzazione.

Mariavittoria